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	Commenti a: Piazza Macao	</title>
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		<title>
		Di: Stefano Durì		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/05/17/piazza-macao/#comment-165631</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano Durì]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 May 2012 08:03:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non mi pare di aver terminato dicendo &quot;e quindi tornatevene a casa a pensarci su&quot;. Ragionare sul tipo di dinamiche che (molto sommariamente) ho elencato non significa però &quot;lasciarsi soffocare dalle perplessità&quot;, ma, credo, assumere un punto di vista corretto sulla propria condizione materiale e sulle concrete possibilità di modificarla, quindi sulle strategie più adeguate da assumere (alleanze incluse). Il resto è falsa coscienza, favola bella, wishful thinking.
Il punto è molto semplice: la crisi ha solo aggravato quelle caratteristiche strutturali dell&#039;economia e della società italiana che impediscono la valorizzazione e lo sviluppo del &quot;talento&quot;. Queste stesse caratteristiche contribuiscono ad ostacolare il processo di uscita dalla crisi. Stiamo parlando di fenomeni ormai consolidati, di avvitamenti verso il basso che percorrono gli ultimi decenni e che quindi non possono (potrebbero) essere corretti se non nel lungo periodo. 
Ci sarebbe poi da valutare la qualità media di questo &quot;talento&quot;, cresciuto nel sistema scolastico e nel clima culturale che sappiamo e destinato a impoverirsi in assenza di applicazioni &quot;coerenti&quot; (non il call center, per intenderci) e di aggiornamento continuo, in cui le imprese non hanno interesse a investire e il cui onere ricade sulle spalle dei singoli e delle loro famiglie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi pare di aver terminato dicendo &#8220;e quindi tornatevene a casa a pensarci su&#8221;. Ragionare sul tipo di dinamiche che (molto sommariamente) ho elencato non significa però &#8220;lasciarsi soffocare dalle perplessità&#8221;, ma, credo, assumere un punto di vista corretto sulla propria condizione materiale e sulle concrete possibilità di modificarla, quindi sulle strategie più adeguate da assumere (alleanze incluse). Il resto è falsa coscienza, favola bella, wishful thinking.<br />
Il punto è molto semplice: la crisi ha solo aggravato quelle caratteristiche strutturali dell&#8217;economia e della società italiana che impediscono la valorizzazione e lo sviluppo del &#8220;talento&#8221;. Queste stesse caratteristiche contribuiscono ad ostacolare il processo di uscita dalla crisi. Stiamo parlando di fenomeni ormai consolidati, di avvitamenti verso il basso che percorrono gli ultimi decenni e che quindi non possono (potrebbero) essere corretti se non nel lungo periodo.<br />
Ci sarebbe poi da valutare la qualità media di questo &#8220;talento&#8221;, cresciuto nel sistema scolastico e nel clima culturale che sappiamo e destinato a impoverirsi in assenza di applicazioni &#8220;coerenti&#8221; (non il call center, per intenderci) e di aggiornamento continuo, in cui le imprese non hanno interesse a investire e il cui onere ricade sulle spalle dei singoli e delle loro famiglie.</p>
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		Di: diamonds		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 May 2012 09:52:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ottimo Ares.Una filosofia che peraltro coincide con l&#039;unica cosa decente detta da Rutelli(va beh,qualcun&#039;altra in privato dovrà averla detta.Più che altro per la legge dei grandi numeri):&quot;L&#039;unica maniera per non sbagliare è non fare mai niente&quot;(e sinceramente non capivo come lui stesso la declinasse)

http://wonderoasis.free.fr/musikpourthelibertines/mp3/13%20Road%20to%20ruin.mp3]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ottimo Ares.Una filosofia che peraltro coincide con l&#8217;unica cosa decente detta da Rutelli(va beh,qualcun&#8217;altra in privato dovrà averla detta.Più che altro per la legge dei grandi numeri):&#8221;L&#8217;unica maniera per non sbagliare è non fare mai niente&#8221;(e sinceramente non capivo come lui stesso la declinasse)</p>
<p><a href="http://wonderoasis.free.fr/musikpourthelibertines/mp3/13%20Road%20to%20ruin.mp3" rel="nofollow ugc">http://wonderoasis.free.fr/musikpourthelibertines/mp3/13%20Road%20to%20ruin.mp3</a></p>
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		<title>
		Di: Ares		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/05/17/piazza-macao/#comment-165503</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 May 2012 09:27:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2012/05/17/piazza-macao/#comment-165312&quot;&gt;Davide&lt;/a&gt;.

