Manda i tuoi versi a FORNO POESIA

9 settembre 2012
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Siete persone che hanno un enorme buco vuoto domenica pomeriggio?

Siete persone che hanno molto da scrivere senza aver nulla da leggere (a parte i libri dei vostri amici)?

Siete persone che dentro di voi c’è un tesoro inestimabile di emozioni sublimi e pensieri rari?

Partecipate all’iniziativa FORNO POESIA! (Voi mettete la carta, noi mettiamo la legna.)

Tutti i vostri componimenti saranno accuratamente carbonizzati.

*

Spedite a

FORNO POESIA

Vico dei Panettieri,

80138 Napoli

Oppure a

info@rogopoetico.com

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35 Responses to Manda i tuoi versi a FORNO POESIA

  1. enrico dignani il 9 settembre 2012 alle 17:41

    Ecco l’eccellenza che indica la strada allo sprovveduto.Quello che ha qualcosa da dire, solitamente in modo chiaro e stupefacente.

  2. f.t. il 9 settembre 2012 alle 18:21

    per fare un maritozzo, si prende…

  3. nc il 9 settembre 2012 alle 18:59

    se avessi, che so, tra i 7 e 10 anni, tra i banchi di scuola ti avrebbero detto in coro: “chi lo dice sa di esserlo”
    ma ne hai più di quaranta e anche io, quindi mi astengo e ti sorrido.

  4. Rosa il 9 settembre 2012 alle 20:36

    Geniale e/è crudele. Attenzione però, questo potrebbe essere un incentivo a scrivere. Il fuoco ha un suo fascino, lo sa bene il montag di fahrenheit451

  5. allievo il 9 settembre 2012 alle 22:02

    dopo di Lei, maestro

  6. andrea inglese il 9 settembre 2012 alle 23:39

    Io le scrivo il mercoledì, che è un giorno – pare – molto buono. Rimbaud scriveva di mercoledì e pure Montale.
    Quelle scritte in altri giorni, le mando diretto a Forno Poesia. Loro ci mettono la legna.

    • Jacopo Ramonda il 11 settembre 2012 alle 17:55

      Vero. Ma di giovedì qui a Carrù c’è il mercato. Scrivere al mercato di Carrù garantisce ottimi risultati, da sempre. Pare che Rimbaud abbia scritto alcune delle sue poesie migliori al mercato di Carrù. E se non funziona c’è Forno Poesia. Presto anche Forno Cinema, Forno Musica e Forno Pittura, oltre all’attesissimo Forno Artisti, soluzione definitiva per egomaniaci e recidivi (soprattutto se carrucesi).

  7. f.t. il 9 settembre 2012 alle 23:52

    Il mercoledì c’è la champions league, non se ne parla.

  8. RRC il 9 settembre 2012 alle 23:55

    avrei preferito MACERO poesia – sempre riutilizzare quando si può!!

  9. orsola puecher il 10 settembre 2012 alle 08:44

    [ sempre brrrrrrrrrrr…..]

  10. andrea inglese il 10 settembre 2012 alle 08:54

    La carta Orsola, basta metterci la carta. Loro ci mettono (a gratis) la legna. Eessendo un forno per ceramica, ne traggono – mi dicono – bellissimi piatti.

  11. orsola puecher il 10 settembre 2012 alle 10:09

    … eh ma la carta scritta ha un qualcosa di animico… non per esser macabri ma in certe lande, ormai poco animiche, si scoprì che certo pane cotto a legna aveva come combustibile legno di bare usate… e si capisce che poi non lo si mangiasse volontieri, come non si mangerebbe volentieri nei piatti cotti con la combustione di versi. Quando Kafka lasciò detto all’amico Max Brod di ardere tutto ciò che aveva scritto, egli, per fortuna venne meno alla volontà dell’amico, certo era Kafka. Ma di solito è proprio chi scrive meglio che, preso da eccesso di autocritica ditrugge le proprie cose. L’autocovinto di eccellenza è portato per natura a effondere ed effondersi e non a comburre.
    .\\’

  12. sparz il 10 settembre 2012 alle 10:20

    l’italiano sfiora il sublime….: comburre è come redarre? essi redassero, essi combussero? O forse redigere è come combigere? Mah… Cose da forno, comunque, da vero autodafè.

  13. orsola puecher il 10 settembre 2012 alle 10:38

    eh si sarebbe meglio non aver combuuto o comburuto mai nulla… e nessuno….
    certo è che coniugando ⇨ comburre contrazione del più usuale, per così dire, ⇨ comburere si sfiora il sublime, oltre ogni possibile odierna avanguardia poetica….

