Un paese con lo sfratto esecutivo

12 febbraio 2013
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lettera dalla Spagna di Mónica Flores Fernandez

“Articolo 25
Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione e alle cure mediche ed ai servizi sociali necessari[…]”
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

“Artículo 47
Todos los españoles tienen derecho a disfrutar de una vivienda digna y adecuada. Los poderes públicos promoverán las condiciones necesarias y establecerán las normas pertinentes para hacer efectivo este derecho, regulando la utilización del suelo de acuerdo con el interés general para impedir la especulación.”
Constitución Española del 1978.
(1)

Barakaldo, Paese Basco, un giorno di settembre del 2012. Passano alcuni minuti dalle nove del mattino quando la commissione giudiziaria ed i poliziotti arrivano a casa sua. Lei, che abita al quarto piano, apre con il citofono la porta principale. Poi, Amaia, di 53 anni, avvicina una sedia alla finestra e si butta giù. Mette così fine alla sua vita perché la banca pretendeva di prendersi casa sua, dove abitava con suo marito e suo figlio ventenne. Non era disoccupata ma aveva problemi a pagare il mutuo. La banca non le ha offerto nessuna soluzione. Le proteste nelle strade del suo paese, ma anche di altre città, si attivano lo stesso giorno della sua morte. Non è la prima. Non sarà l’ultima. Ottobre, un ragazzo perde il lavoro e viene abbandonato dalla fidanzata, la banca gli invia la notifica: perderà la casa perché non paga il mutuo. Si suicida. Succede nelle Isole Canarie. Qualche giorno più tardi, a Granada, Andalusia, un cinquantenne si impicca qualche ora prima di essere cacciato da casa sua, anche lui perché non può più pagare il mutuo. Lo stesso giorno, a Valencia, quando la commissione giudiziaria e la polizia arrivano a casa sua, Manuel bacia suo figlio e poi si butta giù dalla finestra. L’elenco delle vittime, perché vittime sono, è così lungo che non riesco a scriverlo tutto. Ho raccontato soltanto alcuni casi, pochi se consideriamo il totale, troppi se consideriamo la tragedia di una morte per suicidio.
La legge che controlla la gestione dei domicili è vecchia, del 1909, e non prende in considerazione i cambiamenti occorsi nella società in questi oltre cent’anni. Così, oggi in Spagna è normale che una persona perda il lavoro, perdendo il lavoro perde anche la fonte d’entrate principale ed inizia ad avere problemi economici che diventano più seri quanto più tempo trascorre senza lavorare. Dopo un po’, finiscono pure i soldi del sussidio di disoccupazione e, arrivato questo punto, diventa impossibile pagare l’affitto o il mutuo. Se la persona ha l’affitto “l’unico” problema è rimanere senza l’abitazione, forse, se li ha, perdere i figli minorenni perché i servizi sociali glieli portano via, perché senza una casa non può più dar loro una vita dignitosa. Se invece ha il mutuo, i problemi non finiscono più. In Spagna la legge dice che anche se la banca ti prende la casa per non aver pagato il mutuo, tu il debito non lo estingui. Cercherò di essere più chiara: la banca X ti ha dato un’ipoteca per il 100% del valore di una casa. Questi soldi ti servono per avere questa casa e in cambio restituisci una quantità di soldi ogni mese alla suddetta banca. Succede poi che non puoi più pagare il mutuo. Così la banca, passati alcuni mesi, si prende la casa per il 60% del suo valore e tu devi pagare il 40% del valore che resta più gli interessi sommati del periodo in cui non hai potuto pagare il mutuo. Per questa ragione una persona che perde la casa in Spagna dopo non aver potuto pagare il mutuo si trova debitore a vita. Per sempre. Senza seconde opportunità. È quindi abituale che una persona perdendo il lavoro, perda pure i soldi. Perdendo i soldi, perda la casa. Perdendo la casa, perda anche i figli minorenni (se li aveva). Invece conserverà, a vita, il debito. Niente nel futuro ma il debito. E c’è chi ancora si chiede come mai c’è chi sceglie la morte.
Una situazione così dura ed ingiusta non la si trova in Italia, dove hai l’opportunità di cancellare il debito se nell’asta giudiziaria la vendita copre il 100% del prezzo iniziale. Nemmeno in Grecia, dove gli sfratti sono stati fermati almeno per il prossimo anno. Qua no. Il governo, in collaborazione con il partito dell’opposizione, ha fatto una legge secondo la quale si fermano gli sfratti per due anni, come dice un articolo di La Repubblica. Ma non è così bello come appare. Per poter fermare lo sfratto devi essere praticamente un clochard, altrimenti non rientri nei parametri stabiliti dalla legge. Così solo un 10% delle persone a rischio di sfratto possono fermalo, ma nemmeno questo è una buona notizia. Lo sfratto si ferma, l’aumento del debito invece no. Nel caso che una persona riesca a fermare il processo trova che gli interessi per non aver pagato il mutuo continuano ad aumentare senza pietà. Quando potrà riprendere a pagare il mutuo, dopo questi due anni, gli interessi saranno lievitati così tanto che condanneranno la persona in questione ad avere un debito perpetuo e oggettivamente impagabile.
Mi viene tanta tristezza quando leggo l’articolo 47 della Costituzione Spagnola, quello che ho citato all’inizio. Lo Stato deve promuovere le condizioni necessarie perché tutte le persone abbiano una casa dignitosa ed evitare la speculazione. Se guardiamo indietro agli ultimi vent’anni possiamo vedere che questo non è avvenuto. Non hanno difeso i cittadini ma gli interessi economici di poche persone. Ecco perché ci troviamo in questa situazione. Ecco perché alcune persone hanno deciso di porre fine alla propria vita, nella disperazione di non vedere un futuro, perché tutte le porte che davano speranza erano state chiuse da leggi ingiuste. Il peggio di tutto è la sensazione che la situazione non migliorerà. Anzi. Nessuna misura vera ed utile è stata presa per risolvere il problema, quindi è probabile che un giorno qualsiasi, accendendo la TV o leggendo un quotidiano, scopriremo la tragedia di una vita fermata troppo presto, di tante vite strozzate per l’assenza di qualcuno caro, tutto per colpa dell’avarizia di poche persone e dell’incapacità della politica per risolvere la situazione.

