9 Responses to Odissea – Canto VI

  1. sparz il 24 marzo 2012 alle 10:33

    anzi l’etere sempre / privo di nubi si schiude e vi splende chiaro fulgore; come ricordavo anche qui, l’etere è all’origine delle nostre storie. Grazie di questo tipo di traduzione, così nuovo e insieme così aderente all’originale.

    • riccardo ferrazzi il 25 marzo 2012 alle 10:55

      Sparz, non ho dimenticato le prime puntate delle tue considerazioni sull’etere. Non vorrei aver perso un eventuale seguito. C’è stato? Se sì, dove posso trovarlo? Ciao e grazie!

  2. Antonio Devicienti il 24 marzo 2012 alle 11:22

    Mi fa sempre molto piacere trovare riproposti qui i testi della Grecità nelle versioni di Daniele Ventre, quasi a volerne ribadire la presenza irrinunciabile per i nostri anni; aggiungo che una traduzione per me illuminante e stimolante dell’ODISSEA(credo niente affatto appannata dai molti anni trascorsi)è quella di Emilio Villa, la cui figura poetica e le cui ipotesi filologico-linguistiche meriterebbero rinnovata attenzione.
    Grazie ancora per questa proposta

  3. marco mantello il 24 marzo 2012 alle 13:26

    Io sarei molto curioso di leggere anche le poesie di Daniele, magari su questo sito, spero che l’autore le posti presto. Un saluto. Marco

    • gianni biondillo il 24 marzo 2012 alle 14:26

      Però le voglio leggere tradotte in greco antico! ;-)

  4. fabio il 24 marzo 2012 alle 16:57

    peccato che i popoli abbiano perso molto della tradizione d’ospitalità dei Feaci…dove il forestiero era sacro….

  5. paolo la giorgia il 24 marzo 2012 alle 22:47

    daniele molto belle. mi ricordo che a scuola la professoressa imbiendi ci spiegò anche che i feaci erano anche un simbolo di tutti gli omosessuali ma non mi ricordo per quale motivo. non so se confermi questa voce. grazie

    • daniele ventre il 27 marzo 2012 alle 12:52

      Però non mi sembra che ci siano nette connessioni preferenziali fra i Feaci e il tema dell’eros paidikòs. Più che altro, quello dei Feaci sembra un regno incantato delle fiabe, con una regina (Arete, nome semiparlante, collegato ad aretè, virtù) dal ruolo piuttosto atipico per il patriarcato virilocale greco.

  6. Marco Grassano il 2 maggio 2012 alle 12:39

    Conoscevo già la eccellente versione dell’Iliade; questo capitolo dell’Odissea l’ho proprio gustato in tutti i suoi ritmi e sfumature.
    Posseggo molte versioni omeriche, ma queste hanno la capacità di catturare e quesi di ipnotizzare il lettore (ascoltatore?) con il loro andamento scandito e smagliante (per ripescare dal testo un aggettivo efficace)…
    Attendo ora il volume intero.
    Grazie di questo lavoro!



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