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	Commenti a: Perversa anzi banale, una storia più vera del vero 	</title>
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		<title>
		Di: vardiello		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[vardiello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 17:51:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a proposito: su ExtraMagazine, un&#039;intervista uscita oggi a Régis Jauffret: 
http://www.extramagazine.eu/pdf/ultimonumero.pdf

pp. 22-23
 ciao a tutti, vardiello]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a proposito: su ExtraMagazine, un&#8217;intervista uscita oggi a Régis Jauffret:<br />
<a href="http://www.extramagazine.eu/pdf/ultimonumero.pdf" rel="nofollow ugc">http://www.extramagazine.eu/pdf/ultimonumero.pdf</a></p>
<p>pp. 22-23<br />
 ciao a tutti, vardiello</p>
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		<title>
		Di: giuseppe girimonti greco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giuseppe girimonti greco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 09:40:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[forse un estratto del preambolo potrei riprenderlo. Lo ha pubblicato Il fatto quotidiano. Ora cerco sul sito in rassegna stampa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>forse un estratto del preambolo potrei riprenderlo. Lo ha pubblicato Il fatto quotidiano. Ora cerco sul sito in rassegna stampa</p>
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		<title>
		Di: piera lombardi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[piera lombardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 14:17:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A me quel preambolo è piaciuto moltissimo, forse più del libro stesso! ciao ggg!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me quel preambolo è piaciuto moltissimo, forse più del libro stesso! ciao ggg!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: giuseppe girimonti greco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giuseppe girimonti greco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 23:58:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(non ho sviluppato come si deve; per stanotte mi arrendo; comunque rispondevo a PL: @PL, ecco, così le regole sono salve: mi spaventa un po&#039; questo ritorno a un immoralismo di marca neo-decadente, ma - d&#039;altro canto - un po&#039; mi seduce l&#039;explicit del preambolo: &quot;se insegnate a leggere al vostro gatto, la letteratura ve lo ucciderà&quot;. Dice così? Non ho il libro sottomano (e dire che dovrei conoscerlo a memoria). Mi dà i brividi, ma il tocco visionario mi piace... ora mi allargo, però... pure gli estratti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(non ho sviluppato come si deve; per stanotte mi arrendo; comunque rispondevo a PL: @PL, ecco, così le regole sono salve: mi spaventa un po&#8217; questo ritorno a un immoralismo di marca neo-decadente, ma &#8211; d&#8217;altro canto &#8211; un po&#8217; mi seduce l&#8217;explicit del preambolo: &#8220;se insegnate a leggere al vostro gatto, la letteratura ve lo ucciderà&#8221;. Dice così? Non ho il libro sottomano (e dire che dovrei conoscerlo a memoria). Mi dà i brividi, ma il tocco visionario mi piace&#8230; ora mi allargo, però&#8230; pure gli estratti&#8230;</p>
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		<title>
		Di: giuseppe girimonti greco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/09/09/perversa-anzi-banale-una-storia-piu-vera-del-vero%c2%a0/#comment-155538</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe girimonti greco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 23:54:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il giudizio attiene al diritto o / e alla morale, ma io contesto da anni la communis opinio che sostiene la totale alterità della letteratura rispetto alla sfera morale. Due mondi separati e distanti, si dice, da una vita. Da qualche tempo (vedi Nussbaum) si ricomincia a parlare delle implicazioni etiche della narrazione e della dimensione etica della letteratura tout court. Jauffret, nel Preambule del libro (Sévère è il titolo originale) riprende la tesi classica sull&#039;amoralità dell&#039;arte. E lo fa anche in modo accattivante. Ma quel manifesto (che lui ha aggiunto dopo che è scoppiato il caso giudiziario) è la cosa che mi piace meno, forse, in definitiva, del libro. Per migliaia di autori si ripete questa litania da secoli: la lett. è una cosa la morale un&#039;altra ecc (varie le variationi). Non sto ovviamente auspicando un ritorno alla lett. edificante, gravida di messaggi, di fini, tesi da dimostrare, cause da supportare. Sto parlando (ma forse con scarca efficacia) delle implicazioni etiche della narrazione, là dove per implicazione etica si intenda ricaduta etica di una récit, in un contesto politico, per es., o su di un terreno limititrofo. Un solo nome: Coetzee. La sua è letteratura, e al tempo stesso ha delle implicazioni etiche, politiche immediate. Immediate, questo è il punto. Ci sarebbero molti altri esempi. Altro punto di intersezione: quando l&#039;etica viene mise en récit, il che dà spesso luogo a un cortocircuito, ad esiti problematici. E allora le implicazioni etiche del letterario non sono più fini, bensì punti critici, non sono affatto messaggi, bensì cicatrici, cesure, confini inquieti. Non penso tanto all&#039;ossessione dell&#039;eco-criticism o alla lett. eco-oriented. Penso piuttosto alla lett. che mette la coscienza del soggetto di fronte al mysterium iniquitatis usando come pietra di paragone la souffrance animal. Come dicono i fenomenologi, i merleaupontiani (si dirà così?): la conscience à l&#039;épreuve de la souffrance animale. Lunga e stucchevole digressione su lett. ed ethos. Declinato alla moderna... Ma partivo da tutt&#039;altro...