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	Commenti a: L’ambigua familiarità del &#8220;Libro dell’inquietudine&#8221;	</title>
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		Di: Giuseppe Savarino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Savarino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 14:53:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho conosciuto Il libro dell&#039;Inquietudine succhiandone inizialmente qua e là delle frasi che ho ritenuto profondamente intense, quasi abissali.
Dalla lettura successiva che ne è scaturita, queste sensazioni si sono moltiplicate a dismisura, disorientandomi: forse è proprio questa l&#039;inquietudine di cui si parla nel libro?! Ritrovarsi davanti al vuoto dell&#039;esistenza ed esserne affascinati...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho conosciuto Il libro dell&#8217;Inquietudine succhiandone inizialmente qua e là delle frasi che ho ritenuto profondamente intense, quasi abissali.<br />
Dalla lettura successiva che ne è scaturita, queste sensazioni si sono moltiplicate a dismisura, disorientandomi: forse è proprio questa l&#8217;inquietudine di cui si parla nel libro?! Ritrovarsi davanti al vuoto dell&#8217;esistenza ed esserne affascinati&#8230;</p>
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		Di: andrea inglese		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 08:07:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caro antonio,
mi fa piacere vedere che è ancora ben inaddomesticabile, il &quot;Libro dell&#039;inquietudine&quot;... (&quot;sirena impiegatizia&quot;, mi è piaciuto)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro antonio,<br />
mi fa piacere vedere che è ancora ben inaddomesticabile, il &#8220;Libro dell&#8217;inquietudine&#8221;&#8230; (&#8220;sirena impiegatizia&#8221;, mi è piaciuto)</p>
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		Di: Daniela Brogi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniela Brogi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 14:18:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io trovo che l&#039;accostamento delle due categorie di &quot;familiarità&quot; e &quot;interiorità&quot; sprigioni possibilità interessantissime di riflessione: su Pessoa come sulla narrativa moderna. Grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io trovo che l&#8217;accostamento delle due categorie di &#8220;familiarità&#8221; e &#8220;interiorità&#8221; sprigioni possibilità interessantissime di riflessione: su Pessoa come sulla narrativa moderna. Grazie.</p>
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		Di: Antonio Coda		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Coda]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 10:55:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Libro dell&#039;Inquietudine di Pessoa mi ha - allora ha funzionato? - inquietato come nessun altro prima, come non è riuscito lo &quot;Shining&quot; di Stephen King né &quot;Le 120 giornate di Sodoma&quot; del Marchese de Sade né &quot;Il fantasma dell&#039;Opera&quot; di Leroux, per quanto consideri quest&#039;ultimo un libro di abnorme inquietudine. Non i racconti di Henry James né tantomeno quelli di Edgar Allan Poe. Forse la stessa inquietudine l&#039;ho provata con i romanzi di Cormac McCarthy, ma in questo caso si trattava comunque di una inquietudine diversa: epocale, e quindi collettiva.

L&#039;inquietudine di Pessoa è asociale, atemporale, è... assoluta? nella sua meschinità lo è, nella sua frammentarietà senza disegno globale, senza sintesi, nella sua rinuncia al senso o nella sua rassegnazione a farne a meno. Nel suo accettare che non c&#039;è, se non te lo crei da te. E se te ne manca l&#039;immaginazione? Sei spacciato. Sei: risucchiato. 

Addomesticabile &quot;Il libro dell&#039;inquietudine&quot;? renderlo familiare, ciarliero, anedottico, spensierato? è un libro vorticoso, una sabbia mobile, un pantano: una sirena, ma senza le malie del canto e della nudità e della bellezza: una sirena impiegatizia, coi baffetti, il pastrano, la bombetta, una sirena cantata da Paolo Conte, una sirena di nome Barteby che, a differenza di quella arenatasi fino a morirne raccontata da Melville, sopravvive mangiando di sé, delle proprie interiora, trovandole, al di sotto di tutte le civetterie dello squallore e del disgusto, assai appetitose.

Pessoa raggiunge profondità del fango umano non raggiunte prima. Quale credo sia il suo segreto? Che a differenza di tanti altri, che se ne dicevano entusiasti provandone in realtà il sommo spregio che, a parer loro, ingigantiva il loro sforzo - in realtà, ostacolandolo soltanto - a Pessoa, quall&#039;andare a fondo, procurava un piacere autentico.

Pessoa si può tutt&#039;al più esorcizzare: ma familiazzare, proprio no. Tradirlo in questo modo, no!

Un saluto!,
 Antobio Coda]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Libro dell&#8217;Inquietudine di Pessoa mi ha &#8211; allora ha funzionato? &#8211; inquietato come nessun altro prima, come non è riuscito lo &#8220;Shining&#8221; di Stephen King né &#8220;Le 120 giornate di Sodoma&#8221; del Marchese de Sade né &#8220;Il fantasma dell&#8217;Opera&#8221; di Leroux, per quanto consideri quest&#8217;ultimo un libro di abnorme inquietudine. Non i racconti di Henry James né tantomeno quelli di Edgar Allan Poe. Forse la stessa inquietudine l&#8217;ho provata con i romanzi di Cormac McCarthy, ma in questo caso si trattava comunque di una inquietudine diversa: epocale, e quindi collettiva.</p>
<p>L&#8217;inquietudine di Pessoa è asociale, atemporale, è&#8230; assoluta? nella sua meschinità lo è, nella sua frammentarietà senza disegno globale, senza sintesi, nella sua rinuncia al senso o nella sua rassegnazione a farne a meno. Nel suo accettare che non c&#8217;è, se non te lo crei da te. E se te ne manca l&#8217;immaginazione? Sei spacciato. Sei: risucchiato. </p>
<p>Addomesticabile &#8220;Il libro dell&#8217;inquietudine&#8221;? renderlo familiare, ciarliero, anedottico, spensierato? è un libro vorticoso, una sabbia mobile, un pantano: una sirena, ma senza le malie del canto e della nudità e della bellezza: una sirena impiegatizia, coi baffetti, il pastrano, la bombetta, una sirena cantata da Paolo Conte, una sirena di nome Barteby che, a differenza di quella arenatasi fino a morirne raccontata da Melville, sopravvive mangiando di sé, delle proprie interiora, trovandole, al di sotto di tutte le civetterie dello squallore e del disgusto, assai appetitose.</p>
<p>Pessoa raggiunge profondità del fango umano non raggiunte prima. Quale credo sia il suo segreto? Che a differenza di tanti altri, che se ne dicevano entusiasti provandone in realtà il sommo spregio che, a parer loro, ingigantiva il loro sforzo &#8211; in realtà, ostacolandolo soltanto &#8211; a Pessoa, quall&#8217;andare a fondo, procurava un piacere autentico.</p>
<p>Pessoa si può tutt&#8217;al più esorcizzare: ma familiazzare, proprio no. Tradirlo in questo modo, no!</p>
<p>Un saluto!,<br />
 Antobio Coda</p>
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