Discanto: Eugenio Montale

Eugenio Montale – Cigola la carrucola nel pozzo da “Ossi di Seppia”

Cigola la carrucola del pozzo
l’acqua sale alla luce e vi si fonde.
Trema un ricordo nel ricolmo secchio,
nel puro cerchio un’immagine ride.
Accosto il volto a evanescenti labbri:
si deforma il passato, si fa vecchio,
appartiene ad un altro…
Ah che già stride
la ruota, ti ridona all’atro fondo,
visione, una distanza ci divide.

Villa Montale a Monterosso, mercoledì 29 agosto 2012

Non striderà la ruota a un altro vento
e la carrucola non cigola nè calerà la corda
in fondo al pozzo tace lo specchio d’acqua
Non ci sarà una nuvola nel secchio
ormai dismesso in terra dalle cinque terre
da un alito di corrente mossa a stento.
Ora che nella ruggine che smangia il ferro
giace quell’albero su cui ebbra di tanti raggi
se ne stava quasi appoggiata alla casupola
che al muro di cinta l’unico di pietra viva
a ridosso le mani teneva sul volto e i ricordi
(effeffe)

francesco forlani

Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017 

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  7 comments for “Discanto: Eugenio Montale

  1. véronique vergé
    7 settembre 2012 at 09:47

    Grazie Francesco per il dono poetico.

    La scrittura semplice con una linea d’acqua
    dove spunta l’ombra della giovinezza…
    Scrittura in un paesaggio di Sicilia o di Campania.
    E’ paesaggio fatto per contemplare l’anima,
    come si forma di fronte al sole,
    come nel gesto quotidiano sposa la natura.

  2. 7 settembre 2012 at 09:50

    applausi.

    b!

    Nunzio Festa

  3. 7 settembre 2012 at 10:32

    Ascoltami, i poeti laureati
    si muovono soltanto fra le piante
    dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
    lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
    fossi dove in pozzanghere
    mezzo seccate agguantano i ragazzi
    qualche sparuta anguilla;
    le viuzze che seguono i ciglioni,
    discendono tra i ciuffi delle canne
    e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.
    . . . . .

    Grazie assai assai, Fra’.

  4. 7 settembre 2012 at 20:46

    Ovviamente ben scritta, però non posso non considerarla un semplice omaggio, che ricalca stilisticamente lo stile montaliano con inversioni e un tono “importante” che mi sembra inattuale. Ma sicuramente è un semplice omaggio, altrimenti l’appoggiarsi a Montale sarebbe eccessivo!

  5. Anna
    7 settembre 2012 at 23:17

    Hai fatto risuonare le trombe d’oro della mia malinconia. Grande effeffe.

  6. carlo alberto
    9 settembre 2012 at 20:45

    Nel terzo rigo abolirei: “d’acqua”.
    Ridondante.
    Se ne gioverebbe la rima e il ritmo.

    Scusino.

  7. 10 settembre 2012 at 09:39

    come rima più di rima, non saprei
    effeffe

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