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	Commenti a: L&#8217;iPhone e il re pallido	</title>
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		<title>
		Di: Sergio garufi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/01/26/liphone-e-il-re-pallido/#comment-162379</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 23:51:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A margine, segnalo che sulla rivista studio c&#039;e&#039; un ottimo articolo di cristiano de majo che analizza con grande perspicacia la narrativa di baricco a partire dal suo ultimo libro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A margine, segnalo che sulla rivista studio c&#8217;e&#8217; un ottimo articolo di cristiano de majo che analizza con grande perspicacia la narrativa di baricco a partire dal suo ultimo libro.</p>
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		<title>
		Di: enrico		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/01/26/liphone-e-il-re-pallido/#comment-162364</link>

		<dc:creator><![CDATA[enrico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 18:31:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[invidia?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>invidia?</p>
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		Di: Daniele		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/01/26/liphone-e-il-re-pallido/#comment-162327</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 17:43:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non sono un amante delle attività di Baricco, non lo sono nemmeno di Wallace. 
Tuttavia non mi pare il caso di fare un discorso sulla differenza che intercorre fra le pratiche di scrittura di uno e dell&#039;altro (giusto per evitare impietosi confronti). 
Ciò che mi sfugge è la centratura delle esternazioni di Baricco e le mire sottese a questa colata che, cementiziamente, va a &quot;depositarsi&quot; su uno degli autori di maggior interesse degli ultimi vent&#039;anni (oltretutto potremmo tacciare il &quot;nostro&quot; di essere un poco impolite sulla scelta di un autore ormai reso muto dal trascorrere degli eventi, ma non diamogli soddisfazioni). 
Si tratta, fondamentalmente, di legittimazione ottenuta tramite delegittimazione.
Peccato che non avvenga con l&#039;utilizzo delle giuste misure.
Resto qui in attesa di uno stacco ulteriore: dalla &quot;divulgazione appassionata&quot; alle &quot;mutazioni antropologiche&quot;, da Ovidio (pardon, Omero) alle morfòsi nel passaggio portrait-landscape (causato dalla rotazione del dispositivo di cui sopra), credo che l&#039;ultima Thule di questa palingenesi del letterario sia soltanto la rivalutazione dell&#039;attività dei platelminti a scapito di x (dove x sta per &quot;soggetto/oggetto passibile di deprezzamento, obiettivo di subdole rosicate ex post, estratto a sorte&quot;).
Nessuna categoria critica da spendere, in questo caso, per Baricco: solo crisi e rigenerazioni industriali, abbruttimenti da design, rash intellettual-cutanei scambiati per occasioni di battage e nient&#039;altro concesso, nemmeno un po&#039; di prurito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono un amante delle attività di Baricco, non lo sono nemmeno di Wallace.<br />
Tuttavia non mi pare il caso di fare un discorso sulla differenza che intercorre fra le pratiche di scrittura di uno e dell&#8217;altro (giusto per evitare impietosi confronti).<br />
Ciò che mi sfugge è la centratura delle esternazioni di Baricco e le mire sottese a questa colata che, cementiziamente, va a &#8220;depositarsi&#8221; su uno degli autori di maggior interesse degli ultimi vent&#8217;anni (oltretutto potremmo tacciare il &#8220;nostro&#8221; di essere un poco impolite sulla scelta di un autore ormai reso muto dal trascorrere degli eventi, ma non diamogli soddisfazioni).<br />
Si tratta, fondamentalmente, di legittimazione ottenuta tramite delegittimazione.<br />
Peccato che non avvenga con l&#8217;utilizzo delle giuste misure.<br />
Resto qui in attesa di uno stacco ulteriore: dalla &#8220;divulgazione appassionata&#8221; alle &#8220;mutazioni antropologiche&#8221;, da Ovidio (pardon, Omero) alle morfòsi nel passaggio portrait-landscape (causato dalla rotazione del dispositivo di cui sopra), credo che l&#8217;ultima Thule di questa palingenesi del letterario sia soltanto la rivalutazione dell&#8217;attività dei platelminti a scapito di x (dove x sta per &#8220;soggetto/oggetto passibile di deprezzamento, obiettivo di subdole rosicate ex post, estratto a sorte&#8221;).<br />
Nessuna categoria critica da spendere, in questo caso, per Baricco: solo crisi e rigenerazioni industriali, abbruttimenti da design, rash intellettual-cutanei scambiati per occasioni di battage e nient&#8217;altro concesso, nemmeno un po&#8217; di prurito.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: paolo durando		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/01/26/liphone-e-il-re-pallido/#comment-162320</link>

