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	Commenti a: Necrologio del comico	</title>
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		Di: marco mantello		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco mantello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 20:30:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco forse dal finale della poesia non emerge questo: che non c&#039;è solo, nel m5s, la &#039;piazza fisica e materiale&#039; con il capo sul palco, c&#039;è qualcosa di virtuale, che agisce e irreggimenta forse da prima, dell&#039;incontro o contatto fisico, e dalla formazione più o meno esoterica della minoranza consapevole (i parlamentari sottoposti a vincolo di blog, più che di mandato)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco forse dal finale della poesia non emerge questo: che non c&#8217;è solo, nel m5s, la &#8216;piazza fisica e materiale&#8217; con il capo sul palco, c&#8217;è qualcosa di virtuale, che agisce e irreggimenta forse da prima, dell&#8217;incontro o contatto fisico, e dalla formazione più o meno esoterica della minoranza consapevole (i parlamentari sottoposti a vincolo di blog, più che di mandato)</p>
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		Di: marco mantello		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco mantello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 19:55:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si scusate, nel posto precedente, ho aggregato per errore alla mia rispsota a dado anche una parte del suo intervento (che stavo appunto rileggendo mentre scrivevo)

Ripsoto solo la mia risposta, eccola:

D’accordissimo sul rapporto fra mezzi e fini, e sul nichilismo di un potere che diventa fine in sè, per quanto legittimato, cioè sull’ultima parte del tuo intervento…Meno su alcuni punti. te li espongo. Sostenere che il m5s sia riformista mi pare dle tutto improprio, se consideriamo i principi fondamentali della nsotra costituzione, pretendere una rimozione per così dire naturale del sistema dei partiti e come mi pare di aver capito dei sindacati è un atto del tutto incompatibile non solo con la forma repubblicana, ma con il sistema di democrazia rapprensentativa e industriale previsto dalla carta, e con numerose libertà inviolabili, fra cui quella di associazione. Or aho cpaito che sei attneto alle distinzioni ma non dirmi che il fatto che il m5s voglia arrvare eccco se non a un’abolizone, a una sorta estinzione spontanea di partiti e sindacati, sia ‘riformismo’. Dire ‘riformista’ di uno Stavorgin che tira il naso a tutto e tutti nel nome della lotta agli ‘sprechi’ e dle mito del curricullum, senza un briciolo di programma economico, senza una visione di insieme, vedere del riformismo in una folla virtuale che più che agita da una ‘scarica’ attraverso il contatto fisico sembra invece agita dall’assenza di contatto fisico, materiale, al di là del mucchio di parole e parole che vagano nell’etere del blog, mi par, ti ripeto, non consono alla situaizone storica che stiamo cercando di esaminare

