y

6 ottobre 2013
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Immagine di Grazia Coppola

Immagine di Grazia Coppola

Con il simbolo Y si indica uno dei cromosomi sessuali;

l’altro, presente nel sesso eterozigote, si indica con X.

Nei maschi umani fertili la metà degli spermatozoi porta

un cromosoma Y e l’altra metà un cromosoma X, mentre

nelle femmine tutte le uova contengono un cromosoma X;

il cromosoma Y determina nella specie umana il sesso maschile.

Amyci1
di
effeffe

Si parlano, si dicono cose

Un pugno, uno schiaffo
Un pugno o uno schiaffo?
Qualcosa di simile a un piatto che cade, un frastuono ma senza rumore diciamo nell’anima, che non si sente da fuori e che dentro fa male, fa male boia, e sanguina
Allora si vede se sanguina?
No, non si vede. Uno sbattere di finestre, anzi di porta

Si parlano, si dicono cose e le ripetono

No, non si vede. Uno sbattere di finestre, anzi di porta
Di porte o finestre?
Qualcosa che era aperto e che entravi, senza bussare, senza  dire se c’era qualcuno, uno sbattere di ciglia, nessuno, e che ti ritrovi a passare e c’entri dentro come nel  burro come  nell’acqua
Burro o acqua?
Come l’acqua. Erano lacrime non so se di prima o di dopo
E si vedevano allora?

Si parlano, si dicono cose e le ripetono, non si capiscono più quando quasi in fondo alla strada si fermano

E si vedevano allora?
Non si scorgevano manco al microscopio manco alla lente manco. Piangevano  dentro e rigavano quasi le cose che al solito sono all’interno. il cuore, il cuore, lo stomaco
Il cuore o lo stomaco?
Qualcosa che batte, dum dum, però è come un battito sordo, sordo dum dum che si sente, però, e non sai se è soltanto il raggrumo, il raggrinzo, la pelle, la pelle di dentro che suona come un tamburo, capisci  no?
No non capisco
Un dolore un pizzico un morso di ciuccio, capisci?
Nemmeno
Una botta tremenda, la faccia che sembra nemmeno pensare,  e si gonfia  a pensare se quella cosa davvero ci stava,  davvero era giusta, davvero era ben meritata

Si parlano, si dicono cose e le ripetono, non si capiscono più quando quasi in fondo alla strada si fermano, e quasi senza guardarsi il giovane prosegue prendendo una strada allora che l’altro più vecchio di poco, di poco che nemmeno si vede, continua sull’altra

Una botta tremenda, la faccia che sembra nemmeno pensare,  e si gonfia  a pensare se quella cosa davvero ci stava,  davvero era giusta, davvero era ben meritata
La faccia, ma allora si vede da fuori?
No, non si vede, ma è dentro, ed è  così dentro che non puoi neppure sapere se è una ferita profonda, se è un taglio, è già cicatrice
Un taglio o è cicatrice?
Un taglio? Una cicatrice?

Si parlano, si dicono cose e le ripetono, non si capiscono più quando quasi in fondo alla strada si fermano, e quasi senza guardarsi il giovane prosegue prendendo una strada allora che l’altro più vecchio di poco, di poco che nemmeno si vede, continua sull’altra. Erano amici da molto, da molto, da prima

  1. Racconto per il progetto “Pieghe” di Imma Tessitore []

21 Responses to y

  1. véronique vergé il 6 ottobre 2013 alle 18:56

    Sono nata sul territorio maschile…
    Sono XXX
    C’è un posto per il cromosona XX?
    C’è una terra felice per il cromosona XX?

    XXX nel machismo ordinario.

    • andrea il 9 ottobre 2013 alle 12:36

      Quando ho letto l’incipit dell’articolo con la solita ideologia delle due classi binarie f e m ho sperato, come spero sempre, che una persona intersex gli spiegasse che le cose non stanno così, che la natura ama la diversità, la stessa diversità che purtroppo la società odia.
      E’ la prima volta che leggo questa risposta in un blog ‘letterario-intellettuale’ italiano!
      Ovviamente serviva la Francia… qui siamo troppo indietro :-)

      • francesco forlani il 9 ottobre 2013 alle 14:15

        andrè l’incipit è una voce enciclopedica
        il racconto è a due voci
        la y è la strada che divide due percorsi
        masculi? femmine?
        voci e basta amiche un tempo
        effeffe

  2. annabanti il 6 ottobre 2013 alle 22:56

    é bellissima

  3. Anna il 6 ottobre 2013 alle 23:00

    è bellissima

  4. véronique vergé il 9 ottobre 2013 alle 20:45

    Caro Andrea,

    In Francia stessa separazione osservata :-)

    • andrea il 10 ottobre 2013 alle 10:33

      E’ vero. In Europa solo la Germania ha una legge per superare questa separazione che è ideologica.

