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	Commenti a: Omaggio a Mandel&#8217;stam 1891-1938	</title>
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		<title>
		Di: viola		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 18:18:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mandel&#039;stm risuona, sempre, nulla è a caso; il tuo mi sembra un testo convincente, Carlo, auguri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mandel&#8217;stm risuona, sempre, nulla è a caso; il tuo mi sembra un testo convincente, Carlo, auguri</p>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 14:57:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si tocca il dolore,
non è sfiorato,
la pelle della parola lascia vedere
la ferita del prigioniero
incisa, tagliata,
è un dolore nitido,
in guerra,
in patria.

Grazie per la bellezza e l&#039;omaggio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si tocca il dolore,<br />
non è sfiorato,<br />
la pelle della parola lascia vedere<br />
la ferita del prigioniero<br />
incisa, tagliata,<br />
è un dolore nitido,<br />
in guerra,<br />
in patria.</p>
<p>Grazie per la bellezza e l&#8217;omaggio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: fabio teti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabio teti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 13:10:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[corrige:

&quot;sia fatto canale&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>corrige:</p>
<p>&#8220;sia fatto canale&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: fabio teti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/10/24/omaggio-a-mandelstam-1891-1938/#comment-158451</link>

		<dc:creator><![CDATA[fabio teti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 13:09:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie a te, Carlo.

...


&quot;Non esiste la libertà, può esistere solo la liberazione&quot;. 

sono d&#039;accordo. se di &quot;ego&quot; non è dato liberarsi, essendo &quot;ego&quot;, anche, il corpo-contenitore e la condizione stessa di ogni esperienza, nonché massa che ha moto in un &quot;dove&quot;, e il &quot;da dove&quot; di chi prende la parola conta - hai ben ragione a rifiutare l&#039;ego-massage: ché l&#039;ego serve, sì, ma va appunto bonificato affinché si fatto canale, cavo di accoglienza, va insomma letteralmente massacrato perché non divenga ennesima frontiera, ennesimo &quot;parallelo 35&quot;, materialmente e spiritualmente.

come ha affermato Florin Flueras (performer e danzatore rumeno), intervistato da Berardi Bifo su Alfabeta2 di ottobre: &quot;dobbiamo alterare il nocciolo della nostra identità. Dal momento che il capitalismo è in noi, in noi c’è lo sfruttamento, l’estinzione della specie, il cambiamento climatico e dunque alcune parti di noi stessi devono morire. In questo senso forse dobbiamo abbracciare un po’ di (artistica) apocalisse&quot;.

ti allego in privato qualcosa a riguardo, che non è il caso di intasarne qui il thread.

un saluto,

f.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a te, Carlo.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>&#8220;Non esiste la libertà, può esistere solo la liberazione&#8221;. </p>
<p>sono d&#8217;accordo. se di &#8220;ego&#8221; non è dato liberarsi, essendo &#8220;ego&#8221;, anche, il corpo-contenitore e la condizione stessa di ogni esperienza, nonché massa che ha moto in un &#8220;dove&#8221;, e il &#8220;da dove&#8221; di chi prende la parola conta &#8211; hai ben ragione a rifiutare l&#8217;ego-massage: ché l&#8217;ego serve, sì, ma va appunto bonificato affinché si fatto canale, cavo di accoglienza, va insomma letteralmente massacrato perché non divenga ennesima frontiera, ennesimo &#8220;parallelo 35&#8221;, materialmente e spiritualmente.</p>
<p>come ha affermato Florin Flueras (performer e danzatore rumeno), intervistato da Berardi Bifo su Alfabeta2 di ottobre: &#8220;dobbiamo alterare il nocciolo della nostra identità. Dal momento che il capitalismo è in noi, in noi c’è lo sfruttamento, l’estinzione della specie, il cambiamento climatico e dunque alcune parti di noi stessi devono morire. In questo senso forse dobbiamo abbracciare un po’ di (artistica) apocalisse&#8221;.</p>
<p>ti allego in privato qualcosa a riguardo, che non è il caso di intasarne qui il thread.</p>
<p>un saluto,</p>
<p>f.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Carlo Cuppini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/10/24/omaggio-a-mandelstam-1891-1938/#comment-158450</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo Cuppini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 12:15:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Viola, grazie per la poesia di Hill, che non conoscevo. Strana, intrigante coincidenza l&#039;identica struttura formale...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Viola, grazie per la poesia di Hill, che non conoscevo. Strana, intrigante coincidenza l&#8217;identica struttura formale&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: viola		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/10/24/omaggio-a-mandelstam-1891-1938/#comment-158414</link>

		<dc:creator><![CDATA[viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 14:40:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Geoffrey Hill

Un Addio a Osip Mandels&#039;tam

Scomodo amico, avrei comunque preferito te
A loro. Ma i morti tengono ben sigillata la loro vita
E ancora una volta sono io in ritardo. Così, fuori tempo
I saluti, le nuvole di polvere, le grida metalliche.