Sul piano linguistico, continuo a ritenere che l’aggettivo fascista abbia di fatto un uso più ampio della sua origine storica. Quanto a qul la il fascismo italiano ha avuto molto a che fare con l’abolizone di fatto dell alibertà sindacale, e con la crezioen di fatto di un partito unico, e con al formula politica del consenso della piazza (cui oggi si sostiuisce il blogo, e il vincolo di mandato impsoto pe ri parlamentari, ma sul vinclo di mandato e le sue origini storich eil discorso sarebbe lungo). Come vedi si possono fare ‘comparazioni’ fra diverse situazioni storiche e usare l’aggetitvo fascist ain modo più ampio dalla sua origine storica, il che nons ignifica sempre, a mio parere, decontestualizzare in modo improprio, trasfernedo esperienze dle passato al presente.. Mi spiego meglio: va benissimo non decontesutalizzre rispetto al passato e infatti nessuno ha parlato di fascismo a propsotio dell’antica Roma, ancorché le dittature fasciste abbiano a loro volta decontestualizzato simboli del passato. Ritengo che sia una decontestualizzazione imporopria, per esempio, accostare Reagan a luigi XiV come tu fai, in base a espressioni diverse da fascismo (autoritario). In quest’ultimo senso, non condivido nemmeno la distinzione che a tratti riprendi, fra sistemi ‘autoritari’ e ‘totalitari’. Questa distinzione, utilzzata a suo tempo da politici italiani di destra per distinguere il fascismo dal nazismo (magari dopo aver letto qualche pagina della solita arendt, per mettersi a posto con la coscienza), sembra spesso postulare che un potere ‘legittimato’ sia qualche cosa di conettualmente distinto dalla ‘violenza’, quasi che il potere non possa essere stato, sul paino dlele concrete esperienze storiche, a sua volta qualche cosa di strumentale, rispetto al mantenimento di un dato ordine, e a essere strumentale sia stata invece, sempre e solo la violenza di cui il potere si serve. Voglio dire: i ‘concetti’ e le ‘astrazioni’ si annidando anch edietro le espressioni ‘totalitario’ e ‘autoritario’, e il loro usi e abusi…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si scusate, nel posto precedente, ho aggregato per errore alla mia rispsota a dado anche una parte del suo intervento (che stavo appunto rileggendo mentre scrivevo)</p>
<p>Ripsoto solo la mia risposta, eccola:</p>
<p>D’accordissimo sul rapporto fra mezzi e fini, e sul nichilismo di un potere che diventa fine in sè, per quanto legittimato, cioè sull’ultima parte del tuo intervento…Meno su alcuni punti. te li espongo. Sostenere che il m5s sia riformista mi pare dle tutto improprio, se consideriamo i principi fondamentali della nsotra costituzione, pretendere una rimozione per così dire naturale del sistema dei partiti e come mi pare di aver capito dei sindacati è un atto del tutto incompatibile non solo con la forma repubblicana, ma con il sistema di democrazia rapprensentativa e industriale previsto dalla carta, e con numerose libertà inviolabili, fra cui quella di associazione. Or aho cpaito che sei attneto alle distinzioni ma non dirmi che il fatto che il m5s voglia arrvare eccco se non a un’abolizone, a una sorta estinzione spontanea di partiti e sindacati, sia ‘riformismo’. Dire ‘riformista’ di uno Stavorgin che tira il naso a tutto e tutti nel nome della lotta agli ‘sprechi’ e dle mito del curricullum, senza un briciolo di programma economico, senza una visione di insieme, vedere del riformismo in una folla virtuale che più che agita da una ‘scarica’ attraverso il contatto fisico sembra invece agita dall’assenza di contatto fisico, materiale, al di là del mucchio di parole e parole che vagano nell’etere del blog, mi par, ti ripeto, non consono alla situaizone storica che stiamo cercando di esaminare</p>
<p>Sul piano linguistico, continuo a ritenere che l’aggettivo fascista abbia di fatto un uso più ampio della sua origine storica. Quanto a qul la il fascismo italiano ha avuto molto a che fare con l’abolizone di fatto dell alibertà sindacale, e con la crezioen di fatto di un partito unico, e con al formula politica del consenso della piazza (cui oggi si sostiuisce il blogo, e il vincolo di mandato impsoto pe ri parlamentari, ma sul vinclo di mandato e le sue origini storich eil discorso sarebbe lungo). Come vedi si possono fare ‘comparazioni’ fra diverse situazioni storiche e usare l’aggetitvo fascist ain modo più ampio dalla sua origine storica, il che nons ignifica sempre, a mio parere, decontestualizzare in modo improprio, trasfernedo esperienze dle passato al presente.. Mi spiego meglio: va benissimo non decontesutalizzre rispetto al passato e infatti nessuno ha parlato di fascismo a propsotio dell’antica Roma, ancorché le dittature fasciste abbiano a loro volta decontestualizzato simboli del passato. Ritengo che sia una decontestualizzazione imporopria, per esempio, accostare Reagan a luigi XiV come tu fai, in base a espressioni diverse da fascismo (autoritario). In quest’ultimo senso, non condivido nemmeno la distinzione che a tratti riprendi, fra sistemi ‘autoritari’ e ‘totalitari’. Questa distinzione, utilzzata a suo tempo da politici italiani di destra per distinguere il fascismo dal nazismo (magari dopo aver letto qualche pagina della solita arendt, per mettersi a posto con la coscienza), sembra spesso postulare che un potere ‘legittimato’ sia qualche cosa di conettualmente distinto dalla ‘violenza’, quasi che il potere non possa essere stato, sul paino dlele concrete esperienze storiche, a sua volta qualche cosa di strumentale, rispetto al mantenimento di un dato ordine, e a essere strumentale sia stata invece, sempre e solo la violenza di cui il potere si serve. Voglio dire: i ‘concetti’ e le ‘astrazioni’ si annidando anch edietro le espressioni ‘totalitario’ e ‘autoritario’, e il loro usi e abusi…</p>
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		Di: marco mantello		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco mantello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 19:50:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[D&#039;accordissimo sul rapporto fra mezzi e fini, e sul nichilismo di un potere che diventa fine in sè, per quanto legittimato, cioè sull&#039;ultima parte del tuo intervento...Meno su alcuni punti. te li espongo. Sostenere che il m5s sia riformista mi pare dle tutto improprio, se consideriamo i principi fondamentali della nsotra costituzione, pretendere una rimozione per così dire naturale del sistema dei partiti e come mi pare di aver capito dei sindacati è un atto del tutto incompatibile non solo con la forma repubblicana, ma con il sistema di democrazia rapprensentativa e industriale previsto dalla carta, e con numerose libertà inviolabili, fra cui quella di associazione. Or aho cpaito che sei attneto alle distinzioni ma non dirmi che il fatto che il m5s voglia arrvare eccco se non a un&#039;abolizone, a una sorta estinzione spontanea di partiti e sindacati, sia &#039;riformismo&#039;. Dire &#039;riformista&#039; di uno Stavorgin che tira il naso a tutto e tutti nel nome della lotta agli &#039;sprechi&#039; e dle mito del curricullum, senza un briciolo di programma economico, senza una visione di insieme, vedere del riformismo  in una folla virtuale che più che agita da una &#039;scarica&#039; attraverso il contatto fisico sembra invece agita dall&#039;assenza di contatto fisico, materiale, al di là del mucchio di parole e parole che vagano nell&#039;etere del blog, mi par, ti ripeto, non consono alla situaizone storica che stiamo cercando di esaminare

