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	Commenti a: Madri figlie follia	</title>
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		<title>
		Di: silvia contarini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/05/08/madri-figlie-follia/#comment-165070</link>

		<dc:creator><![CDATA[silvia contarini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 May 2012 16:35:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2012/05/08/madri-figlie-follia/#comment-165043&quot;&gt;chiara m.&lt;/a&gt;.

Molto interessante, fine, e condivisibile la lettura di Chiara su &quot;Mia figlia follia&quot;. Ma la mia &quot;inquietudine&quot; resta giustificata: se nel 2012 occorre ancora ribadire, in letteratura come nel resto,  che le donne non sono come vengono rappresentate (isteriche, folli, innamorate dell&#039;amore, chiuse nel privato, incapaci di esistere di per sé, etc etc), significa che c&#039;è un problema, no? Non è preoccupante che si debba ancora ribaltare uno sguardo (narrazione?) maschilista?  Diceva un vecchio slogan femminista: una donna senza un uomo è come un pesce senza bicicletta... Non so se si possa parlare di regressione o di riflusso, anche narrativo, forse si. Per certo, le contraddizioni e le resistenze si rivelano profondissime quando si tocca alla differenza di genere. E per scalfire in profofondità bisogna osare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/05/08/madri-figlie-follia/#comment-165043">chiara m.</a>.</p>
<p>Molto interessante, fine, e condivisibile la lettura di Chiara su &#8220;Mia figlia follia&#8221;. Ma la mia &#8220;inquietudine&#8221; resta giustificata: se nel 2012 occorre ancora ribadire, in letteratura come nel resto,  che le donne non sono come vengono rappresentate (isteriche, folli, innamorate dell&#8217;amore, chiuse nel privato, incapaci di esistere di per sé, etc etc), significa che c&#8217;è un problema, no? Non è preoccupante che si debba ancora ribaltare uno sguardo (narrazione?) maschilista?  Diceva un vecchio slogan femminista: una donna senza un uomo è come un pesce senza bicicletta&#8230; Non so se si possa parlare di regressione o di riflusso, anche narrativo, forse si. Per certo, le contraddizioni e le resistenze si rivelano profondissime quando si tocca alla differenza di genere. E per scalfire in profofondità bisogna osare.</p>
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		<title>
		Di: chiara m.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/05/08/madri-figlie-follia/#comment-165043</link>

		<dc:creator><![CDATA[chiara m.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 May 2012 05:59:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto con interesse l&#039;intervento di Silvia Contarini, soprattutto la parte che riguarda &quot;Mia figlia follia&quot;, romanzo che mi è capitato di leggere di recente. Il termine &quot;affabulazione&quot;, secondo me, è la chiave per tentare di proporre una lettura del romanzo che, per inciso, a me è parso piuttosto femminista. La Maddalenina di cui leggiamo fino quasi alla fine del libro, infatti, è puro frutto di fantasia, e non tanto della fantasia dell&#039;autrice (Massa) quanto di quella del narratore (il marito frustrato, sterile e abbandonato, misogino, che vuole vendicarsi della moglie e che per questo, nella fiction, la trasforma in una ritardata, in una folle e in un&#039;isterica). Magari mi sbaglio, ma mi è sembrato che con il coup de théatre finale (ovvero la moltiplicazione dei livelli narrativi) l&#039;autrice prenda le distanze e critichi gran parte della storia della letteratura che è stata (e continua in gran parte a essere) appannaggio degli uomini (scrittori e critici). Mi è sembrato che la Massa volesse dire: badate, tutte le donne simili a Maddalenina (a cominciare da Emma Bovary, direi) nelle quali vi siete imbattuti nei romanzi che avete letto, tutte quelle folli e tutte quelle isteriche, sono il prodotto della fantasia maschile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto con interesse l&#8217;intervento di Silvia Contarini, soprattutto la parte che riguarda &#8220;Mia figlia follia&#8221;, romanzo che mi è capitato di leggere di recente. Il termine &#8220;affabulazione&#8221;, secondo me, è la chiave per tentare di proporre una lettura del romanzo che, per inciso, a me è parso piuttosto femminista. La Maddalenina di cui leggiamo fino quasi alla fine del libro, infatti, è puro frutto di fantasia, e non tanto della fantasia dell&#8217;autrice (Massa) quanto di quella del narratore (il marito frustrato, sterile e abbandonato, misogino, che vuole vendicarsi della moglie e che per questo, nella fiction, la trasforma in una ritardata, in una folle e in un&#8217;isterica). Magari mi sbaglio, ma mi è sembrato che con il coup de théatre finale (ovvero la moltiplicazione dei livelli narrativi) l&#8217;autrice prenda le distanze e critichi gran parte della storia della letteratura che è stata (e continua in gran parte a essere) appannaggio degli uomini (scrittori e critici). Mi è sembrato che la Massa volesse dire: badate, tutte le donne simili a Maddalenina (a cominciare da Emma Bovary, direi) nelle quali vi siete imbattuti nei romanzi che avete letto, tutte quelle folli e tutte quelle isteriche, sono il prodotto della fantasia maschile.</p>
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		Di: giacomo sartori		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/05/08/madri-figlie-follia/#comment-164936</link>

