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	Commenti a: l&#8217;amica geniale	</title>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/12/12/lamica-geniale/#comment-160534</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 15:09:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ero nell&#039;attesa del romanzo di Elena Ferrante - dopo la Figlia Oscura- ero ancora nella storia strana di una madre nell&#039;ossessione di una bambola- in un ambiente di vacanza ostile nella vicinanza di una famiglia napoletana.

 Elena Ferrante entra nella complessità dell&#039;anima femminile, nella difficoltà di trovare un posto nella storia familiare.

I personaggi  parlano una lingua della memoria- il dialetto napoletano- il dialetto dell&#039;infanzia, del primo litigio, della prima rivolta- il dialetto come lingua d&#039;amore, d&#039;affetto.

 Sovente i personnagi di Elena Ferrante sono in rottura con il passato, con il corpo dell&#039;infanzia, il corpo era troppo nell&#039;ombra della madre- il vestito- le scarpe- ma anche la nudità confronta il corpo della donna con quello della bambina che era.

 Mi piace anche sentire vibrare il corpo di Napoli, un corpo concreto con frammenti, breccia, viccoli, tempo sospeso/ La città accompagna il sentimento di smarginatura, di miscuglio di voci, di ombre, di violenza. Un labirinto solare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ero nell&#8217;attesa del romanzo di Elena Ferrante &#8211; dopo la Figlia Oscura- ero ancora nella storia strana di una madre nell&#8217;ossessione di una bambola- in un ambiente di vacanza ostile nella vicinanza di una famiglia napoletana.</p>
<p> Elena Ferrante entra nella complessità dell&#8217;anima femminile, nella difficoltà di trovare un posto nella storia familiare.</p>
<p>I personaggi  parlano una lingua della memoria- il dialetto napoletano- il dialetto dell&#8217;infanzia, del primo litigio, della prima rivolta- il dialetto come lingua d&#8217;amore, d&#8217;affetto.</p>
<p> Sovente i personnagi di Elena Ferrante sono in rottura con il passato, con il corpo dell&#8217;infanzia, il corpo era troppo nell&#8217;ombra della madre- il vestito- le scarpe- ma anche la nudità confronta il corpo della donna con quello della bambina che era.</p>
<p> Mi piace anche sentire vibrare il corpo di Napoli, un corpo concreto con frammenti, breccia, viccoli, tempo sospeso/ La città accompagna il sentimento di smarginatura, di miscuglio di voci, di ombre, di violenza. Un labirinto solare.</p>
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		Di: DaniMat		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/12/12/lamica-geniale/#comment-160509</link>

		<dc:creator><![CDATA[DaniMat]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 09:30:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sto leggendo L&#039;Amica Geniale, in questi giorni, anzi in queste sere. Lo leggo a grandi numeri di pagine e a volte a piccoli numeri di pagine, secondo il grado di stanchezza, ma non m&#039;importa. Voglio che duri, e il fatto che sia il primo di una serie di libri (romanzo modulare? Magnifico!) mi concede una prospettiva lunga che mi allunga la vita! Evviva! La scrittura e&#039; magistrale: serena e intensa, arrivano folate di Ortese e Morante e De Luca ma in un &#039;blend&#039; originale diverso nuovo esclusivo che supera tutti e tre e anzi li migliora dov&#039;è possibile. Elena Greco e Lila Cerullo (mi ricordo bene? Oddio!, ho qualche dubbio: controllerò) sono due creature neorealiste, come tutto il contorno di astanti, non escluso il temibile don Achille che mi ha fatto pensare a &quot;O&#039; Nonno&quot; (perdonatemi, sto citando me stessa: O Madre, romanzo non_modulare, e quando si arriva a citare se stessi vuol dire che e&#039; irrimediabilmente successo qualcosa...). Emerge una Napoli che e&#039; la Napoli autentica, sana e sregolata, cioe&#039; discutibile, già con tutte le sue tipicita&#039; e non ancora corrotta antropologicamente come adesso oramai e&#039;, dopo orrida trasformazione secondo processo &quot;pasoliniano&quot;. Comunque un libro meridionale, in cui ogni tanto scovo qualche curioso fenomeno fonomorfologico che qualche perplessità mi instllla: tipo, la questione della controra che oltre a essere per me lessico famigliare e&#039; patrimonio culturale profondo, secolare e comunitario. Vedrò e mi godo il libro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto leggendo L&#8217;Amica Geniale, in questi giorni, anzi in queste sere. Lo leggo a grandi numeri di pagine e a volte a piccoli numeri di pagine, secondo il grado di stanchezza, ma non m&#8217;importa. Voglio che duri, e il fatto che sia il primo di una serie di libri (romanzo modulare? Magnifico!) mi concede una prospettiva lunga che mi allunga la vita! Evviva! La scrittura e&#8217; magistrale: serena e intensa, arrivano folate di Ortese e Morante e De Luca ma in un &#8216;blend&#8217; originale diverso nuovo esclusivo che supera tutti e tre e anzi li migliora dov&#8217;è possibile. Elena Greco e Lila Cerullo (mi ricordo bene? Oddio!, ho qualche dubbio: controllerò) sono due creature neorealiste, come tutto il contorno di astanti, non escluso il temibile don Achille che mi ha fatto pensare a &#8220;O&#8217; Nonno&#8221; (perdonatemi, sto citando me stessa: O Madre, romanzo non_modulare, e quando si arriva a citare se stessi vuol dire che e&#8217; irrimediabilmente successo qualcosa&#8230;). Emerge una Napoli che e&#8217; la Napoli autentica, sana e sregolata, cioe&#8217; discutibile, già con tutte le sue tipicita&#8217; e non ancora corrotta antropologicamente come adesso oramai e&#8217;, dopo orrida trasformazione secondo processo &#8220;pasoliniano&#8221;. Comunque un libro meridionale, in cui ogni tanto scovo qualche curioso fenomeno fonomorfologico che qualche perplessità mi instllla: tipo, la questione della controra che oltre a essere per me lessico famigliare e&#8217; patrimonio culturale profondo, secolare e comunitario. Vedrò e mi godo il libro.</p>
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