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	Commenti a: Del sentimento	</title>
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		<title>
		Di: Sara Pederzani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/07/30/del-sentimento/#comment-242534</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sara Pederzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Aug 2013 21:17:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scrivere, perchè ho qualcosa dentro...appunto un sentimento.
E poi se vogliamo parlare di ricordi:se non dono perdo tutto, tutto quanto 
la vita si consuma,rimane il ricordo. Con qualche scritto riesco ancora a intrappolare ed arrestare così quello che era e che oggi posso solo ancora 
respirare.Ecco perchè scrivo sentimenti! Ciao da Sara...il mio blog è: sarapederzani.blogspot.com]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivere, perchè ho qualcosa dentro&#8230;appunto un sentimento.<br />
E poi se vogliamo parlare di ricordi:se non dono perdo tutto, tutto quanto<br />
la vita si consuma,rimane il ricordo. Con qualche scritto riesco ancora a intrappolare ed arrestare così quello che era e che oggi posso solo ancora<br />
respirare.Ecco perchè scrivo sentimenti! Ciao da Sara&#8230;il mio blog è: sarapederzani.blogspot.com</p>
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		Di: Ares		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/07/30/del-sentimento/#comment-242423</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2013 12:03:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2013/07/30/del-sentimento/#comment-242185&quot;&gt;Elio Paoloni&lt;/a&gt;.

Osservi meglio, l&#039;opera è concettuale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/07/30/del-sentimento/#comment-242185">Elio Paoloni</a>.</p>
<p>Osservi meglio, l&#8217;opera è concettuale.</p>
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		Di: elio copetti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/07/30/del-sentimento/#comment-242400</link>

		<dc:creator><![CDATA[elio copetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2013 16:13:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2013/07/30/del-sentimento/#comment-242364&quot;&gt;elio copetti&lt;/a&gt;.

Ok lo era. Con sto&#039; caldo poi..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/07/30/del-sentimento/#comment-242364">elio copetti</a>.</p>
<p>Ok lo era. Con sto&#8217; caldo poi..</p>
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		<title>
		Di: elio copetti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/07/30/del-sentimento/#comment-242364</link>

		<dc:creator><![CDATA[elio copetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Aug 2013 15:24:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se non è di cattivo gusto toccare qualche altro spunto, pensavo che la dicotomia, la lotta fra i due poli qui delineati può essere ricondotta a diversi temperamenti gaussianamente diffusi nella popolazione. Banalizzando di necessità: fra chi ama più (o chi può amare) corpo-vita-passione-sensi e chi invece ordine-riflessione-schema-concetto-astratto-distillato. Per il primo polo, la maledizione è un accumulo senza integrazione: tutte queste storie vere ed esemplari e proprio per questo irriducibili, irrapportabili, tutte potenzialmente inesauribili: ogni significato si estenua nella sovrabbondanza di istanze, nella ridondanza di amori-morti-affetti&#038;nostalgie. L&#039;esito obbligato: il campione arbitrario (e la corrispondente massa di -ingiustamente- esclusi). Dall&#039;altra parte, un&#039;architettura concettuale a complessità crescente promette un&#039;efficace gerarchizzazione: già arrivare in cima al cantiere della torre di Babele, passo necessario per incrementarla, è impresa altamente selettiva: fuori dai piedi tutti quanti i dilettanti e tutti gli illusi sui presunti diritti della &quot;natura umana&quot;. La maledizione, qui, è che questi ultimi se ne vadano del tutto, rifiutino l&#039;amo, e di farsi pubblico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se non è di cattivo gusto toccare qualche altro spunto, pensavo che la dicotomia, la lotta fra i due poli qui delineati può essere ricondotta a diversi temperamenti gaussianamente diffusi nella popolazione. Banalizzando di necessità: fra chi ama più (o chi può amare) corpo-vita-passione-sensi e chi invece ordine-riflessione-schema-concetto-astratto-distillato. Per il primo polo, la maledizione è un accumulo senza integrazione: tutte queste storie vere ed esemplari e proprio per questo irriducibili, irrapportabili, tutte potenzialmente inesauribili: ogni significato si estenua nella sovrabbondanza di istanze, nella ridondanza di amori-morti-affetti&amp;nostalgie. L&#8217;esito obbligato: il campione arbitrario (e la corrispondente massa di -ingiustamente- esclusi). Dall&#8217;altra parte, un&#8217;architettura concettuale a complessità crescente promette un&#8217;efficace gerarchizzazione: già arrivare in cima al cantiere della torre di Babele, passo necessario per incrementarla, è impresa altamente selettiva: fuori dai piedi tutti quanti i dilettanti e tutti gli illusi sui presunti diritti della &#8220;natura umana&#8221;. La maledizione, qui, è che questi ultimi se ne vadano del tutto, rifiutino l&#8217;amo, e di farsi pubblico.</p>
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		<title>
		Di: liviobo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/07/30/del-sentimento/#comment-242343</link>

