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	Commenti a: Have Fun! Pagine culturali a confronto	</title>
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		<title>
		Di: virginialess		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[virginialess]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2012 18:17:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;elenco dei libri irrinunciabili (ovvero indigeribili) ha sempre l&#039;aria del riempitivo giornalistico. Sembra comunque destinato al lettore generalista, ancorché passabilmente &quot;colto&quot;. Spinoza e Marx? Vengono studiati più che letti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;elenco dei libri irrinunciabili (ovvero indigeribili) ha sempre l&#8217;aria del riempitivo giornalistico. Sembra comunque destinato al lettore generalista, ancorché passabilmente &#8220;colto&#8221;. Spinoza e Marx? Vengono studiati più che letti&#8230;</p>
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		Di: arsenio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[arsenio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2012 17:14:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non si notano grandi differenze, guardian.co.uk e corsera sono uno peggio dell&#039;altro e il risultato non può che essere il qualunquismo de &quot;La corazzata Potemkin è una cagata pazzesca&quot; di Fantozzi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non si notano grandi differenze, guardian.co.uk e corsera sono uno peggio dell&#8217;altro e il risultato non può che essere il qualunquismo de &#8220;La corazzata Potemkin è una cagata pazzesca&#8221; di Fantozzi</p>
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		<title>
		Di: Giulio Mozzi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/11/06/have-fun-pagine-culturali-a-confronto/#comment-201391</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giulio Mozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2012 14:50:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho ripreso l&#039;argomento (giocosamente) &lt;a href=&quot;http://vibrisse.wordpress.com/2012/11/08/dieci-libri-che-giulio-mozzi-non-ha-mai-letto-da-cima-a-fondo-e-altri-libri/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho ripreso l&#8217;argomento (giocosamente) <a href="http://vibrisse.wordpress.com/2012/11/08/dieci-libri-che-giulio-mozzi-non-ha-mai-letto-da-cima-a-fondo-e-altri-libri/" rel="nofollow">qui</a>.</p>
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		<title>
		Di: Antonio Coda		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/11/06/have-fun-pagine-culturali-a-confronto/#comment-201370</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonio Coda]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 14:26:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel merito: se &quot;Alphabetical Africa&quot; di Walter Abish ha qualcosa in comune con la poderosa bellezza di libri come quelli di Musil e di Pynchon, spero che lo traducano al più presto in italiano!, così come spero traducano l&#039;ultimo libro di Will Self.

Devo dire che mi fa strano trovare in classifica Marx e Spinoza, perché se si va nel campo della filosofia non c&#039;è che l&#039;imbarazzo della scelta: con un risultato di piacere estetico secondo me assai diverso - non dico meno intenso, ma assai diverso - rispetto alle opere di letteratura.

Ora i libri di Ishiguro e di Lowry fanno ancora più gola.

E nel metodo: se clicco sul link però la pagina del Guardian con la carrellata delle foto degli autori difficili riporta questa frase:

The 10 most difficult books to finish – in pictures.

Quindi forse non è stata proprio tutta una stortura classica all&#039;italiana...

I miei saluti!,
Antonio Coda]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel merito: se &#8220;Alphabetical Africa&#8221; di Walter Abish ha qualcosa in comune con la poderosa bellezza di libri come quelli di Musil e di Pynchon, spero che lo traducano al più presto in italiano!, così come spero traducano l&#8217;ultimo libro di Will Self.</p>
<p>Devo dire che mi fa strano trovare in classifica Marx e Spinoza, perché se si va nel campo della filosofia non c&#8217;è che l&#8217;imbarazzo della scelta: con un risultato di piacere estetico secondo me assai diverso &#8211; non dico meno intenso, ma assai diverso &#8211; rispetto alle opere di letteratura.</p>
<p>Ora i libri di Ishiguro e di Lowry fanno ancora più gola.</p>
<p>E nel metodo: se clicco sul link però la pagina del Guardian con la carrellata delle foto degli autori difficili riporta questa frase:</p>
<p>The 10 most difficult books to finish – in pictures.</p>
<p>Quindi forse non è stata proprio tutta una stortura classica all&#8217;italiana&#8230;</p>
<p>I miei saluti!,<br />
Antonio Coda</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: enrico		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/11/06/have-fun-pagine-culturali-a-confronto/#comment-201361</link>

		<dc:creator><![CDATA[enrico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 12:58:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2012/11/06/have-fun-pagine-culturali-a-confronto/#comment-201360&quot;&gt;enrico&lt;/a&gt;.

