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	Commenti a: L&#8217;elaborazione del lutto (11 prose brevi)	</title>
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		<title>
		Di: Jacopo Ramonda		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/09/02/da-lelaborazione-del-lutto/#comment-243081</link>

		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Ramonda]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2013 16:36:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[kurzprosa :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>kurzprosa :)</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: daniele ventre		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/09/02/da-lelaborazione-del-lutto/#comment-243071</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2013 21:57:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Kleine Betrachtungen :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Kleine Betrachtungen :)</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Chiappanuvoli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/09/02/da-lelaborazione-del-lutto/#comment-242994</link>

		<dc:creator><![CDATA[Chiappanuvoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2013 20:27:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2013/09/02/da-lelaborazione-del-lutto/#comment-242990&quot;&gt;Jacopo Ramonda&lt;/a&gt;.

Torneranno con i capelli bianchi. Il Maelstrom non perdona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/09/02/da-lelaborazione-del-lutto/#comment-242990">Jacopo Ramonda</a>.</p>
<p>Torneranno con i capelli bianchi. Il Maelstrom non perdona.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Jacopo Ramonda		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/09/02/da-lelaborazione-del-lutto/#comment-242990</link>

		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Ramonda]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2013 18:49:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2013/09/02/da-lelaborazione-del-lutto/#comment-242986&quot;&gt;Chiappanuvoli&lt;/a&gt;.

Il vero logoramento, almeno per i protagonisti della vicenda qui (non) narrata, proviene dalla scelta, o dal tentativo, di colonizzare quella terra di mezzo tra inevitabile ed evitabile (a caro prezzo). Praticamente, invece di affacciarsi al vortice, sono andati a viverci dentro.
Grazie mille, Alessandro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/09/02/da-lelaborazione-del-lutto/#comment-242986">Chiappanuvoli</a>.</p>
<p>Il vero logoramento, almeno per i protagonisti della vicenda qui (non) narrata, proviene dalla scelta, o dal tentativo, di colonizzare quella terra di mezzo tra inevitabile ed evitabile (a caro prezzo). Praticamente, invece di affacciarsi al vortice, sono andati a viverci dentro.<br />
Grazie mille, Alessandro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Chiappanuvoli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/09/02/da-lelaborazione-del-lutto/#comment-242986</link>

		<dc:creator><![CDATA[Chiappanuvoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2013 16:04:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rimarco che a colpire è lo stallo, lo stallo di processo dell&#039;inevitabile. O è ancora evitabile? Non si sa, non si può sapere, non si saprà mai. Quelle foto appese ai muri resteranno per sempre appese sulle pareti dei ricordi, le strade da prendere sono sempre infinite a meno di non adottare una selezione disumana e limitante. Aprirsi al vortice, affacciarsi su di esso, stare un po&#039; lì appesi, faccia a faccia con l&#039;inevitabile appunto, o evitabile che dir si voglia, è uno dei massimi compiti, doveri, di chi si approccia alla scrittura, se non il principale, il supremo.
Complimenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rimarco che a colpire è lo stallo, lo stallo di processo dell&#8217;inevitabile. O è ancora evitabile? Non si sa, non si può sapere, non si saprà mai. Quelle foto appese ai muri resteranno per sempre appese sulle pareti dei ricordi, le strade da prendere sono sempre infinite a meno di non adottare una selezione disumana e limitante. Aprirsi al vortice, affacciarsi su di esso, stare un po&#8217; lì appesi, faccia a faccia con l&#8217;inevitabile appunto, o evitabile che dir si voglia, è uno dei massimi compiti, doveri, di chi si approccia alla scrittura, se non il principale, il supremo.<br />
Complimenti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Jacopo Ramonda		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/09/02/da-lelaborazione-del-lutto/#comment-242984</link>

		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Ramonda]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2013 13:09:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2013/09/02/da-lelaborazione-del-lutto/#comment-242982&quot;&gt;Marco Inguscio&lt;/a&gt;.

Scusami, Marco: per qualche motivo, mentre rispondevo a Luciano, non visualizzavo il tuo commento.
Grazie per la lettura e per le belle parole. “Una fine che sembra imminente, che sta per arrivare e invece non arriva” mi piace molto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/09/02/da-lelaborazione-del-lutto/#comment-242982">Marco Inguscio</a>.</p>
<p>Scusami, Marco: per qualche motivo, mentre rispondevo a Luciano, non visualizzavo il tuo commento.<br />
Grazie per la lettura e per le belle parole. “Una fine che sembra imminente, che sta per arrivare e invece non arriva” mi piace molto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Jacopo Ramonda		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/09/02/da-lelaborazione-del-lutto/#comment-242983</link>

		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Ramonda]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2013 12:29:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2013/09/02/da-lelaborazione-del-lutto/#comment-242981&quot;&gt;Luciano Mazziotta&lt;/a&gt;.