		<dc:creator><![CDATA[paolo durando]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 10:11:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Personalmente, ritengo sia stato sottovalutato il saggio di Baricco sui &quot;nuovi barbari&quot;. Non mi sembra venga molto letto e citato. Eppure è non solo acuto, ma illuminante sul mondo verso cui stiamo andando. Non mi pare, poi, che Baricco quel mondo lo difenda o ne voglia far parte fino a crogiolarvisi: semplicemente lo coglie, lo descrive nel suo attuale delinearsi, con intuizioni importanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Personalmente, ritengo sia stato sottovalutato il saggio di Baricco sui &#8220;nuovi barbari&#8221;. Non mi sembra venga molto letto e citato. Eppure è non solo acuto, ma illuminante sul mondo verso cui stiamo andando. Non mi pare, poi, che Baricco quel mondo lo difenda o ne voglia far parte fino a crogiolarvisi: semplicemente lo coglie, lo descrive nel suo attuale delinearsi, con intuizioni importanti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: daniele ventre		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/01/26/liphone-e-il-re-pallido/#comment-162319</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 09:56:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Giuseppe Zucco:

hai scritto del lungo lavoro di divulgazione di Baricco. 

Appunto: doveva continuare con cose come Pickwick o con gli articoli divulgativi.

Poi ha cominciato a scrivere. Poi ora non gli va più bene e se ne esce con questa sua dell&#039; iPhone. 

Potremmo contestargli che l&#039;origine dell&#039;arte è semplicemente un artigianato e che alla base della civiltà letteraria occidentale c&#039;è il tessitore o il fabbro di parole. Cioè l&#039;artigianato verbale, che può essere fruito a più livelli e non è chiuso in un pesante elitarismo.

Perché dovremmo erigere a categoria critica il commento di uno scrittorello che non è riuscito più a vendere come prima e non è riuscito a farsi piacere dalle élites -e dunque guarda rancoroso a tutti e due i poli, alto e basso, della scrittura?

Su Baricco ho feroci perplessità, per ragioni che potremmo definire professionali, sin dal tempo della sua cosiddetta &quot;Iliade&quot;. 

Il fatto che si stia perdendo tempo a discutere di una sua esternazione di dubbio odore mi sembra eccessivo.

Altre parole non ci appulcro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Giuseppe Zucco:</p>
<p>hai scritto del lungo lavoro di divulgazione di Baricco. </p>
<p>Appunto: doveva continuare con cose come Pickwick o con gli articoli divulgativi.</p>
<p>Poi ha cominciato a scrivere. Poi ora non gli va più bene e se ne esce con questa sua dell&#8217; iPhone. </p>
<p>Potremmo contestargli che l&#8217;origine dell&#8217;arte è semplicemente un artigianato e che alla base della civiltà letteraria occidentale c&#8217;è il tessitore o il fabbro di parole. Cioè l&#8217;artigianato verbale, che può essere fruito a più livelli e non è chiuso in un pesante elitarismo.</p>
<p>Perché dovremmo erigere a categoria critica il commento di uno scrittorello che non è riuscito più a vendere come prima e non è riuscito a farsi piacere dalle élites -e dunque guarda rancoroso a tutti e due i poli, alto e basso, della scrittura?</p>
<p>Su Baricco ho feroci perplessità, per ragioni che potremmo definire professionali, sin dal tempo della sua cosiddetta &#8220;Iliade&#8221;. </p>
<p>Il fatto che si stia perdendo tempo a discutere di una sua esternazione di dubbio odore mi sembra eccessivo.</p>
<p>Altre parole non ci appulcro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Enrico Macioci		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/01/26/liphone-e-il-re-pallido/#comment-162292</link>

		<dc:creator><![CDATA[Enrico Macioci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 08:49:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2012/01/26/liphone-e-il-re-pallido/#comment-162288&quot;&gt;giuseppe zucco&lt;/a&gt;.

