Parliamo di gatti

17 giugno 2012
Pubblicato da

di Monica Flores Fernandez

 

L’imbecille non dice che il gatto abbaia, ma parla del gatto mentre gli altri parlano del cane.”

Umberto Eco.

 
Questa frase di Umberto Eco che si trova nel Pendolo di Foucault, mi è sempre piaciuta molto. In questi giorni economicamente bui ma calcisticamente brillanti, le parole di Eco sono tornate alla mia mente con una forza nuova.

In uno dei momenti peggiori della storia di Spagna da quando è entrata nell’Unione Monetaria, il nostro Premier somiglia di più all’uomo invisibile che a un politico serio. Magari avevamo sopravvalutato le sue capacità politiche o, forse, ha capito che siamo in un momento in cui il meglio è, semplicemente, scappare via. Sabato 9 Giugno l’UE “riscattava” economicamente le banche del mio Paese. Nessuno spagnolo sarebbe in grado di rispondere alla domanda “dov’era e cosa faceva il vostro Premier?”, perché non lo sappiamo. L’unico che ha parlato quel giorno con i media è stato Luis De Guindos, ora Ministro dell’Economia e Competitività (ma prima assessore di Lehman Brothers (1)). Una delle domande dei giornalisti è stata dov’era il premier e se intendeva, in qualche momento, e vista la situazione, eventualmente, dire qualcosa. La risposta del ministro è stata chiara: “siccome sono io il Ministro dell’Economia, parlo io, lui non c’entra”. L’alluvione di critiche è stata immediata. Noi cittadini, i media ed i partiti dell’opposizione chiedevamo subito la presenza del Capo di Governo. Chiedevamo una spiegazione. E c’è stata (2). Come succede quando a parlare è un politico professionista, non ha detto nulla di nuovo e ha risposto a metà le domande dei giornalisti. Ha ripetuto praticamente le parole di De Guindos. Tutti e due hanno evitato, come se fosse un malato di lebbra, la parola “riscatto”. Questa parola invece è stata usata da tutti i media nazionali ed internazionali, dai partiti politici dell’opposizione e, di certo, da noi cittadini. Anche se…forse esagero un po’, ha risposto ad una domanda. Un giornalista gli ha chiesto perché sarebbe andato alla partita della nazionale in Polonia in una situazione economica tale. Il Premier ha dato diverse risposte: che era stato invitato, che era la nazionale, che era la prima partita, che aveva già risolto la situazione e quindi se lo poteva permettere…si è lamentato pure del fatto di non poter guardare la partita fra Nadal e Djokovic perché sarebbe stato in aereo. È stata la risposta più lunga e dettagliata che ha dato. E, come ha detto, è andato alla partita di calcio provocando così che i media fossero divisi fra quelli che parlavano del riscatto e quelli che parlavano dell’atteggiamento di Rajoy.

E non finisce qui. Mentre i partiti dell’opposizione chiedevano la presenza del Governo nel Parlamento per spiegare con chiarezza la situazione finanziaria, il PP (Partido Popular), che è il partito al governo in questo momento, proponeva una votazione in Parlamento quasi bizzarra: la proibizione dei fischi all’inno spagnolo e alla bandiera. Qualche giorno prima, durante una partita di calcio fra l’Athletic de Bilbao (squadra basca) e il FC Barcelona (squadra catalana), i tifosi di tutte e due le squadre avevano fischiato sia l’inno che la bandiera, e non era la prima volta (3). È di certo un argomento di cui si può discutere e legiferare, ma sicuramente in un momento diverso. E in realtà era già stato fatto. Non solo hanno discusso un argomento calcistico nel momento sbagliato, ma si sono pure sbagliati, perché era già stato trattato dalla legge. Nell’anno 2007 (4). I parlamentari spagnoli hanno impiegato tutto un pomeriggio a discutere di fischi, inni, bandiere e proibizioni quando era già stato fatto. Cinque anni prima.

Da sabato 9 Giugno la situazione non è migliorata: lo spread sale, la borsa cade e l’UE contraddice (a buona ragione) ogni giorno le parole del Premier. Ma non importa: c’è il calcio! Ci sono gli Europei! Finchè durerà il calcio, avranno altri argomenti di cui parlare. Dopo ci sarà l’estate, la spiaggia, il mare…e quindi ancora altri temi con cui riempire lo spazio nei giornali e nelle TV a loro affini. In Spagna si parlerà ancora dei gatti, di diversi colori, razze, origini…a Bruxelles e Berlino, nel frattempo, parleranno dei cani.

 

(1)    http://www.lamoncloa.gob.es/Gobierno/MinistrosyMinistras_new/MinisteerioEconom%C3%ADayCompetitividad.htm

(2)    http://www.rtve.es/alacarta/videos/especiales-informativos/especial-informativo-rueda-prensa-mariano-rajoy/1432576/

(3)    http://www.rtve.es/deportes/20120525/pitada-himno-insultos-esperanza-aguirre-canto-futbol/531685.shtml

(4)    http://www.eldiario.es/zonacritica/2012/06/13/como-hacer-el-ridiculo-en-el-congreso-en-siete-comodos-pasos/

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4 Responses to Parliamo di gatti

  1. Mónica Flores il 17 giugno 2012 alle 20:54

    Grazie mille Andrea per aver pubblicato il mio testo in questi giorni in cui Helena è più impegnata del solito! :-)

  2. nc il 17 giugno 2012 alle 22:56

    solo che in questo caso gli imbecilli sono stolti scientemente.
    bel pezzo.

  3. diamonds il 18 giugno 2012 alle 11:24

    non che il nostro governo di dandy mi dia la sensazione di essere sempre “sul pezzo”(certo,detto da me che non ho fatto dell’essere on topic un life style la cosa può suonare storta.Anche se,anche se..)

    http://www.youtube.com/watch?v=UHoN-RYA-dM

  4. enrico dignani il 18 giugno 2012 alle 14:05

    L’aristocratica minoranza (belli ricchi e intelligenti) che governa il pianeta è possibile che debba tecnicamente fornire verità discrezionali ai terrestri (vitto alloggio e affetto).



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