Discanto: Eugenio Montale

7 settembre 2012
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Eugenio Montale – Cigola la carrucola nel pozzo da “Ossi di Seppia”

Cigola la carrucola del pozzo
l’acqua sale alla luce e vi si fonde.
Trema un ricordo nel ricolmo secchio,
nel puro cerchio un’immagine ride.
Accosto il volto a evanescenti labbri:
si deforma il passato, si fa vecchio,
appartiene ad un altro…
Ah che già stride
la ruota, ti ridona all’atro fondo,
visione, una distanza ci divide.

Villa Montale a Monterosso, mercoledì 29 agosto 2012

Non striderà la ruota a un altro vento
e la carrucola non cigola nè calerà la corda
in fondo al pozzo tace lo specchio d’acqua
Non ci sarà una nuvola nel secchio
ormai dismesso in terra dalle cinque terre
da un alito di corrente mossa a stento.
Ora che nella ruggine che smangia il ferro
giace quell’albero su cui ebbra di tanti raggi
se ne stava quasi appoggiata alla casupola
che al muro di cinta l’unico di pietra viva
a ridosso le mani teneva sul volto e i ricordi
(effeffe)

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7 Responses to Discanto: Eugenio Montale

  1. véronique vergé il 7 settembre 2012 alle 09:47

    Grazie Francesco per il dono poetico.

    La scrittura semplice con una linea d’acqua
    dove spunta l’ombra della giovinezza…
    Scrittura in un paesaggio di Sicilia o di Campania.
    E’ paesaggio fatto per contemplare l’anima,
    come si forma di fronte al sole,
    come nel gesto quotidiano sposa la natura.

  2. Nunzio Festa il 7 settembre 2012 alle 09:50

    applausi.

    b!

    Nunzio Festa

  3. sparz il 7 settembre 2012 alle 10:32

    Ascoltami, i poeti laureati
    si muovono soltanto fra le piante
    dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
    lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
    fossi dove in pozzanghere
    mezzo seccate agguantano i ragazzi
    qualche sparuta anguilla;
    le viuzze che seguono i ciglioni,
    discendono tra i ciuffi delle canne
    e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.
    . . . . .

    Grazie assai assai, Fra’.

  4. Davide Castiglione il 7 settembre 2012 alle 20:46

    Ovviamente ben scritta, però non posso non considerarla un semplice omaggio, che ricalca stilisticamente lo stile montaliano con inversioni e un tono “importante” che mi sembra inattuale. Ma sicuramente è un semplice omaggio, altrimenti l’appoggiarsi a Montale sarebbe eccessivo!

  5. Anna il 7 settembre 2012 alle 23:17

    Hai fatto risuonare le trombe d’oro della mia malinconia. Grande effeffe.

  6. carlo alberto il 9 settembre 2012 alle 20:45

    Nel terzo rigo abolirei: “d’acqua”.
    Ridondante.
    Se ne gioverebbe la rima e il ritmo.

    Scusino.

  7. effeffe il 10 settembre 2012 alle 09:39

    come rima più di rima, non saprei
    effeffe



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