4 Responses to Apollonio Rodio: Argonautiche IV, 109-182.

  1. f. il 6 febbraio 2013 alle 15:25

    dopo i telchini, avrei scommesso fino all’ultimo centesimo sul suo arrivo imminente :)

  2. viola il 6 febbraio 2013 alle 16:55

    maro’, che paura…));

  3. Francesco Filia il 11 febbraio 2013 alle 22:59

    Le versioni di Ventre hanno sempre un che di sorprendente, di avvolgente e di immaginifico senza mai tradire il testo..

  4. Alberto Aldrovandi il 13 febbraio 2013 alle 01:14

    Per la prima volta nella mia vita leggo il termine “isometrico”. Ma davvero si dice così negli studi classici? Ma quando mai! Sarà un millennio e mezzo che non c’è più la quantità delle sillabe… e poi su questo stesso sito/blog leggo le critiche al linguaggio del potere, agli “eufemismi” della guerra al terrorismo. Non sarebbe il caso di cominciare dal piccolo, per es. facendo ordine in casa propria? Scrivete: “versi ersatz” e battetevi fino alla morte per stamparlo su tutti i libri di storia della letteratura. La triste verità è che l’Alvàro Vitali dei tempi di Augusto sapeva recitare versi metrici meglio di qualunque classical scholar plurimasterizzato moderno.



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