The Last Ringbearer: una fanfiction tolkieniana

5 dicembre 2011
Pubblicato da

di Jan Reister – E’ appena uscita una nuova versione de The Last Ringbearer di Kirill Yeskov, tradotto dal russo in inglese ad opera di Yisroel Markov. L’ebook è scaricabile dal blog del traduttore come pdf, epub e mobi.

Pubblicato in russo nel 1999, il libro è un tributo a J.R.R. Tolkien, dalla cui opera trae ispirazione per raccontare la storia della Terra di Mezzo all’indomani della caduta di Mordor. Non è però un sequel, ma un vero e proprio rovesciamento  complementare de Il Signore degli Anelli, raccontato con la voce degli sconfitti mordoriani, epigoni di una civiltà razionale e scientifica distrutta da un’alleanza oscurantista abilmente guidata dagli Elfi:

Nella riscrittura di Yeskov, il mago Gandalf è un condottiero intento ad arginare le iniziative tecnologiche e scientifiche di Mordor e dei suoi alleati del sud perché la scienza “distrugge l’armonia del mondo e inaridisce l’anima degli uomini”. Ha un’alleanza con gli elfin, che vogliono diventare “padroni del mondo” e far diventare la Terra di Mezzo “la brutta copia” delle loro magiche terre al di la del mare. Barad-dur, anche nota come la Torre Oscura e la cittadella di Sauron è, per contrasto, descritta come “quella città magica di alchimisti e di poeti, meccanici ed astronomi, filosofi e fisici, il cuore dell’unica civiltà nella Terra di Mezzo a scommettere sulla conoscenza razionale e coraggiosamente alza la sua tecnologia nata così da poco contro la magia. “ (Laura Miller, Middle-earth according to Mordor, Salon, 15/2/2011, tradotta da Tommaso Caldarelli )

Il mondo è Testo, ed anche se il testo è scritto dai vincitori esso non è meno vero e rivelatore. Tolkien, secondo l’autore, ci ha raccontato una parte della complessa realtà della Terra di Mezzo, attraverso una narrazione che non poetva non essere celebrativa e politica. Il fatto che nel Signore degli Anelli vi siano incongruenze e zone grigie non significa che il Professore aveva torto, ma che tocca a noi capire, riempire i vuoti ed illuminare le zone oscure.

Cosa sappiamo del pianeta in cui si trova la Terra di Mezzo? Come sono distribuiti i continenti, e quale è il loro clima? Cosa possiamo dire della biologia del pianeta? Perché Mordor si trova in un deserto? Da dove vengono le risorse necessarie (materie prime, cibo, tecnologia, risorse umane) per la guerra? Quali sono i sistemi economici dei paesi della Terra di Mezzo? E’ ragionevole pensare che si fossero evolute sul pianeta specie biologiche intelligenti differenti tra loro (umani, elfi, nani, orchi, troll, hobbit)? Oppure siamo di fronte ad una ideologia totalitaria che doveva giustificare e rendere digeribile un genocidio (“la soluzione finale al problema di Mordor”)?

Kirill Yeskov, che è biologo e paleontologo, si ispira apertamente ad opere come Rosencrantz e Guildenstern sono morti per darci un libro che, unito all’opera originale di Tolkien, ci offre una visione stereoscopica, completa della Terra di Mezzo e delle sue vicende. Come Il Signore degli Anelli è lirico, epico, ricco di fantastico e di  poesia, The Last Ringbearer è pragmatico, operativo, intellettualmente inquisitivo e curioso (ma la magia esiste anche lì). Dove in Tolkien vi è passione, sentimento, fiaba ed ideale in Eskov l’ideale e il sentimento vivono accanto alla realpolitik, al calcolo, all’intelligence ed alla strategia.

Il risultato è un libro strepitoso, dall’intreccio ben funzionante, una miniera di spunti intellettuali e di ironici paralleli con gli imperi del male dei nostri giorni, richiamati esplicitamente nell’epilogo. E’ un libro che regge perfettamente durante la lettura, complementare e coerente nell’interpretazione dell’opera di Tolkien, ma è soprattutto rileggendo poi Il Signore degli Anelli che Yeskov dimostra tutto il suo talento: i due libri si sostengono a vicenda ed acquistano sapore. L’ispirata figura di Gandalf convive perfettamente con il bianco mago genocida, l’etereo mondo elfico non è meno affascinante conoscendo le spietate lotte per il potere politico dell’aristocrazia immortale elfica, l’avventuriero senza scrupoli morali, manipolatore e manipolato è lo stesso Aragorn che Arwen sposa per amore. L’opera di Tolkien continua a funzionare, in perfetta simbiosi con la grandiosa narrazione dei mordoriani.

Kirill Yeskov
The Last Ringbearer
© 1999 Kirill Yeskov
© 2010 Yisroel Markov (English translation)
© 2011 Yisroel Markov (updated English translation)
For non-commercial distribution only

El ultimo anillo – traduzione spagnola

Ebook in formato PDF, epub (universale, device Apple), mobipocket (Amazon Kindle) scaricabili sul sito del traduttore.

Ne hanno parlato di sfuggita in passato: Wu Ming, Cosplayers e cose tolkieniane, ovvero: Paura e delirio a Lucca Comics, Giap 2/11/2011

Edit 7/12/2011: molto interessante l’articolo dell’Associazione romana studi tolkeniani: Arriva dalla Russia il contrattacco di Mordor

 

Mordor in Dubai

Edit 31/12/2011: non avevo apprezzato appieno la copertina dell’ebook: la fonte della foto è https://secure.flickr.com/photos/rocketman80120/2347888908 con licenza CC-BY e ritrae un panorama di Dubai con il Burj Dubai in costruzione.

