CONTRO LA GUERRA

8 giugno 2013
Pubblicato da

di Antonio SparzaniArt_11_costituzione_italiana_guerra

Lor signori si commuovono, lor signori deplorano, poi lor signori vanno in aeroporto a ricevere le bare avvolte strette nelle bandiere, lor signori sfiorano le bare con gesto toccante e misurato, invocano le vie diplomatiche, tuonano, quando ne hanno la forza, sulla natura terribile della guerra, sulla sacra obbedienza e la dedizione al dovere, insomma si stracciano le vesti, naturalmente in modo metaforico, dioguardi, pensa che gesto inconsueto, indiscreto e sconveniente sarebbe se il ministro o l’onorevole o il presidente si strappassero letteralmente le vesti di dosso alla Cerimonia Commemorativa, con tutte le bandiere che garriscono al vento, facendo così garrire pure i propri onorevoli o non più tanto onorevoli indumenti.
Mai nessuno di quelli che contano che faccia un gesto vero, un gesto naturale, un gesto che si capisca, che tutti capiscano, inequivoco, che non debba essere interpretato da illustri politologi, analisti, perspicaci esperti, sottili esegeti, per i quali tutto è possibile, tutto è sostenibile, tutto può essere visto “in un’altra luce”.
A oggi, 53 soldati italiani sono morti in Afghanistan, senza contare feriti, contaminati, psicologicamente devastati, ecc., dei quali nulla sappiamo.
Dobbiamo ancora testardamente ricordare l’articolo 11 della nostra costituzione, o dobbiamo forse rifarci ancora più indietro, a monte delle parole dei padri costituenti, a dei princìpi più primitivi, al non aggredire l’altro essere umano.

Propongo di lanciare una manifestazione oceanica contro la guerra, in qualsiasi forma in qualsiasi luogo e in qualsiasi modo. Propongo di fare un gesto vero di rifiuto globale di ogni forma di azione bellica nei confronti di un altro paese. Propongo di dire basta.

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3 Responses to CONTRO LA GUERRA

  1. daniele ventre il 9 giugno 2013 alle 20:05

    L’Afghanistan è un crocevia di linee di transito per oleodotti e gasdotti, nonché un crocevia della droga.

    Energia e finanze del crimine organizzato, che a sua volta alimenta la finanza transnazionale.

    L’Afghanistan è il nodo irrisolvibile della nostra epoca. La tomba di una civiltà relitto. Come pretendere che lor signori si ritirino?

  2. Serafino il 9 giugno 2013 alle 20:48

    Educare

  3. Mónica Flores il 17 giugno 2013 alle 22:21

    a pagare per le guerre nate dagli interessi di pochi siamo sempre gli stessi…non impareremo mai…



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