P.S.  Era chiarissimo. Oltretutto avresti anche potuto scriverlo per &quot;avere ragione&quot;, cioè per &quot;esprimere la tua ragione&quot;, e non ci sarebbe stato niente di male (in fin dei conti scriviamo tutti per avere ragione). Il &quot;male&quot; sarebbe stato invece se non mi avessi permesso di esprimere la mia, ma l&#039;idea non mi ha nemmeno sfiorato. Altrimenti non avrei scritto neppure una riga.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/11/06/have-fun-pagine-culturali-a-confronto/#comment-201360">enrico</a>.</p>
<p>P.S.  Era chiarissimo. Oltretutto avresti anche potuto scriverlo per &#8220;avere ragione&#8221;, cioè per &#8220;esprimere la tua ragione&#8221;, e non ci sarebbe stato niente di male (in fin dei conti scriviamo tutti per avere ragione). Il &#8220;male&#8221; sarebbe stato invece se non mi avessi permesso di esprimere la mia, ma l&#8217;idea non mi ha nemmeno sfiorato. Altrimenti non avrei scritto neppure una riga.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: enrico		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/11/06/have-fun-pagine-culturali-a-confronto/#comment-201360</link>

		<dc:creator><![CDATA[enrico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 12:55:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2012/11/06/have-fun-pagine-culturali-a-confronto/#comment-201358&quot;&gt;Francesca&lt;/a&gt;.

Francesca, sono io a ringraziare te (possiamo darci del &quot;tu&quot;?, io il &quot;lei&quot; lo utilizzo per rispetto ma lo detesto) per la pacatezza della risposta e per l&#039;apprezzamento su quanto ho scritto.
Ti confermo che hai perfettamente ragione, il titolo ha fatto cascare le braccia non soltanto a te ma anche a molti frequentatori del forum di Paolo che ci hanno visto un&#039;incomprensibile schizofrenia tra quanto scritto in tutti questi anni e quanto invece strillato da quella frase.
Una cosa mi sembra certa, leggendo una parte dei commenti dei lettori del Guardian così come tutti quelli dei lettori del Corriere, che ci sia molta strada da percorrere prima che si riesca non soltanto a sradicare il malcostume della maleducazione (come scrivevo, un conto è dire &quot;non mi piace&quot;, tutt&#039;altro &quot;mi fa schifo&quot;) o della autocompiaciuta iconoclastia a tutti i costi (mi butto contro i grandi della letteratura perché così mi sento meglio o faccio bella figura) ma si riesca invece a confrontarsi con una certa serenità sui valori della letteratura, indicando strade alternative (e NI lo fa spesso benissimo, e non lo scrivo per piaggeria), letture diverse (o diverse letture anche dei grandi &quot;illeggibili&quot;, perché se siamo ancora qui a parlare di libri di 50 o 100 anni fa un motivo ci sarà) o, infine, ascoltando le voci degli altri e non soltanto la nostra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/11/06/have-fun-pagine-culturali-a-confronto/#comment-201358">Francesca</a>.</p>
<p>Francesca, sono io a ringraziare te (possiamo darci del &#8220;tu&#8221;?, io il &#8220;lei&#8221; lo utilizzo per rispetto ma lo detesto) per la pacatezza della risposta e per l&#8217;apprezzamento su quanto ho scritto.<br />
Ti confermo che hai perfettamente ragione, il titolo ha fatto cascare le braccia non soltanto a te ma anche a molti frequentatori del forum di Paolo che ci hanno visto un&#8217;incomprensibile schizofrenia tra quanto scritto in tutti questi anni e quanto invece strillato da quella frase.<br />
Una cosa mi sembra certa, leggendo una parte dei commenti dei lettori del Guardian così come tutti quelli dei lettori del Corriere, che ci sia molta strada da percorrere prima che si riesca non soltanto a sradicare il malcostume della maleducazione (come scrivevo, un conto è dire &#8220;non mi piace&#8221;, tutt&#8217;altro &#8220;mi fa schifo&#8221;) o della autocompiaciuta iconoclastia a tutti i costi (mi butto contro i grandi della letteratura perché così mi sento meglio o faccio bella figura) ma si riesca invece a confrontarsi con una certa serenità sui valori della letteratura, indicando strade alternative (e NI lo fa spesso benissimo, e non lo scrivo per piaggeria), letture diverse (o diverse letture anche dei grandi &#8220;illeggibili&#8221;, perché se siamo ancora qui a parlare di libri di 50 o 100 anni fa un motivo ci sarà) o, infine, ascoltando le voci degli altri e non soltanto la nostra.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesca		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/11/06/have-fun-pagine-culturali-a-confronto/#comment-201359</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 12:44:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2012/11/06/have-fun-pagine-culturali-a-confronto/#comment-201358&quot;&gt;Francesca&lt;/a&gt;.

