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	Commenti a: Forma vs processo. Su una poesia di Bob Perelman	</title>
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		<title>
		Di: daniele ventre		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2012 19:32:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ma non sarà magari cosa strana
lasciare qui commenti a sei parole
nell&#039;eco mera dell&#039;altro poeta?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma non sarà magari cosa strana<br />
lasciare qui commenti a sei parole<br />
nell&#8217;eco mera dell&#8217;altro poeta?</p>
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		<title>
		Di: daniele ventre		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/09/27/forma-vs-processo-su-una-poesia-di-bob-perelman/#comment-192262</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2012 15:06:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2012/09/27/forma-vs-processo-su-una-poesia-di-bob-perelman/#comment-190054&quot;&gt;Andrea Raos&lt;/a&gt;.

Sì, ma stiamo attenti un po&#039; tutti che da partigiani prima o poi si fa sempre brutti incontri.

Magari ci imbattiamo nel solito critico che parla di poesia morta...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/09/27/forma-vs-processo-su-una-poesia-di-bob-perelman/#comment-190054">Andrea Raos</a>.</p>
<p>Sì, ma stiamo attenti un po&#8217; tutti che da partigiani prima o poi si fa sempre brutti incontri.</p>
<p>Magari ci imbattiamo nel solito critico che parla di poesia morta&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: carmine vitale		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/09/27/forma-vs-processo-su-una-poesia-di-bob-perelman/#comment-190798</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmine vitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Sep 2012 21:21:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ciao raos bello tutto
il divenire quello che passa si sente si vede
il cuore della poesia che batte 
e dentro il poeta ascolta contando
c.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ciao raos bello tutto<br />
il divenire quello che passa si sente si vede<br />
il cuore della poesia che batte<br />
e dentro il poeta ascolta contando<br />
c.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: enna		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/09/27/forma-vs-processo-su-una-poesia-di-bob-perelman/#comment-190558</link>

		<dc:creator><![CDATA[enna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Sep 2012 11:22:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[un esempio italiano (contemporaneo) di procedimento analogo: &quot;plastico&quot;, di jacopo ricciardi, ed. il melangolo, 2006. tutti versi di cinque parole ciascuno. tagliati a posteriori? generati a priori?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>un esempio italiano (contemporaneo) di procedimento analogo: &#8220;plastico&#8221;, di jacopo ricciardi, ed. il melangolo, 2006. tutti versi di cinque parole ciascuno. tagliati a posteriori? generati a priori?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: renatamorresi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/09/27/forma-vs-processo-su-una-poesia-di-bob-perelman/#comment-190518</link>

		<dc:creator><![CDATA[renatamorresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Sep 2012 09:48:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ah, finalmente sto cominciando a capirci qualcosa: la prima versione era quella in cui il traduttore agisce verso per verso, nella seconda, diciamo, pratica quel discorso - e si chiede, giustamente: era così che doveva andare? considerando che il &quot;linguaggio originale / non è l’obiettivo&quot; (che, nella prima versione, suona veramente puntuale), la traduzione raddoppia il problema di Perelman: come difendo questo testo dal proprio &quot;attacco&quot;? se fare poesia non è tagliare un testo, ma costituire un campo di forze, obbedire a una costrizione, qual è qui il vincolo? come agisce questo tipo di potere?

che gran poesia questa, che riesce a pensarsi mentre si fa - e chi traduce entra nella sua darkroom (in un rapporto più utile? &quot;un leggere e uno scrivere più critici / più comunitari&quot;? di certo più creativo della vecchia opposizione traduttore-traditore: &quot;e qui il traduttore aggiunge qualcosa...&quot;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ah, finalmente sto cominciando a capirci qualcosa: la prima versione era quella in cui il traduttore agisce verso per verso, nella seconda, diciamo, pratica quel discorso &#8211; e si chiede, giustamente: era così che doveva andare? considerando che il &#8220;linguaggio originale / non è l’obiettivo&#8221; (che, nella prima versione, suona veramente puntuale), la traduzione raddoppia il problema di Perelman: come difendo questo testo dal proprio &#8220;attacco&#8221;? se fare poesia non è tagliare un testo, ma costituire un campo di forze, obbedire a una costrizione, qual è qui il vincolo? come agisce questo tipo di potere?</p>
<p>che gran poesia questa, che riesce a pensarsi mentre si fa &#8211; e chi traduce entra nella sua darkroom (in un rapporto più utile? &#8220;un leggere e uno scrivere più critici / più comunitari&#8221;? di certo più creativo della vecchia opposizione traduttore-traditore: &#8220;e qui il traduttore aggiunge qualcosa&#8230;&#8221;)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Andrea Raos		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/09/27/forma-vs-processo-su-una-poesia-di-bob-perelman/#comment-190054</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Sep 2012 13:20:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2012/09/27/forma-vs-processo-su-una-poesia-di-bob-perelman/#comment-189409&quot;&gt;franco buffoni&lt;/a&gt;.

