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	Commenti a: Due poesie	</title>
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		<title>
		Di: simone burratti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/05/27/due-poesie-5/#comment-240395</link>

		<dc:creator><![CDATA[simone burratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 14:48:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2013/05/27/due-poesie-5/#comment-240335&quot;&gt;Rita Filomeni&lt;/a&gt;.

Grazie, ho letto anche la nota di Giovannetti e il discorso mi sembra più chiaro. Penso di capire anche il problema della &quot;mammella secca montaliana&quot;, ma non lo mischierei con l&#039;ermetismo, o in ogni caso non lo generalizzerei. 
Non so se una restaurazione e stilizzazione di questo tipo, non tanto &quot;di segno opposto a quello della contemporaneità&quot; (cosa che in sé mi sembra solo positiva) ma così distante linguisticamente dal come si parla e si pensa (e il pensiero non può che configurarsi sulla base della lingua contemporanea), possa rappresentare o essere testimonianza del presente. O meglio, tentativi ce ne sono già stati molti, tutti diversi tra loro, ma, a parte qualche caso illustre, a parer mio hanno sempre funzionato a metà.
Aspetterò comunque di leggere la serie completa.

Simone Burratti

Simone Burratti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/05/27/due-poesie-5/#comment-240335">Rita Filomeni</a>.</p>
<p>Grazie, ho letto anche la nota di Giovannetti e il discorso mi sembra più chiaro. Penso di capire anche il problema della &#8220;mammella secca montaliana&#8221;, ma non lo mischierei con l&#8217;ermetismo, o in ogni caso non lo generalizzerei.<br />
Non so se una restaurazione e stilizzazione di questo tipo, non tanto &#8220;di segno opposto a quello della contemporaneità&#8221; (cosa che in sé mi sembra solo positiva) ma così distante linguisticamente dal come si parla e si pensa (e il pensiero non può che configurarsi sulla base della lingua contemporanea), possa rappresentare o essere testimonianza del presente. O meglio, tentativi ce ne sono già stati molti, tutti diversi tra loro, ma, a parte qualche caso illustre, a parer mio hanno sempre funzionato a metà.<br />
Aspetterò comunque di leggere la serie completa.</p>
<p>Simone Burratti</p>
<p>Simone Burratti</p>
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		<title>
		Di: Lalo Cura		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/05/27/due-poesie-5/#comment-240358</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lalo Cura]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 20:24:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ma il gruppo &#039;93 non si era sciolto?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma il gruppo &#8217;93 non si era sciolto?</p>
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		<title>
		Di: Su Rita Filomeni: &#8220;Il quarto chiodo&#8221; &#187; ° punto critico		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/05/27/due-poesie-5/#comment-240356</link>

		<dc:creator><![CDATA[Su Rita Filomeni: &#8220;Il quarto chiodo&#8221; &#187; ° punto critico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 17:22:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Due poesie dalla sequenza &#8220;il quarto chiodo&#8221; sono apparse su Nazione Indiana. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Due poesie dalla sequenza &#8220;il quarto chiodo&#8221; sono apparse su Nazione Indiana. [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: Rita Filomeni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/05/27/due-poesie-5/#comment-240335</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rita Filomeni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 11:57:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2013/05/27/due-poesie-5/#comment-240209&quot;&gt;simone burratti&lt;/a&gt;.

Può darsi, come spesso accade, che i risultati, anche nello sforzo maggiore, non coincidano con gli intenti, e men che meno contribuiscano, per usare le parole di Camus, a «diminuire aritmeticamente il dolore del mondo», nel nostro caso a fare chiarezza. All’inizio della mia ricerca poetica – una quindicina di anni fa – mi trovavo a ragionare su i seguenti punti. Il secolo scorso, soprattutto la seconda metà, aveva prodotto in poesia manufatti un po’ tutti somiglianti, a caratura prevalentemente lirica e antistorica, anche talvolta eccellenti ma comunque dalla caratterizzazione lirica, ermetica, figliolanza del simbolismo francese, della mammella secca montaliana. Il frammento (ormai ridotto a pezzettino di sè) e il fiato lirico, costituivano il paradigma, registravano la temperatura di una stagione (in accelerato divenire) di tolleranza per le afasie civili, i piagnistei amorosi, le idiosincrasie personali, e contribuivano ad ingrassare una cultura sociale politica ed economica della frammentazione, della disgiuntura dal reale, una cultura, che è quella in cui viviamo oggi, di drammatica e contusiva disunione dei soggetti, dei corpi, delle passioni, di agonia del significato. Si ergeva dunque la necessità di sorvegliare lo sguardo poetico e urgeva la volontà di non contribuire al discorso della fine. Mettevo sì a punto ricerca espressiva che, avendo nel cuore «l’eufonia dei significati» di Pasternak, invocava la realtà e muoveva nel senso dell’attrito, della ricucitura. I versi, allora, - in una punteggiatura talvolta visibile, talaltra invisibile -  un po’ per predilezione per le asperità e i sentieri corsali, la poesia delle origini, nonché la ruvida ed espressionistica tradizione dantesca, prendevano la forma di un sonetto come castrato, “capitozzato” o “scapitozzato” (come lo ha definito Paolo Giovannetti). 
Indicazioni minime di pratica poetica queste mie sopra, che valgono per “Scardinare l’acqua” (raccolta d’esordio con prefazione di Guido Oldani edita da LietoColle nel 2011), e per “il quarto chiodo” (*) che prosegue ed esaspera - se pur con una certa sottrazione di peso ed un aumento dell’elemento ironia -, la traiettoria messa a punto col primo libro, l’intento di costruire una archeologia del presente, di percorrere un tracciato di esistenza e di linguaggio di segno opposto a quello della contemporaneità. 