Un opera architettonica, svuotata di ogni senso d&#039;esistenza &quot;è&quot; un mostro di cemento ...in questo caso di cemento armatro, vetro e alluminio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/05/17/piazza-macao/#comment-165312">Davide</a>.</p>
<p>Un opera architettonica, svuotata di ogni senso d&#8217;esistenza &#8220;è&#8221; un mostro di cemento &#8230;in questo caso di cemento armatro, vetro e alluminio.</p>
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		<title>
		Di: Ares		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 May 2012 09:15:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2012/05/17/piazza-macao/#comment-165076&quot;&gt;laserta&lt;/a&gt;.

Gli artisti milanesi merita il centro, dopo anni di sottoscala e periferie degradate; Lì già ci siamo, ora si vuole il centro città.
L&#039;ex Ansaldo è un luogo che è ancora tutto da costruire, ora più che mai la cultura deve essere accessibile, facilmente raggiungibile e riconosciuta al pari di un istituto finaziario collocato in centro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/05/17/piazza-macao/#comment-165076">laserta</a>.</p>
<p>Gli artisti milanesi merita il centro, dopo anni di sottoscala e periferie degradate; Lì già ci siamo, ora si vuole il centro città.<br />
L&#8217;ex Ansaldo è un luogo che è ancora tutto da costruire, ora più che mai la cultura deve essere accessibile, facilmente raggiungibile e riconosciuta al pari di un istituto finaziario collocato in centro.</p>
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		<title>
		Di: Ares		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/05/17/piazza-macao/#comment-165499</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 May 2012 09:09:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Meglio stare fermi è marcire, soffocati dalle proprie perplessità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Meglio stare fermi è marcire, soffocati dalle proprie perplessità.</p>
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		<title>
		Di: Stefano Durì		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/05/17/piazza-macao/#comment-165426</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano Durì]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2012 18:39:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[l&#039;affermazione &quot;l’unico talento che potrebbe farci uscire dalla crisi&quot; mi sembra davvero poco plausibile. Lo spreco di intelligenze e di capacità è innegabile, drammatico e solo un fanatico liberista può descriverlo come un fenomeno transitorio, destinato ad essere riassorbito grazie ad un&#039;ulteriore flessibilizzazione del mercato del lavoro e/o a una riduzione del suo costo. L&#039;idea che questo &quot;talento&quot; possa in qualche modo configurarsi come una variabile di per sé &quot;propulsiva&quot; mi sembra però (sfortunatamente) priva di sostanza. 
La spesa pubblica centrale e locale è sotto pressione e in questi casi, come noto, è la &quot;cultura&quot; la prima a risentirne. Non ho statistiche recenti sull&#039;andamento del settore &quot;culturale&quot; e dell&#039;editoria, ma non credo siano rose e fiori, anche perché mi pare che siano in corso sconvolgimenti profondi dei modelli di business tradizionali.
Le famose startup innovative? Qualcosa si muove su questo versante, ad esempio sul fronte delle semplificazioni burocratiche e del credito fiscale, ma il vincolo principale rimane l&#039;accesso al credito (sono attività ad alto rischio), in un paese, poi, in cui la presenza di venture capital è ridicola. Anche l&#039;arretratezza per quanto riguarda l&#039;ICT gioca un ruolo negativo e non può essere recuperata nel brevissimo periodo. Dubito comunque che le startup, che possono effettivamente creare nuova occupazione, saranno in grado di dare nel breve un contributo significativo alla crescita (sempre che arrivino al break-even). 
L&#039;idea che &quot;ci salverà l&#039;innovazione&quot; è tutta da vedere: non è affatto detto che a fronte di un eccesso di capacità produttiva, con domanda debole e ampia disponibilità di un &quot;esercito industriale di riserva&quot; flessibile le imprese siano tanto propense a investire e soprattutto a rischiare in attività innovative (e chi glieli dà i soldi?), specie in settori tradizionali in cui la competizione sul prezzo ha importanza. Volendo, ci sarebbe anche da valutare la potenziale concorrenza di lavoratori stranieri qualificati ma meno costosi, magari veicolata da marketplace globali, come già accade nel caso del software.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;affermazione &#8220;l’unico talento che potrebbe farci uscire dalla crisi&#8221; mi sembra davvero poco plausibile. Lo spreco di intelligenze e di capacità è innegabile, drammatico e solo un fanatico liberista può descriverlo come un fenomeno transitorio, destinato ad essere riassorbito grazie ad un&#8217;ulteriore flessibilizzazione del mercato del lavoro e/o a una riduzione del suo costo. L&#8217;idea che questo &#8220;talento&#8221; possa in qualche modo configurarsi come una variabile di per sé &#8220;propulsiva&#8221; mi sembra però (sfortunatamente) priva di sostanza.<br />
La spesa pubblica centrale e locale è sotto pressione e in questi casi, come noto, è la &#8220;cultura&#8221; la prima a risentirne. Non ho statistiche recenti sull&#8217;andamento del settore &#8220;culturale&#8221; e dell&#8217;editoria, ma non credo siano rose e fiori, anche perché mi pare che siano in corso sconvolgimenti profondi dei modelli di business tradizionali.<br />
Le famose startup innovative? Qualcosa si muove su questo versante, ad esempio sul fronte delle semplificazioni burocratiche e del credito fiscale, ma il vincolo principale rimane l&#8217;accesso al credito (sono attività ad alto rischio), in un paese, poi, in cui la presenza di venture capital è ridicola. Anche l&#8217;arretratezza per quanto riguarda l&#8217;ICT gioca un ruolo negativo e non può essere recuperata nel brevissimo periodo. Dubito comunque che le startup, che possono effettivamente creare nuova occupazione, saranno in grado di dare nel breve un contributo significativo alla crescita (sempre che arrivino al break-even).<br />
L&#8217;idea che &#8220;ci salverà l&#8217;innovazione&#8221; è tutta da vedere: non è affatto detto che a fronte di un eccesso di capacità produttiva, con domanda debole e ampia disponibilità di un &#8220;esercito industriale di riserva&#8221; flessibile le imprese siano tanto propense a investire e soprattutto a rischiare in attività innovative (e chi glieli dà i soldi?), specie in settori tradizionali in cui la competizione sul prezzo ha importanza. Volendo, ci sarebbe anche da valutare la potenziale concorrenza di lavoratori stranieri qualificati ma meno costosi, magari veicolata da marketplace globali, come già accade nel caso del software.</p>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/05/17/piazza-macao/#comment-165359</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2012 08:13:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se siamo prevenuti con i ragazzi di macao che  non capiscono l&#039;architettura, dobbiamo allo stesso modo essere prevenuti con i borghesotti che non capiscono la street-art (che ha significato, tanto per fare un esempio, perdere opere di Banksy).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se siamo prevenuti con i ragazzi di macao che  non capiscono l&#8217;architettura, dobbiamo allo stesso modo essere prevenuti con i borghesotti che non capiscono la street-art (che ha significato, tanto per fare un esempio, perdere opere di Banksy).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/05/17/piazza-macao/#comment-165356</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2012 07:45:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Su questo, Davide, concordo con te.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su questo, Davide, concordo con te.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Davide		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/05/17/piazza-macao/#comment-165312</link>

