piccole estinzioni quotidiane

30 aprile 2012
Pubblicato da

 Michele Zaffarano

1

Non viaggiamo frequentiamo molta gente poi non ne frequentiamo più. Le solite ore di solitudine. Così torniamo e ricominciamo a vivere da soli. Altri rispetto alle altre cose. E le virtù con parole tanto aspre. Hai detto questo. Almeno lui come se veramente potesse portarsela via. Insomma si sente agitata da vibrazioni sottili. È un dato di fatto. È semplice la vita con tutte le sue iniziali.

2

Va via e: non ci restano nemmeno due giorni. Te l’assicuro. Pura esperienza virtuale. Mediata dal linguaggio. Ho promesso che non sarei più andato in chiesa ma mentre uscivo di chiesa l’ho sentita e non ci potevo credere. Probabilmente loro sì è il loro bene che è il paradiso: oh ce l’abbiamo fatta. Il riferimento è costante al luogo e al momento della giornata alle condizioni atmosferiche e ambientali in cui avvengono i rapporti. È il primo senso che gli amanti usano per conoscersi la vista. Poi viene sicuramente il tatto. Lei l’ha detto: adesso mi giro la prendi giù e poi ci fai quello che ti pare. Quando si gira lo tiro fuori e ci faccio un po’ quello che mi pare. È così che ha detto. Guarda non ne vedo l’utilità stiamo tutti per uscire nel giro di dieci minuti. Lo faccio perché cerco di dire quello che penso veramente e credo che da quel momento mi hai impressionato in modo sostanziale. E continuavamo a dirglielo di non aprire la porta: chiedi solo chi è. Invece il piacere che provava era il piacere di essere osservata. Esibizionismo. Quando l’ho aperta sembrava una specie di palude. Pensa di assaporare la pienezza del piacere solo se sa da quando lui è già sulle scale. E un giorno per strada sotto la pioggia di novembre mi raccoglie. Vorrebbe soddisfarsi le sue fantasie ma non può farlo in realtà per motivi culturali e di educazione.

 

3

Per favore. Nel giro di qualche minuto sarà tutto finito. Da adesso fino a quel momento e poi circa così sul lato e questo è tutto. Ce ne sarà di gente a fotografare quando faremo l’amore. Ecco qual è il prezzo che dobbiamo pagare. Però questo non mi interessa non mi pesa non mi dispiace leggere basta che sia ben scritto. Quello che non riesco più a leggere sono i romanzi o roba del genere. I protagonisti passano la vita nel piacere la morte è la fine dell’esperienza del piacere. Il desiderio di unità che tentano di soddisfare è solo il contrappeso d’un odio istintivo. Oh i romanzi i romanzi ma quali romanzi. Io veramente leggo ogni genere di romanzi. Spero che ci vorrete almeno spiegare perché è andato storto quello che è successo perché sta succedendo a voi due adesso che ci state in mezzo. Quando si rinuncia quando l’oppressione è terminata e conclusa quando non c’è più assedio.

 

4

Nascosti in parte da una coperta si accarezzavano la mano destra che era bloccata all’altezza della vita dentro di lei. Per favore fottimi. Il ventre inghiotte valori negativi e simboleggia la caduta nel microcosmo del peccato. È priva di gusto è solo una scocciatrice che racconta oscenità tutte le volte che in casa sua uno alza i tacchi. Ci si potrebbe addirittura immaginare un lettore disposto o predisposto a considerare qualsiasi cosa legga come uno spettacolare eccesso narrativo. Pornografico. Pallide non sono pallide oh che paradosso nemmeno le sue ore di trasparenza nemmeno questo. Non vuole annoiarsi ma non vuole dirglielo. Dispotica e tenera insieme desiderosa che sia lui. A.

 

5

Soli soli soli. Loro due da soli. Dopo due ore in macchina erano già da un’altra parte. Ricominciano intravedono in mezzo alle nuvole una rosa che si forma girando vorticosamente su se stessa. La via delle creature infelici e crudeli. La gente sghignazza ma non sogghigna. Le ha soltanto morso l’orecchio una forza che neanche sospettava di avere. Le sfumature di quel momento sono pura essenzialità. Là dietro c’è roba d’ogni genere prendi quello che vuoi tieniti al caldo. Alla fine tra di noi non è successo niente. C’è bisogno d’una radiografia del movimento c’è bisogno d’una riflessione che continua a non esserci.

