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	Commenti a: Materiali per la resa	</title>
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		<title>
		Di: stan		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/07/03/materiali-per-la-resa/#comment-176269</link>

		<dc:creator><![CDATA[stan]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 09:13:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dunque, ho appena finito di leggere il romanzo di Siti; e ho letto i materiali qui proposti; e ne ho ricavato una forte sensazione di essere tonto; e ora sono molto arrabbiato con Cortellessa; e dirò di più: se lo incontro – Cortellessa – lo picchio e anche forte, lo picchio; insomma, un povero uomo ignorante come me, cresciuto a Timpanaro e Leopardi, non può leggere la parte finale del saggio di Cortellessa senza starci male; per una vita, per tutta una vita esigua e stupidina, non ho fatto che leggere autori che mettevano in relazione il materialismo con il pessimismo, e ora arriva un Cortellessa qualsiasi che mi dice che «quel pensiero che da sempre osserva esclusivamente il pessimismo della ragione, irridendo e compiangendo quella volontà che altro potrebbe concepire» è un pensiero di destra; e a me viene il mal di pancia, e anche da vomitare, viene; sì, va bene, ultimamente me la godo con Cioran, però, insomma, non è così difficile cogliere, nel pensiero «di sinistra», la persuasione che la conoscenza di «questo ridicolissimo e freddissimo tempo» possa condurre a  «far apparire come trascurabili gli sforzi per conquistare migliori istituzioni»; e poi, dai, non scherziamo, quali sarebbero quelli della «razza che rimane a terra» assieme a cui resistere?; TQ? Teatro Valle Occupato (dalle Star)?; insomma, il *pessimismo materialistico* di Siti giustamente suggerisce che «forse sarebbe meglio prendere atto del declino e decidere cosa farne, del declino, piuttosto che lavorare con una speranza a breve scadenza, dentro orizzonti che non si spingono più in là dell’anno prossimo, e però nella consapevolezza che molte delle cose prospettate non si realizzeranno comunque, né ora né mai. Se resistere significa coltivare una speranza che non ha una base solida, mi sembra una stupidata: è questo è il senso del titolo»; ecco, forse «in questo momento capire è più importante che resistere»; a me questo non pare un pensiero di destra, tutt&#039;altro; ma io sono tonto, e dunque mi tengo fuori dall’umano, anch’io, e proprio fuori dal consorzio simil-cattolico che fa della *speranza* e della *volontà* un credo anti-materialista e, alla fine, molto-ma-molto consolatorio; in fondo, «io son distrutto / né schermo alcuno ho dal dolor, che scuro / m’è l’avvenire, e tutto quanto io scerno / è tal che sogno e fola / fa parer la speranza».]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dunque, ho appena finito di leggere il romanzo di Siti; e ho letto i materiali qui proposti; e ne ho ricavato una forte sensazione di essere tonto; e ora sono molto arrabbiato con Cortellessa; e dirò di più: se lo incontro – Cortellessa – lo picchio e anche forte, lo picchio; insomma, un povero uomo ignorante come me, cresciuto a Timpanaro e Leopardi, non può leggere la parte finale del saggio di Cortellessa senza starci male; per una vita, per tutta una vita esigua e stupidina, non ho fatto che leggere autori che mettevano in relazione il materialismo con il pessimismo, e ora arriva un Cortellessa qualsiasi che mi dice che «quel pensiero che da sempre osserva esclusivamente il pessimismo della ragione, irridendo e compiangendo quella volontà che altro potrebbe concepire» è un pensiero di destra; e a me viene il mal di pancia, e anche da vomitare, viene; sì, va bene, ultimamente me la godo con Cioran, però, insomma, non è così difficile cogliere, nel pensiero «di sinistra», la persuasione che la conoscenza di «questo ridicolissimo e freddissimo tempo» possa condurre a  «far apparire come trascurabili gli sforzi per conquistare migliori istituzioni»; e poi, dai, non scherziamo, quali sarebbero quelli della «razza che rimane a terra» assieme a cui resistere?; TQ? Teatro Valle Occupato (dalle Star)?; insomma, il *pessimismo materialistico* di Siti giustamente suggerisce che «forse sarebbe meglio prendere atto del declino e decidere cosa farne, del declino, piuttosto che lavorare con una speranza a breve scadenza, dentro orizzonti che non si spingono più in là dell’anno prossimo, e però nella consapevolezza che molte delle cose prospettate non si realizzeranno comunque, né ora né mai. Se resistere significa coltivare una speranza che non ha una base solida, mi sembra una stupidata: è questo è il senso del titolo»; ecco, forse «in questo momento capire è più importante che resistere»; a me questo non pare un pensiero di destra, tutt&#8217;altro; ma io sono tonto, e dunque mi tengo fuori dall’umano, anch’io, e proprio fuori dal consorzio simil-cattolico che fa della *speranza* e della *volontà* un credo anti-materialista e, alla fine, molto-ma-molto consolatorio; in fondo, «io son distrutto / né schermo alcuno ho dal dolor, che scuro / m’è l’avvenire, e tutto quanto io scerno / è tal che sogno e fola / fa parer la speranza».</p>
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		<title>
		Di: paolo durando		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/07/03/materiali-per-la-resa/#comment-174988</link>