Grazie, Luciano.
Mi fa particolarmente piacere che questo aspetto venga colto, dato che, in fase di scrittura, era uno dei miei punti fermi, uno dei miei obiettivi principali: comporre un ciclo di prose brevi leggibili come episodi di un micro-romanzo frammentario, come se il lettore avesse accesso soltanto ad alcuni spezzoni di un testo più ampio. 
Del resto, anche quando leggo narrativa, la trama è solitamente l’elemento che mi interessa e mi coinvolge meno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/09/02/da-lelaborazione-del-lutto/#comment-242981">Luciano Mazziotta</a>.</p>
<p>Grazie, Luciano.<br />
Mi fa particolarmente piacere che questo aspetto venga colto, dato che, in fase di scrittura, era uno dei miei punti fermi, uno dei miei obiettivi principali: comporre un ciclo di prose brevi leggibili come episodi di un micro-romanzo frammentario, come se il lettore avesse accesso soltanto ad alcuni spezzoni di un testo più ampio.<br />
Del resto, anche quando leggo narrativa, la trama è solitamente l’elemento che mi interessa e mi coinvolge meno.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco Inguscio		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/09/02/da-lelaborazione-del-lutto/#comment-242982</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Inguscio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2013 12:24:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Luciano mi ha tolto le parole di bocca. La prima volta che ho letto Jacopo pensavo che l&#039;interruzione in certi testi avvenisse da sé, un tagliare corto, una sospensione necessaria per il senso di vuoto. Era però una osservazione superficiale, perché nel frattempo, non si può fare a meno di notare, a fine lettura, l&#039;esistenza di uno strumento più fino che Jacopo utilizza alla perfezione, un inganno efficiente ed invisibile. Quella &#039;via di fuga&#039; appunto citata da Luciano e che pure in alcuni tratti ricorda alcune prose di Inglese. Condurre il lettore in una narrazione o in una parte di essa che ricominci da un punto/tempo X, fino ad una fine che sembra imminente, sta per arrivare e invece non arriva, perché intanto deviata su altri binari assolutamente coerenti con la narrazione, ma mai conclusivi davvero, solo partecipativi, eppure bellissimamente funzionali allo smarrimento ed al senso di distorsione.
Le ultime quattro sono quelle che mi hanno colpito di più, forse per alcuni colori del lessico, e credo sia un effetto voluto. Le prime invece credo arriveranno dopo una maggiore posa.

m.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Luciano mi ha tolto le parole di bocca. La prima volta che ho letto Jacopo pensavo che l&#8217;interruzione in certi testi avvenisse da sé, un tagliare corto, una sospensione necessaria per il senso di vuoto. Era però una osservazione superficiale, perché nel frattempo, non si può fare a meno di notare, a fine lettura, l&#8217;esistenza di uno strumento più fino che Jacopo utilizza alla perfezione, un inganno efficiente ed invisibile. Quella &#8216;via di fuga&#8217; appunto citata da Luciano e che pure in alcuni tratti ricorda alcune prose di Inglese. Condurre il lettore in una narrazione o in una parte di essa che ricominci da un punto/tempo X, fino ad una fine che sembra imminente, sta per arrivare e invece non arriva, perché intanto deviata su altri binari assolutamente coerenti con la narrazione, ma mai conclusivi davvero, solo partecipativi, eppure bellissimamente funzionali allo smarrimento ed al senso di distorsione.<br />
Le ultime quattro sono quelle che mi hanno colpito di più, forse per alcuni colori del lessico, e credo sia un effetto voluto. Le prime invece credo arriveranno dopo una maggiore posa.</p>
<p>m.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Luciano Mazziotta		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/09/02/da-lelaborazione-del-lutto/#comment-242981</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luciano Mazziotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2013 10:59:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46277#comment-242981</guid>

					<description><![CDATA[Molto belle, Jacopo.
Mi piace soprattutto come fingi la narrazione, senza che la &quot;trama&quot; prenda il sopravvento. Sul finire dei testi, infatti, quando la narrazione, se fosse lineare, dovrebbe giungere ad una conclusione, tu inserisci un punto di fuga. Queste ultime righe, del resto, hanno quasi la struttura di una massima ma che, per fortuna, non costituisce la &quot;morale della favola&quot;, ma, all&#039;apparenza slegata dal &quot;narrato&quot;, gli conferisce una miriade di significati possibili.

Luciano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto belle, Jacopo.<br />
Mi piace soprattutto come fingi la narrazione, senza che la &#8220;trama&#8221; prenda il sopravvento. Sul finire dei testi, infatti, quando la narrazione, se fosse lineare, dovrebbe giungere ad una conclusione, tu inserisci un punto di fuga. Queste ultime righe, del resto, hanno quasi la struttura di una massima ma che, per fortuna, non costituisce la &#8220;morale della favola&#8221;, ma, all&#8217;apparenza slegata dal &#8220;narrato&#8221;, gli conferisce una miriade di significati possibili.</p>
<p>Luciano</p>
]]></content:encoded>
		
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