		<dc:creator><![CDATA[liviobo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Aug 2013 15:18:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[burratti, non conosco a sufficienza vari autori che nomini...le etichette tipo parola innamorata lo sai bene sono insidiose...credo c&#039;entrasse conte che non mi piace molto... qualcuno ci mette, pare, viviani, che invece amo ma mi sembra assolutamente tutt&#039;altro...su bortolotti che citi ci ritroviamo, mi sembra la sua una scrittura gelida ma che &quot;sta per&quot; un corpo e una percezione necessaria... sul fatto che la polemica non serva...converrai almeno però che tutte queste scritture non circolano, che il circuito comunicativo è strozzato, è in ipossia, e ci si dovrebbe chiedere almeno perchè...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>burratti, non conosco a sufficienza vari autori che nomini&#8230;le etichette tipo parola innamorata lo sai bene sono insidiose&#8230;credo c&#8217;entrasse conte che non mi piace molto&#8230; qualcuno ci mette, pare, viviani, che invece amo ma mi sembra assolutamente tutt&#8217;altro&#8230;su bortolotti che citi ci ritroviamo, mi sembra la sua una scrittura gelida ma che &#8220;sta per&#8221; un corpo e una percezione necessaria&#8230; sul fatto che la polemica non serva&#8230;converrai almeno però che tutte queste scritture non circolano, che il circuito comunicativo è strozzato, è in ipossia, e ci si dovrebbe chiedere almeno perchè&#8230;</p>
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		<title>
		Di: daniele ventre		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/07/30/del-sentimento/#comment-242322</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2013 21:00:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2013/07/30/del-sentimento/#comment-242306&quot;&gt;liviobo&lt;/a&gt;.

Infatti siamo d&#039;accordo (forse mi ero espresso in modo criptico): in realtà il vuoto spinto autoreferenziale diffuso, per non parlare della melassa smerciata al grande pubblico (con rare eccezioni) sono una questione del fare letterario calato in un contesto sociale -deteriorato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/07/30/del-sentimento/#comment-242306">liviobo</a>.</p>
<p>Infatti siamo d&#8217;accordo (forse mi ero espresso in modo criptico): in realtà il vuoto spinto autoreferenziale diffuso, per non parlare della melassa smerciata al grande pubblico (con rare eccezioni) sono una questione del fare letterario calato in un contesto sociale -deteriorato.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: simone burratti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/07/30/del-sentimento/#comment-242316</link>