    ,\\’

  14. enrico dignani il 10 settembre 2012 alle 11:58

    Non c’è quasi dolore più grande; dell’inefficacia degli altri verso di noi, della nostra verso gli altri.

  15. giodiesis il 10 settembre 2012 alle 16:58

    Perchè solo la poesia e non la prosa? Avrei un paio di miei manoscritti che sono lì a fare polvere…
    E comunque da un po’ per non correre questi rischi scrivo direttamente sul blog…
    Besos.

  16. vanaspes il 10 settembre 2012 alle 17:03

    proporrei analoghi falò per la narrativa e per la critica

  17. vanaspes il 10 settembre 2012 alle 17:31

    e poi, ben oltre la solita solfa automortificante, perchè non estendere la cosa a:

    i libri dei cantautori
    i libri dei calciatori
    i libri dei bruni vespi
    i libri degli imbonitori televisivi
    i libri di ricette culinarie
    i libri di comici rattrappiti
    i libri dei biografi agiografi
    i libri dei politici più triti
    la lista della spesa

  18. andrea inglese il 11 settembre 2012 alle 00:41

    vanaspes perché ti senti AUTOmortificato da Forno Poesia?
    A me sembra una cosa sana istituire tra tanti mercanti di sogni un bel leopardiano falò delle illusioni;

    qui(ad esempio)ti raccontano che la poesia è una questione di “incontri”: “…una fucina dove potete incontrare scrittori, lettori, editori, librai, agenti, illustratori, artisti.”
    http://hounlibrointesta.glamour.it/2012/09/08/mandaci-i-tuoi-versi-partecipa-al-laboratorio-di-poesia-on-line/
    Se uno deve andare sul sito di Glamour per fare incontri importanti sulla poesia, allora meglio fare un bel pacco per Forno poesia e dormirci sopra tranquilli.

    ma Forno Poesia non ha la capienza per smaltire il tonnellaggio inutile dell’industria culturale; ognuno è responsabile di ciò che ingombra la sua libreria

    la lista della spesa, generalmente va rilegata e accompagnata da edizione critica…

  19. vanaspes il 11 settembre 2012 alle 08:24

    Andrea,

    mi automortifico da tempo, non pensavo a un’estensione endemica della pratica :-)

    Hai ragione, la lista della spesa prevede un altro format.

    e comunque, passerò il link di Glamour a chi so io. ciao!

    • f.t. il 11 settembre 2012 alle 09:47

      Signor Vanaspes, lei conosce il Signor Antimateria? mi promette che passerà a lui il link?

      • vanaspes il 11 settembre 2012 alle 09:58

        of course!

  20. Vincenzo Cucinotta il 11 settembre 2012 alle 08:42

    Suggerisco ad aspiranti inventori, un forno per testi digitali, magari in grado di bruciare, anche nella mente stessa di chi li lesse, il loro ricordo (questo forno qui descritto è in effetti ormai abbastanza obsoleto…)

  21. enrico dignani il 11 settembre 2012 alle 13:26

    (è da forno ? )

    ONE DIRECTION
    Allegri.
    Esuberanti.
    Maleducati.
    Imbecilli.

    I One Direction?
    Esuberanti.

    Chi ci vuole bene?
    Ci vogliono bene i One Direction.
    Chi sono i One Direction?
    Sono ragazzi bellissimi
    che forse opportunamente
    in Italia
    si impadroniscono
    del cuore di tutte le fanciulle.

    Chi sono gli altri?
    Gli altri non esistono.

  22. celeste il 11 settembre 2012 alle 17:15

    da sempre possiedo un oggetto simile a quello ritratto nella foto. lo uso ciclicamente e non mi ha mai dato problemi. richiede, peraltro, una manutenzione minima. lo consiglio.

  23. tina il 11 settembre 2012 alle 22:16

    Siete persone
    che dentro di voi
    c’è un tesoro inestimabile
    di emozioni sublimi e di pensieri
    rari?
    Sì che lo sono
    e dunque la mia robba
    io non la abbrucio.

    Crematevi piuttosto
    la di voi sorella.

    • andrea inglese il 13 settembre 2012 alle 00:59

      mmmh, proprio sublimi le sue emozioni, Tina, e che rarità i suoi pensieri!