Dalla desolazione s&#039;alzano immagini
Guarda... rovine sulla pianura...
Alcuni s&#039;osservano le mani; altri
Strisciano cercando cibo sul campo lungo la strada.

La tragedia ha un occhio per tutti.
Magari non ci toccherà, ma è lì, comunque -
Perfetta, insaziabile - un duro cielo d&#039;estate
Che di ciò fa festa, che compie il suo fine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Geoffrey Hill</p>
<p>Un Addio a Osip Mandels&#8217;tam</p>
<p>Scomodo amico, avrei comunque preferito te<br />
A loro. Ma i morti tengono ben sigillata la loro vita<br />
E ancora una volta sono io in ritardo. Così, fuori tempo<br />
I saluti, le nuvole di polvere, le grida metalliche.</p>
<p>Dalla desolazione s&#8217;alzano immagini<br />
Guarda&#8230; rovine sulla pianura&#8230;<br />
Alcuni s&#8217;osservano le mani; altri<br />
Strisciano cercando cibo sul campo lungo la strada.</p>
<p>La tragedia ha un occhio per tutti.<br />
Magari non ci toccherà, ma è lì, comunque &#8211;<br />
Perfetta, insaziabile &#8211; un duro cielo d&#8217;estate<br />
Che di ciò fa festa, che compie il suo fine.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Carlo Cuppini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/10/24/omaggio-a-mandelstam-1891-1938/#comment-158401</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo Cuppini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 11:27:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie a Fabio, che sempre, con raro acume e limpida passione, e potenti parole, mi aiuta a intravedere la destinazione ultima (o penultima) del fare. E grazie per la bella frase di Mandel&#039;stam, che, senza conoscerla, ho reinterpretato e affisso in testa alla Militanza del fiore: &quot;nella poesia, l&#039;ultima via alla clandestinità&quot;.
Mi fa molto piacere il contatto di sponda con Andrea (Inglese): da tempo seguo le tue cose, ne godo e mi ci confronto - da ultimo le riscritture lucreziane, molto apprezzate insieme a quelle dell&#039;altro Andrea, che ringrazio per l&#039;accoglienza (anche da parte dell&#039;ornitorinco!).
Sparz, la questione non è risolta. Ma è urgente. Può avere solo una risposta collettiva, a mio avviso, naturale risultante delle tensioni che i lavori, pur eterogenei, di molti esprimono. 
Siamo profughi del presente, stipati in un campo di concentramento-lunapark fuori dal tempo, dopo essere stati deportati dalla nostra patria, che altro non è se non il reale. Basterebbe questo per voler disinnescare a tutti i costi quell&#039;ordigno che è la coazione impressionistica/espressionistica che ancora impregna l&#039;idea di poesia; come se questa dovesse avere per forza valenze &quot;poetiche&quot; – e non semplicemente &quot;artistiche&quot; e &quot;contemporanee&quot; come tutte le altre arti. Allo stesso tempo, forse paradossalmente, sono convinto che ogni opera sia &quot;anche&quot; un autoritratto. E il cerchio non quadra: bellezza smisurata di essere ornitorinco...

Non esiste la libertà, può esistere solo la liberazione (citando a memoria G.Agamben)

 “La danza non è affatto l’impulso corporeo liberato, l’energia selvaggia del corpo; è al contrario mostrazione corporea della disobbedienza ad un impulso” A.Badiou.

E Virgilio Sieni: &quot;Ed è veramente misterioso come ancora oggi si possa cadere nel corpo della danza per essere iniziati al tempo. Scorre il tempo nel ballo della ragazza, danzando via le gocce sul terreno. Lei si inizia, sempre, ogni mattina nuova, restituendo il buon umore.&quot;