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il giudizio attiene al diritto o / e alla morale, ma io contesto da anni la communis opinio che sostiene la totale alterità della letteratura rispetto alla sfera morale. Due mondi separati e distanti, si dice, da una vita. Da qualche tempo (vedi Nussbaum) si ricomincia a parlare delle implicazioni etiche della narrazione e della dimensione etica della letteratura tout court. Jauffret, nel Preambule del libro (Sévère è il titolo originale) riprende la tesi classica sull&#8217;amoralità dell&#8217;arte. E lo fa anche in modo accattivante. Ma quel manifesto (che lui ha aggiunto dopo che è scoppiato il caso giudiziario) è la cosa che mi piace meno, forse, in definitiva, del libro. Per migliaia di autori si ripete questa litania da secoli: la lett. è una cosa la morale un&#8217;altra ecc (varie le variationi). Non sto ovviamente auspicando un ritorno alla lett. edificante, gravida di messaggi, di fini, tesi da dimostrare, cause da supportare. Sto parlando (ma forse con scarca efficacia) delle implicazioni etiche della narrazione, là dove per implicazione etica si intenda ricaduta etica di una récit, in un contesto politico, per es., o su di un terreno limititrofo. Un solo nome: Coetzee. La sua è letteratura, e al tempo stesso ha delle implicazioni etiche, politiche immediate. Immediate, questo è il punto. Ci sarebbero molti altri esempi. Altro punto di intersezione: quando l&#8217;etica viene mise en récit, il che dà spesso luogo a un cortocircuito, ad esiti problematici. E allora le implicazioni etiche del letterario non sono più fini, bensì punti critici, non sono affatto messaggi, bensì cicatrici, cesure, confini inquieti. Non penso tanto all&#8217;ossessione dell&#8217;eco-criticism o alla lett. eco-oriented. Penso piuttosto alla lett. che mette la coscienza del soggetto di fronte al mysterium iniquitatis usando come pietra di paragone la souffrance animal. Come dicono i fenomenologi, i merleaupontiani (si dirà così?): la conscience à l&#8217;épreuve de la souffrance animale. Lunga e stucchevole digressione su lett. ed ethos. Declinato alla moderna&#8230; Ma partivo da tutt&#8217;altro&#8230;</p>
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		Di: piera lombardi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/09/09/perversa-anzi-banale-una-storia-piu-vera-del-vero%c2%a0/#comment-155522</link>

		<dc:creator><![CDATA[piera lombardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 15:10:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per me anche quella è, può essere materia da letteratura. Non c&#039;entra nulla la realtà, la vicenda giudiziaria, che è altra cosa. tutto può essere materia letteraria, al di là delle questioni nominali. Che poi ci siano umani sempre pronti ad alterarsi, ce ne facciamo subito una ragione. Che tutto sia stato detto, non l&#039;ho sostenuto io. Ho accostato i due casi, in quanto casi estremi, in entrambi i casi si tratta di giochi fatti con il consenso degli interessati. La letteratura spesso prende spunto dalla cronaca, registra l&#039;universo di variazioni della psiche umana. Non c&#039;entra il giudizio. Che attiene il diritto o la morale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per me anche quella è, può essere materia da letteratura. Non c&#8217;entra nulla la realtà, la vicenda giudiziaria, che è altra cosa. tutto può essere materia letteraria, al di là delle questioni nominali. Che poi ci siano umani sempre pronti ad alterarsi, ce ne facciamo subito una ragione. Che tutto sia stato detto, non l&#8217;ho sostenuto io. Ho accostato i due casi, in quanto casi estremi, in entrambi i casi si tratta di giochi fatti con il consenso degli interessati. La letteratura spesso prende spunto dalla cronaca, registra l&#8217;universo di variazioni della psiche umana. Non c&#8217;entra il giudizio. Che attiene il diritto o la morale.</p>
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		Di: giuseppe girimonti greco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/09/09/perversa-anzi-banale-una-storia-piu-vera-del-vero%c2%a0/#comment-155513</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe girimonti greco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 12:03:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(forse più interessante è la rappresentazione dell&#039;erotomania in lett. e cinema). Un solo titolo: L&#039;amore fatale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(forse più interessante è la rappresentazione dell&#8217;erotomania in lett. e cinema). Un solo titolo: L&#8217;amore fatale</p>
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		<title>
		Di: giuseppe girimonti greco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giuseppe girimonti greco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 11:55:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vorrei chiedere a Sortino che ne pensa. E soprattutto vorrei chiederlo a Tonon, che ha cercato, con la sua trilogia, di illustrare attraverso i dispositivi del romanzo (uso un&#039;etichetta pratica - poco adatta forse) la teologia tetra e apocalittica di Quinzio. Autore di un Mysterium iniquitatis, per l&#039;appunto.