  24. Alessandro Salvi il 12 settembre 2012 alle 13:28

    Ecco una poesiola, da me medesmo scritta, bell’e pronta da abbruciare:

    Scorribanda onirica

    Faccio a braccio di ferro con un polpo,
    al mio fianco un criceto che si chiama
    Sisifo fa il tifo per quest’ultimo;
    più in là c’è Edipo, assai triste e solo,
    chissà cosa ne pensa di sua madre?
    Baccanti e parche dentro una Porsche fan
    le porche, musica a tutto volume
    e fiumi di Champagne… fanno un baccano
    della madonna.
    Un centauro mi ferma per chiedermi
    se c’ho d’accendere, “mi spiace amico”
    gli dico (mento) “non fumo da anni”.
    Lui non la beve e un po’ s’incazza, alza
    il dito medio e poi
    scompare altrove lasciando una nuvola
    di polvere. Ma ecco, c’è un bel pezzo di …gnocca,
    si finge Sfinge, se la tira proprio;
    Arnaut Daniel, poeta-fabbro, esclama:
    “Macché trobar clus… meglio trombar clus!”.
    Un rhasta iconoclasta impreca contro Cristo,
    sentendo ciò, appare Mefistofele,
    fa il segno della croce ma al contrario
    poi ride ad alta voce
    e si dilegua pure lui, nel nulla.
    “Alla torre d’avorio preferisco la Costa…”
    mi fa un poeta, infine peta ma
    poi arrossisce in volto. Disinvolto
    ed oltremodo alticcio, arriva un tizio,
    mi racconta di quando era in guerra;
    c’ha sulla spalla una lettera U
    tatuata. Cosa vuol dire, utopia?
    Improvvisamente appare Quattrocchi:
    “Evita di leggere Coelho, che è meglio”
    …ma allora, sul più bello quando quasi
    ne vengo a capo, ecco che mi sveglio!

    • giacomin il 12 settembre 2012 alle 22:06

      questa merita proprio i tizzoni ardenti :)

  25. Umberto Cinque il 13 settembre 2012 alle 01:59

    Io confido davvero tanto in questa opportunità lanciata quasi un’esca al pesce. Ma confido sul serio, cerco sempre di sbarcare le mie poesie in qualche corner, ahimè come il pesce di prima con l’esca:

    Sei un esteta?
    Caspita se sì!, da tre generazioni almeno:
    mio nonno,
    il suo,
    quelli a lui vicini e a me lontani,
    tutti siamo presi nella
    nostra bella
    consanguineità,
    che fummo esteti e tanto basta.
    Noi, il nostro fu un massacro serio
    altro che quelli canonici
    ( nulla togliendo a nessuno;
    certo si è
    che oggi – oggi,
    oggi.

  26. criceto subito il 13 settembre 2012 alle 10:46

    e tutto questo andrà perduto come lacrime nella pioggia?

  27. criceto sisifo il 13 settembre 2012 alle 10:52

    désolé: criceto sisifo, naturellement

  28. enrico de lea il 13 settembre 2012 alle 12:36

    versi ut rapida fiammella
    Pintauri dicati: ut sfugliatella

  29. Unda-dodo-a-a-veventi-fafa-ccccc-ie il 16 settembre 2012 alle 17:05

    Ma…
    E’ domenica pomeriggio!!!
    Ok, ok, un’asettimana dopo.
    Però: è domenica pomeriggio!

    Bello!

    Mamma che emozione
    (metto le braccia dietro la schiena
    e mi dondolo da un lato all’altro),
    hrum, ehm, prova, prova, si sente?

    Allora, no, scusate (arrossisco),
    di fronte a cotanta platea, uhm,
    mi sto perdendo (sudo apt-get update),
    ecco, sì, ecco (mi asciugo la fronte)…

    Uhm…

    A-a-autori automi e tomi:

    chi t’intima con tono
    di terremoto e tuono
    la fuga e l’abbandono.

    Chi testimonia il dono
    dell’aura e dal suo trono
    concede il tuo perdono.

    Chi…Ehm…aspè, aspè.
    Chi…chi…chi…
    Non tossite che mi deconcentrate,
    per favore, è difficile.

    Chi crede nel suo ruolo
    di spirito che solo
    comprende il vero e il buono
    in mezzo ad uno scolo
    di rime prese… a-a nolo
    da voci del frastuono
    di dissonanze e in mono
    scolpire il proprio assolo…
    (mozzo il respiro)
    ehm…

    da-da voci del frastuono
    frementi sopra un molo
    tentate dal gran volo
    nell’affermar “io sono!”
    e masticato il bolo
    del vero sopra loro
    lascia cadere in modo
    da riaccordare il coro
    di dissonanze e in mono
    scolpire il proprio assolo
    sul volto di coloro
    che giustamente solo
    destinatari e solo
    dell’unico Io solo!

    Ecco,uhm, maestro, come sono andato?
    Maestro?

  30. malosmannaja il 23 settembre 2012 alle 10:07

    ma voi scrivete ancora su carta? mmm…
    : )



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