PS: mentre scrivevo questo testo un altro uomo si è suicidato, questa volta a Córdoba, Andalusia e poi ancora una coppia di anziani a Mallorca.
Mi chiedo quanti suicidi ci vogliano ancora per cambiare la legge.

(1) “Articolo 47.
Tutti gli spagnoli hanno diritto a godere di un domicilio dignitoso e adeguato. I poteri pubblici promuoveranno le condizioni necessarie e stabiliranno le norme pertinenti per rendere effettivo questo diritto, regolando l’uso del suolo d’accordo con l’interesse generale per impedire la speculazione.”

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17 Responses to Un paese con lo sfratto esecutivo

  1. Vulka il 12 febbraio 2013 alle 23:53

    Stai descrivendo quello ho detto io stesso tempo fa e che inevitabilmente di questo passo accadrà. Le banche si fregheranno tutte le proprietà private perché gli Stati dopo averle “sequestrate” non riusciranno a mantenerle e dovranno per forza venderle… quali saranno gli acquirenti possibili? Le banche che con pochi spiccioli se le prendranno! E tu povero pirla avrai risparmiato una vita per vederti portare via un bene primario…

    ECCO PERCHÉ BISOGNA NAZIONALIZZARLE!!!

    • Mónica Flores il 13 febbraio 2013 alle 15:09

      Appunto Vulka…è proprio quel che dici quello che sta succedendo qui, in Spagna. Sono le banche che si tengono le case, alla fine.

