Ciao Gabriele

Gabriele Basilico Ho appena saputo che Gabriele Basilico non c’è più. Ve lo dico con le lacrime agli occhi. L’ultima volta che ci siamo parlati era al Festival della Fotografia Europea dello scorso anno. Come al solito ci siamo detti di vederci più spesso e come al solito non l’abbiamo fatto.

Era nato a Milano nel 1944. Laureato al Politecnico di Milano era per noi giovani studentelli di architettura l’occhio perfetto.

Quando pubblicai il mio Metropoli per principianti, nel 2008, molti mi contestarono l’assenza di fotografie. “Le uniche che vorrei sarebbero quelle di Basilico” rispondevo, vezzoso. Neppure un anno appresso lo conobbi, proprio ad una mostra di sue fotografie, a Lucca. “Se me lo chiedevi te le davo volentieri le mie foto” mi disse. L’idea che Basilico mi leggesse era inconcepibile per me, troppo onore, troppa responsabilità,  troppo tutto!

“Dobbiamo fare una cosa assieme prima o poi”, mi disse, un’altra volta, allo Spazio Oberdan, a Milano. Era un uomo generoso, è tutta colpa mia, della mia ignavia, se non se ne è mai fatto nulla.

Scusate, non riesco a dire molto di più. Qui sotto allego una sua fotografia che ho scaricato da qui.

Ciao Gabriele, e scusami.

 

Gabriele_Basilico_.

 

 

gianni biondillo

GIANNI BIONDILLO (Milano, 1966), camminatore, scrittore e architetto pubblica per Guanda dal 2004. Come autore e saggista s’è occupato di narrativa di genere, psicogeografia, architettura, viaggi, eros, fiabe. Nel 2011 il romanzo noir I materiali del killer ha vinto il Premio Scerbanenco. Nel 2018 il romanzo storico Come sugli alberi le foglie ha vinto il Premio Bergamo. Scrive per il cinema, il teatro e la televisione. È tradotto in varie lingue europee. 

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  8 comments for “Ciao Gabriele

  1. rodolfo
    13 febbraio 2013 at 17:23

    L’ho appena saputo anch’io e sono addolorato. Sono stato giovane fotografo con un personale sistema mitologico e lui ne faceva parte. Quando raggiungi una certa età e cominci a perdere i riferimenti è come se si staccasse un pezzetto di te…Muori un poco anche tu.

  2. Mónica Flores
    13 febbraio 2013 at 18:26

    Mi dispiace tanto, davvero…

  3. jacoponinni
    13 febbraio 2013 at 20:14

    Un fotografo unico. Da Beirut a Milano, ha raccontato il dolore silenzioso delle metropoli.

  4. Francesca Valente
    13 febbraio 2013 at 21:14

    Commozione.

  5. 13 febbraio 2013 at 21:34

    Ci sono persone che non dovrebbero lasciarci mai…

  6. db
    14 febbraio 2013 at 01:52

    non si può parlare di uno (in più morto) senza parlare di sé ?

  7. 14 febbraio 2013 at 09:17

    Era un punto di riferimento per tutti noi fotografi. E’ proprio il caso di dirlo: un Maestro.

  8. 14 febbraio 2013 at 18:53

    in punta di piedi sopra le macerie non perdeva la concentrazione.Una prece chicana

    http://austintownhall.com/wp-content/uploads/2009/01/beirut-la-llorona.mp3

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