Sul piano linguistico, continuo a ritenere che l&#039;aggettivo fascista abbia di fatto un uso più ampio della sua origine storica. Quanto a qul la il fascismo italiano ha avuto molto a che fare con l&#039;abolizone di fatto dell alibertà sindacale, e con la crezioen di fatto di un partito unico, e con al formula politica del consenso della piazza (cui oggi si sostiuisce il blogo, e il vincolo di mandato impsoto pe ri parlamentari, ma sul vinclo di mandato e le sue origini storich eil discorso sarebbe lungo). Come vedi si possono fare &#039;comparazioni&#039; fra diverse situazioni storiche e usare l&#039;aggetitvo fascist ain modo più ampio dalla sua origine storica, il che nons ignifica sempre, a mio parere, decontestualizzare in modo improprio, trasfernedo esperienze dle passato al presente.. Mi spiego meglio: va benissimo non decontesutalizzre rispetto al passato e infatti nessuno ha parlato di fascismo a propsotio dell&#039;antica Roma, ancorché le dittature fasciste abbiano a loro volta decontestualizzato simboli del passato. Ritengo che sia una decontestualizzazione imporopria, per esempio, accostare Reagan a luigi XiV come tu fai, in base a espressioni diverse da fascismo (autoritario). In quest&#039;ultimo senso, non condivido nemmeno la distinzione che a tratti riprendi,  fra sistemi &#039;autoritari&#039; e &#039;totalitari&#039;. Questa distinzione,  utilzzata a suo tempo da politici italiani di destra per distinguere il fascismo dal nazismo (magari dopo aver letto qualche pagina della solita arendt, per mettersi a posto con la coscienza), sembra spesso postulare che un potere &#039;legittimato&#039; sia qualche cosa di conettualmente distinto dalla &#039;violenza&#039;, quasi che il potere non possa essere stato, sul paino dlele concrete esperienze storiche, a sua volta qualche cosa di strumentale, rispetto al mantenimento di un dato ordine, e a essere strumentale sia stata invece, sempre e solo la violenza di cui il potere si serve. Voglio dire: i &#039;concetti&#039; e le &#039;astrazioni&#039; si annidando anch edietro le espressioni &#039;totalitario&#039; e &#039;autoritario&#039;, e il loro usi e abusi...



 L’insieme del fascismo è elemento dell’insieme antidemocratico, non viceversa.
Nello specifico, il M5S non ha quasi nulla di espressamente fascista, aldilà di una certa violenza retorica tribunizia che però è appunto tribunizia (e quindi moooolto più antica del fascismo, tant’è che un modo diffuso per riferirsi spregiativamente a Grillo, da prima che scendesse in politica, è Savonarola) e dell’immagine potente ed inquietante di un uomo solo che tiene in pugno masse sterminate riunite davanti a lui (ma anche ciò è caratteristico del tribuno), le quali a lui sembrano consegnarsi (e al riguardo consiglierei la lettura di “Massa e Potere” di Elias Canetti). Forse una somiglianza è nei ceti sociali a cui si rivolge, ma questo presupporrebbe che la situazione sociale in Italia non fosse mutata negli ultimi 100 anni, cosa che mi sento di escludere del tutto.

Il M5S non è bellicista, non ha costituito gruppi paramilitari per coadiuvare la celere nella repressione dei movimenti sociali (anzi, in alcuni casi si è collocato, pur con prudenza, dalla parte giusta della barricata, a differenza di altri), non si propone come movimento eversivo dell’ordine costituzionale vigente, bensì come movimento restaurativo e protettivo dello stesso (partendo da un fatto reale: questo ordine è già stato rovesciato di fatto); il M5S, aldilà della retorica, è di fatto un movimento riformista (dove l’insieme del riformismo si interseca con l’insieme antidemocratico senza intersecarsi con l’insieme del fascismo), sebbene non si comprenda che tipo di riforme intenda operare, essendo un movimento costruito sulla falsariga dei partiti a vocazione maggioritaria cui si contrappone (poichè il PD e il PDL sono arrivati assai prima nel proporre l’annullamento del conflitto politico-sociale nella brodaglia interclassista di una falsa concordia sociale e scelte politiche travestite da necessità tecniche e storiche immodificabili).