		<dc:creator><![CDATA[paolo durando]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jul 2012 11:01:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho finito il romanzo “Resistere non serve a niente”. Nel complesso mi pare efficace nel dare l&#039;idea di una società dominata dal mondo immateriale di una finanza esoterica, in cui si dissolvono i confini tra legalità e illegalità, mentre figure ed eventi più visibili  non sarebbero che una scenografia illusoria e inquietante, richiamando per densità e impotenza un mondo alla Blade Runner. Devo dire che i protagonisti mi sembrano sempre un po&#039; troppo intelligenti e consapevoli delle trame in cui si inseriscono intessendole. Anche Gabry mi pare eccessivamente lucida nel suo machiavellismo da olgettina, in un&#039;interfaccia assai sofisticata tra intenzioni e declinazioni della vita interiore e ambiente. Un&#039;altra cosa che, a caldo, mi sono ritrovato a constatare è come, ancora una volta, negli scrittori maschi italiani,  ci sia un compiacimento sospetto nel riferire di modalità e tendenze odierne (ma fino a che punto?) della vita sessuale, con quell&#039;insistenza vagamente scandalistica che si vorrebbe far passare, forse, per una scafata e superiore dimestichezza con le cose del mondo. In realtà è la repressione, la loro (la nostra) a rivelarsi una volta di più, eterosessuali od omosessuali. Ho aperto a caso il romanzo di Piperno vincitore allo Strega e mi sono subito imbattuto nella descrizione goduriosa di come le brave ragazze inglesi, trasferite a Londra, diventino delle assatanate. Per non parlare del pur talentuoso Parente: ne “L&#039;inumano” si vorrebbe essere, virilmente, maledetti e/o spregevoli, quando i confini che Cèline, per dire,  forzava e sfondava, con le conseguenti rivelazioni, non esistono più da un pezzo. Dunque perchè non liberarsi dai deliri defatiganti di siffatto “pene grandioso”?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho finito il romanzo “Resistere non serve a niente”. Nel complesso mi pare efficace nel dare l&#8217;idea di una società dominata dal mondo immateriale di una finanza esoterica, in cui si dissolvono i confini tra legalità e illegalità, mentre figure ed eventi più visibili  non sarebbero che una scenografia illusoria e inquietante, richiamando per densità e impotenza un mondo alla Blade Runner. Devo dire che i protagonisti mi sembrano sempre un po&#8217; troppo intelligenti e consapevoli delle trame in cui si inseriscono intessendole. Anche Gabry mi pare eccessivamente lucida nel suo machiavellismo da olgettina, in un&#8217;interfaccia assai sofisticata tra intenzioni e declinazioni della vita interiore e ambiente. Un&#8217;altra cosa che, a caldo, mi sono ritrovato a constatare è come, ancora una volta, negli scrittori maschi italiani,  ci sia un compiacimento sospetto nel riferire di modalità e tendenze odierne (ma fino a che punto?) della vita sessuale, con quell&#8217;insistenza vagamente scandalistica che si vorrebbe far passare, forse, per una scafata e superiore dimestichezza con le cose del mondo. In realtà è la repressione, la loro (la nostra) a rivelarsi una volta di più, eterosessuali od omosessuali. Ho aperto a caso il romanzo di Piperno vincitore allo Strega e mi sono subito imbattuto nella descrizione goduriosa di come le brave ragazze inglesi, trasferite a Londra, diventino delle assatanate. Per non parlare del pur talentuoso Parente: ne “L&#8217;inumano” si vorrebbe essere, virilmente, maledetti e/o spregevoli, quando i confini che Cèline, per dire,  forzava e sfondava, con le conseguenti rivelazioni, non esistono più da un pezzo. Dunque perchè non liberarsi dai deliri defatiganti di siffatto “pene grandioso”?</p>
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		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/07/03/materiali-per-la-resa/#comment-173698</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 16:17:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2012/07/03/materiali-per-la-resa/#comment-173376&quot;&gt;walter siti&lt;/a&gt;.