		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 16:21:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2012/05/08/madri-figlie-follia/#comment-164929&quot;&gt;Eleonora Pinzuti&lt;/a&gt;.

è chiaro che il rapporto con la regressione nella società civile c&#039;è (rivedendo certi filmati degli anni &#039;70, anche per esempio alcuni di quelli utilizzati da Alina Marazzi, con tante donne arrabbiatissime e pienissime di energia, ci si domanda, o almeno a me è davvero capitato di domandarmi: &quot;viviamo nello stesso paese?&quot;);
mi chiedo però, anche se forse la mia è una domanda da sporco uomo, se proprio questa regressione non permetta adesso di andare al nocciolo del problema, che è profondissimo e radicatissimo, e certo non è stato scalfito più di tanto da qualche decennio di femminismo; certo con tanta e deprecabilissima sofferenza, naturalmente, ma come sappiamo è proprio lì che nasce la buona letteratura; in altre parole in certe scrittrici di una generazione precedente, che pur esplorano in maniera profondissima altri dominii della femminilità (l&#039;infanzia ...), e penso per esempio a una Annie Ernaux, che io trovo molto grande, non ci sono in fondo dei silenzi, dei cerotti ideologici, o anche delle scappatoie retoriche (che trovano la loro apoteosi in particolare nella Duras), che coprono le zone di sofferenza in cui questi testi invece sprofondano?;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/05/08/madri-figlie-follia/#comment-164929">Eleonora Pinzuti</a>.</p>
<p>è chiaro che il rapporto con la regressione nella società civile c&#8217;è (rivedendo certi filmati degli anni &#8217;70, anche per esempio alcuni di quelli utilizzati da Alina Marazzi, con tante donne arrabbiatissime e pienissime di energia, ci si domanda, o almeno a me è davvero capitato di domandarmi: &#8220;viviamo nello stesso paese?&#8221;);<br />
mi chiedo però, anche se forse la mia è una domanda da sporco uomo, se proprio questa regressione non permetta adesso di andare al nocciolo del problema, che è profondissimo e radicatissimo, e certo non è stato scalfito più di tanto da qualche decennio di femminismo; certo con tanta e deprecabilissima sofferenza, naturalmente, ma come sappiamo è proprio lì che nasce la buona letteratura; in altre parole in certe scrittrici di una generazione precedente, che pur esplorano in maniera profondissima altri dominii della femminilità (l&#8217;infanzia &#8230;), e penso per esempio a una Annie Ernaux, che io trovo molto grande, non ci sono in fondo dei silenzi, dei cerotti ideologici, o anche delle scappatoie retoriche (che trovano la loro apoteosi in particolare nella Duras), che coprono le zone di sofferenza in cui questi testi invece sprofondano?;</p>
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		Di: Eleonora Pinzuti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/05/08/madri-figlie-follia/#comment-164929</link>