Se guardiamo bene, ciò che più ci inquieta del M5S, aldilà della sua programmatica oscurità di intenzioni (che in ogni caso, di fronte alle intenzioni chiarissime degli avversari non può che rappresentare, per i più, una speranza), è fuori dal M5S: sono i tanti elettori che lo hanno votato a scatola chiusa grazie a una conoscenza televisiva del fenomeno, quelli che parlano di Grillo esattamente come 20 anni fa si parlò di Berlusconi, quelli per cui ancora una volta la scelta elettorale si riduce alla scelta del re-sacerdote garante della prosperità da sacrificare agli dei in caso di annata cattiva, poichè questa è l’essenza antropologica del presidenzialismo, e questo sistema è stato presidenzializzato di fatto (Berlusconi ha già vinto e il PD è un parto della sua vittoria, mica le elezioni azzerano la storia, e infatti Berlusconi fu un parto della vittoria precedente di Craxi).

Insomma, per come la vedo io siamo già nel deserto, dentro un sistema con forti tendenze totalitarie, non so se il M5S migliorerà, peggiorerà o quantomeno chiarirà qualche cosa, ma so che non vale la pena fasciarsi la testa ora come se ce l’avesse rotta il M5S. Era già rotta da tempo.
Non rimane che prendere in mano la propria Guida Galattica per Autostoppisti e leggere la voce M5S, ma solo dopo aver letto sulla copertina l’avvertenza: DON’T PANIC, come suggeriscono in questo titolo:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordissimo sul rapporto fra mezzi e fini, e sul nichilismo di un potere che diventa fine in sè, per quanto legittimato, cioè sull&#8217;ultima parte del tuo intervento&#8230;Meno su alcuni punti. te li espongo. Sostenere che il m5s sia riformista mi pare dle tutto improprio, se consideriamo i principi fondamentali della nsotra costituzione, pretendere una rimozione per così dire naturale del sistema dei partiti e come mi pare di aver capito dei sindacati è un atto del tutto incompatibile non solo con la forma repubblicana, ma con il sistema di democrazia rapprensentativa e industriale previsto dalla carta, e con numerose libertà inviolabili, fra cui quella di associazione. Or aho cpaito che sei attneto alle distinzioni ma non dirmi che il fatto che il m5s voglia arrvare eccco se non a un&#8217;abolizone, a una sorta estinzione spontanea di partiti e sindacati, sia &#8216;riformismo&#8217;. Dire &#8216;riformista&#8217; di uno Stavorgin che tira il naso a tutto e tutti nel nome della lotta agli &#8216;sprechi&#8217; e dle mito del curricullum, senza un briciolo di programma economico, senza una visione di insieme, vedere del riformismo  in una folla virtuale che più che agita da una &#8216;scarica&#8217; attraverso il contatto fisico sembra invece agita dall&#8217;assenza di contatto fisico, materiale, al di là del mucchio di parole e parole che vagano nell&#8217;etere del blog, mi par, ti ripeto, non consono alla situaizone storica che stiamo cercando di esaminare</p>
<p>Sul piano linguistico, continuo a ritenere che l&#8217;aggettivo fascista abbia di fatto un uso più ampio della sua origine storica. Quanto a qul la il fascismo italiano ha avuto molto a che fare con l&#8217;abolizone di fatto dell alibertà sindacale, e con la crezioen di fatto di un partito unico, e con al formula politica del consenso della piazza (cui oggi si sostiuisce il blogo, e il vincolo di mandato impsoto pe ri parlamentari, ma sul vinclo di mandato e le sue origini storich eil discorso sarebbe lungo). Come vedi si possono fare &#8216;comparazioni&#8217; fra diverse situazioni storiche e usare l&#8217;aggetitvo fascist ain modo più ampio dalla sua origine storica, il che nons ignifica sempre, a mio parere, decontestualizzare in modo improprio, trasfernedo esperienze dle passato al presente.. Mi spiego meglio: va benissimo non decontesutalizzre rispetto al passato e infatti nessuno ha parlato di fascismo a propsotio dell&#8217;antica Roma, ancorché le dittature fasciste abbiano a loro volta decontestualizzato simboli del passato. Ritengo che sia una decontestualizzazione imporopria, per esempio, accostare Reagan a luigi XiV come tu fai, in base a espressioni diverse da fascismo (autoritario). In quest&#8217;ultimo senso, non condivido nemmeno la distinzione che a tratti riprendi,  fra sistemi &#8216;autoritari&#8217; e &#8216;totalitari&#8217;. Questa distinzione,  