p.s.: Enrico, il punto di vista diverso è fondamentale. Non ho scritto il pezzo per &quot;avere ragione&quot;, me ne importa quanto di avere mele invece che pere a merenda. L&#039;ho scritto perché se ne discutesse, appunto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/11/06/have-fun-pagine-culturali-a-confronto/#comment-201358">Francesca</a>.</p>
<p>p.s.: Enrico, il punto di vista diverso è fondamentale. Non ho scritto il pezzo per &#8220;avere ragione&#8221;, me ne importa quanto di avere mele invece che pere a merenda. L&#8217;ho scritto perché se ne discutesse, appunto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesca		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/11/06/have-fun-pagine-culturali-a-confronto/#comment-201358</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 12:37:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2012/11/06/have-fun-pagine-culturali-a-confronto/#comment-201354&quot;&gt;enrico&lt;/a&gt;.

Grazie, a me sembra una buona cosa questa risposta. Perché a leggere IMPOSSIBILI davvero mi erano cadute le braccia e mi era venuto il magone.
E non per i gusti personali di un singolo lettore o intellettuale, ma proprio per quel favorire una certa cialtroneria nostrana, che ci contraddistingue sempre, a scapito di tanto altro che avremmo, che abbiamo. 
Scrivo da italiana che vive in Inghilterra. E non ho particolare interesse nel difendere gli inglesi o definirli migliori di noi (queste pochezze patriottiche o anti-patriottiche non mi interessano, come non mi interessa particolarmente la parola &quot;patria&quot;). Anzi, dirò: scrivo come una persona che vuole fortemente tornare nel paese dove è nata, per questioni affettive. E vorrei che fosse un paese dove si possa respirare, invece che denigrare oscillando tra i due poli pericolosissimi, a mio avviso, del fare eco alla volontà/gusto del &quot;popolo&quot;  (o mercato o come altro si voglia definire) e dell&#039;inveire contro il popolo, (rintanandosi in torri, palazzi, o stalle di lusso che dir si voglia) ripetendo che, come al solito, non capisce nulla e legge romanzetti. Tenere aperto appunto il mondo della possibilità - tu oggi la vedi così, ma guarda - c&#039;è un altro sentiero da un&#039;altra parte: magari prima o poi puoi percorrerlo. E questo lo si può fare sempre, tutti, come singoli e individui, cominciando nel dialogo quotidiano che ci capita di avere con l&#039;altro, chiunque esso sia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/11/06/have-fun-pagine-culturali-a-confronto/#comment-201354">enrico</a>.</p>
<p>Grazie, a me sembra una buona cosa questa risposta. Perché a leggere IMPOSSIBILI davvero mi erano cadute le braccia e mi era venuto il magone.<br />
E non per i gusti personali di un singolo lettore o intellettuale, ma proprio per quel favorire una certa cialtroneria nostrana, che ci contraddistingue sempre, a scapito di tanto altro che avremmo, che abbiamo.<br />
Scrivo da italiana che vive in Inghilterra. E non ho particolare interesse nel difendere gli inglesi o definirli migliori di noi (queste pochezze patriottiche o anti-patriottiche non mi interessano, come non mi interessa particolarmente la parola &#8220;patria&#8221;). Anzi, dirò: scrivo come una persona che vuole fortemente tornare nel paese dove è nata, per questioni affettive. E vorrei che fosse un paese dove si possa respirare, invece che denigrare oscillando tra i due poli pericolosissimi, a mio avviso, del fare eco alla volontà/gusto del &#8220;popolo&#8221;  (o mercato o come altro si voglia definire) e dell&#8217;inveire contro il popolo, (rintanandosi in torri, palazzi, o stalle di lusso che dir si voglia) ripetendo che, come al solito, non capisce nulla e legge romanzetti. Tenere aperto appunto il mondo della possibilità &#8211; tu oggi la vedi così, ma guarda &#8211; c&#8217;è un altro sentiero da un&#8217;altra parte: magari prima o poi puoi percorrerlo. E questo lo si può fare sempre, tutti, come singoli e individui, cominciando nel dialogo quotidiano che ci capita di avere con l&#8217;altro, chiunque esso sia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/11/06/have-fun-pagine-culturali-a-confronto/#comment-201356</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 11:27:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho salutato il paese natale di Andrea :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho salutato il paese natale di Andrea :)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/11/06/have-fun-pagine-culturali-a-confronto/#comment-201355</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 11:24:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=44044#comment-201355</guid>

