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	Commenti a: Intervista a Valerio Evangelisti	</title>
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		Di: Tiziano Colombi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Colombi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 10:46:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E hai centrato il punto. Io di Evangelisti conosco e apprezzo la sua produzione più &quot;storico/politica&quot;. Mero giudizio personale. Mi interessava per l&#039;appunto la sua posizione di intellettuale. Mi pare infatti che tra romanziere e intellettuale oggi tenda a stendersi un confine. Forse è semplice carenza di teste pensanti o abbondanza di cattivi romanzieri. Non saprei. Certo poi possono sussistere dei limiti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E hai centrato il punto. Io di Evangelisti conosco e apprezzo la sua produzione più &#8220;storico/politica&#8221;. Mero giudizio personale. Mi interessava per l&#8217;appunto la sua posizione di intellettuale. Mi pare infatti che tra romanziere e intellettuale oggi tenda a stendersi un confine. Forse è semplice carenza di teste pensanti o abbondanza di cattivi romanzieri. Non saprei. Certo poi possono sussistere dei limiti.</p>
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		Di: Antonio Coda		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/03/12/intervista-a-valerio-evangelisti-2/#comment-163730</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonio Coda]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 09:30:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono del tutto convinto, infatti, che tra le due cose (romanziere e intellettuale impegnato) non ci sia separazione, ma tutt&#039;al più fruttuosa contaminazione. La mia osservazione è che in questa intervista l&#039;Evangelisti romanziere non traspare, viene messo immediatamente in secondo piano, e si ha come la sensazione che il suo romanzo &quot;One Big Union&quot; non sia che il pretesto per una discussione sindacale. 

Ti dico il punto, perché non voglio apparire inutilmente pertinace!; di Evangelisti ho letto alcuni dei libri incentrati sull&#039;inquisitore Eymerich, però sto maturando la curiosità, l&#039;interesse, di leggere altri dei suoi libri. Trovata questa intervista sul Nazione Indiana, l&#039;ho letta cercandovi, magari, qualche accenno critico sulla sua produzione letteraria, invece mi è sembrato di leggere la dichiarazione stringata di un, dignitoso valido e sensato, delegato CGIL.       

Il senso è stato di squilibrio verso l&#039;intellettuale a dispetto del romanziere, ecco, ma ho scritto questa risposta solo per provare a chiarirmi, non vogliono essere puntualizzazioni piccate.

Un saluto!,
Antonio Coda]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono del tutto convinto, infatti, che tra le due cose (romanziere e intellettuale impegnato) non ci sia separazione, ma tutt&#8217;al più fruttuosa contaminazione. La mia osservazione è che in questa intervista l&#8217;Evangelisti romanziere non traspare, viene messo immediatamente in secondo piano, e si ha come la sensazione che il suo romanzo &#8220;One Big Union&#8221; non sia che il pretesto per una discussione sindacale. </p>
<p>Ti dico il punto, perché non voglio apparire inutilmente pertinace!; di Evangelisti ho letto alcuni dei libri incentrati sull&#8217;inquisitore Eymerich, però sto maturando la curiosità, l&#8217;interesse, di leggere altri dei suoi libri. Trovata questa intervista sul Nazione Indiana, l&#8217;ho letta cercandovi, magari, qualche accenno critico sulla sua produzione letteraria, invece mi è sembrato di leggere la dichiarazione stringata di un, dignitoso valido e sensato, delegato CGIL.       </p>
<p>Il senso è stato di squilibrio verso l&#8217;intellettuale a dispetto del romanziere, ecco, ma ho scritto questa risposta solo per provare a chiarirmi, non vogliono essere puntualizzazioni piccate.</p>
<p>Un saluto!,<br />
Antonio Coda</p>
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		Di: Tiziano Colombi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/03/12/intervista-a-valerio-evangelisti-2/#comment-163704</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Colombi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 14:13:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi sfugge quale (in buona fede) la dicotomia tra romanziere e intellettuale &quot;felicemente impegnato&quot;. E poi certoAntonio figurati se te ne voglio. Un saluto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sfugge quale (in buona fede) la dicotomia tra romanziere e intellettuale &#8220;felicemente impegnato&#8221;. E poi certoAntonio figurati se te ne voglio. Un saluto</p>
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		<title>
		Di: Antonio Coda		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/03/12/intervista-a-valerio-evangelisti-2/#comment-163665</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonio Coda]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 16:10:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non me ne si voglia, non voglio riblaterare nessuna dicotomia necessaria -inesistente - tra il romanziere e l&#039;intellettuale felicemente impegnato, però questa intervista, più che a uno scrittore, si sarebbe potuta fare, punto su punto, a un Landini tanto quanto ad Evangelisti! - perché la cosa trascurabile, in questa intervista, sembra propria sia che Evangelisti abbia scritto un romanzo e non un ordine del giorno.