utilzzata a suo tempo da politici italiani di destra per distinguere il fascismo dal nazismo (magari dopo aver letto qualche pagina della solita arendt, per mettersi a posto con la coscienza), sembra spesso postulare che un potere &#8216;legittimato&#8217; sia qualche cosa di conettualmente distinto dalla &#8216;violenza&#8217;, quasi che il potere non possa essere stato, sul paino dlele concrete esperienze storiche, a sua volta qualche cosa di strumentale, rispetto al mantenimento di un dato ordine, e a essere strumentale sia stata invece, sempre e solo la violenza di cui il potere si serve. Voglio dire: i &#8216;concetti&#8217; e le &#8216;astrazioni&#8217; si annidando anch edietro le espressioni &#8216;totalitario&#8217; e &#8216;autoritario&#8217;, e il loro usi e abusi&#8230;</p>
<p> L’insieme del fascismo è elemento dell’insieme antidemocratico, non viceversa.<br />
Nello specifico, il M5S non ha quasi nulla di espressamente fascista, aldilà di una certa violenza retorica tribunizia che però è appunto tribunizia (e quindi moooolto più antica del fascismo, tant’è che un modo diffuso per riferirsi spregiativamente a Grillo, da prima che scendesse in politica, è Savonarola) e dell’immagine potente ed inquietante di un uomo solo che tiene in pugno masse sterminate riunite davanti a lui (ma anche ciò è caratteristico del tribuno), le quali a lui sembrano consegnarsi (e al riguardo consiglierei la lettura di “Massa e Potere” di Elias Canetti). Forse una somiglianza è nei ceti sociali a cui si rivolge, ma questo presupporrebbe che la situazione sociale in Italia non fosse mutata negli ultimi 100 anni, cosa che mi sento di escludere del tutto.</p>
<p>Il M5S non è bellicista, non ha costituito gruppi paramilitari per coadiuvare la celere nella repressione dei movimenti sociali (anzi, in alcuni casi si è collocato, pur con prudenza, dalla parte giusta della barricata, a differenza di altri), non si propone come movimento eversivo dell’ordine costituzionale vigente, bensì come movimento restaurativo e protettivo dello stesso (partendo da un fatto reale: questo ordine è già stato rovesciato di fatto); il M5S, aldilà della retorica, è di fatto un movimento riformista (dove l’insieme del riformismo si interseca con l’insieme antidemocratico senza intersecarsi con l’insieme del fascismo), sebbene non si comprenda che tipo di riforme intenda operare, essendo un movimento costruito sulla falsariga dei partiti a vocazione maggioritaria cui si contrappone (poichè il PD e il PDL sono arrivati assai prima nel proporre l’annullamento del conflitto politico-sociale nella brodaglia interclassista di una falsa concordia sociale e scelte politiche travestite da necessità tecniche e storiche immodificabili).</p>
<p>Se guardiamo bene, ciò che più ci inquieta del M5S, aldilà della sua programmatica oscurità di intenzioni (che in ogni caso, di fronte alle intenzioni chiarissime degli avversari non può che rappresentare, per i più, una speranza), è fuori dal M5S: sono i tanti elettori che lo hanno votato a scatola chiusa grazie a una conoscenza televisiva del fenomeno, quelli che parlano di Grillo esattamente come 20 anni fa si parlò di Berlusconi, quelli per cui ancora una volta la scelta elettorale si riduce alla scelta del re-sacerdote garante della prosperità da sacrificare agli dei in caso di annata cattiva, poichè questa è l’essenza antropologica del presidenzialismo, e questo sistema è stato presidenzializzato di fatto (Berlusconi ha già vinto e il PD è un parto della sua vittoria, mica le elezioni azzerano la storia, e infatti Berlusconi fu un parto della vittoria precedente di Craxi).</p>
<p>Insomma, per come la vedo io siamo già nel deserto, dentro un sistema con forti tendenze totalitarie, non so se il M5S migliorerà, peggiorerà o quantomeno chiarirà qualche cosa, ma so che non vale la pena fasciarsi la testa ora come se ce l’avesse rotta il M5S. Era già rotta da tempo.<br />
Non rimane che prendere in mano la propria Guida Galattica per Autostoppisti e leggere la voce M5S, ma solo dopo aver letto sulla copertina l’avvertenza: DON’T PANIC, come suggeriscono in questo titolo:</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: undadoaquarantottofacce		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/03/07/necrologio-del-comico/#comment-233295</link>