Ecco qualche traiettoria: realtà, tempo, disobbedienza, iniziazione, aurora, liberazione, poesia, corpo, buon umore...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a Fabio, che sempre, con raro acume e limpida passione, e potenti parole, mi aiuta a intravedere la destinazione ultima (o penultima) del fare. E grazie per la bella frase di Mandel&#8217;stam, che, senza conoscerla, ho reinterpretato e affisso in testa alla Militanza del fiore: &#8220;nella poesia, l&#8217;ultima via alla clandestinità&#8221;.<br />
Mi fa molto piacere il contatto di sponda con Andrea (Inglese): da tempo seguo le tue cose, ne godo e mi ci confronto &#8211; da ultimo le riscritture lucreziane, molto apprezzate insieme a quelle dell&#8217;altro Andrea, che ringrazio per l&#8217;accoglienza (anche da parte dell&#8217;ornitorinco!).<br />
Sparz, la questione non è risolta. Ma è urgente. Può avere solo una risposta collettiva, a mio avviso, naturale risultante delle tensioni che i lavori, pur eterogenei, di molti esprimono.<br />
Siamo profughi del presente, stipati in un campo di concentramento-lunapark fuori dal tempo, dopo essere stati deportati dalla nostra patria, che altro non è se non il reale. Basterebbe questo per voler disinnescare a tutti i costi quell&#8217;ordigno che è la coazione impressionistica/espressionistica che ancora impregna l&#8217;idea di poesia; come se questa dovesse avere per forza valenze &#8220;poetiche&#8221; – e non semplicemente &#8220;artistiche&#8221; e &#8220;contemporanee&#8221; come tutte le altre arti. Allo stesso tempo, forse paradossalmente, sono convinto che ogni opera sia &#8220;anche&#8221; un autoritratto. E il cerchio non quadra: bellezza smisurata di essere ornitorinco&#8230;</p>
<p>Non esiste la libertà, può esistere solo la liberazione (citando a memoria G.Agamben)</p>
<p> “La danza non è affatto l’impulso corporeo liberato, l’energia selvaggia del corpo; è al contrario mostrazione corporea della disobbedienza ad un impulso” A.Badiou.</p>
<p>E Virgilio Sieni: &#8220;Ed è veramente misterioso come ancora oggi si possa cadere nel corpo della danza per essere iniziati al tempo. Scorre il tempo nel ballo della ragazza, danzando via le gocce sul terreno. Lei si inizia, sempre, ogni mattina nuova, restituendo il buon umore.&#8221;</p>
<p>Ecco qualche traiettoria: realtà, tempo, disobbedienza, iniziazione, aurora, liberazione, poesia, corpo, buon umore&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/10/24/omaggio-a-mandelstam-1891-1938/#comment-158384</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 07:08:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[cerco come sempre di imparare ad accostare una poesia da quelli che stimo poeti per davvero. Di quest&#039;ultimo giudizio che citi, Andringlé, di Cuppini, mi interrogo soprattutto sulla frase &lt;i&gt;bonificata dall’ego-message&lt;/i&gt;, che è come una condizione iniziale necessaria, che credo di capire cosa vuol dire, ma mi chiedo, esiste veramente un testo bonificato dall&#039;ego-message? O magari, vogliamo esplorare un po&#039; di più questa bonifica? Ciao e grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>cerco come sempre di imparare ad accostare una poesia da quelli che stimo poeti per davvero. Di quest&#8217;ultimo giudizio che citi, Andringlé, di Cuppini, mi interrogo soprattutto sulla frase <i>bonificata dall’ego-message</i>, che è come una condizione iniziale necessaria, che credo di capire cosa vuol dire, ma mi chiedo, esiste veramente un testo bonificato dall&#8217;ego-message? O magari, vogliamo esplorare un po&#8217; di più questa bonifica? Ciao e grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Andrea Raos		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/10/24/omaggio-a-mandelstam-1891-1938/#comment-158371</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 03:25:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di niente, andreainglè.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di niente, andreainglè.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/10/24/omaggio-a-mandelstam-1891-1938/#comment-158355</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 23:17:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ringrazio andrearà, per avermi fatto conoscere Carlo Cuppini, di cui ho poi pescato anche una riflessione sulla poesia, che condivido pienamente:

&quot;La poesia, bonificata dall&#039;ego-massage, è sfondamento di un muro nel tentativo di riappropriarsi di ciò che ci è stato negato, da cui siamo stati estromessi, e che però rimane la cosa più appagante che ci possa capitare di esperire: la realtà. E, con essa, la storia.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ringrazio andrearà, per avermi fatto conoscere Carlo Cuppini, di cui ho poi pescato anche una riflessione sulla poesia, che condivido pienamente:</p>
<p>&#8220;La poesia, bonificata dall&#8217;ego-massage, è sfondamento di un muro nel tentativo di riappropriarsi di ciò che ci è stato negato, da cui siamo stati estromessi, e che però rimane la cosa più appagante che ci possa capitare di esperire: la realtà. E, con essa, la storia.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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