Concordo con Zucco parola per parola. Lggere DFW è un&#039;esperienza profonda, che coinvolge diversi livelli d&#039;attenzione; è una lettura stratificata, una ricerca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/01/26/liphone-e-il-re-pallido/#comment-162288">giuseppe zucco</a>.</p>
<p>Concordo con Zucco parola per parola. Lggere DFW è un&#8217;esperienza profonda, che coinvolge diversi livelli d&#8217;attenzione; è una lettura stratificata, una ricerca.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandro Ansuini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/01/26/liphone-e-il-re-pallido/#comment-162290</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Ansuini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 06:46:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[P.S.
Non vorrei essere pedante con questa cosa, ma &quot;Il re pallido&quot; non è un libro postumo di DFW, è scrittura di DFW assemblata dal suo editor. Continuo ad avere la presunzione di pensare che se DFW avesse voluto fare uscire il libro l&#039;avrebbe fatto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>P.S.<br />
Non vorrei essere pedante con questa cosa, ma &#8220;Il re pallido&#8221; non è un libro postumo di DFW, è scrittura di DFW assemblata dal suo editor. Continuo ad avere la presunzione di pensare che se DFW avesse voluto fare uscire il libro l&#8217;avrebbe fatto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandro Ansuini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/01/26/liphone-e-il-re-pallido/#comment-162289</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Ansuini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 06:42:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;affermazione di Baricco, dispiace per lui, non dequalifica Infinite Jest, come sembra, ma qualifica lui stesso. Fa capire che non si sente, alla fine, uno scrittore. Uno scrittore come DFW, per dirla tutta. Preferisce le opere collettive, costruire telefoni, fondare scuole - il cinema non l&#039;ha messo perché gli è venuto male, forse. Non voglio parlare male di Baricco anche perché i suoi primi libri li lessi con piacere, anche i Barnum, e i nuovi barbari secondo me è un saggio molto acuto. Da troppo tempo però trovo che la sua scrittura si sia avviluppata su stessa, una signorina che si guarda allo specchio e spera di rimanere giovane per sempre, ha studiato quelle tre mossette per sedurre chi la guarda e continua a ripeterle come un disco rotto. A questo punto appare chiaro l&#039;accanimento contro uno scrittore del genere di DFW del quale, mi perdoni Zucco, la lettura dei suoi libri, seppur faticosa, non equivale di certo a scriverli. Non è perché abbiamo imparato ad andare in bicicletta l&#039;abbiamo inventata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;affermazione di Baricco, dispiace per lui, non dequalifica Infinite Jest, come sembra, ma qualifica lui stesso. Fa capire che non si sente, alla fine, uno scrittore. Uno scrittore come DFW, per dirla tutta. Preferisce le opere collettive, costruire telefoni, fondare scuole &#8211; il cinema non l&#8217;ha messo perché gli è venuto male, forse. Non voglio parlare male di Baricco anche perché i suoi primi libri li lessi con piacere, anche i Barnum, e i nuovi barbari secondo me è un saggio molto acuto. Da troppo tempo però trovo che la sua scrittura si sia avviluppata su stessa, una signorina che si guarda allo specchio e spera di rimanere giovane per sempre, ha studiato quelle tre mossette per sedurre chi la guarda e continua a ripeterle come un disco rotto. A questo punto appare chiaro l&#8217;accanimento contro uno scrittore del genere di DFW del quale, mi perdoni Zucco, la lettura dei suoi libri, seppur faticosa, non equivale di certo a scriverli. Non è perché abbiamo imparato ad andare in bicicletta l&#8217;abbiamo inventata.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: giuseppe zucco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/01/26/liphone-e-il-re-pallido/#comment-162288</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe zucco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 23:17:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ enrico macioci

quando affronti i libri di foster wallace, non è che semplicemente leggi, ma fatichi, lavori, sudi. la lettura dei suoi libri è un&#039;impresa tale e quale alla loro scrittura. una specie di scalata: un&#039;impresa impervia e miracolosa e toccante. per questo, anche a distanza di anni, ti rimane tutto così impresso, le immagini, i tentacoli delle frasi, l&#039;iperrealtà delle descrizioni, le ossessioni e le ossessioni delle ossessioni, il riverbero cosmico dell&#039;empatia. quest&#039;ultimo libro non fa eccezione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ enrico macioci</p>
<p>quando affronti i libri di foster wallace, non è che semplicemente leggi, ma fatichi, lavori, sudi. la lettura dei suoi libri è un&#8217;impresa tale e quale alla loro scrittura. una specie di scalata: un&#8217;impresa impervia e miracolosa e toccante. per questo, anche a distanza di anni, ti rimane tutto così impresso, le immagini, i tentacoli delle frasi, l&#8217;iperrealtà delle descrizioni, le ossessioni e le ossessioni delle ossessioni, il riverbero cosmico dell&#8217;empatia. quest&#8217;ultimo libro non fa eccezione.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: giuseppe zucco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/01/26/liphone-e-il-re-pallido/#comment-162287</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe zucco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 23:03:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ linnio accorroni

