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	Commenti a: GLI HIPSTER E LA MORTE	</title>
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		<title>
		Di: gherardo bortolotti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gherardo bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 11:54:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ciao vanni, grazie per la segnalazione che in effetti non avevo visto. di sicuro me lo leggo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ciao vanni, grazie per la segnalazione che in effetti non avevo visto. di sicuro me lo leggo!</p>
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		Di: srmzgts		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[srmzgts]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 14:31:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bel bezzo, bgmole
c&#039;è però da tener conto anche della questione del disimpegno, io credo. Segnalo questo pezzo qua che sicuramente hai già visto: http://www.adbusters.org/magazine/79/hipster.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bel bezzo, bgmole<br />
c&#8217;è però da tener conto anche della questione del disimpegno, io credo. Segnalo questo pezzo qua che sicuramente hai già visto: <a href="http://www.adbusters.org/magazine/79/hipster.html" rel="nofollow ugc">http://www.adbusters.org/magazine/79/hipster.html</a></p>
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		Di: Zach Sodenstern		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/02/20/gli-hipster-e-la-morte/#comment-163810</link>

		<dc:creator><![CDATA[Zach Sodenstern]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2012 05:25:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Crepati è poco, spero che abbiano anche sofferto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Crepati è poco, spero che abbiano anche sofferto.</p>
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		Di: Marco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/02/20/gli-hipster-e-la-morte/#comment-163183</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 13:36:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie</p>
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		<title>
		Di: renatamorresi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/02/20/gli-hipster-e-la-morte/#comment-163161</link>

		<dc:creator><![CDATA[renatamorresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 13:48:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pezzo interessante, sì, ma qualcosa manca, qualcosa non mi torna. Diciamo che forse è questa retorica dell&#039;imprendibilità che a volte prende un po&#039; la mano all&#039;autore, e che, credo, andrebbe ricollocata su un altro piano, quello del progressivo deterioramento della categoria di &#039;classe sociale&#039; e del confinamento della contro-cultura nelle zone del piacere individuale piuttosto che in quelle del movimento civile. Nella critica &#039;classica&#039; mossa agli hipsters questi risultano sempre troppo bianchi per andarsene in giro in zoot suits, troppo benestanti per diventare hoboes, troppo nuovi per essere mods, troppo comodi per fare i punk, ecc. Ovvero: sembrano occupare lo spazio &#039;libero&#039; di un individualismo di default, quello dei self-made consumers. La critica però non fa che reinscrivere la differenza come feticcio identitario, ecco perché viene riassorbita nel loop dell&#039; “appena-definito-subito-morto”, “appena-criticato-subito-nuovo”, e non riesce, neanch&#039;essa, a diventare politica. 

Questo in area anglo-americana, direi. Sarebbe interessante andare a guardare meglio anche la versione italiana, che a me pare innestarsi su tratti nostrani un po&#039; melò (forse, dovrei rifletterci).

Scusate la fretta e grazie del contributo

r]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pezzo interessante, sì, ma qualcosa manca, qualcosa non mi torna. Diciamo che forse è questa retorica dell&#8217;imprendibilità che a volte prende un po&#8217; la mano all&#8217;autore, e che, credo, andrebbe ricollocata su un altro piano, quello del progressivo deterioramento della categoria di &#8216;classe sociale&#8217; e del confinamento della contro-cultura nelle zone del piacere individuale piuttosto che in quelle del movimento civile. Nella critica &#8216;classica&#8217; mossa agli hipsters questi risultano sempre troppo bianchi per andarsene in giro in zoot suits, troppo benestanti per diventare hoboes, troppo nuovi per essere mods, troppo comodi per fare i punk, ecc. Ovvero: sembrano occupare lo spazio &#8216;libero&#8217; di un individualismo di default, quello dei self-made consumers. La critica però non fa che reinscrivere la differenza come feticcio identitario, ecco perché viene riassorbita nel loop dell&#8217; “appena-definito-subito-morto”, “appena-criticato-subito-nuovo”, e non riesce, neanch&#8217;essa, a diventare politica. </p>
<p>Questo in area anglo-americana, direi. Sarebbe interessante andare a guardare meglio anche la versione italiana, che a me pare innestarsi su tratti nostrani un po&#8217; melò (forse, dovrei rifletterci).</p>
<p>Scusate la fretta e grazie del contributo</p>
<p>r</p>
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		<title>
		Di: clorenzo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/02/20/gli-hipster-e-la-morte/#comment-163151</link>

		<dc:creator><![CDATA[clorenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 08:47:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non sono d&#039;accordo su molti aspetti dell&#039;articolo, innanzitutto sul prendere in considerazione una &quot;scena&quot; hipster. non c&#039;è alcuna scena hipster, e non è associando un luogo (Neukölln? oppure an East London flat? http://www.youtube.com/watch?v=lVmmYMwFj1I ), nè una presunta data di scadenza in un ipotetico passato in cui la &quot;scena&quot; era &quot;genuina&quot; che si crea, appunto, una scena. Non riuscirei ad approfondire la mia posizione al momento - sono pensieri marginali questi - ma credo che l&#039;hipster produca/consumi non un prodotto (un gruppo, un autore, un vestito) ma il consumo stesso, secondo l&#039;unica discriminante del mainstream/non mainstream. Se non è mainstream, allora merita attenzione, a prescindere dal valore estetico dell&#039;oggetto in sè. ogni cosa perde valore, ma ciò non ha importanza, dato che nel momento in cui qualcosa passa per le mani critiche di un hipster, si deteriora a mainstream e perde valore - il valore attribuitogli in base alla sua iniziale distanza dal mainstream - automaticamente e per costrizione logica.

chiedo scusa per le troppe virgolette

L]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non sono d&#8217;accordo su molti aspetti dell&#8217;articolo, innanzitutto sul prendere in considerazione una &#8220;scena&#8221; hipster. non c&#8217;è alcuna scena hipster, e non è associando un luogo (Neukölln? oppure an East London flat? <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lVmmYMwFj1I" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=lVmmYMwFj1I</a> ), nè una presunta data di scadenza in un ipotetico passato in cui la &#8220;scena&#8221; era &#8220;genuina&#8221; che si crea, appunto, una scena. Non riuscirei ad approfondire la mia posizione al momento &#8211; sono pensieri marginali questi &#8211; ma credo che l&#8217;hipster produca/consumi non un prodotto (un gruppo, un autore, un vestito) ma il consumo stesso, secondo l&#8217;unica discriminante del mainstream/non mainstream. Se non è mainstream, allora merita attenzione, a prescindere dal valore estetico dell&#8217;oggetto in sè. ogni cosa perde valore, ma ciò non ha importanza, dato che nel momento in cui qualcosa passa per le mani critiche di un hipster, si deteriora a mainstream e perde valore &#8211; il valore attribuitogli in base alla sua iniziale distanza dal mainstream &#8211; automaticamente e per costrizione logica.</p>
<p>chiedo scusa per le troppe virgolette</p>
<p>L</p>
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