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10 Responses to The Last Ringbearer: una fanfiction tolkieniana

  1. Giovanni Agnoloni il 6 dicembre 2011 alle 12:58

    Può trattarsi di una lettura interessante, ma c’è il rischio di ridurre a una fredda speculazione razionale la profondità di significati filosofici e archetipici (per non dire spirituali) del Legendarium tolkieniano. Detto questo, non ho letto il libro, quindi non posso spingermi a formulare giudizi.

    • jan reister il 6 dicembre 2011 alle 13:19

      Allora leggilo, no? Il rischio di essere delusi c’è sempre, come pue quello di sorprendersi! Per quanto, se ti aspetti spiritualità in LOTR, faresti meglio a leggerti il capitolo sulla rete giovanile filoelfica underground ad Umbar. In TLRB ovviamente.

  2. jan reister il 6 dicembre 2011 alle 15:06

    Aggiungo un articolo ben fatto: http://www.jrrtolkien.it/?p=258

  3. Mario il 7 dicembre 2011 alle 00:19

    Interessantissimo l’articolo e il link che hai postato in fondo. Sono d’accordo sulla validità letteraria del testo russo e la spiritualità io non la cercherei nel Signore degli Anelli. Mi voglio leggere il testo in inglese.
    Ciao

  4. Giovanni Agnoloni il 7 dicembre 2011 alle 12:57

    Sottolineo che, quando parlo di spiritualità nel Signore degli Anelli, mi riferisco a un sostrato sapienziale assolutamente non imposto dall’autore, ma che è indubitabilmente figlio della sua fede cristiana, per quanto contenga in sé elementi riconoscibii anche in altre tradizioni religiose (buddhismo, zen, induismo). Suggerisco la raccolta di saggi “Tolkien. La Luce e l’Ombra”, che ho curata per Senzapatria Editore, a questo proposito, con contributi di alcuni tra i massimi esperti mondiali in materia di studi tolkieniani.
    Il SDA è spirituale nella misura in cui la vera spiritualità, come la vera arte (che non è “culto” nel senso bigotto e deteriore del termine, ma tantomeno esoterismo o variopinto fan-club simil-gioco di ruolo) ha a che fare con la dimensione del profondo e con le questioni “ultime” dell’esistenza, come la morte, l’eterno, l’amore, l’amicizia, l’integrità e valori “eterni”, sia pur calati nel divenire retto dal gioco degli opposti eraclitei. Ne abbiamo parlato nel convegno tenutosi il 12 novembre ad Assisi e da me organizzato con Padre Guglielmo Spirito, vice-preside dell’Istituto Teologico assisiate e coautore della raccolta suddetta (e i cui atti stiamo cercando di caricare online, lottando con le incompatibilità dei file audio con Youtube e siti vari).
    Questo anche per sgombrare il campo da possibili confusioni su qualsiasi tipo di collocazione “politica” di Tolkien, semplicemente perché – e ormai è assodato – il Professore non era né di “destra” né di “sinistra”. Detto questo, cercherò di procurarmi questo libro e di leggerlo “asap”.

    Un saluto

    • jan reister il 7 dicembre 2011 alle 13:25

      Grazie della tua nota Giovanni, e quando hai finito segnala pure qui il link degli atti del convegno. Credo di aver capito cosa intendi con spiritualità, anche se è assai lontano dai miei interessi. Per quanto, in Yeskov c’è più di quel che appare ed alcuni personaggi sono notevolissimi. Sul reclutamento a destra e a sinistra, concordo e non mi interessa. Un saluto a tutti gli intervenuti.

  5. Giovanni Agnoloni il 7 dicembre 2011 alle 16:15

    Grazie a te, Jan, e guarda, ho già scaricato l’opera in inglese, e la leggerò con piacere. Dev’essere molto interessante. Segnalerò senz’altro gli atti del convegno. Ciao!

  6. Mario il 8 dicembre 2011 alle 08:35

    Io non trovo spiritualità nelle opere di Tolkien, a parte qualche accenno a una “religione naturale” che è proprio di ogni uomo. È un testo universale, è un romanzo e come tale va valutato! Il testo di Yeskov, ihmo, restituisce il fascino di quel mondo, con un punto di vista opposto. Per questo mi è piaciuto, come mi sono piaciuto questo articolo e quello al link http://www.jrrtolkien.it/?p=258 . Mi sembra anche molto attuale come tema, basta pensare a Bush, padre e figlio e alle loro guerre “preventive”!!!
    :-)

  7. Sergio Baratto il 10 dicembre 2011 alle 09:04

    Mi permetto di segnalare un altro esempio (molto più embrionale ma – mi parve all’epoca – spassoso) di “ribaltamento” della mitologia tolkieniana, stavolta giocato secondo i vecchi cliché anche linguistici dell’ortodossia sovietica. Lo tradussi dal russo e lo pubblicai proprio qui su Nazione Indiana in tempi ormai preistorici:
    https://www.nazioneindiana.com/2004/02/04/la-vera-storia-del-signore-degli-anelli/

  8. jan reister il 10 dicembre 2011 alle 09:17

    Davvero divertente, Sergio. Non escludo che ci sia stata una influenza reciproca, si saranno letti Edelman e Yeskov.



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