grazie: anche perché mi permetti di sgomberare il campo da una serie di equivoci. 

questo post voleva semplicemente essere una contestazione sentimentale ad una dichiarazione di baricco, non l&#039;innesco per lo sgancio selvaggio di bombe al veleno su uno scrittore. 

provo sempre una certa pena quando leggo commenti stizziti e stringati nei confronti di uno scrittore. visto che c&#039;è tutto lo spazio, auspicherei che al commento stizzito, di pancia, seguisse poi una trattazione razionale, di testa, sul perché quel dato scrittore non convince o risulta del tutto indigesto. non dico sempre, ogni tanto. giusto per non dare libero sfogo solo alla viscere.

poi, se devo dirla proprio tutta, mi addolora il modo molto à la page di assestare schiaffi schiaffini schiaffoni a baricco. per una ragione biografica. in un&#039;epoca pre-internet, quando era difficile se non impossibile risalire ai libri importanti, soprattutto per un ragazzino come me che viveva nelle estreme periferie della regione calabria, periferie dove era già tanto trovare librerie fornite di classici ottocenteschi e/o primonovecenteschi, i lunghi articoli appassiona(n)ti di baricco sulla repubblica, o gli altrettanto lunghi monologhi in alcune trasmissioni televisive, pickwick o totem, erano una boccata di ossigeno culturale, e devo a lui la scoperta e il successivo confronto con carver, steinbeck, conrad, philip roth, hemingway, celine, mccarthy, gadda, joyce, i primi nomi che mi vengono in mente.

i suoi libri possono piacere o non piacere, quanto di più legittimo, ma non è questo il punto. per me è doveroso ricordare, e riconoscere, il lungo lavoro di divulgazione appassionata che ha condotto in tutti questi anni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ linnio accorroni</p>
<p>grazie: anche perché mi permetti di sgomberare il campo da una serie di equivoci. </p>
<p>questo post voleva semplicemente essere una contestazione sentimentale ad una dichiarazione di baricco, non l&#8217;innesco per lo sgancio selvaggio di bombe al veleno su uno scrittore. </p>
<p>provo sempre una certa pena quando leggo commenti stizziti e stringati nei confronti di uno scrittore. visto che c&#8217;è tutto lo spazio, auspicherei che al commento stizzito, di pancia, seguisse poi una trattazione razionale, di testa, sul perché quel dato scrittore non convince o risulta del tutto indigesto. non dico sempre, ogni tanto. giusto per non dare libero sfogo solo alla viscere.</p>
<p>poi, se devo dirla proprio tutta, mi addolora il modo molto à la page di assestare schiaffi schiaffini schiaffoni a baricco. per una ragione biografica. in un&#8217;epoca pre-internet, quando era difficile se non impossibile risalire ai libri importanti, soprattutto per un ragazzino come me che viveva nelle estreme periferie della regione calabria, periferie dove era già tanto trovare librerie fornite di classici ottocenteschi e/o primonovecenteschi, i lunghi articoli appassiona(n)ti di baricco sulla repubblica, o gli altrettanto lunghi monologhi in alcune trasmissioni televisive, pickwick o totem, erano una boccata di ossigeno culturale, e devo a lui la scoperta e il successivo confronto con carver, steinbeck, conrad, philip roth, hemingway, celine, mccarthy, gadda, joyce, i primi nomi che mi vengono in mente.</p>
<p>i suoi libri possono piacere o non piacere, quanto di più legittimo, ma non è questo il punto. per me è doveroso ricordare, e riconoscere, il lungo lavoro di divulgazione appassionata che ha condotto in tutti questi anni.</p>
]]></content:encoded>
		
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