		<dc:creator><![CDATA[simone burratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2013 18:18:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi dispiace aver scoperto l’articolo solo oggi. Sono sostan-zialmente d’accordo con i presupposti teorici di Livio Borriello, ma non con la polemica in sé che, perlomeno circoscritta al panorama italiano, non mi sembra necessaria. Se guardo alla poesia degli ultimi 30 anni (partirei, visto che è stato citato Magrelli e anche per pensare a un primo distacco dalla linea della neo-avanguardia, all’uscita de La Parola Innamorata) mi sembra che gli autori veramente importanti e letti siano (se ci concediamo grossolanamente questa distinzione) più dalla parte del “sentimento” che non da quella di una “scrittura fredda”, che comunque, pensando anche al Magrelli di Ora Serrata Retinae e di Nature e Venature, anche quando presente andrebbe analizzata più come scelta stilistica che altro. Tanto per fare degli altri nomi a caso, spostandomi fino a esperienze più recenti: Milo De Angelis, Umberto Fiori, Mario Benedetti, Antonella Anedda, Claudio Damiani, Stefano Dal Bianco; ma anche, una generazione avanti, Guido Mazzoni, Gabriel Del Sarto, Igor De Marchi e Italo Testa (a modo suo). 
Ora, se ci pensiamo un po’, non sto semplicemente citando, nel caso dei più vecchi, alcuni importanti poeti italiani, ma anche i massimi esponenti della poesia lirica pura e propriamente detta, che mi sembra attualmente la linea predominante. Le eccezioni importanti ci sono, e sono forse qualitativamente circoscrivibili ai lavori di Giampiero Neri e di GAMMM, che negli esiti più alti, pur lavorando a livello non solo stilistico ma anche teorico (cosa non maligna, laddove necessaria, e veramente necessaria, a parer mio, oggi), ha proposto una poesia diversa ma comunque di alta qualità – non solo per e dal punto di vista “accademico”: penso soprattutto ad Alessandro Broggi e Gherardo Bortolotti. Altri eventuali casi o esempi mi sembrano irrilevanti o ininfluenti, dunque poco fastidiosi.
Il problema quindi è forse più nella critica e negli apparati critici che non nei poeti veri, che sanno essere poeti con tutta l’umiltà e le prudenze e i rischi necessari. Anzi, pensando a un autore che ho avuto la fortuna di approfondire e pubblicare recentemente, Lorenzo Carlucci, mi sembra che la ricerca di una poesia consapevole, che si basi sulle emozioni ma non cada nel tranello delle effusioni (in tutti i sensi, anche di un superamento vero del romanticismo: tentativo che, essendo più teorico che stilistico, meriterebbe un dibattito più vivo, e di diverso tono) sia una delle strade contemporanee più promettenti, e purtroppo ancora poco battuta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi dispiace aver scoperto l’articolo solo oggi. Sono sostan-zialmente d’accordo con i presupposti teorici di Livio Borriello, ma non con la polemica in sé che, perlomeno circoscritta al panorama italiano, non mi sembra necessaria. Se guardo alla poesia degli ultimi 30 anni (partirei, visto che è stato citato Magrelli e anche per pensare a un primo distacco dalla linea della neo-avanguardia, all’uscita de La Parola Innamorata) mi sembra che gli autori veramente importanti e letti siano (se ci concediamo grossolanamente questa distinzione) più dalla parte del “sentimento” che non da quella di una “scrittura fredda”, che comunque, pensando anche al Magrelli di Ora Serrata Retinae e di Nature e Venature, anche quando presente andrebbe analizzata più come scelta stilistica che altro. Tanto per fare degli altri nomi a caso, spostandomi fino a esperienze più recenti: Milo De Angelis, Umberto Fiori, Mario Benedetti, Antonella Anedda, Claudio Damiani, Stefano Dal Bianco; ma anche, una generazione avanti, Guido Mazzoni, Gabriel Del Sarto, Igor De Marchi e Italo Testa (a modo suo).<br />
Ora, se ci pensiamo un po’, non sto semplicemente citando, nel caso dei più vecchi, alcuni importanti poeti italiani, ma anche i massimi esponenti della poesia lirica pura e propriamente detta, che mi sembra attualmente la linea predominante. Le eccezioni importanti ci sono, e sono forse qualitativamente circoscrivibili ai lavori di Giampiero Neri e di GAMMM, che negli esiti più alti, pur lavorando a livello non solo stilistico ma anche teorico (cosa non maligna, laddove necessaria, e veramente necessaria, a parer mio, oggi), ha proposto una poesia diversa ma comunque di alta qualità – non solo per e dal punto di vista “accademico”: penso soprattutto ad Alessandro Broggi e Gherardo Bortolotti. Altri eventuali casi o esempi mi sembrano irrilevanti o ininfluenti, dunque poco fastidiosi.<br />
Il problema quindi è forse più nella critica e negli apparati critici che non nei poeti veri, che sanno essere poeti con tutta l’umiltà e le prudenze e i rischi necessari. Anzi, pensando a un autore che ho avuto la fortuna di approfondire e pubblicare recentemente, Lorenzo Carlucci, mi sembra che la ricerca di una poesia consapevole, che si basi sulle emozioni ma non cada nel tranello delle effusioni (in tutti i sensi, anche di un superamento vero del romanticismo: tentativo che, essendo più teorico che stilistico, meriterebbe un dibattito più vivo, e di diverso tono) sia una delle strade contemporanee più promettenti, e purtroppo ancora poco battuta.</p>
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		<title>
		Di: liviobo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/07/30/del-sentimento/#comment-242306</link>