      E’ anche vero che in Italia c’è una grande ignoranza su tutto ciò che riguarda l’identità sessuale, siamo uno dei paesi più bigotti d’Europa. E questo si riflette nella nostra letteratura. Mentre in Francia avete avuto Foucault (che tra l’altro pubblicò il bellissimo diario di Herculine Barbin, diario che metteva in discussione parte del suo lavoro filosofico!). Qui c’era Teresa De Lauretis, ma è dovuta andare in USA per fare ricerca, e c’è restata.

      Non ce l’ho con Forlani ovviamente, è una bravissima persona e un bravo scrittore. Lo prendo un po’ in giro per fargli capire che è un argomento importante per uno scrittore, perché deve saper rappresentare l’umano in tutta la sua ricchezza.

      • effeffe il 10 ottobre 2013 alle 16:30

        lo so andré però ti sbagli sul ruolo della letteratura. il tuo è un uso giuridico, e chiedi che la scrittura “normalizzi”. La scrittura può tutto non di certo normalizzare. effeffe

  5. véronique vergé il 10 ottobre 2013 alle 18:47

    Ma effeffe, lo sai, non parlo della scrittura, la tua, animata di vita.
    Il problema è che hai normalizzato l’argomento: y come signo distintivo, forse eletto della creazione.
    Sarebbe più originale di concepire il signo X non come l’elemento del “néant”, ma signo diverso.
    Ombra gemella :XX
    Leggendo il tuo testo ho sentito la voce abituale.
    E il film di Risi (credo) sottolinea gli aspetti convenzionali della rappresentazione del maschio.

    Andrea,

    L’Italia possiede filosofi di talento. La letteratura è originale, effervescente.
    Riconosco anche la mia incompresione, quando osservo l’influenza del catolicismo.
    In Francia le chiese sono vuote.
    Ma forse la bellezza delle chiese attrae gli Italiani. Vengono cercare la bellezza pagana della pittura.

    E’la mia interpretazione; forse è irrazionale.

  6. andrea il 10 ottobre 2013 alle 22:29

    Mah, a mio parere tra bigottismo, sessismo, genderimo gli scrittori italiani sono chiusi in un piccolo habitus (come lo chiamava Bourdieu). I limiti di quel piccolo mondo sono il limite della loro immaginazione. Raramente qualcun* riesce per miracolo – e’ il miracolo della letteratura – a mettere il naso fuori dalla gabbia.

  7. andrea il 10 ottobre 2013 alle 22:40

    Effe Effe, rifletti sull’osservazione di Veronique, il blocco di testo che hai usato normalizza la ricchezza dell’umano, la riduce. Non c’entra nulla con la letteratura, con il salto dell’immaginazione che dovrebbe aprire, non chiudere.

  8. Pensieri Oziosi il 11 ottobre 2013 alle 02:22

    Andrea, tu come suggeriresti di riscrivere la citazione iniziale?

    • andrea il 11 ottobre 2013 alle 10:57

      Dai per scontato che suggerisca di riscriverla. Non è così.

      Quel blocco di testo mette in scena la differenziazione sessuale che qui ovviamente non compare come osservazione scientifica ma come mistero suggestivo, che si estende su tutto il micro racconto attraverso due simboli grafici, la Y come sesso femminile, e come biforcazione di una strada.
      Il problema non è diciamo così ‘poetico’, perché la poesia funziona. Il problema è a monte: la differenziazione sessuale è nella realtà qualcosa di molto diverso, profondo, vario rispetto a ciò che ideologicamente (è un’ideologia medica contestata da varie parti, con discorsi etici ma anche strettamente medici) viene trasmesso dal blocco di testo dell’enciclopedia Treccani. Possiamo chiamare quell’ideologia ‘genderismo’, e va a colpire con la patologizzazione, l’invisibilizzazione, l’abiezione, le mutilazioni genitali, la dignità di tante persone. Nella stima più bassa l’1% considerando il dato come somma di varie condizioni.
      Ma statistiche a parte, è la qualità della visione che cambia, perché pensare l’umano come una varianza in continuità tra biologia femminile e maschile, invece che rigido dimorfismo, è una visione importante, aprente, che altre culture nel mondo hanno avuto e hanno. E’ il respiro dell’immaginazione artistica che cambia.

      I testi non possono essere ‘riscritti’. Semplicemente vanno fornite le informazioni per leggerli correttamente.

