Sette testi

di Mariangela Guàtteri

1996 Senza titolo

Da Il secondo nome, Arcipelago, 2012.

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esplorazione. lui era dappertutto? nome. una più generazioni. estremo. sfiorano poi lampi. bisnonno tubetto passato se sala mercati poteva marcare inciampando, poteva vento, qualche spesso male. arrampicava le sfuriate dei modelli – allora del grottesco inventato volgare aveva nome fino. dio ci vuole. cura dopo: di spalla eterno.

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sciamano infine della scelta anche grigia. la ascolta, vede gesto bello levare col mantice e nome attaccato. prima in girare impazzisce, più doppia, disperata. essere piega non basta. fronte: ritorna testo tanto sepoltura.

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arresto bocca confine. senza. è tutto genetico. tanto pudore. Prima da là ostinati, gli show a testa. Padre: riposo: cagarti troppo dentro: giuda. avevano – sussurra – dello scrivere. secondo vivo, sì occhi, lì mantice, sparpaglia corpo: ritrovare anche gambe tue. e o è del resto. (sfilò mezza camera e contro in questa) è questo farti festa una tristezza un vivo, un tantino dispersi alzando più mondo: doppia tutti che un primo – mutilandoti – un irriducibile far caso: (prepotenza e panico) famiglia. comincia gesto non specchio (antenati).

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più medio e confine, quasi attaccato quello serpeggiare contro; avrebbe imbarazzo. Bella ascolti? Secondo giudizio: testa – era vivo – tutta di crimine: questa era avanti, di contrario. nessuna madre, era due e il più su brandelli di sangue arte rimane, e ancòra finché debolezza d’attesa del padre. Volere nome non non colpe. Dopo sì:

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bucato nome macchina tanto colui da zigomi cose con mazzi, era fianchi al più. magari! (è sì è silenziosa) quella voce ne aggrappa e il secondo omonimo di quello lungo convalida vuoti di parola. modificato. grandi schieramenti, vite, un ingrassare polmoni. il suo plastica del tutto definitivo: una fa e poi una striscia.

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la marcatura del nome – veduta la carta –tutto sul decente, una faccia mezzo cosa: vede secondo una. non più. lo leva secondo presunzione: celati ai numeri: informazionee tradizione: è non: sentiva agguato: può addosso, collo dentro, sfiancarti: nome modo fisica. (informazioni di scrittoio)

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quadernetto: uno stato di lacrima protettivo. segna la serie, annota. rintracciare a e a congedo: parlanti dentro la cosa d’incanto – si resta meglio – (vedi: corrosivo) (ostentata) (un trascorso ritorna): padre? prima alzate; rilassare spalle; diverso non duri. continuare.

(Immagine: Mariangela Guàtteri, Senza titolo, 1996, Courtesy Michele Zaffarano.)

alessandro broggi

Alessandro Broggi (1973) ha pubblicato: Avventure minime (Transeuropa/Nuova poetica, 2014), Non è cosa (Gattili, 2014), Gli stessi (Gattili, 2013), Coffee-table book (Transeuropa, 2011), Antologia (in AAVV, Prosa in prosa, Le Lettere, 2009), Nuovo paesaggio italiano (Arcipelago, 2009), Total living (La Camera Verde, 2007), Quaderni aperti (nel Nono quaderno italiano di poesia contemporanea, Marcos y Marcos, 2007), Inezie (LietoColle, 2002). Co-dirige la testata web monografica di poesia, arti e scritture “L’Ulisse” ed è tra i redattori di “GAMMM”, "Punto Critico" e “Nazione Indiana”. [N.B. Prego non inviare proposte di testi alla mia attenzione presso la mail di Nazione Indiana, perché non verranno considerate.] 

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  3 comments for “Sette testi

  1. 10 maggio 2013 at 09:23

    scricchiolano i giunti cardanici degli archetipi, si crepano i rami che reggono le schiatte. Mariangela Guatteri incalza la regia esorta la parola a continui fermo immagine e di essi il frammentarsi ancor prima si possano formare. le parole non possono fermarsi, le immagini nemmeno. possono replicarsi apportando ogni istante un nuovo elemento che ne nutra la metastasi necessaria per essere solte e risolte ed elaborare lutti. il lettore sta in questa esplosione già esplosa sempre viva tanto viva che non ha nemmeno eco. tutto è già esploso ma sta ancora esplodendo.
    ci tenevo a scrivere questo poco che ho sentito leggendo.
    un saluto.
    paola

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