4 Responses to Titanomachia (Esiodo – Teogonia vv. 617-721)

  1. fm il 28 luglio 2012 alle 12:15

    Eronda, Esiodo, Orazio: gran lavoro di traduzione, splendide versioni.
    Complimenti.

    fm

  2. renatamorresi il 28 luglio 2012 alle 20:19

    “voi, figli stupendi di Terra e di Cielo” – che spettacolo

  3. Legatus il 1 agosto 2012 alle 15:54

    l’edizione a stampa presenterà le varianti stilistiche, per il testo greco, della lettera β minuscola (ϐ – UNICODE: U+03D0) e il sigma lunato (ϲ – UNICODE U+03F2) per il sigma usuale minuscolo?

    non che mi piacciano particolarmente, ma alcune edizioni sembrano prediligerle (non ho indagato sulle ragioni storiche di ciò)

    quale è il parere di Daniele Ventre al riguardo?

    da ultimo, poiché già la sola composizione di testi coll’alfabeto greco è di per sé un compito gravoso, preferisci usare

    – un editor unicode (come Guido Milanese della Cattolica di Milano – sembra un gioco di parole, ma è la realtà)

    – una tastiera mappata temporaneamente in greco

    – un word processor e un font che supportino la tecnologia graphite, che riconosce, ad esempio, digitando sempre la s sulla tastiera, se questa è all’inizio in corpo o in fine di parola e immettendo la giusta versione minuscola greca (σ oppure ς); tali sono OpenOffice dalla versione 3.2 e Libreoffice + il font Linux Libertine G (da numbertext.org)

    io mi trovo abbastanza bene con la macro di Alexey Kryukov
    http://www.thessalonica.org.ru/en/thessalonica-ooo.html

    che mappa temporaneamente la tastiera in greco (è presente un menu per passare da una lingua all’altra). la macro (o estensione) va associata ad un font unicode

    mi scuso per la lunghezza del messaggio

  4. daniele ventre il 2 agosto 2012 alle 11:21

    Dunque: è più facile usare un font greco tipo sgreek. Quegli unicode non mi piacciono, effettivamente. Infine, non so quando e se queste opere verranno mai editate. Allo stato attuale le mie traduzioni sistematiche comprendono l’Iliade (pubblicata senza testo a fronte da Mesogea nel 2010); l’Odissea, opzionata fino all’inizio di quest’anno da Mesogea che forse la pubblicherà, ma non è affatto detto: gli entusiasmi si sono raffreddati e da settembre di quest’anno si è passati a un dubitoso dicembre prossimo, e c’è il serio rischio che passino ere geologiche, come è già accaduto per l’Iliade, che era pronta nel 2006/2007; la Teogonia e le Opere e Giorni; gli Inni Omerici (in corso di stesura, mancando tre dei quattro inni maggiori); L’Eneide (ultimata per metà). Il Ciclope di Euripide, in traduzione isometra (la prima traduzione isometra di un dramma antico, se escludiamo certi esperimenti tardorinascimentali e barocchi) -quest’ultimo potrebbe essere pubblicato, ma anche no, vedi l’Odissea. Ma per la Teogonia e gli Inni omerici non so che tipo di edizione vedrà mai la luce, se vedrà mai effettivamente la luce.



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