  2. diamonds il 13 febbraio 2013 alle 10:50

    teoricamente in italia l’ultimo atto della prima repubblica fu l’abolizione dell’equo canone che diede il via al rilancio del mercato delle vendite immobiliari per la gioia di chi dall’alienazione degli appartamenti aveva tanto da guadagnare.In seguito ci si è illusi che l’abbassamento dei tassi di interesse,fenomeno non disgiungibile dall’approssimarsi all’euro,tutti potessero inseguire il sogno dell’acquisto di una casa di proprietà.Sogno coltivato nell’illusione che tutte le altre condizioni generali rimanessero invariate o portassero a miglioramenti.Quando una simile previsione si è disfatta al sole di una crisi cocente ci si è resi conto che forse sarebbe stato meglio lasciar perdere gli interessi legittimi ma minoritari dei potenziali venditori per lasciare magari un mercato stagnante delle compravendite,garantendo nel contempo la garanzia che il costo eventuale di un canone di locazione non fosse proibitivo per chiunque non potesse o non volesse operare scelte di lungo periodo quale è l’acquisto di una casa di abitazione.Il risultato è che all’apice della crisi esistono centinaia di migliaia di famiglie che non riescono a stare dietro a un mutuo,purtroppo sempre convinte che comunque il passo dell’acquisto compiuto a suo tempo fosse stata una conquista da non perdere

    http://perco77.free.fr/Snatch%20-%20Original%20Film%20Soundtrack/23%20-%20Don't%20You%20Just%20Know%20It.mp3

    • Mónica Flores il 13 febbraio 2013 alle 23:43

      Hai ragione. Anche qui i governi (di diversi partiti e colori) hanno sempre sostenuto l’acquisito e non l’affitto, sempre con interessi precisi. Molte persone cercavano di comprare addirittura con la speranza di poter vendere nel futuro ad un prezzo più alto (loro dicevano che il prezzo sarebbe salito sempre, quindi il guadagno era sicuro). Ora, però, i risponsabili della situazione sembrano proprio le persone che volevano soltanto comprare una casa dove poter abitare, dove farsi una vita. È vergognoso.

      • virginialess il 15 febbraio 2013 alle 23:29

        Nel 2008 ho viaggiato in macchina lungo la costa, da Barcellona a Gibilterra, ai primi di maggio. Ero impressionata dall’enormità dello sviluppo edilizio: chilometri di palazzoni, dieci piani e più, villaggi e quartieri nuovi in pratica deserti, con centinaia di appartamenti in gran parte ancora invenduti, nei quali avrebbero dovuto passare le vacanze – mi si diceva- gli spagnoli di città e, soprattutto inglesi e tedeschi.
        Benché purtroppo avvezza al pessimo uso del nostro territorio, quel che vedevo lì mi parve un vero scempio, del quale non era difficile ravvisare, in tempi non sospetti, la bolla destinata a esplodere.
        Cosa ne è ora di quei milioni di metri cubi?

        • Mónica Flores il 16 febbraio 2013 alle 01:33

          Ci sono stati almeno 3 boom edilizi: anni 60, anni 70 e anni 90. Hai piena ragione, c’è troppo cemento, vecchio e nuovo. Non usato e non venduto. Sta lì, a rovinarsi ed a rovinare la natura. A morire e a far morire, insomma. Il vero problema, però, è la legge sugli sfratti in questo caso: troppo anacronica, troppo ingiusta.

  3. daniele ventre il 13 febbraio 2013 alle 14:03

    Andatelo a dire a quelli del PD o ai sostenitori dell’agenda dei poteri bancarii: vi diranno che i Paesi mediterranei sono ridotti un po’ male, ma che non bisogna esasperare gli animi. Questo vi diranno, un attimo prima che abbiate la tentazione di prenderli a calci.

    • Mónica Flores il 13 febbraio 2013 alle 15:22

      Pare che il PD fa dei discorsi simili a quelli di alcuni partiti qui…

      • daniele ventre il 13 febbraio 2013 alle 15:56

        Quei partiti andrebbero trattati come il POUM trattava stalinisti e franchisti.

        • helena il 14 febbraio 2013 alle 20:55

          Non mi pare un esempio benaugurante…

  4. francesco forlani il 13 febbraio 2013 alle 18:18

    grazie Monica
    effeffe

    • Mónica Flores il 13 febbraio 2013 alle 23:43

      grazie a te :-)

