camera di Albrecht

di Marco Giovenale

in/ex. Lutero. Amsterdam. mortaio, disegno: punta d’argento.
una donna è di profilo a Rheinfells già lungo il Reno, dentro il suo
bagaglio nasconde un astuccio, filigrana o forse. Stephan ha intanto
rosario di cedro, 1, sul battello, spende 7 heller, mostra a Treviri
il salvacondotto, alla dogana, fanno passare in territorio
di Engers, il giorno di San Giacomo, alla volta di Linz, alla barriera
mi ha lasciato del vino, la lucertola impazziva a seguire
le lucciole nella scatola di bosso. si unisce un messo singolare
quando venni condotto al tavolo la folla stava in piedi sui due lati
proprio come si facesse scorta al gran signore. ad Anversa
abbiamo fatto colazione, per il trasporto delle persone passano
tutti sotto un filo d’oro che va giù dall’orologio del confine.

*
(da In rebus, Zona, 2012)

4 frammenti da "Camera di Albrecht" [da "In rebus", Zona, 2012]

andrea inglese

Andrea Inglese (1967) originario di Milano, vive nei pressi di Parigi. È uno scrittore e traduttore. È stato docente di filosofia al liceo e ha insegnato per alcuni anni letteratura e lingua italiana all’Università di Paris III. Ha pubblicato uno studio di teoria del romanzo L’eroe segreto. Il personaggio nella modernità dalla confessione al solipsismo (2003) e la raccolta di saggi La confusione è ancella della menzogna per l’editore digitale Quintadicopertina (2012). Ha scritto saggi di teoria e critica letteraria, due libri di prose per La Camera Verde (Prati / Pelouses, 2007 e Quando Kubrick inventò la fantascienza, 2011) e sette libri di poesia, l’ultimo dei quali, Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato, è apparso in edizione italiana (Italic Pequod, 2013), francese (NOUS, 2013) e inglese (Patrician Press, 2017). Nel 2016, ha pubblicato per Ponte alle Grazie il suo primo romanzo, Parigi è un desiderio (Premio Bridge 2017). Nella collana “Autoriale”, curata da Biagio Cepollaro, è uscita Un’autoantologia Poesie e prose 1998-2016 (Dot.Com Press, 2017). Ha curato l’antologia del poeta francese Jean-Jacques Viton, Il commento definitivo. Poesie 1984-2008 (Metauro, 2009). È uno dei membri fondatori del blog letterario Nazione Indiana. È nel comitato di redazione di alfabeta2. È il curatore del progetto Descrizione del mondo (www.descrizionedelmondo.it), per un’installazione collettiva di testi, suoni & immagini. 

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  16 comments for “camera di Albrecht

  1. Anna Giuba
    8 agosto 2012 at 23:09

    Splendido. Grazie

  2. Anna Giuba
    8 agosto 2012 at 23:15

    Mi sembra di sentire l’odore dell’olio di copale.

  3. Antonio Devicienti
    9 agosto 2012 at 11:29

    Meraviglioso e magistrale.

  4. 9 agosto 2012 at 12:28

    capolavoro
    effeffe

  5. andrea inglese
    9 agosto 2012 at 13:01

    Tutti ormai conoscono il Pulcinella’ secret: Marco Giovenale è il nome di un collettivo di poeti, solo quindici dei quali avanguardisti. (Tra di essi, si conta persino un attardato pariniano.) Ebbene, la camera di albrecht, qui parzialmente presentata, mi sembra essere tra i sommi risultati di questa moltitudine giovenalesca.

  6. enzo l.
    9 agosto 2012 at 19:21

    arretrato di almeno 30 – 20 anni.

    • f.t.
      10 agosto 2012 at 19:57

      direi di circa cinque secoli, per meglio approssimarci.

      • Enzo l.
        22 agosto 2012 at 21:11

        Sono solo un riciclo delle esperienze maturate dalla ricerca letteraria negli ’70 – ’80, peccato che ci sia così poca memoria in giro e troppo tempo da dedicare alle sviolinate.

        • f.t.
          22 agosto 2012 at 22:27

          oh les beaux jours…

          • Andrea Raos
            23 agosto 2012 at 09:47

            to marco w/ love <3

  7. 10 agosto 2012 at 09:02

    il ritmo nella sua forma più levigata e splendente.

  8. mg
    10 agosto 2012 at 14:38

    merci merci mes chers!

  9. 12 agosto 2012 at 06:39

    indimenticabile

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