Un saluto!,
Antonio Coda]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non me ne si voglia, non voglio riblaterare nessuna dicotomia necessaria -inesistente &#8211; tra il romanziere e l&#8217;intellettuale felicemente impegnato, però questa intervista, più che a uno scrittore, si sarebbe potuta fare, punto su punto, a un Landini tanto quanto ad Evangelisti! &#8211; perché la cosa trascurabile, in questa intervista, sembra propria sia che Evangelisti abbia scritto un romanzo e non un ordine del giorno.</p>
<p>Un saluto!,<br />
Antonio Coda</p>
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		<title>
		Di: daniele ventre		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/03/12/intervista-a-valerio-evangelisti-2/#comment-163654</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 10:39:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;unica cosa che si può sperare è che gli aspetti propositivi della situazione tratteggiata da Evangelisti si realizzino. Al momento sembra difficile. Sembra che la storia del sindacalismo americano fin de siècle si stia ripetendo su scala globale: in Italia, in particolare, il ministro del lavoro, non potendo rimuovere quegli ostacoli che davvero allontanano l&#039;impresa (mafie e degrado infrastrutturale), crede che l&#039;unico mezzo per sollevare l&#039;economia sia trasformare l&#039;Italia in una sorta di Ecuador di lusso, un far west del diritto del lavoro con i lustrini della democrazia occidentale (condecentemente blindata). Quanto sia fallace questo assunto lo si vede analizzando il comportamento di un Marchionne. D&#039;altro canto l&#039;unica opposizione un po&#039; più vivace, la Lega, esprime solo la volontà di strumentalizzare la piccola paura del piccolo borghese del nord, con l&#039;idea che l&#039;unico Ecuador di lusso debba costruirsi nel mezzogiorno. E questo è solo il quadro della provincia italiana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;unica cosa che si può sperare è che gli aspetti propositivi della situazione tratteggiata da Evangelisti si realizzino. Al momento sembra difficile. Sembra che la storia del sindacalismo americano fin de siècle si stia ripetendo su scala globale: in Italia, in particolare, il ministro del lavoro, non potendo rimuovere quegli ostacoli che davvero allontanano l&#8217;impresa (mafie e degrado infrastrutturale), crede che l&#8217;unico mezzo per sollevare l&#8217;economia sia trasformare l&#8217;Italia in una sorta di Ecuador di lusso, un far west del diritto del lavoro con i lustrini della democrazia occidentale (condecentemente blindata). Quanto sia fallace questo assunto lo si vede analizzando il comportamento di un Marchionne. D&#8217;altro canto l&#8217;unica opposizione un po&#8217; più vivace, la Lega, esprime solo la volontà di strumentalizzare la piccola paura del piccolo borghese del nord, con l&#8217;idea che l&#8217;unico Ecuador di lusso debba costruirsi nel mezzogiorno. E questo è solo il quadro della provincia italiana.</p>
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