		<dc:creator><![CDATA[liviobo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2013 13:29:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@natalia e @daniele : quelle che ponete potrebbero sembrare questioni di galateo, e invece sono letterarie, se come sapeva kraus un mezzo uomo non potrà mai scrivere una riga intera...  ricordo una recente polemica in cui un tipico “intenditore” attaccava un geniale redattore di NI, e infine al fondo delle argomentazioni trovava frasi del tipo “tu non sai chi sono io..., tu non sei nessuno”... insomma con una preoccupante frequenza questo tipo di persone, appena perdono un po’ il controllo, rivelano quell’agonismo, e quindi quella grettezza di fondo di cui si diceva...ma se il fondo è quello, che possono scrivere? sono troppo convinti di essere qualcosa, a volte perfino qualcuno, non sanno di essere poco più che tubi di diverso peso, calibro e profilo attraversati da tutti i linguaggi che li hanno preceduti... ecco che in tal modo il problema si lega a quello posto d@ elio-copetti, con cui sono sostanzialmente d’accordo... sono d’accordo paradossalmente anche con eco che cita, ma quando fa il semiologo, non certo quando propina gialletti addizionati di intelligenza e erudizione...
fatemi infine segnalare anche un mio tipo di proposta...  http://livioborriello.blogspot.it/2012/10/la-suora-nella-500-che-pensa.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@natalia e @daniele : quelle che ponete potrebbero sembrare questioni di galateo, e invece sono letterarie, se come sapeva kraus un mezzo uomo non potrà mai scrivere una riga intera&#8230;  ricordo una recente polemica in cui un tipico “intenditore” attaccava un geniale redattore di NI, e infine al fondo delle argomentazioni trovava frasi del tipo “tu non sai chi sono io&#8230;, tu non sei nessuno”&#8230; insomma con una preoccupante frequenza questo tipo di persone, appena perdono un po’ il controllo, rivelano quell’agonismo, e quindi quella grettezza di fondo di cui si diceva&#8230;ma se il fondo è quello, che possono scrivere? sono troppo convinti di essere qualcosa, a volte perfino qualcuno, non sanno di essere poco più che tubi di diverso peso, calibro e profilo attraversati da tutti i linguaggi che li hanno preceduti&#8230; ecco che in tal modo il problema si lega a quello posto d@ elio-copetti, con cui sono sostanzialmente d’accordo&#8230; sono d’accordo paradossalmente anche con eco che cita, ma quando fa il semiologo, non certo quando propina gialletti addizionati di intelligenza e erudizione&#8230;<br />
fatemi infine segnalare anche un mio tipo di proposta&#8230;  <a href="http://livioborriello.blogspot.it/2012/10/la-suora-nella-500-che-pensa.html" rel="nofollow ugc">http://livioborriello.blogspot.it/2012/10/la-suora-nella-500-che-pensa.html</a></p>
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			</item>
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		<title>
		Di: daniele ventre		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/07/30/del-sentimento/#comment-242303</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2013 12:08:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In ogni caso, non credo che l&#039;articolo esprima un attacco alla semiologia o alla possibilità di spiegare la testualità iuxta propria et semiotica principia.

Più che altro, sembra una compiuta analisi del milieu culturale italiano in cui si commercia il vuoto spinto autoreferenziale: una analisi condotta peraltro tramite la forma volutamente semplificata del banale principio semiologico che i segni stanno sempre per qualcosa di extrasegnico, anche quando apparentemente rimandano ad altri segni.

Una compiuta analisi del milieu culturale italiano con il suo compiacimento del nulla atteggiato a una maschera di finta ironia. Un ethos a cui non crede più nessuno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In ogni caso, non credo che l&#8217;articolo esprima un attacco alla semiologia o alla possibilità di spiegare la testualità iuxta propria et semiotica principia.</p>
<p>Più che altro, sembra una compiuta analisi del milieu culturale italiano in cui si commercia il vuoto spinto autoreferenziale: una analisi condotta peraltro tramite la forma volutamente semplificata del banale principio semiologico che i segni stanno sempre per qualcosa di extrasegnico, anche quando apparentemente rimandano ad altri segni.</p>
<p>Una compiuta analisi del milieu culturale italiano con il suo compiacimento del nulla atteggiato a una maschera di finta ironia. Un ethos a cui non crede più nessuno.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ar		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/07/30/del-sentimento/#comment-242299</link>

		<dc:creator><![CDATA[ar]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2013 10:37:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2013/07/30/del-sentimento/#comment-242294&quot;&gt;viola&lt;/a&gt;.

Sarebbe così semplice se ognuno fosse libero d&#039;esprimersi, senza trovarsi ogni volta di fronte a congreghe d’amici, difensori d’ufficio improvvisati e damigelle d’onore…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/07/30/del-sentimento/#comment-242294">viola</a>.</p>
<p>Sarebbe così semplice se ognuno fosse libero d&#8217;esprimersi, senza trovarsi ogni volta di fronte a congreghe d’amici, difensori d’ufficio improvvisati e damigelle d’onore…</p>
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