Per quanto riguarda la bibliografia, dev&#039;essere primaria o secondaria?
  Bibl. secondaria recente: C. Dumoulié, Il desiderio, Einaudi, nuova ed.; Massimo Fusillo, L&#039;estetica della letteratura, Il mulino, ultimo cap. Devo citare anche quelli in uscita? Un altro titolo di Fusillo e uno di Scotti, su feticismo e letteratura; ma il fetish non ha sempre un rilievo centrale in questi studi. Ciao a tutti; ah ! se latito è solo perché sono sotto consegna. Ma non si tratta di un Jauffret II, ritorno a Ginevra, sul luogo del delitto... :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei chiedere a Sortino che ne pensa. E soprattutto vorrei chiederlo a Tonon, che ha cercato, con la sua trilogia, di illustrare attraverso i dispositivi del romanzo (uso un&#8217;etichetta pratica &#8211; poco adatta forse) la teologia tetra e apocalittica di Quinzio. Autore di un Mysterium iniquitatis, per l&#8217;appunto.<br />
Per quanto riguarda la bibliografia, dev&#8217;essere primaria o secondaria?<br />
  Bibl. secondaria recente: C. Dumoulié, Il desiderio, Einaudi, nuova ed.; Massimo Fusillo, L&#8217;estetica della letteratura, Il mulino, ultimo cap. Devo citare anche quelli in uscita? Un altro titolo di Fusillo e uno di Scotti, su feticismo e letteratura; ma il fetish non ha sempre un rilievo centrale in questi studi. Ciao a tutti; ah ! se latito è solo perché sono sotto consegna. Ma non si tratta di un Jauffret II, ritorno a Ginevra, sul luogo del delitto&#8230; :)</p>
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		<title>
		Di: giuseppe girimonti greco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/09/09/perversa-anzi-banale-una-storia-piu-vera-del-vero%c2%a0/#comment-155510</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe girimonti greco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 11:48:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quella è una vicenda atroce; su quel punto sono d&#039;accordo con Andrea Barbieri. Non mi viene da pensare &quot;ecco, questo è materiale per un narratore&quot;, se leggo una notizia del genere (l&#039;avevo già vista, e mi ha raggelato - e ci ho anche visto delle affinità sinistre con gli argomenti di cui si discute qui, ma... ma non sottoscriverei quel che dice PL, che saluto). Ma qui entriamo in un altro tunnel. La letteratura non si è mai tirata indietro quando si è trattato di rappresentare il Male, anche nelle sue forme più banali, non so come dir meglio. Non voglio arrivare a sostenere che uno dei suoi compiti etici (c&#039;è un ethos nel narrare, secondo me, ma temo che sia un&#039;opinione isolata e sicuramente è la mia modestissina opinione)... non voglio arrivare a sostenere che uno dei suoi compiti sia la rappresentazione del MALE. Del male in tutte le sue accezioni, del Maligno, del Mysterium iniquitatis, del male assoluto, del male-banale, della banalità del male, ecc. Ma è sempre accaduto; c&#039;è sempre stata questa confrontation, è sempre stato vivo e in opera questo défi atroce, questo mettersi di fronte al Male, opaco, inscalfibile come un uovo d&#039;acciaio, per cercare di fare qualcosa con le parole. La sfida, si dice sempre, lo scrittore che accetta la sfida: dire il Male (, non so se alla maniera dei fenomenologi o di chi altro; cfr. il saggio di V. Lingiardi sull&#039;argomento ne Il male, Raffaello Cortina, a c. di P.F. Pieri). Non mi metterò a fare la lista, da Bandello (che amava molto i faits divers) e Giraldi Cinzio giù giù fino a Sartre e Du:rrenmatt (La promessa). La sfida è stata tante volte accettata da cineasti di valore... e anche qui la lista sarebbe lunga... ma oziosa...