Rita Filomeni


* “il quarto chiodo” pubblicato su “incroci”, semestrale di letteratura e altre scritture” (numero 27, gennaio-giugno 2013), è accompagnato da una nota critica di Paolo Giovannetti da oggi consultabile sul sito puntocritico.eu]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/05/27/due-poesie-5/#comment-240209">simone burratti</a>.</p>
<p>Può darsi, come spesso accade, che i risultati, anche nello sforzo maggiore, non coincidano con gli intenti, e men che meno contribuiscano, per usare le parole di Camus, a «diminuire aritmeticamente il dolore del mondo», nel nostro caso a fare chiarezza. All’inizio della mia ricerca poetica – una quindicina di anni fa – mi trovavo a ragionare su i seguenti punti. Il secolo scorso, soprattutto la seconda metà, aveva prodotto in poesia manufatti un po’ tutti somiglianti, a caratura prevalentemente lirica e antistorica, anche talvolta eccellenti ma comunque dalla caratterizzazione lirica, ermetica, figliolanza del simbolismo francese, della mammella secca montaliana. Il frammento (ormai ridotto a pezzettino di sè) e il fiato lirico, costituivano il paradigma, registravano la temperatura di una stagione (in accelerato divenire) di tolleranza per le afasie civili, i piagnistei amorosi, le idiosincrasie personali, e contribuivano ad ingrassare una cultura sociale politica ed economica della frammentazione, della disgiuntura dal reale, una cultura, che è quella in cui viviamo oggi, di drammatica e contusiva disunione dei soggetti, dei corpi, delle passioni, di agonia del significato. Si ergeva dunque la necessità di sorvegliare lo sguardo poetico e urgeva la volontà di non contribuire al discorso della fine. Mettevo sì a punto ricerca espressiva che, avendo nel cuore «l’eufonia dei significati» di Pasternak, invocava la realtà e muoveva nel senso dell’attrito, della ricucitura. I versi, allora, &#8211; in una punteggiatura talvolta visibile, talaltra invisibile &#8211;  un po’ per predilezione per le asperità e i sentieri corsali, la poesia delle origini, nonché la ruvida ed espressionistica tradizione dantesca, prendevano la forma di un sonetto come castrato, “capitozzato” o “scapitozzato” (come lo ha definito Paolo Giovannetti).<br />
Indicazioni minime di pratica poetica queste mie sopra, che valgono per “Scardinare l’acqua” (raccolta d’esordio con prefazione di Guido Oldani edita da LietoColle nel 2011), e per “il quarto chiodo” (*) che prosegue ed esaspera &#8211; se pur con una certa sottrazione di peso ed un aumento dell’elemento ironia -, la traiettoria messa a punto col primo libro, l’intento di costruire una archeologia del presente, di percorrere un tracciato di esistenza e di linguaggio di segno opposto a quello della contemporaneità. </p>
<p>Rita Filomeni</p>
<p>* “il quarto chiodo” pubblicato su “incroci”, semestrale di letteratura e altre scritture” (numero 27, gennaio-giugno 2013), è accompagnato da una nota critica di Paolo Giovannetti da oggi consultabile sul sito puntocritico.eu</p>
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		<title>
		Di: natàlia castaldi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/05/27/due-poesie-5/#comment-240305</link>

		<dc:creator><![CDATA[natàlia castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jun 2013 23:16:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2013/05/27/due-poesie-5/#comment-240119&quot;&gt;Rita Filomeni&lt;/a&gt;.

grazie Rita, seguirò le sue indicazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/05/27/due-poesie-5/#comment-240119">Rita Filomeni</a>.</p>
<p>grazie Rita, seguirò le sue indicazioni.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Rita Filomeni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/05/27/due-poesie-5/#comment-240299</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rita Filomeni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jun 2013 19:20:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2013/05/27/due-poesie-5/#comment-240175&quot;&gt;rmorresi&lt;/a&gt;.