		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2012 22:59:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo leggo con interesse, io che sono un po&#039; prevenuto verso l&#039;esperienza di Macao. Tra i motivi di dubbio, ne cito uno: possibile che in un grattacielo i nostri artisti non vedano un&#039;opera dell&#039;architettura ma solo (come scrivono assai spesso) &quot;un mostro di cemento&quot;? È una considerazione ben misera della città, mi sembra]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo leggo con interesse, io che sono un po&#8217; prevenuto verso l&#8217;esperienza di Macao. Tra i motivi di dubbio, ne cito uno: possibile che in un grattacielo i nostri artisti non vedano un&#8217;opera dell&#8217;architettura ma solo (come scrivono assai spesso) &#8220;un mostro di cemento&#8221;? È una considerazione ben misera della città, mi sembra</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: laserta		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/05/17/piazza-macao/#comment-165076</link>

		<dc:creator><![CDATA[laserta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 May 2012 10:19:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I personaggi che occupano Macao sono riusciti a non sentire e a non vedere le notizie che arrivavano da Brindisi e hanno completato l&#039;impresa non considerando la manifestazione spontanea che si è conclusa a Piazza Scala.
Inoltre, nonostante i tentativi e le offerte di nuovi spazi (bellissimo quello dell&#039;ex Ansaldo), hanno rifiutato per una ragione molto semplice: vogliono spazi mediadicamente &quot;appealing&quot;, e dunque sempre in centro città.
Ma noi abbiamo bisogno di questa gente qua? la cultura italiana ha bisogno di radical chic di questa risma?
All&#039;inizio pensavo che Carmela Rozza avesse reagito troppo duramente, ora penso che abbiano fatto bene a sgombrare dei perdigiorno simili, tutti impegnati nella costruzione di una loro visibilità...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I personaggi che occupano Macao sono riusciti a non sentire e a non vedere le notizie che arrivavano da Brindisi e hanno completato l&#8217;impresa non considerando la manifestazione spontanea che si è conclusa a Piazza Scala.<br />
Inoltre, nonostante i tentativi e le offerte di nuovi spazi (bellissimo quello dell&#8217;ex Ansaldo), hanno rifiutato per una ragione molto semplice: vogliono spazi mediadicamente &#8220;appealing&#8221;, e dunque sempre in centro città.<br />
Ma noi abbiamo bisogno di questa gente qua? la cultura italiana ha bisogno di radical chic di questa risma?<br />
All&#8217;inizio pensavo che Carmela Rozza avesse reagito troppo duramente, ora penso che abbiano fatto bene a sgombrare dei perdigiorno simili, tutti impegnati nella costruzione di una loro visibilità&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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