					<description><![CDATA[Leggere un libro è come incontrare un amore, vivere l&#039;avventura della scrittura, penetrare un mondo, scoprire la geografia del libro, è andare in mare. Quando si parte in mare, non ti chiedi se vai a ritornare indietro, fai il viaggio.
 
Qualche libro si legge, si dimentica, si finisce con l&#039;amera sensazione di non avere provato la lenta immersione; La complessità richiede di rinunciare al conforto, alla distrazione. Siamo in un mondo veloce, con un pensiero fuggitivo, sempre in metamorfosi, un&#039;idea caccia l&#039;altra. La lettura di un romanzo del XIX secolo esige tempo e maturazione.

Il romanzo poetico di Ronit Matalon tradotto in Francia in una lingua meravigliosa è un libro che potrebbe sembrare difficile. Parlo di quest&#039;esperienza di lettura recente, perché ho incontrato la tradutrice a Arles au collège des traducteurs. Questo bellissimo libro ha avuto difficoltà di pubblicazione per la sua bellezza letteraria; &quot;troppo letterario&quot;, quando sento queste parole mi viene rabbia.
Che definizione dare alla lettura? Una distrazione di qualche ora? O un incontro con la bellezza di una lingua, straniera o natale?

PS 1)
 Il piccolo gatto posso adottarlo?
2) Ho salutato il tuo paese natale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggere un libro è come incontrare un amore, vivere l&#8217;avventura della scrittura, penetrare un mondo, scoprire la geografia del libro, è andare in mare. Quando si parte in mare, non ti chiedi se vai a ritornare indietro, fai il viaggio.</p>
<p>Qualche libro si legge, si dimentica, si finisce con l&#8217;amera sensazione di non avere provato la lenta immersione; La complessità richiede di rinunciare al conforto, alla distrazione. Siamo in un mondo veloce, con un pensiero fuggitivo, sempre in metamorfosi, un&#8217;idea caccia l&#8217;altra. La lettura di un romanzo del XIX secolo esige tempo e maturazione.</p>
<p>Il romanzo poetico di Ronit Matalon tradotto in Francia in una lingua meravigliosa è un libro che potrebbe sembrare difficile. Parlo di quest&#8217;esperienza di lettura recente, perché ho incontrato la tradutrice a Arles au collège des traducteurs. Questo bellissimo libro ha avuto difficoltà di pubblicazione per la sua bellezza letteraria; &#8220;troppo letterario&#8221;, quando sento queste parole mi viene rabbia.<br />
Che definizione dare alla lettura? Una distrazione di qualche ora? O un incontro con la bellezza di una lingua, straniera o natale?</p>
<p>PS 1)<br />
 Il piccolo gatto posso adottarlo?<br />
2) Ho salutato il tuo paese natale.</p>
]]></content:encoded>
		
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