“il quarto chiodo” è una scrittura cerniera fra teatro e poesia. Procede dall’idea di una poesia quale luogo per le idee e le azioni, “città sociale”, in un sociale/relazionale che sempre di più sembra impossibile, “impotuto”. È un lavoro, “il quarto chiodo”, che vuole dare una rappresentazione poetica in forma scenica dei diversi modi in cui nel contemporaneo gli esseri umani vengono considerati e collocati nell’economia perversa dei rapporti di potere, come quegli stessi divengono e divergono (da se stessi), finiscono per alimentare a loro volta produzione di pensiero, linguaggio e pratiche totalitarie intorno al proprio corpo, al corpo dell’altro, al e nel corpo sociale. Un testo, “il quarto chiodo”, che dà uno spaccato (limitato) della geometria del potere, dice della metamorfosi di un segno e ne denuncia gli strumenti di cattura (ospedale, carcere, manicomio, ospizio, famiglia, supermercato etc.). Più di tutto, però, in un tempo in cui l’azione pubblica pare non contenere più il senso della vita, un appello alla libertà e all’amore per aprire ad un cammino possibile di segno opposto. 


Rita Filomeni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/05/27/due-poesie-5/#comment-240175">rmorresi</a>.</p>
<p>“il quarto chiodo” è una scrittura cerniera fra teatro e poesia. Procede dall’idea di una poesia quale luogo per le idee e le azioni, “città sociale”, in un sociale/relazionale che sempre di più sembra impossibile, “impotuto”. È un lavoro, “il quarto chiodo”, che vuole dare una rappresentazione poetica in forma scenica dei diversi modi in cui nel contemporaneo gli esseri umani vengono considerati e collocati nell’economia perversa dei rapporti di potere, come quegli stessi divengono e divergono (da se stessi), finiscono per alimentare a loro volta produzione di pensiero, linguaggio e pratiche totalitarie intorno al proprio corpo, al corpo dell’altro, al e nel corpo sociale. Un testo, “il quarto chiodo”, che dà uno spaccato (limitato) della geometria del potere, dice della metamorfosi di un segno e ne denuncia gli strumenti di cattura (ospedale, carcere, manicomio, ospizio, famiglia, supermercato etc.). Più di tutto, però, in un tempo in cui l’azione pubblica pare non contenere più il senso della vita, un appello alla libertà e all’amore per aprire ad un cammino possibile di segno opposto. </p>
<p>Rita Filomeni</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: simone burratti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/05/27/due-poesie-5/#comment-240209</link>

		<dc:creator><![CDATA[simone burratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2013 17:55:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non credo di condividere pressoché niente delle scelte stilistiche (o meglio: linguistiche) su cui si formano questi testi, ma vorrei comunque chiedere all’autrice maggiori spiegazioni a riguardo e, di seguito, le motivazioni alla base di tali scelte, perché è possibile che non le abbia capite. Il tutto premettendo che la prima poesia mi &quot;funziona&quot;, in qualche modo, a prescindere da queste.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo di condividere pressoché niente delle scelte stilistiche (o meglio: linguistiche) su cui si formano questi testi, ma vorrei comunque chiedere all’autrice maggiori spiegazioni a riguardo e, di seguito, le motivazioni alla base di tali scelte, perché è possibile che non le abbia capite. Il tutto premettendo che la prima poesia mi &#8220;funziona&#8221;, in qualche modo, a prescindere da queste.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: rmorresi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/05/27/due-poesie-5/#comment-240175</link>

		<dc:creator><![CDATA[rmorresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2013 06:57:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bella questa levità della crudeltà - cos&#039;è il quarto chiodo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bella questa levità della crudeltà &#8211; cos&#8217;è il quarto chiodo?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Rita Filomeni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/05/27/due-poesie-5/#comment-240119</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rita Filomeni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2013 11:16:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2013/05/27/due-poesie-5/#comment-240087&quot;&gt;natàlia castaldi&lt;/a&gt;.

Gentile Natàlia, la ringrazio. E&#039; un lavoro, quello de &quot;il quarto chiodo&quot; che, come si dice da noi in toscana, avevo nelle corna da tempo. 
A giorni uscirà la rivista &quot;incroci&quot; (al sito http://incrocionline.wordpress.com/ troverà le informazioni per contattare Adda Editore) dove potrà completare la quadratura del cerchio. 
Con molti cordiali saluti,

Rita Filomeni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/05/27/due-poesie-5/#comment-240087">natàlia castaldi</a>.</p>
<p>Gentile Natàlia, la ringrazio. E&#8217; un lavoro, quello de &#8220;il quarto chiodo&#8221; che, come si dice da noi in toscana, avevo nelle corna da tempo.<br />
A giorni uscirà la rivista &#8220;incroci&#8221; (al sito <a href="http://incrocionline.wordpress.com/" rel="nofollow ugc">http://incrocionline.wordpress.com/</a> troverà le informazioni per contattare Adda Editore) dove potrà completare la quadratura del cerchio.<br />
Con molti cordiali saluti,</p>
<p>Rita Filomeni</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: natàlia castaldi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/05/27/due-poesie-5/#comment-240087</link>

		<dc:creator><![CDATA[natàlia castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 May 2013 13:58:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=45579#comment-240087</guid>

					<description><![CDATA[belle. aspetterò le altre per completarne la lettura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>belle. aspetterò le altre per completarne la lettura.</p>
]]></content:encoded>
		
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