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	Commenti a: Era capace di staccare l’interlocutore dal presente . . .	</title>
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		<title>
		Di: cristina campo, alessandro spina &#124; slowforward		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina campo, alessandro spina &#124; slowforward]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jul 2013 05:12:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] https://www.nazioneindiana.com/2013/07/14/era-capace-di-staccare-linterlocutore-dal-presente/ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] <a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/07/14/era-capace-di-staccare-linterlocutore-dal-presente/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2013/07/14/era-capace-di-staccare-linterlocutore-dal-presente/</a> [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/07/14/era-capace-di-staccare-linterlocutore-dal-presente/#comment-241749</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2013 07:48:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2013/07/14/era-capace-di-staccare-linterlocutore-dal-presente/#comment-241740&quot;&gt;andrea inglese&lt;/a&gt;.

Neanch&#039;io credo, caro Andrea, che &quot;disdegnare l&#039;attualità sia di per sé . . .&quot;, e a suo tempo lessi con piacere i testi del militante Vittorini; è che ogni scrittore/trice trova una sua strada, unica e personale, credo, per arrivare a quel miracolo che è la buona scrittura, quella bella, spessa, che comunica, che passa al lettore e lo cambia davvero un po&#039;. Cristina Campo aveva per il resto delle sue idee aspetti francamente difficilmente condivisibili, rito, conservatorismo e liturgia, ma d&#039;altra parte, la sua scrittura rivelava quel che lei diceva di avere, e che credo di avere in qualche caso intuito, l&#039;&lt;i&gt;orecchio assoluto&lt;/i&gt;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/07/14/era-capace-di-staccare-linterlocutore-dal-presente/#comment-241740">andrea inglese</a>.</p>
<p>Neanch&#8217;io credo, caro Andrea, che &#8220;disdegnare l&#8217;attualità sia di per sé . . .&#8221;, e a suo tempo lessi con piacere i testi del militante Vittorini; è che ogni scrittore/trice trova una sua strada, unica e personale, credo, per arrivare a quel miracolo che è la buona scrittura, quella bella, spessa, che comunica, che passa al lettore e lo cambia davvero un po&#8217;. Cristina Campo aveva per il resto delle sue idee aspetti francamente difficilmente condivisibili, rito, conservatorismo e liturgia, ma d&#8217;altra parte, la sua scrittura rivelava quel che lei diceva di avere, e che credo di avere in qualche caso intuito, l&#8217;<i>orecchio assoluto</i>.</p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/07/14/era-capace-di-staccare-linterlocutore-dal-presente/#comment-241740</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jul 2013 18:58:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Confesso che non sono un gran conoscitore della Campo, anche se ho un bel ricordo della lettura degli &quot;Imperdonabili&quot;. Non credo che disdegnare l&#039;attualità sia di per sé segno certo di una più grande profondità o talento, ma mi sembra che il caso della Campo sia molto particolare. Essa ha traformato in virtù ciò che era una (triste) condizione necessaria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Confesso che non sono un gran conoscitore della Campo, anche se ho un bel ricordo della lettura degli &#8220;Imperdonabili&#8221;. Non credo che disdegnare l&#8217;attualità sia di per sé segno certo di una più grande profondità o talento, ma mi sembra che il caso della Campo sia molto particolare. Essa ha traformato in virtù ciò che era una (triste) condizione necessaria.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Era capace di staccare l’interlocutore dal presente . . . &#124; Nazione Indiana &#124; alessandrapeluso		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/07/14/era-capace-di-staccare-linterlocutore-dal-presente/#comment-241736</link>

		<dc:creator><![CDATA[Era capace di staccare l’interlocutore dal presente . . . &#124; Nazione Indiana &#124; alessandrapeluso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jul 2013 14:44:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Era capace di staccare l’interlocutore dal presente . . . &#124; Nazione Indiana. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Era capace di staccare l’interlocutore dal presente . . . | Nazione Indiana. [&#8230;]</p>
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		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/07/14/era-capace-di-staccare-linterlocutore-dal-presente/#comment-241735</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jul 2013 11:30:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il mondo letterario non perdona l&#039;indipendenza di una voce.

Alessandro Spina lo ricorda.

Cristina Campo aveva la grazia poetica.

La Tigra Assenza è per me un dei più belli libri di poesia italiana.
Si deve cercare Cristina Campo per trovarla.