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quella è una vicenda atroce; su quel punto sono d&#8217;accordo con Andrea Barbieri. Non mi viene da pensare &#8220;ecco, questo è materiale per un narratore&#8221;, se leggo una notizia del genere (l&#8217;avevo già vista, e mi ha raggelato &#8211; e ci ho anche visto delle affinità sinistre con gli argomenti di cui si discute qui, ma&#8230; ma non sottoscriverei quel che dice PL, che saluto). Ma qui entriamo in un altro tunnel. La letteratura non si è mai tirata indietro quando si è trattato di rappresentare il Male, anche nelle sue forme più banali, non so come dir meglio. Non voglio arrivare a sostenere che uno dei suoi compiti etici (c&#8217;è un ethos nel narrare, secondo me, ma temo che sia un&#8217;opinione isolata e sicuramente è la mia modestissina opinione)&#8230; non voglio arrivare a sostenere che uno dei suoi compiti sia la rappresentazione del MALE. Del male in tutte le sue accezioni, del Maligno, del Mysterium iniquitatis, del male assoluto, del male-banale, della banalità del male, ecc. Ma è sempre accaduto; c&#8217;è sempre stata questa confrontation, è sempre stato vivo e in opera questo défi atroce, questo mettersi di fronte al Male, opaco, inscalfibile come un uovo d&#8217;acciaio, per cercare di fare qualcosa con le parole. La sfida, si dice sempre, lo scrittore che accetta la sfida: dire il Male (, non so se alla maniera dei fenomenologi o di chi altro; cfr. il saggio di V. Lingiardi sull&#8217;argomento ne Il male, Raffaello Cortina, a c. di P.F. Pieri). Non mi metterò a fare la lista, da Bandello (che amava molto i faits divers) e Giraldi Cinzio giù giù fino a Sartre e Du:rrenmatt (La promessa). La sfida è stata tante volte accettata da cineasti di valore&#8230; e anche qui la lista sarebbe lunga&#8230; ma oziosa&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Dinamo Seligneri		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dinamo Seligneri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 08:37:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[tutti che hanno problemi a commentare su NI e GGG ancora latita e noi aspettiamo le discografie complete del fetish: le aspetto davvero.

Piera Lombardi, non avvicini così veementemente la parola &quot;lavoro&quot; e la parola &quot;scrittore&quot; perché potrebbe produrvisi un effetto stordente per qualcuno. per me per esempio. se poi ci pizza pure il link, mi fa deli(n)quere. lo dico perché delle volte m&#039;è parso di capire da quello che leggevo che gli scrittori non vogliono che il loro lavorio sia chiamato &quot;lavoro&quot;. lo dico per lei. io ormai a forza di leggere leggere leggere e non capire altro niente, ho capito che quelli si potrebbero incazzare... allora non dico d&#039;aver preso le loro parti, questo no, ma alcuni sono simpatici. allora delle volte ho fraternizzato e... via via.

le scrivo alla fine che secondo me non è vero che tutto è stato detto. né tutto è stato detto bene, né è stato detto male. è solo che MOLTI hanno detto. tutto pi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tutti che hanno problemi a commentare su NI e GGG ancora latita e noi aspettiamo le discografie complete del fetish: le aspetto davvero.</p>
<p>Piera Lombardi, non avvicini così veementemente la parola &#8220;lavoro&#8221; e la parola &#8220;scrittore&#8221; perché potrebbe produrvisi un effetto stordente per qualcuno. per me per esempio. se poi ci pizza pure il link, mi fa deli(n)quere. lo dico perché delle volte m&#8217;è parso di capire da quello che leggevo che gli scrittori non vogliono che il loro lavorio sia chiamato &#8220;lavoro&#8221;. lo dico per lei. io ormai a forza di leggere leggere leggere e non capire altro niente, ho capito che quelli si potrebbero incazzare&#8230; allora non dico d&#8217;aver preso le loro parti, questo no, ma alcuni sono simpatici. allora delle volte ho fraternizzato e&#8230; via via.</p>
<p>le scrivo alla fine che secondo me non è vero che tutto è stato detto. né tutto è stato detto bene, né è stato detto male. è solo che MOLTI hanno detto. tutto pi.</p>
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