  5. Dreiser Cazzaniga il 14 febbraio 2013 alle 11:50

    piú che ,come ognun sa il POUM fu trattato, da carrillisti e nazionalisti. È anche vero peró che i cittadini che adesso si disperano hanno dato un consenso di massa a una politica economica da Aznar a Zapatero, per sedici lunghi anni, demente (è la sola parola che trovo), da quando vivo in Spagna ho visto letteralmente spazzare via borghi, centri storici, paesaggi, riserve naturali, tradizioni e culture nel nome della monocultura edilizia, ho visto progettare città intere in mezzo alla campagna, costruire autostrade con svincoli psichedelici degni di las Vegas dove non transiterá mai un veicolo, concepire progetti di parchi giochi, megabordelli, (si come quello di Adelson a Las Vegas) con il plauso fragororso e assordante di tutti, ma proprio tutti gli spagnoli, di destra sinistra e centro senza che una sola voce , tranne pochi ecologisti, si levasse perlomeno per invitare a una riflessione su una concezione tanto singolarmente sfrenata della modernitá. Poi di colpo sono diventati tutti vittime delle banche e dei tedeschi avidi e cattivi. Quello che manca agl in spagnoli è la capacitá di autocritica, la capacitá di vedersi come sono, o il coraggio di farlo.
    Dreiser Cazzaniga

    • Mónica Flores il 14 febbraio 2013 alle 12:30

      Hai ragione in quasi tutto, nessuno può darti torto. Il boom edilizio è figlio del PP di Aznar, ma Zapatero non ha fatto assolutamente nulla per farlo finire. Ma dire che tutti gli spagnoli erano d’accordo e come se io dicessi che a tutti gli italani andava bene Berlusconi. Non è vero. E comunque non c’è scusa possibile, motivo abbastanza, che possa giustificare il suicidio di qualcuno per colpa di uno sfratto.

      • Dreiser Cazzaniga il 14 febbraio 2013 alle 13:57

        Giá, ma mentre le cajas de ahorros, che tutto il mondo invidiava ai valenziani, stavano riempiendo le tasche ai vari Camps, Urdangarín e migliaia, dico migliaia di ripugnenti portaborse, i media spagnoli e la sinistra spagnola stavano tutti quanti a domandarsi come facevano gli italiani a votare per Berlusconi, ma che patetici cialtroni sti italiani che votano per Berlusconi, naturalmente senza far cenno al caso che per Berlusconi votava circa il 20 per cento degli italiani in termini reali, senza far caso che vi era un contrasto giudiziario decente alle pratiche di malaffare e una parte di media che investigavano. allora andava bene fare di ogni erba un fascio e far finta di non vedere che la corruzione aveva divorato anche la piú piccola amministrazione, che l’unica attivitá economica redditizia era riqualificare suolo dopo averlo comprato per un tozzo di pane, che se qualche giudice un poco piú coraggioso si azzardava e coinvolgere un politico in un’ichiesta finiva come Garzón, e il politico era assolto da giurati popolari, sottolineo popolari, lo ripeto popolari e accompagnato in tribunale da manifestazioni di massa in sua appoggio, o no? Ma certo che cattivi come i banchieri, i tedeschi e gli italiani berlusconiani omofobi, machisti e unti (come ci dipingeva Moras o Dominguez nel País o ABC un giorno si e l’altro di piú) non è facile trovarne, bisogna aproffitarne. Io ho amato la Spagna di José Bergamín, di Sastre, e altri che non hanno piú nemmeno cittadinanza culturale nel suo paese. Gli spagnoli devono cominciare a guardarsi allo specchio, anche attraverso il cinema e la letteratura e smetterla di compiangersi e accusare.
        Dreiser Cazzaniga da Murcia

        • Mónica Flores il 14 febbraio 2013 alle 14:28

          Come ti ho detto su questo nessuno ti dà torto, hai pienamente ragione, ma niente di quanto hai detto giustifica nemmeno una sola morte per colpa di uno sfratto, sfratti che si fanno per una legge vecchia ed ingiusta (cosa che non c’entra né con le banche, né con i tedeschi, né con gli italiani…ma sì, di certo, con i politici che non l’hanno cambiata in 40 anni di democrazia). Un saluto!

  6. Dreiser Cazzaniga il 14 febbraio 2013 alle 15:02

    scusi se la ho annoiata ma resto dell’opinione che i suicidi non siano figli di nessuno, che la responsailitá non sia di una legge soltanto e che dovrebbero essere perlomeno l’occasione per una riflessione piú profonda della societá spagnola su se stessa, riflessione che manca.
    Questa me la puó pubblicare? Spero di si.
    Mi scuso per la foga. Ma sa sono stranezze senili
    Dreiser Cazzaniga



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