		<dc:creator><![CDATA[undadoaquarantottofacce]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 11:03:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(riprendo da su)...però è un discorso utopista immanente, non sognatore. E&#039; un programma politico, non una poesia; l&#039;utopia vera della democrazia sfocia inevitabilmente nell&#039;utopia anarchica, attraverso un passaggio mezzano nell&#039;utopia della democrazia diretta, ma una democrazia realmente rappresentativa rimane il massimo compromesso con la realtà che la razionalità politica democratica può concedersi prima di arrendersi senza condizione allo status quo, alla concezione principesca del potere; in questo il voto utile (un tempo si diceva &quot;turiamoci il naso&quot;), il parteggiamento per uno dei grandi conglomerati maggioritari, non è contemplabile, sono parodie di democrazia, queste, dove l&#039;anteposizione del mezzo (la conquista del potere) sostituisce il fine (il perseguimento nel piano immanente di un&#039;idea di convivenza tra gli uomini e tra l&#039;uomo e l&#039;ambiente) soffocandolo senza pietà.

Dire che antidemocratico non è necessariamente dire fascista è tentare di ristabilire un minimo di rispetto per i concetti storici e per le parole, la parola &quot;fascista&quot; è ora che ritorni a definire chiaramente il tipo di governo autoritario cui fu dedicata, senza estendersi indebitamente e confusamente a qualunque tipo di governo autoritario: Luigi XIV non fu fascista, tantomeno Reagan, eppure ambedue hanno condotto governi (diversamente) antidemocratici. L&#039;insieme del fascismo è elemento dell&#039;insieme antidemocratico, non viceversa.
Nello specifico, il M5S non ha quasi nulla di espressamente fascista, aldilà di una certa violenza retorica tribunizia che però è appunto tribunizia (e quindi moooolto più antica del fascismo, tant&#039;è che un modo diffuso per riferirsi spregiativamente a Grillo, da prima che scendesse in politica, è Savonarola) e dell&#039;immagine potente ed inquietante di un uomo solo che tiene in pugno masse sterminate riunite davanti a lui (ma anche ciò è caratteristico del tribuno), le quali a lui sembrano consegnarsi (e al riguardo consiglierei la lettura di &quot;Massa e Potere&quot; di Elias Canetti). Forse una somiglianza è nei ceti sociali a cui si rivolge, ma questo presupporrebbe che la situazione sociale in Italia non fosse mutata negli ultimi 100 anni, cosa che mi sento di escludere del tutto.

Il M5S non è bellicista, non ha costituito gruppi paramilitari per coadiuvare la celere nella repressione dei movimenti sociali (anzi, in alcuni casi si è collocato, pur con prudenza, dalla parte giusta della barricata, a differenza di altri), non si propone come movimento eversivo dell&#039;ordine costituzionale vigente, bensì come movimento restaurativo e protettivo dello stesso (partendo da un fatto reale: questo ordine è già stato rovesciato di fatto); il M5S, aldilà della retorica, è di fatto un movimento riformista (dove l&#039;insieme del riformismo si interseca con l&#039;insieme antidemocratico senza intersecarsi con l&#039;insieme del fascismo), sebbene non si comprenda che tipo di riforme intenda operare, essendo un movimento costruito sulla falsariga dei partiti a vocazione maggioritaria cui si contrappone (poichè il PD e il PDL sono arrivati assai prima nel proporre l&#039;annullamento del conflitto politico-sociale nella brodaglia interclassista di una falsa concordia sociale e scelte politiche travestite da necessità tecniche e storiche immodificabili).

Se guardiamo bene, ciò che più ci inquieta del M5S, aldilà della sua programmatica oscurità di intenzioni (che in ogni caso, di fronte alle intenzioni chiarissime degli avversari non può che rappresentare, per i più, una speranza), è fuori dal M5S: sono i tanti elettori che lo hanno votato a scatola chiusa grazie a una conoscenza televisiva del fenomeno, quelli che parlano di Grillo esattamente come 20 anni fa si parlò di Berlusconi, quelli per cui ancora una volta la scelta elettorale si riduce alla scelta del re-sacerdote garante della prosperità da sacrificare agli dei in caso di annata cattiva, poichè questa è l&#039;essenza antropologica del presidenzialismo, e questo sistema è stato presidenzializzato di fatto (Berlusconi ha già vinto e il PD è un parto della sua vittoria, mica le elezioni azzerano la storia, e infatti Berlusconi fu un parto della vittoria precedente di Craxi).

Insomma, per come la vedo io siamo già nel deserto, dentro un sistema con forti tendenze totalitarie, non so se il M5S migliorerà, peggiorerà o quantomeno chiarirà qualche cosa, ma so che non vale la pena fasciarsi la testa ora come se ce l&#039;avesse rotta il M5S. Era già rotta da tempo. 
Non rimane che prendere in mano la propria Guida Galattica per Autostoppisti e leggere la voce M5S, ma solo dopo aver letto sulla copertina l&#039;avvertenza: DON&#039;T PANIC, come suggeriscono in questo titolo:

