pop muzik (everybody talk about) #15

10 marzo 2012
Pubblicato da

No fun / The Stooges. 1969

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13 Responses to pop muzik (everybody talk about) #15

  1. enrico gregori il 11 marzo 2012 alle 11:27

    bello trovare qui questa cosa che, quando noi antichi tenevamo sotto il braccio nel 1969, ci prendevano per scemi. ad adiuvandum…

    http://www.youtube.com/watch?v=-gFSAyzx4Oc

  2. gherardo bortolotti il 11 marzo 2012 alle 15:12

    con tutto il mio senno del poi, devo ammettere che il fatto che un disco del genere sia uscito nel 1969, quindi alla fine dei sixties e delle loro “summers of love”, è talmente significativo da far quasi impressione :-)))
    per altro anche gli arrangiamenti (con battimani e tamburelli) sono una specie di pervesione della solita oleografia hippie. come anche le immagini che il testo introduce, di una gioventù già sfatta, per nulla flower-power e difficilmente in grado di rigenerare il mondo.
    nota più o meno di colore: i sex pistols suonarono questo pezzo alla lesser free trade hall di manchester, nel concerto dell’estate del ’76 passato alla storia come “the gig that changed the world” (si veda meglio qui: http://tinyurl.com/3u5c8a ma anche qui: http://tinyurl.com/76x9ke), ovvero il concerto da cui naque la stagione del post-punk e della new wave (nel pubblico c’erano tutti: da howard devoto a morrisey).

    • Jacopo Ramonda il 11 marzo 2012 alle 16:12

      In effeti la cosa interessante e notevolissima di questo pezzo(e di quasi tutta la produzione degli Stooges) è che, se non sul piano sociale e culturale, da un punto di vista strettamente musicale (progressioni di accordi, melodia pop su un cantato stilisticamente scarno) anticipa quasi tutti i punti di volta e di rottura con il rock classico tipici del punk.
      Se ascoltiamo un pezzo come I wanna be you dog questa grande capacità di anticipare i tempi è ancora più evidente:
      http://www.youtube.com/watch?v=BJIqnXTqg8I
      I wanna be your dog, per certi versi, anticipa addirittura certe sonorità noise-grunge anni ’90: basta sentire il feedback iniziale per pensare ai Sonic Youth, inoltre la distorsione satura e quel riff punk rock di tre accordi suonato ad una velocità rallentata e su un cantanto in tonalità più basse rispetto ad un classico pezzo punk, mi riporta a brani come Lounge Act dei Nirvana.
      Perchè poi, che cos’è il grunge se non punk rallentato e abbassato di tonalità?
      Mi riferisco al grunge-noise di Nirvana, Sonic Youth, Dinosaur Jr. e Hole, non certo al rock classico aggiornato e travestito da grunge dei Pearl Jam.

      • gherardo bortolotti il 11 marzo 2012 alle 18:55

        tutto molto vero, anche se sarebbe a questo punto da citare l’elefante nella stanza, ovvero i velvet underground. colgo l’occasione per farti i miei complimenti per le prose di cui qui:
        https://www.nazioneindiana.com/2011/11/28/prose-brevi/
        ce le aveva segnalate andrea ai tempi ma poi mi son perso il post e dunque te li faccio ora.

  3. gianni biondillo il 11 marzo 2012 alle 19:33

    Ragazzi, giusto per rompere le palle: ma queste sono poco più che graziose canzoncine, ne siete consapevoli, vero? ;-)

  4. fabio il 11 marzo 2012 alle 22:10

    @ Gianni…ma hai letto la data!????

    • gianni biondillo il 12 marzo 2012 alle 08:02

      Certo Fabio. So perfettamente di cosa parliamo.

  5. andrea inglese il 12 marzo 2012 alle 00:35

    prima ho amato e conosciuto il punk, e per essere precisi l’hardcore punk e i dintorni (dai dead kennedys ai black flag) , poi ho ascoltato gli stooges; nel senso che conoscevo i velvet allo stesso momento all’in circa del punk, conoscevo gli album di iggy pop da solo, ma mi mancavano gli stooges. E li ho ascoltati quindi dopo, e in effetti mi sono detto, bè il punk migliore era già qui. Però mi riferisco sopratutto a “Fun House”, che sale di alcuni gradi in cattiveria e rumore.

  6. Jacopo Ramonda il 12 marzo 2012 alle 16:00

    Grazie Gherardo. Il tuo Tecniche di basso livello, al pari di Prati, ha esercitato una notevole influenza su di me, quindi mi incoraggia sapere che le mie prose brevi ti sono piaciute. Da circa 4 mesi sono al lavoro su una grande quantità di nuove prose brevi e, anche se il mio processo di scrittura (e riscrittura) è lungo e tortuoso, spero di poter sottoporre all’attenzione di Andrea – e alla tua, se vorrai – il mio nuovo materiale nei prossimi mesi.

  7. gherardo bortolotti il 12 marzo 2012 alle 17:15

    sì, sì, volentieri!

    • Jacopo Ramonda il 12 marzo 2012 alle 18:32

      Grazie! Come dicevo, ci vorranno ancora un paio di mesi di lavoro quotidiano (come minimo) ma poi saranno pronte. Grazie per la disponibilità, il feedback di Andrea mi è già stato molto utile e credo lo sarà anche il tuo.



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