Grazie Franco, io porto i panini :) Un abbraccio, A.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/09/27/forma-vs-processo-su-una-poesia-di-bob-perelman/#comment-189409">franco buffoni</a>.</p>
<p>Grazie Franco, io porto i panini :) Un abbraccio, A.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Andrea Raos		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/09/27/forma-vs-processo-su-una-poesia-di-bob-perelman/#comment-190051</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Sep 2012 13:10:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie a tutti. Se interessa, incollo qui il poco che avevo fatto della prima traduzione della stessa poesia, condotta rispettandone la &quot;metrica&quot; (ma avevo smesso quasi subito perchè mi ero stufato - da cui il sottotitolo &quot;seconda versione&quot; di quella poi pubblicata).


Eterne occasioni, le poesie? Se è così
il contesto pre-eterno per quanto segue

fu un panel sulla “Marginalizzazione della
poesia” presso la American Comp. Lit.

Conference a San Diego, l&#039;8
febbraio 1991, alle 2:30 del pomeriggio:

_______________________________________

“La marginalizzazione della poesia” - va quasi
da sé. Jack Spicer ha scritto

“Nessuno ascolta la poesia”, sì ma
la domanda allora diventa, chi è

Jack Spicer? I poeti per cui 
conta lo sanno, le loro poesie

saranno state scritte in un mondo
in cui quel verso è noto,

benché non lo citino molto spesso.
Citare o imitare un verso di un poeta

non è benigno, benché a volte
questa pratica possa ricordare la piaggeria.

Entro le frontiere del discorso accademico,
gli schemi di produzione e di circolazione

sono diversi. Lì va – ancora – da 
sé che parole, nomi, termini sono

ripetibili: la citazione è il più importante
indice di potere. Un linguaggio originale

non è l&#039;obiettivo; in quale misura
una frase o un periodo si adatta

a una molteplicità di contesti determina
quanta e quale influenza riuscirà a determinare.

“La marginalizzazione della poesia”: le parole
stesse mostrano la lingua franca dominante

delle discipline accademiche nonché, di converso,
l&#039;abietto statuto d&#039;oggetto della poesia:

non è facile pensare una poesia
in cui appaia il termine “marginalizzazione”.

Sta venendo usata qui, però questa
potrebbe essere una poesia ma anche

no: questi distici di versi di
sei parole non impongono un ritmo

riconoscibile; forse non si stanno, per
usare la mercantile metafora calvinista, “guadagnando”

il diritto di esistere in questa
forma – questo è un a capo

oppure sto semplicemente tagliando in pezzetti
una irriducibile prosa? Ma per difendere

questa (poesia) dal proprio attacco, devo
dire […]

*

A questo link parte del testo originale (o forse una versione precedente, non so bene; comunque è un po&#039; diverso dall&#039;edizione su cui mi ero basato io):