http://www.senzasoste.it/nazionale/don-t-panic-fermare-l-isteria-sfruttare-il-contesto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(riprendo da su)&#8230;però è un discorso utopista immanente, non sognatore. E&#8217; un programma politico, non una poesia; l&#8217;utopia vera della democrazia sfocia inevitabilmente nell&#8217;utopia anarchica, attraverso un passaggio mezzano nell&#8217;utopia della democrazia diretta, ma una democrazia realmente rappresentativa rimane il massimo compromesso con la realtà che la razionalità politica democratica può concedersi prima di arrendersi senza condizione allo status quo, alla concezione principesca del potere; in questo il voto utile (un tempo si diceva &#8220;turiamoci il naso&#8221;), il parteggiamento per uno dei grandi conglomerati maggioritari, non è contemplabile, sono parodie di democrazia, queste, dove l&#8217;anteposizione del mezzo (la conquista del potere) sostituisce il fine (il perseguimento nel piano immanente di un&#8217;idea di convivenza tra gli uomini e tra l&#8217;uomo e l&#8217;ambiente) soffocandolo senza pietà.</p>
<p>Dire che antidemocratico non è necessariamente dire fascista è tentare di ristabilire un minimo di rispetto per i concetti storici e per le parole, la parola &#8220;fascista&#8221; è ora che ritorni a definire chiaramente il tipo di governo autoritario cui fu dedicata, senza estendersi indebitamente e confusamente a qualunque tipo di governo autoritario: Luigi XIV non fu fascista, tantomeno Reagan, eppure ambedue hanno condotto governi (diversamente) antidemocratici. L&#8217;insieme del fascismo è elemento dell&#8217;insieme antidemocratico, non viceversa.<br />
Nello specifico, il M5S non ha quasi nulla di espressamente fascista, aldilà di una certa violenza retorica tribunizia che però è appunto tribunizia (e quindi moooolto più antica del fascismo, tant&#8217;è che un modo diffuso per riferirsi spregiativamente a Grillo, da prima che scendesse in politica, è Savonarola) e dell&#8217;immagine potente ed inquietante di un uomo solo che tiene in pugno masse sterminate riunite davanti a lui (ma anche ciò è caratteristico del tribuno), le quali a lui sembrano consegnarsi (e al riguardo consiglierei la lettura di &#8220;Massa e Potere&#8221; di Elias Canetti). Forse una somiglianza è nei ceti sociali a cui si rivolge, ma questo presupporrebbe che la situazione sociale in Italia non fosse mutata negli ultimi 100 anni, cosa che mi sento di escludere del tutto.</p>
<p>Il M5S non è bellicista, non ha costituito gruppi paramilitari per coadiuvare la celere nella repressione dei movimenti sociali (anzi, in alcuni casi si è collocato, pur con prudenza, dalla parte giusta della barricata, a differenza di altri), non si propone come movimento eversivo dell&#8217;ordine costituzionale vigente, bensì come movimento restaurativo e protettivo dello stesso (partendo da un fatto reale: questo ordine è già stato rovesciato di fatto); il M5S, aldilà della retorica, è di fatto un movimento riformista (dove l&#8217;insieme del riformismo si interseca con l&#8217;insieme antidemocratico senza intersecarsi con l&#8217;insieme del fascismo), sebbene non si comprenda che tipo di riforme intenda operare, essendo un movimento costruito sulla falsariga dei partiti a vocazione maggioritaria cui si contrappone (poichè il PD e il PDL sono arrivati assai prima nel proporre l&#8217;annullamento del conflitto politico-sociale nella brodaglia interclassista di una falsa concordia sociale e scelte politiche travestite da necessità tecniche e storiche immodificabili).</p>
<p>Se guardiamo bene, ciò che più ci inquieta del M5S, aldilà della sua programmatica oscurità di intenzioni (che in ogni caso, di fronte alle intenzioni chiarissime degli avversari non può che rappresentare, per i più, una speranza), è fuori dal M5S: sono i tanti elettori che lo hanno votato a scatola chiusa grazie a una conoscenza televisiva del fenomeno, quelli che parlano di Grillo esattamente come 20 anni fa si parlò di Berlusconi, quelli per cui ancora una volta la scelta elettorale si riduce alla scelta del re-sacerdote garante della prosperità da sacrificare agli dei in caso di annata cattiva, poichè questa è l&#8217;essenza antropologica del presidenzialismo, e questo sistema è stato presidenzializzato di fatto (Berlusconi ha già vinto e il PD è un parto della sua vittoria, mica le elezioni azzerano la storia, e infatti Berlusconi fu un parto della vittoria precedente di Craxi).</p>
<p>Insomma, per come la vedo io siamo già nel deserto, dentro un sistema con forti tendenze totalitarie, non so se il M5S migliorerà, peggiorerà o quantomeno chiarirà qualche cosa, ma so che non vale la pena fasciarsi la testa ora come se ce l&#8217;avesse rotta il M5S. Era già rotta da tempo.<br />
Non rimane che prendere in mano la propria Guida Galattica per Autostoppisti e leggere la voce M5S, ma solo dopo aver letto sulla copertina l&#8217;avvertenza: DON&#8217;T PANIC, come suggeriscono in questo titolo:</p>
<p><a href="http://www.senzasoste.it/nazionale/don-t-panic-fermare-l-isteria-sfruttare-il-contesto" rel="nofollow ugc">http://www.senzasoste.it/nazionale/don-t-panic-fermare-l-isteria-sfruttare-il-contesto</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mónica Flores		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/03/07/necrologio-del-comico/#comment-233269</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mónica Flores]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 19:53:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Sembrano tutti così felici
mentre abbassano gli ombrelli in piazza
e si prendono la pioggia in faccia
come fosse un nuovo modo di salutare
o di obbedire a un ordine.&quot;

