III, 784 – 805

Denique in aethere non arbor, non aequore in alto
nubes esse queunt nec pisces vivere in arvis
nec cruor in lignis neque saxis sucus inesse.
certum ac dispositumst ubi quicquid crescat et insit.
sic animi natura nequit sine corpore oriri
sola neque a nervis et sanguine longius esse.
[…] quod quoniam nostro quoque constat corpore certum
dispositumque videtur ubi esse et crescere possit
sorsum anima atque animus, tanto magis infitiandum
totum posse extra corpus durare genique.
quare, corpus ubi interiit, periisse necessest
confiteare animam distractam in corpore toto.
quippe etenim mortale aeterno iungere et una
consentire putare et fungi mutua posse
desiperest […]
*

Né alberi in cielo né nel fondo del mare
nubi né pesci nei campi
né sangue nel legno né fluidi nei sassi:
ogni cosa sa già dove crescere, stare.
Senza corpo non può l’animo nascere
solo. Non fuori dei nervi e del sangue.
[…] quanto più certo e disposto
dove devono crescere, stare
animo e anima, tanto più da negare
che fuori del corpo sussistano, generino.
Per cui: quando il corpo scompare per forza
scompare anche l’anima.
Unire eterno a mortale,
pensare che possano insieme sentire, patirsi l’un l’altro,
è devianza.

*

tratto da AA.VV., La fisica delle cose. Dieci riscritture da Lucrezio, Roma, Giulio Perrone Editore, 2011, p. 115.

Andrea Raos

andrea raos ha pubblicato discendere il fiume calmo, nel quinto quaderno italiano (milano, crocetti, 1996, a c. di franco buffoni), aspettami, dice. poesie 1992-2002 (roma, pieraldo, 2003), luna velata (marsiglia, cipM – les comptoirs de la nouvelle b.s., 2003), le api migratori (salerno, oèdipus – collana liquid, 2007), AAVV, prosa in prosa (firenze, le lettere, 2009), AAVV, la fisica delle cose. dieci riscritture da lucrezio (roma, giulio perrone editore, 2010) e i cani dello chott el-jerid (milano, arcipelago, 2010). è presente nel volume àkusma. forme della poesia contemporanea (metauro, 2000). ha curato l’antologia chijô no utagoe – il coro temporaneo (tokyo, shichôsha, 2001). con andrea inglese ha curato le antologie azioni poetiche. nouveaux poètes italiens, in «action poétique», (sett. 2004) e le macchine liriche. sei poeti francesi della contemporaneità, in «nuovi argomenti» (ott.-dic. 2005). sue poesie sono apparse in traduzione francese sulle riviste «le cahier du réfuge» (2002), «if» (2003), «action poétique» (2005) e «exit» (2005); altre, in traduzioni inglese, sono apparse in "The New Review of Literature" (vol. 5 no. 2 / Spring 2008), "Aufgabe" (no. 7, 2008), poetry international e free verse. 

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  11 comments for “III, 784 – 805

  1. helena
    17 gennaio 2012 at 00:27

    bellissimo, Andrea!

    • Andrea Raos
      17 gennaio 2012 at 01:15

      <3

  2. mariasole ariot
    17 gennaio 2012 at 08:05

    ma guardalo, con i cuoricini! Non sei un indiano serio, Andrea Raos!
    (però è vero, bellissimo)

  3. fabio teti
    17 gennaio 2012 at 10:51

    peccato Andrea non abbia postato anche la prima delle sue due riscritture lucreziane, uno dei testi più imponenti (sic) che ho letto negli ultimi mesi, nonostante e anzi in forza di un’economia dei mezzi linguistici e sintattici radicale. due gioielli, ad ogni modo.

    f.

  4. 17 gennaio 2012 at 11:25

    essere, in devianza;
    splendirosa traslazione questa di Andrea

  5. nc
    17 gennaio 2012 at 11:30

    già, pare che non si possa aggiungere altro. è tutto qui.

  6. véronique vergé
    17 gennaio 2012 at 15:40

    Bellissima traduzione.
    La natura è specchio del cielo e della terra
    con corrispondenza,
    pesci con anima attraversano il fogliame mare
    dell’ albero in cielo
    l’anima del uomo è la nervatura della foglia
    leggerti è la sola felicità oggi
    di anima e di corpo,
    con lo spazio di luce.

    véronique

  7. daniele ventre
    17 gennaio 2012 at 22:23

    Da tempo volevo commentare. Ma dire che è bello mi sembrava riduttivo.

  8. Andrea Raos
    18 gennaio 2012 at 01:51

    Fabio, ma davvero ti piace cosi’ tanto anche l’altro pezzo? Io a rileggerlo sono abbastanza pentito di averlo pubblicato, mi sembra poco piu’ (o forse anche meno) di un esercizio di riscaldamento.
    Comunque, grazie a te e a tutti/e per avere apprezzato.
    E un saluto anche ai pochi devianti che, nel 2012 in Italia, non credono l’anima mortale :)

  9. 18 gennaio 2012 at 11:49

    “There are more things in heaven and earth, Horatio, Than are dreamt of in your philosophy.” Hamlet Act 1, scene 5….));

  10. renatamorresi
    18 gennaio 2012 at 12:18

    “patirsi l’un l’altro” – è tutto detto…

    :)

    r

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