 

6

La certificazione di travolgente passione li ha talmente rapiti che non si accorgono di stare sporcando tutto il tappeto. I loro corpi i loro organi assumono un valore tale da farne dei feticci. Il giovane nota una serie di dettagli del corpo di lei che lasciano intendere un interesse non solo d’ordine estetico. L’incrocio dei generi è inaugurato e fissato dai tempi che corrono. Non resta che ricamare sul tema. E ha detto: la possiamo strappar via adesso. Dopo quello no non chiedermi più niente. Per cui gli anni trascorrono ma in realtà non trascorrono per niente insomma non si sente che passano. Perché lo fanno: rendono insopportabile vivere insieme. Non mi importa niente della gente non mi piacciono per niente è una cosa orrenda. Orrenda e basta. Mi hai detto: con te posso e con nessun altro. Ad ogni modo sei tu che me l’hai chiesto.

 

7

Mi interessa proprio cioè mi piace non mi pesa guardare i documentari o leggere i cataloghi gli elenchi di un tipo o di un altro. E poi è come impazzita per quello scimmione di King Kong. Dodici ore nel fine settimana. Tu capisci dodici ore intere a disposizione il che significa che puoi anche soltanto riposare. Si è inventata un rito propiziatorio per eliminare la noia ogni giorno in maniera più eroica. Di essere liquefatta e mescolata con l’amore suo diletto finché da due divengano infine uno e la ragione è che: noi eravamo così anticamente interi. Ovviamente agli occhi del lettore razionale nessuna delle spiegazioni fornite dagli ospiti sembra chiarire tutti questi insoliti eventi. Pare provi gusto per il sesso solo se immaginario alla prova pratica invece fastidio dolore e sofferenza. Buona parte del godimento sta nel sapere attraverso la scrittura di essere osservata.

 

8

Così quando alla fine è entrato è rimasto del tutto conquistato. Lei si sta facendo la doccia e si prepara. A questo si accompagna la manipolazione dei seni con le mani e con la lingua. Ooh andiamo in qualche posto per una cosa così in uno di quei posti dove. È forse l’unica eccezione alla passione per l’altalena che le segna la vita. La vita di lei. Appena hai finito non venire fuori. Rimani al caldo all’umido. Adesso non sa più cosa dire: penserò di nuovo al parco sulla riva del lago con lei. Cosa vieni a fare in bagno allora. Voglio andare a vedere se è un bagno carino. E poi in sintesi la poetica del sogno e il sogno si sposano lasciando poco spazio alla mimesi. E l’uccello se ne sta proprio lì in mezzo come un giocattolo come una macchia di frasche sul tronco d’un albero e in realtà sembra proprio così. Riappare l’Adamo androgino il Cristo androgino l’androgino immanente l’androgino innominato. Ma non ci riesce proprio. Non riesce a farlo. L’unico modo che trova per esprimere la propria volontà di comunione è attraverso il corpo. La costante preoccupazione di non metterla incinta è proprio il risultato di fantasie erotiche. Questo fa di lei un essere sessuale.

 

9

Si è limitata ad aprire la porta e a passargli la giacca e questa è la fine della storia. Il tempo passa con grande rapidità e la gente ha sempre bisogno di un prezzo anche se invece fanno finta di niente e stringono amicizie. Un mondo ideale dove tutto è possibile anche a dispetto delle leggi di natura. Insomma tutti desideri che vanno soddisfatti. Crescendo l’eccitazione vanifica fa regredire la copertura mimetica del principio di plausibilità. Si intuisce che sia avvenuta quanto meno una penetrazione prima che il treno esca dalla galleria e l’incantesimo si rompa. La freschezza e il sapore dolce di pesca che gli amanti ritrovano al loro arrivo nella stanza dell’albergo.

 

[estratto da Piccole estinzioni quotidiane / Michele Zaffarano. Inedito]

Tag: , ,

2 Responses to piccole estinzioni quotidiane

  1. paolo rassatti il 30 aprile 2012 alle 09:19

    le ho fatte mie, le parole con i pensieri. Grazie

  2. andrea inglese il 4 maggio 2012 alle 00:32

    le ho lette, è sono successe parecchie cose nel leggerle; ora posso rileggerle n+1 volte, e continueranno a succedere n+1 cose diverse… oppure anche questi testi, anche queste prose in prose di Zaffarano, ad un certo punto, dismettono la loro tremenda oscillazione semantica; si posano e permettono al lettore di posarsi e riposarsi sulle frasi?



indiani