Nessuna battiglia letteraria non vale il luogo segreto della poesia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo letterario non perdona l&#8217;indipendenza di una voce.</p>
<p>Alessandro Spina lo ricorda.</p>
<p>Cristina Campo aveva la grazia poetica.</p>
<p>La Tigra Assenza è per me un dei più belli libri di poesia italiana.<br />
Si deve cercare Cristina Campo per trovarla.</p>
<p>Nessuna battiglia letteraria non vale il luogo segreto della poesia.</p>
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		<title>
		Di: flavio marcolini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/07/14/era-capace-di-staccare-linterlocutore-dal-presente/#comment-241734</link>

		<dc:creator><![CDATA[flavio marcolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jul 2013 10:12:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche quello per Alessandro Spina è stato un lutto di pochi, a giudicare dal silenzio con il quale la stampa nazionale (con la scarna eccezione del «Corriere della sera») l&#039;ha accompagnata.
 Ricordando l&#039;amicizia fra lui e la Campo non può tornare in mente il passo in cui la scrittrice nel febbraio 1961, dopo la lettura di «Giugno 1940» inviava una luminosa lettera allo sconosciuto autore: «Mi è sembrata una cosa di qualità molto rara, come da tempo non mi accadeva di leggere. Molte cose mi hanno colpita di questo racconto (...), soprattutto mi ha turbata quel fondo di grazia, di libertà e di orrore».
 Da queste parole ebbe inizio una corrispondenza che, tramutatasi presto in amicizia rispettosa e distante, si è protratta praticamente fino alla scomparsa di Cristina, e fra i suoi epistolari è l´unica ad essersi conservata completa con le due voci ora raccolte nel «Carteggio» edito da Morcelliana.
 Scorrendone le pagine si incontrano lettere nelle quali si intrecciano note di filosofia, teologia e letteratura, giudizi spesso taglienti sul penoso stato della letteratura italiana del tempo, la scoperta della cultura araba, progetti culturali comuni (uno per tutti la cesellata traduzione de «La Città di Rame», racconto dalle «Mille e una notte» che Spina pubblicò per Scheiwiller).
 Ne emerge soprattutto la maestosa figura della Campo, che nei confronti di Spina esercita una paziente e accorata funzione maieutica, con le proprie capacità di ascolto attento e cura intransigente, che accompagna lelaborazione della scrittura nella penna dell´amico lontano.
 Alessandro Spina aveva già offerto un personalissimo «ritratto di Cristina Campo» nelle «Conversazioni in piazza Sant´Anselmo e altri scritti» (sempre per Morcelliana)»; con il «Carteggio» ne ha celebrato la virtù suprema dell&#039;attenzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quello per Alessandro Spina è stato un lutto di pochi, a giudicare dal silenzio con il quale la stampa nazionale (con la scarna eccezione del «Corriere della sera») l&#8217;ha accompagnata.<br />
 Ricordando l&#8217;amicizia fra lui e la Campo non può tornare in mente il passo in cui la scrittrice nel febbraio 1961, dopo la lettura di «Giugno 1940» inviava una luminosa lettera allo sconosciuto autore: «Mi è sembrata una cosa di qualità molto rara, come da tempo non mi accadeva di leggere. Molte cose mi hanno colpita di questo racconto (&#8230;), soprattutto mi ha turbata quel fondo di grazia, di libertà e di orrore».<br />
 Da queste parole ebbe inizio una corrispondenza che, tramutatasi presto in amicizia rispettosa e distante, si è protratta praticamente fino alla scomparsa di Cristina, e fra i suoi epistolari è l´unica ad essersi conservata completa con le due voci ora raccolte nel «Carteggio» edito da Morcelliana.<br />
 Scorrendone le pagine si incontrano lettere nelle quali si intrecciano note di filosofia, teologia e letteratura, giudizi spesso taglienti sul penoso stato della letteratura italiana del tempo, la scoperta della cultura araba, progetti culturali comuni (uno per tutti la cesellata traduzione de «La Città di Rame», racconto dalle «Mille e una notte» che Spina pubblicò per Scheiwiller).<br />
 Ne emerge soprattutto la maestosa figura della Campo, che nei confronti di Spina esercita una paziente e accorata funzione maieutica, con le proprie capacità di ascolto attento e cura intransigente, che accompagna lelaborazione della scrittura nella penna dell´amico lontano.<br />
 Alessandro Spina aveva già offerto un personalissimo «ritratto di Cristina Campo» nelle «Conversazioni in piazza Sant´Anselmo e altri scritti» (sempre per Morcelliana)»; con il «Carteggio» ne ha celebrato la virtù suprema dell&#8217;attenzione.</p>
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