Battute di caccia

11 novembre 2011
Pubblicato da

Ugo Coppari

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Un giorno ho conosciuto una persona che non ci vedeva e non ci sentiva e neanche poteva parlare. Questa persona mi ha raccontato che un giorno ha conosciuto un signore molto anziano che parlava con gli animali. Questi animali gli avevano raccontato che molto tempo fa gli animali potevano parlare. E spesso cercavano dei pretesti per riunirsi e testimoniare agli altri la propria esperienza.

Era giorno di festa quando tutti vestiti di bianco questi animali si radunano attorno al lago dove a quei tempi confluivano tutti i fiumi dell’Africa e del Sudamerica. Mentre stanno per sedersi attorno al fuoco che sorge al centro del grande lago, ecco che emerge dalla superficie dell’acqua un coccodrillo che decide di prendere la parola e raccontare cosa gli è capitato.

Racconta di essere stato travolto da un fiume di fango e di essere stato trascinato in una caverna nascosta sotto una grande montagna. Là sotto incontra un uomo che non ci vedeva e che non ci sentiva e che neanche poteva parlare. Quest’uomo se ne stava fermo, appoggiato alla parete in fondo alla caverna. Il coccodrillo inizialmente non sapeva cosa farsene di quell’uomo, anche perché non sapeva cosa fosse o cosa stesse facendo. Così decise di mangiarselo, tutto d’un fiato. L’uomo non emise alcun suono né tentò di divincolarsi, ma una volta arrivato in fondo allo stomaco del coccodrillo comincia a muovere ritmicamente braccia e gambe nel tentativo di nuotare. Il coccodrillo, stravolto da quel travaglio allo stomaco, decide di lasciarsi trasportare dall’uomo che gli nuotava dentro. Ecco che dopo un po’ il coccodrillo si ritrova di fronte ad una cascata altissima, oltre la quale si apre il vuoto. L’uomo continua a nuotare finché i due non precipitano dalla cascata. Arrivato là in fondo il coccodrillo si accorge che un altro uomo lo stava aspettando:

un uomo molto anziano vestito di bianco che se ne sta appollaiato su di un ramo. Quest’uomo ha il corpo ricoperto di piume, sembra un uccello. Il coccodrillo è sbalordito dallo splendore del suo piumaggio, lucido e cangiante. Il vecchio comincia a muovere il becco, lo apre e chiude senza emettere alcun suono, finché non gli cade a terra. Poi afferra il becco con le mani e se ne serve per incidere un taglio nel bel mezzo del proprio petto. Con un gesto deciso affonda l’estremità del becco nel torace e apre le proprie viscere allo sguardo del cielo. Il coccodrillo non sa cosa pensare, fin quando l’uomo dentro al suo stomaco decide che è ora di uscire allo scoperto: esce e corre ai piedi del vecchio. Raccoglie il becco e se lo infila tra le labbra afone, per poi prendere il volo e non tornare mai più. Mentre se ne va via, il vecchio che se ne stava appollaiato sull’albero scende a terra e va dal coccodrillo. Gli mostra una complessa e particolareggiata serie di incisioni segnate nel suo cuore, ancora pulsante. Lì vi sono raffigurate alcune scene di caccia: in una si vede un uomo che scrive una lettera chino su uno scrittoio in noce: in un’altra scena si vede una donna che fuma una sigaretta: nell’ultima scena il coccodrillo scorge la rappresentazione di un vernissage, dove alcuni uomini parlano tra di loro dando le spalle ad una serie infinita di quadri raffiguranti madonne, soldati e esseri ibridi. Il coccodrillo, sbalordito, apre le fauci. Il vecchio così gli si tuffa incontro, entrandogli nello stomaco. Poco prima di entrare, si preoccupa di strapparsi dal petto il cuore pieno di incisioni, per lanciarlo in mezzo al grande bacino d’acqua su cui s’affaccia la grande cascata.

Il coccodrillo ha appena terminato di raccontare la sua vicenda, quando nel bel mezzo della notte tutti gli altri animali se ne stanno sbalorditi a bocca aperta. Ad un certo punto un uccello dal becco piuttosto tagliente si rivolge al coccodrillo che ancora se ne sta in mezzo al lago. Una volta ridestatosi dal torpore ipnotico della narrazione, l’uccello chiede al coccodrillo cosa cazzo stesse dicendo, nel senso che non ci aveva capito assolutamente niente di quella storia. Proprio in quel momentoun gruppo di uomini armati di fucile esce dalla giungla e comincia a sparare sugli animali: che muoiono tutti. Tranne il coccodrillo, ché se ne stava in mezzo al lago.

Una volta terminata la carneficina, il coccodrillo si dirige verso una sponda del lago, dove sono riuniti gli uomini che stanno sventrando le bestie appena uccise. Toccata terra, il vecchio che se ne stava rinchiuso nella stomaco del coccodrillo esce allo scoperto (la cassa toracica totalmente svuotataci ricorda che il suo cuore – ormai in chissà quale altro angolo del Gondwana – si sta arricchendo di nuovi segni). Questi uomini s’erano radunati attorno al fuoco, quando ad un certo punto uno di loro decide di prendere di nuovo la parola.

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3 Responses to Battute di caccia

  1. diamonds il 11 novembre 2011 alle 10:40
  2. Mariateresa il 11 novembre 2011 alle 18:32

    Qualcuno riflette mai sulla violenza che l’uomo perpetra nei confronti degli animali?

  3. segnalo « slowforward il 15 novembre 2011 alle 07:10

    […] https://www.nazioneindiana.com/2011/11/11/battute-di-caccia/ Share this:Print & PDFFacebookEmailTwitter […]



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