		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Pinzuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 13:47:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Davvero interessanti queste riflessioni di Silvia Contarini su romanzi recenti. In effetti pare di assistere, nelle trame dei romanzi da lei letti, ad una sorta di “rovescio” del “topos dell’emancipazione” tanto a lungo prodotto e criticamente dragato; sembra di percepire dunque, in questa analisi, un ritorno della volontà di indagare “ab imo corde” rapporti di forza (emotivi, socio-culturali, storici) che si credevano oramai storicizzati. O forse è il classico flusso e riflusso della tematica letteraria che, una volta esaurito momentaneamente un filone narrativo, torna a figurare elementi ormai tradizionali… Agli studiosi e alle studiose il compito dunque di chiarificare questo importante elemento, elemento che già Silvia Contarini ha iniziato, ci sembra, ad affrontare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Davvero interessanti queste riflessioni di Silvia Contarini su romanzi recenti. In effetti pare di assistere, nelle trame dei romanzi da lei letti, ad una sorta di “rovescio” del “topos dell’emancipazione” tanto a lungo prodotto e criticamente dragato; sembra di percepire dunque, in questa analisi, un ritorno della volontà di indagare “ab imo corde” rapporti di forza (emotivi, socio-culturali, storici) che si credevano oramai storicizzati. O forse è il classico flusso e riflusso della tematica letteraria che, una volta esaurito momentaneamente un filone narrativo, torna a figurare elementi ormai tradizionali… Agli studiosi e alle studiose il compito dunque di chiarificare questo importante elemento, elemento che già Silvia Contarini ha iniziato, ci sembra, ad affrontare.</p>
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		<title>
		Di: Eleonora Pinzuti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/05/08/madri-figlie-follia/#comment-164928</link>

		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Pinzuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 13:41:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Davvero interessante queste riflessioni di Silvia Contarini su tre romanzi recenti. In effetti pare di assistere, nelle trame dei romanzi da lei letti, ad una sorta di &quot;rovescio&quot; del &quot;topos dell&#039;emancipazione&quot; tanto a lungo prodotto e criticamente dragato; sembra di percepire dunque, in questa analisi, un ritorno della volontà di indagare &quot;ab imo corde&quot; rapporti di forza (emotivi, socio-culturali, storici) che si credevano oramai storicizzati. O forse è il classico flusso e riflusso della tematica letteraria che, una volta esaurito momentaneamente un filone narrativo, torna a figurare elementi ormai tradizionali... Agli studiosi e alle studiose il compito dunque di chiarificare questo importante elemento, elemnto che già Silvia contarini ha iniziato, ci sembra, ad affrontare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Davvero interessante queste riflessioni di Silvia Contarini su tre romanzi recenti. In effetti pare di assistere, nelle trame dei romanzi da lei letti, ad una sorta di &#8220;rovescio&#8221; del &#8220;topos dell&#8217;emancipazione&#8221; tanto a lungo prodotto e criticamente dragato; sembra di percepire dunque, in questa analisi, un ritorno della volontà di indagare &#8220;ab imo corde&#8221; rapporti di forza (emotivi, socio-culturali, storici) che si credevano oramai storicizzati. O forse è il classico flusso e riflusso della tematica letteraria che, una volta esaurito momentaneamente un filone narrativo, torna a figurare elementi ormai tradizionali&#8230; Agli studiosi e alle studiose il compito dunque di chiarificare questo importante elemento, elemnto che già Silvia contarini ha iniziato, ci sembra, ad affrontare.</p>
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		Di: giacomo sartori		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/05/08/madri-figlie-follia/#comment-164906</link>

		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 May 2012 11:05:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[proprio in questi giorni mi era ricapitato tra le mani il magnifico &quot;I giorni dell&#039;abbandono&quot; di Elena Ferrante; lì c&#039;è lo sforzo per non cadere nel baratro, rappresentato nella testa della protagonista dall&#039;esempio della vicina nella sua infanzia, la donna prima felice e poi abbandonata dal marito (e quindi trasformata in &quot;la poverella&quot;: &quot;un dolore così appariscente cominciò a disgustarmi); lei invece non vuole non cadere nella follia: &quot;Dovevo resistere,dovevo organizzarmi&quot; ... &quot;Via da me le donne spezzate&quot;; il che mi aveva fatto pensare al &quot;Dolore&quot; della Duras ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>proprio in questi giorni mi era ricapitato tra le mani il magnifico &#8220;I giorni dell&#8217;abbandono&#8221; di Elena Ferrante; lì c&#8217;è lo sforzo per non cadere nel baratro, rappresentato nella testa della protagonista dall&#8217;esempio della vicina nella sua infanzia, la donna prima felice e poi abbandonata dal marito (e quindi trasformata in &#8220;la poverella&#8221;: &#8220;un dolore così appariscente cominciò a disgustarmi); lei invece non vuole non cadere nella follia: &#8220;Dovevo resistere,dovevo organizzarmi&#8221; &#8230; &#8220;Via da me le donne spezzate&#8221;; il che mi aveva fatto pensare al &#8220;Dolore&#8221; della Duras &#8230;</p>
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