Ancora minacce a Giulio Cavalli

una nota di Gianni Biondillo

Carlo Cosco, ieri, pochi minuti prima di essere condannato all’ergastolo per l’omicidio della sua compagna – Lea Garofalo, sciolta nell’acido – ha minacciato Giulio Cavalli, presente nell’aula della Prima sezione della Corte d’assise. Ha gridato, rivolto all’attore: “Perché scrivi sui libri che siamo mafiosi?” La risposta l’ha data uno dei fratelli di Cosco, pure lui condannato: “Scrivi perché sei un cornuto e un infame.” Ancora di più, a maggior ragione, ribadisco la mia vicinanza, la mia fratellanza a Giulio. Non sei solo. Il mio abbraccio sarà ancora più stretto. Questa è una minaccia.

gianni biondillo

GIANNI BIONDILLO (Milano, 1966), architetto, ha pubblicato i saggi: "Carlo Levi e Elio Vittorini. Scritti di Architettura" (1997), "Giovanni Michelucci. Brani di città aperti a tutti"(1999), "Pasolini. Il corpo della città" (2001), "Metropoli per principianti" (2008). Il suo primo romanzo, pubblicato da Guanda nel 2004, è "Per cosa si uccide". Sempre per Guanda sono usciti: "Con la morte nel cuore" (2005), "Per sempre giovane" (2006), "Il giovane sbirro" (2007), "Nel nome del padre" (2009). Ha scritto, assieme a Michele Monina, "Tangenziali. Due viandanti ai bordi della città" (2010). Il suo ultimo romanzo "I materiali del killer" (2011) ha vinto il Premio Scerbanenco-La Stampa. Nel 2012 ha pubblicato la raccolta di racconti "Strane Storie". I suoi romanzi sono tradotti in spagnolo, francese, tedesco. 

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  5 comments for “Ancora minacce a Giulio Cavalli

  1. 31 marzo 2012 at 22:53

    Esprimo stima e attenzione anche io a Giulio, il suo lavoro è importantissimo.

  2. véronique vergé
    2 aprile 2012 at 08:41

    In questo paese ricercare la luminosità del combatto per la verità è affrontare la morte. E’ sentire la pietra dentro il cuore, è essere prigioniero, è subire minaccia, menzogna, è essere circondato. Contro i gridi, la parola, vera. Contro la menzogna, la parola, chiara. Contro il fango, la memoria della sua infanzia, della sua identità: artista per creare una terra senza violenza, dove la tragedia non è corpo inerme, sciolto nell’acidio- ma tragedia della parola, per fare emergere un altro senso. Scrivendo queste righe, penso a queste donne e questi uomini che fanno del loro talento una lotta, a queste parole che sono venute dagli articoli o libri letti (Rosaria Capacchione, Roberto Saviano), a questo paese delineato- una frontiera per me straniera- Una lingua della verità per fare domande dentro di me. Storie che rimangono nel mio cuore.

    Un abbraccio a Giulio Cavalli e a tutti che combattono contro la mafia.

  3. 2 aprile 2012 at 11:51

    bravi.tenere accesi i riflettori su queste storie aiuta a non dimenticarci che loro stanno nell’ombra dei loro affari pronti a ghermire chiunque si frapponga tra essi e gli stessi sfruttando il puzzolente carisma dei soldi sporchi di sangue per permettersi minacciose battute scadenti cui ridono solo sdentati accoliti deficienti pronti a eseguire qualsiasi sordida disposizione se solo noi gli staccassimo gli occhi di dosso

    http://kndb.fm/rf/db/The%20Pitchfork%20500/01%20David%20Bowie%20-%20David%20Bowie%20-%20Heroes.mp3

  4. Franco Fallabrino
    2 aprile 2012 at 21:30

    Io ci sono, anche se rinuncio a commentare le altre discussioni.

  5. Ares
    3 aprile 2012 at 11:24

    Solidarietà ci mancherebbe,
    ci vorrebbe pero’ una visibilità maggiore per Cavalli.
    Un giorno l’ho visto in una puntata di Anno zero, ha parlato pochi minuti, è stato presentato frettolosamente, in un modo a mio avviso irritante, come una voce tra le altre fra gli spalti; secondo me Santoro non aveva idea del lavoro che svolgeva già al tempo Cavalli; e Cavalli, forse per l’ansia del poco tempo a disposizione, mi è sembrato emozionato, umanissimamente emozionato.

    Solidarietà anche alla figlia di Lea Garofalo che stà dimostrando di essere una ragazza ceccezionale.

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