Questa immagine l&#039;ho vista pochi minuti fa nella piazza di San Pietro...identica....fa paura la somiglianza!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sembrano tutti così felici<br />
mentre abbassano gli ombrelli in piazza<br />
e si prendono la pioggia in faccia<br />
come fosse un nuovo modo di salutare<br />
o di obbedire a un ordine.&#8221;</p>
<p>Questa immagine l&#8217;ho vista pochi minuti fa nella piazza di San Pietro&#8230;identica&#8230;.fa paura la somiglianza!</p>
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		<title>
		Di: daniele ventre		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/03/07/necrologio-del-comico/#comment-233259</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 14:48:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2013/03/07/necrologio-del-comico/#comment-233119&quot;&gt;enrico dignani&lt;/a&gt;.

esatto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/03/07/necrologio-del-comico/#comment-233119">enrico dignani</a>.</p>
<p>esatto</p>
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		<title>
		Di: marco mantello		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/03/07/necrologio-del-comico/#comment-233226</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco mantello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 16:21:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prima volevo dire: dadoaquarantottofacce, e non come ho scritto &#039;aventifrecce&#039;...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima volevo dire: dadoaquarantottofacce, e non come ho scritto &#8216;aventifrecce&#8217;&#8230;</p>
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		Di: marco mantello		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/03/07/necrologio-del-comico/#comment-233221</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco mantello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 14:08:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ovviamente poi certo, le democrazie occidentali sono pervase dell&#039;elemento oligarchico e questo per me è un male, da sempre, quindi non è che sto propugnando una difesa d&#039;ufficio della &#039;classe politica&#039; in senso elitista, per essere più chiari...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ovviamente poi certo, le democrazie occidentali sono pervase dell&#8217;elemento oligarchico e questo per me è un male, da sempre, quindi non è che sto propugnando una difesa d&#8217;ufficio della &#8216;classe politica&#8217; in senso elitista, per essere più chiari&#8230;</p>
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		<title>
		Di: marco mantello		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/03/07/necrologio-del-comico/#comment-233220</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco mantello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 14:07:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rileggendo il tuo commento  -dadoaventifrecce- un&#039;altra cosa che aggiungerei alle ambiguità sull&#039;astensione è questa:  non capisco in che cosa a tuo avviso consista la distinzione che fai fra &#039;antidemocratico&#039; e &#039;fascista&#039;. Non credo sia solo una sottigliezza, sostenere che se qualcosa è antidemocratico non è necessariamente fascista  (magari adesso qualcuno tira fuori il &#039;comunismo reale e pol pot&#039; e non ne usciamo più e il discorso si spsota sui massimi sistemi, ma insomma spero di essermi spiegato, restando alla storia della nostra penisola, almeno). Sono d&#039;accordo invece, sul proporzionale, certo che si.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rileggendo il tuo commento  -dadoaventifrecce- un&#8217;altra cosa che aggiungerei alle ambiguità sull&#8217;astensione è questa:  non capisco in che cosa a tuo avviso consista la distinzione che fai fra &#8216;antidemocratico&#8217; e &#8216;fascista&#8217;. Non credo sia solo una sottigliezza, sostenere che se qualcosa è antidemocratico non è necessariamente fascista  (magari adesso qualcuno tira fuori il &#8216;comunismo reale e pol pot&#8217; e non ne usciamo più e il discorso si spsota sui massimi sistemi, ma insomma spero di essermi spiegato, restando alla storia della nostra penisola, almeno). Sono d&#8217;accordo invece, sul proporzionale, certo che si.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: helena janeczek		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/03/07/necrologio-del-comico/#comment-233180</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena janeczek]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2013 20:57:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nessun problema. Un dado a venti facce è meno anonimo di un nome tipo Mario Rossi (o Monti, così per caso). 
Per tutto il resto, trovo coerente il tuo discorso &quot;utopista&quot;. L&#039;unica cosa che mi pare una pretesa impraticabile (ma se non sbaglio dicevi così per estrema esemplificazione) è l&#039;idea che un meccanismo rappresentativo come il voto possa tenere conto anche del non-voto.
La democrazia è (o sarebbe) un insieme imperfettissimo di pratiche codificate e non; diffidare da chiunque sappia quale sia quella veramente vera. Non riunciare possibilmente a nessuna (o farlo con piena consapevolezza). Secondo me.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nessun problema. Un dado a venti facce è meno anonimo di un nome tipo Mario Rossi (o Monti, così per caso).<br />
Per tutto il resto, trovo coerente il tuo discorso &#8220;utopista&#8221;. L&#8217;unica cosa che mi pare una pretesa impraticabile (ma se non sbaglio dicevi così per estrema esemplificazione) è l&#8217;idea che un meccanismo rappresentativo come il voto possa tenere conto anche del non-voto.<br />
La democrazia è (o sarebbe) un insieme imperfettissimo di pratiche codificate e non; diffidare da chiunque sappia quale sia quella veramente vera. Non riunciare possibilmente a nessuna (o farlo con piena consapevolezza). Secondo me.</p>
]]></content:encoded>
		
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