http://pmc.iath.virginia.edu/text-only/issue.991/perelman.991]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a tutti. Se interessa, incollo qui il poco che avevo fatto della prima traduzione della stessa poesia, condotta rispettandone la &#8220;metrica&#8221; (ma avevo smesso quasi subito perchè mi ero stufato &#8211; da cui il sottotitolo &#8220;seconda versione&#8221; di quella poi pubblicata).</p>
<p>Eterne occasioni, le poesie? Se è così<br />
il contesto pre-eterno per quanto segue</p>
<p>fu un panel sulla “Marginalizzazione della<br />
poesia” presso la American Comp. Lit.</p>
<p>Conference a San Diego, l&#8217;8<br />
febbraio 1991, alle 2:30 del pomeriggio:</p>
<p>_______________________________________</p>
<p>“La marginalizzazione della poesia” &#8211; va quasi<br />
da sé. Jack Spicer ha scritto</p>
<p>“Nessuno ascolta la poesia”, sì ma<br />
la domanda allora diventa, chi è</p>
<p>Jack Spicer? I poeti per cui<br />
conta lo sanno, le loro poesie</p>
<p>saranno state scritte in un mondo<br />
in cui quel verso è noto,</p>
<p>benché non lo citino molto spesso.<br />
Citare o imitare un verso di un poeta</p>
<p>non è benigno, benché a volte<br />
questa pratica possa ricordare la piaggeria.</p>
<p>Entro le frontiere del discorso accademico,<br />
gli schemi di produzione e di circolazione</p>
<p>sono diversi. Lì va – ancora – da<br />
sé che parole, nomi, termini sono</p>
<p>ripetibili: la citazione è il più importante<br />
indice di potere. Un linguaggio originale</p>
<p>non è l&#8217;obiettivo; in quale misura<br />
una frase o un periodo si adatta</p>
<p>a una molteplicità di contesti determina<br />
quanta e quale influenza riuscirà a determinare.</p>
<p>“La marginalizzazione della poesia”: le parole<br />
stesse mostrano la lingua franca dominante</p>
<p>delle discipline accademiche nonché, di converso,<br />
l&#8217;abietto statuto d&#8217;oggetto della poesia:</p>
<p>non è facile pensare una poesia<br />
in cui appaia il termine “marginalizzazione”.</p>
<p>Sta venendo usata qui, però questa<br />
potrebbe essere una poesia ma anche</p>
<p>no: questi distici di versi di<br />
sei parole non impongono un ritmo</p>
<p>riconoscibile; forse non si stanno, per<br />
usare la mercantile metafora calvinista, “guadagnando”</p>
<p>il diritto di esistere in questa<br />
forma – questo è un a capo</p>
<p>oppure sto semplicemente tagliando in pezzetti<br />
una irriducibile prosa? Ma per difendere</p>
<p>questa (poesia) dal proprio attacco, devo<br />
dire […]</p>
<p>*</p>
<p>A questo link parte del testo originale (o forse una versione precedente, non so bene; comunque è un po&#8217; diverso dall&#8217;edizione su cui mi ero basato io):</p>
<p><a href="http://pmc.iath.virginia.edu/text-only/issue.991/perelman.991" rel="nofollow ugc">http://pmc.iath.virginia.edu/text-only/issue.991/perelman.991</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Adelelmo Ruggieri		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/09/27/forma-vs-processo-su-una-poesia-di-bob-perelman/#comment-189607</link>

		<dc:creator><![CDATA[Adelelmo Ruggieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Sep 2012 18:06:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; davvero molto bella questa riflessione di Andrea Raos. Mi ha fatto pensare alle questioni poste dalla &quot;traduzione&quot; dalla poesia cinese, nella quale ciascun verso è fatto di tot parole; Pound risolse la questione partendo proprio da quelle immagini – ideogrammi; e quella “regolarità” diventava la irregolarità di un verso necessariamente irregolare, ma insieme del solo che riusciva a ripetere quell’unicum verbale del verso cinese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; davvero molto bella questa riflessione di Andrea Raos. Mi ha fatto pensare alle questioni poste dalla &#8220;traduzione&#8221; dalla poesia cinese, nella quale ciascun verso è fatto di tot parole; Pound risolse la questione partendo proprio da quelle immagini – ideogrammi; e quella “regolarità” diventava la irregolarità di un verso necessariamente irregolare, ma insieme del solo che riusciva a ripetere quell’unicum verbale del verso cinese.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/09/27/forma-vs-processo-su-una-poesia-di-bob-perelman/#comment-189562</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Sep 2012 16:10:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non è attraversare l&#039;Atlantico, è attraversare la lingua, traslocare il vincolo con la parola, conoscere il sentimento della fragilità, sentire che qualcosa scappa, si esperimenta la caduta della lingua e la felicità di avere superato la frontiera, anche se confine non esite in poesia: è spazio libero senza lezione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è attraversare l&#8217;Atlantico, è attraversare la lingua, traslocare il vincolo con la parola, conoscere il sentimento della fragilità, sentire che qualcosa scappa, si esperimenta la caduta della lingua e la felicità di avere superato la frontiera, anche se confine non esite in poesia: è spazio libero senza lezione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: f.t.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/09/27/forma-vs-processo-su-una-poesia-di-bob-perelman/#comment-189441</link>

		<dc:creator><![CDATA[f.t.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Sep 2012 11:24:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=43587#comment-189441</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2012/09/27/forma-vs-processo-su-una-poesia-di-bob-perelman/#comment-189368&quot;&gt;andrea inglese&lt;/a&gt;.

le parc n&#039;a pas de limite, la limite du parc est à l&#039;intérieur du parc... (Tarkos)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/09/27/forma-vs-processo-su-una-poesia-di-bob-perelman/#comment-189368">andrea inglese</a>.</p>
<p>le parc n&#8217;a pas de limite, la limite du parc est à l&#8217;intérieur du parc&#8230; (Tarkos)</p>
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