3 Responses to Quattro inni omerici minori

  1. Giuseppe il 17 marzo 2013 alle 10:22

    Mi piacciono moltissimo. Ma da “eretico”, signor Ventre, posso chiederle una cosa? Lei che ne pensa dell’esametro costruito con settenario + novenario?

    Ancora complimenti.

  2. daniele ventre il 17 marzo 2013 alle 23:35

    L’esamentro costruito da un settenario + un novenario è un esametro barbaro, cioè riprende il ritmo implicito che il verso latino (non greco) ha se lo si legge senza tenere conto di elisioni e posizioni forti:

    lìtora: mùltum ìlle || et tèrris iactàtus et àlto

    (scandito metricamente farebbe:

    lìtora: mùlt[um] ill[e] èt terrìs iactàtus et àlto)

    Si tratta di una possibilità alternativa rispetto all’esametro ritmico. Semplicemente.

    L’esametro ritmico usato qui è invece un verso che restituisce in termini di sillabe accentate le posizioni forti dell’esametro greco-latino. Ha come modello remoto certe forme dell’esametro barbaro carducciano e certe forme dell’esametro neoclassico pascoliano, ma si differenzia dal primo perché non ricalca la tipologia dell’esametro, ma il suo ritmo, quale veniva scandito dall’ictus nel contesto della lettura metrica tardoantica e umanistica, e si differenzia dal secondo perché non si basa sulla pretesa di rendere in italiano i piedi metrici postulando l’artificiale equivalenza sillaba accentuata=sillaba lunga.

  3. enrico dignani il 18 marzo 2013 alle 11:52

    mi sembrano cose benemerite di Nazione Indiana utili anche al grande pubblico.



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