5 Responses to Orazio, Odi, I, 11, 17, 37

  1. Francesca il 26 luglio 2012 alle 21:27

    Cribbio se sei bravo. Mi sembra di leggerle per la prima volta.

  2. daniele ventre il 26 luglio 2012 alle 22:36

    Grazie -ma forse si potrebbe aggiustare ancora qualcosa. Si vedrà.

  3. Legatus il 27 luglio 2012 alle 01:25

    Mi ricordo di te all’università quando mi spiegavi la metabole :-) (è piccolo il mondo – mi ricordo anche degli altri ragazzi di Odradek)

    io ho tradotto 86 dei 116 carmi di Catullo (frammenti compresi)

    utilizzando vari metri sull’esempio delle traduzioni del primo e secondo libro delle Odi di Orazio

    avendo per fine quello di renderli con metri e rime italiane, ho dovuto parafrasare in più punti, però ci sono stati anche alcune *felici* confluenze di metrica, rima e significato letteralmente reso, come il

    VERVM DISPEREAM NISI AMO = ma ch’io muoia se non l’amo

    (che assegna naturalmente l’ottonario come metro alla traduzione)

    quod laudavit A. Cozzolino (vir frugi ac perilluster)

    la traduzione questa stessa ode di Orazio (eh, del resto è celebre!) la inviai al professore titolare di questo blog

    http://catalepton.altervista.org/analisi-contrastiva-di-traduzioni/hor-carm-i-11/

    comincia da questo punto:

    Ah! Tu nol chiedere,
    (ché non è lecito….

    come vedi c’è una discreta quantità di amplificazione e parafrasi in alcuni punti, per poter rispettare il modello di sfrofe usato dal Leopardi nella traduzione dell’ode a Postumio

    non mi sgridare troppo, io sono fatto così, Anche Enrico Flores del resto lesse una volta in aula delle sue traduzioni di *cantica* dalle commedie di di Plauto ed erano versi ottonari, ma tutte le censure che mi farai io non posso che accettarle, data la tua preparazione che posso testimoniare a chi non ti conosce

    credete a chi na ha fatto esperimento

    Ego nunc, hoc tua reliqua in loco, avide lectito lectitaboque

    e mi scusi Quintiliano la disconveniente clausola

  4. daniele ventre il 1 agosto 2012 alle 13:13

    Bella la tua traduzione in quinari :) (sì il mondo è davvero piccolo)…

  5. Legatus il 1 agosto 2012 alle 15:19

    aspettiamo altre traduzioni allora; personalmente, a me l’INDEX TRANSLATIONUM dell’unesco

    http://portal.unesco.org/culture/en/ev.php-URL_ID=7810&URL_DO=DO_TOPIC&URL_SECTION=201.html

    (online solo i dati dal 1979 ad oggi, quelli precedenti vanno cercati in qualche biblioteca che possieda l’edizione cartacea)

    è sempre stato di grande utilità più di una volta, per scoprire quei testi e quelle opere mai tradotti prima



indiani