Incontinental Jazz

30 gennaio 2012
Pubblicato da

 “Misterioso intrigo Ascoltando Coltrane”

di

Franco Bergoglio

 

Risuonano le note di Misterioso e ogni volta, sollecitato dai trilli di Monk, un ignoto assassino seriale prova il raptus omicida. Salto spazio-temporale: il sassofono di Coltrane si spande nell’aria e un giovane pittore viene sopraffatto dalle premonizioni che porteranno a rivelare (e poi a smascherare, Ça va sans dire) un truce delitto. La musica come “chiave di s/volta” per risolvere due indagini complesse. Ambientazioni diverse, o forse neanche tanto: una Torino rinnovata dopo le Olimpiadi invernali del 2006, ma pur sempre sabaudamente inquietante per “Ascoltando Coltrane”, una Stoccolma avvolta in uno strano anticipo di primavera per “Misterioso”.

Thriller moderni dove il jazz, incurante delle mode, risuona dalla prima pagina all’ultima; fin dal titolo. Due protagonisti diversissimi: in un caso un poliziotto svedese in crisi esistenziale ma duro come quelli americani, di nome Paul Hjelm; nell’altro Pietro Jackson, giovane pittore anglo-torinese, dotato di poteri sensitivi.

Due casi altrettanto diversi: da una parte una serie di omicidi che lasciano prefigurare un intrigo internazionale, un complotto ordito da una  società segreta o forse dalla mafia russa dove sono coinvolti personaggi in vista dell’economia svedese. Dall’altra un giallo tutto cittadino che intreccia i destini della agiata borghesia torinese del centro a quelli della nuova ondata migratoria che ha interessato alcuni quartieri della periferia, con filo conduttore (forse) la droga.

Ovviamente entrambi i romanzi non deludono per suspence e queste premesse portano a un finale rovesciato: il movente più ovvio non spiegherà i delitti…ma la musica darà in ogni caso il suo decisivo contributo alla soluzione del mistero.

E poi la prova finale del legame indissolubile tra i due libri, quasi una chiamata alla correità: Monk e Coltrane, si conoscevano. Testimoni dalla lingua sciolta li hanno ripetutamente visti suonare insieme negli anni Cinquanta. Qualcuno li ha anche registrati, da qualche parte si trovano i dischi.

Basta avere la soffiata per frugare nei luoghi giusti…

 

Documenti del fascicolo top secret:

Arne Dahl,

   Misterioso,

Venezia, Marsilio, 2009

 

    Patrizia Valpiani,

    Ascoltando Coltrane,

Rivoli, Neos Edizioni, 2010.

 

 

 

     Thelonious Monk,

     With John Coltrane,

New York, Riverside, 1957.

 

 

 

 

Thelonious Monk

Quartet with John Coltrane At Carnegie Hall,

1957, New York, Blue Note, 2005.

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7 Responses to Incontinental Jazz

  1. salvatore talia il 30 gennaio 2012 alle 19:48

    Di Monk assieme a Coltrane c’è anche questo:

  2. gigi spina il 1 febbraio 2012 alle 08:25

    bellissimo contrappunto! dal mio scaffale (ikea) annoto: The Telonius Monk Quartet featuring John Coltrane: Live at Five Spot Discovery, 1957 (Blue Note), che deve essere lo stesso della prima foto.

    • gigi spina il 1 febbraio 2012 alle 08:30

      Acc.! Thelonius!

  3. effeffe il 1 febbraio 2012 alle 09:08

    Gigi perché non mi mandi il passaggio del tuo “diciassette verticale” consacrato al grande jazzista (Memoria non morìa) effeffe

    • gigi spina il 1 febbraio 2012 alle 12:34

      era Charlie Mingus, ma te lo mando lo stesso, maestro 1/2

  4. effeffe il 1 febbraio 2012 alle 16:48

    memorìa
    effeffe



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