Grazie, Walter.
Io ho fatto solo l&#039;umile copia-incolla. (excusatio non petita)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/07/03/materiali-per-la-resa/#comment-173376">walter siti</a>.</p>
<p>Grazie, Walter.<br />
Io ho fatto solo l&#8217;umile copia-incolla. (excusatio non petita)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: walter siti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/07/03/materiali-per-la-resa/#comment-173376</link>

		<dc:creator><![CDATA[walter siti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jul 2012 06:21:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate, ma nella trascrizione magnetofonica dell&#039;intervista dev&#039;essere successo qualche pasticcio. Allora: il romanzo di Balzac, ovviamente, si intitola Melmoth réconcilié (Melmoth riconciliato) e non Melmoth le conseiller (Il consigliere) e la trama del diavolo eccetera si riferisce a questo romanzo, ripresa esplicita di Melmoth the wanderer di Maturin. La maison Nucingen, pur avendo rapporti con il Melmoth, ha una trama tutta diversa, è praticamente un trattato sui giochi al ribasso in Borsa e, per i balzacchisti, è il romanzo di Rastignac trattato come uomo di paglia. Il personaggio di Trollope, implicita ripresa dei primi due, si chiama però Melmotte. Il manuale sui derivati è di John Hull e non di John Hall. Solo per la precisione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate, ma nella trascrizione magnetofonica dell&#8217;intervista dev&#8217;essere successo qualche pasticcio. Allora: il romanzo di Balzac, ovviamente, si intitola Melmoth réconcilié (Melmoth riconciliato) e non Melmoth le conseiller (Il consigliere) e la trama del diavolo eccetera si riferisce a questo romanzo, ripresa esplicita di Melmoth the wanderer di Maturin. La maison Nucingen, pur avendo rapporti con il Melmoth, ha una trama tutta diversa, è praticamente un trattato sui giochi al ribasso in Borsa e, per i balzacchisti, è il romanzo di Rastignac trattato come uomo di paglia. Il personaggio di Trollope, implicita ripresa dei primi due, si chiama però Melmotte. Il manuale sui derivati è di John Hull e non di John Hall. Solo per la precisione.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: giuseppe zucco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/07/03/materiali-per-la-resa/#comment-173301</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe zucco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jul 2012 21:56:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[un altro articolo, pubblicato su &quot;minima e moralia&quot;, scritto da carlo mazza galanti, qui:

http://www.minimaetmoralia.it/?p=8538]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>un altro articolo, pubblicato su &#8220;minima e moralia&#8221;, scritto da carlo mazza galanti, qui:</p>
<p><a href="http://www.minimaetmoralia.it/?p=8538" rel="nofollow ugc">http://www.minimaetmoralia.it/?p=8538</a></p>
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		<item>
		<title>
		Di: Marianna P.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/07/03/materiali-per-la-resa/#comment-173236</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marianna P.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jul 2012 15:13:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=42910#comment-173236</guid>

					<description><![CDATA[Solo per segnalare che alcune pagine del romanzo di Siti si possono leggere qui:

http://www.leparoleelecose.it/?p=4747

e qui:

http://www.leparoleelecose.it/?p=494]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solo per segnalare che alcune pagine del romanzo di Siti si possono leggere qui:</p>
<p><a href="http://www.leparoleelecose.it/?p=4747" rel="nofollow ugc">http://www.leparoleelecose.it/?p=4747</a></p>
<p>e qui:</p>
<p><a href="http://www.leparoleelecose.it/?p=494" rel="nofollow ugc">http://www.leparoleelecose.it/?p=494</a></p>
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