  9. francesco forlani il 11 ottobre 2013 alle 11:23

    la traccia neutra wikipedante della definizione iniziale voleva stabilire una distanza tra l’elemento geografico e la piega di pelle di corpo che la fotografa ha in scenato (o scenato). Il racconto, perchè si tratta di un racconto a due voci si basa sullo stesso dispositivo. da una parte una voce che accusa dolore e l’altra che quel dolore lo neutralizza attraverso la richiesta di precisione. Dico queste cose , a rischio di essere interpretate come la patetica spiegazione di un dispositivo narrativo, il senso di una barzelletta per esempio, perché in questi commenti si è sviluppata la stessa dinamica. da una parte due amici che elaborano ognuno a modo suo il lutto della fine della loro amicizia e a monte, come direbbe Andrea, la focalizzazione del discorso sulla terminologia wikipedante. l’ennesimo più o meno inconscio tentativo di neutralizzare il discorso? e il dolore? la douleur (femminile) in francese resta? certamente rimane, ma è inevitabile. effeffe

  10. véronique vergé il 12 ottobre 2013 alle 13:55

    Grazie Francesco per la risposta.

  11. andrea il 12 ottobre 2013 alle 17:57

    “Con il simbolo Y si indica uno dei cromosomi sessuali; l’altro, presente nel sesso eterozigote, si indica con X. Nei maschi umani fertili la metà degli spermatozoi porta un cromosoma Y e l’altra metà un cromosoma X, mentre nelle femmine tutte le uova contengono un cromosoma X; il cromosoma Y determina nella specie umana il sesso maschile.”

    Questo blocco di testo viene dall’enciclopedia Treccani on line qui:
    http://www.treccani.it/enciclopedia/y/
    Sono le prime cinque righe del paragrafo ‘Biologia’, e come si può notare corrispondono perfettamente all’incipit del testo di Effe Effe.

    Poi, per carità, essendo questo un blog ‘letterario’ e non una rivista scientifica, si può anche scrivere che l’incipit è “traccia neutra wikipedante”. Ma fuori da qui è un blocco di testo dell’enciclopedia Treccani e la fonte andrebbe anche citata (così come andrebbe citata Wikipedia del resto).
    Che poi sia una traccia ‘neutra’ non direi, a meno che non vogliamo mettere da parte il concetto di ordine simbolico (penso a Bourdieu), di performatività (da Austin in poi), e gender (penso per esempio a Fausto-Sterling o Butler).

    Infine inviterei a non confondere il testo con le intenzioni dell’autore. Io parlo di un testo, non di una testa (che non posso conoscere non essendo la mia).

  12. francesco forlani il 12 ottobre 2013 alle 19:09

    “Con il simbolo Y si indica uno dei cromosomi sessuali; l’altro, presente nel sesso eterozigote, si indica con X. Nei maschi umani fertili la metà degli spermatozoi porta un cromosoma Y e l’altra metà un cromosoma X, mentre nelle femmine tutte le uova contengono un cromosoma X; il cromosoma Y determina nella specie umana il sesso maschile.” in corsivo, ovvero tra virgolette, in esergo prima del testo. Chiaramente una citazione. Enciclopedica, pedante, certo, vera, innanzitutto e per lo più, direbbe il buon Martin. Poi segue il titolo del racconto e nome dell’autore. André. nessuna appropriazione indebita semmai esproprio bioletario. non è neutra perchè il racconto innesca quel clivage che tu hai nonostante tutto avvertito e che ti ha infastidito. se poi si considera il video la cosa diventa ancora più complicata. la foto soggetto femminile di autrice femmina, ancora di più. ma è una cosa semplice in fondo, se ci pensi. effeffe

  13. andrea il 13 ottobre 2013 alle 20:26

    La citazione della Treccani che hai usato è ‘vera’ nel senso che è realmente scritta nell’enciclopedia Treccani; ma non è ‘vera’ nel senso di scientificamente corretta, perché la definizioni di ‘maschio’ ‘femmina’ ‘sesso maschile’ non sono affatto classi perfette come è implicitamente presupposto dal blocco di testo che hai usato e dal testo integrale da cui è presa la citazione. Ciò che dico è esatto dal punto di vista della biologia. Tant’è che in questo stesso colonnino la realtà ha bussato alla porta. Evidentemente le fumisterie letterarie non vedono di buon occhio la realtà, nemmeno quella di una persona che richiama la propria realtà biologica negata. E ti assicuro che quella negazione porta enorme sofferenza.

  14. andrea il 13 ottobre 2013 alle 20:32

    Per chi fosse interessato, questo è uno dei recenti articoli usciti a proposito di alcune voci attinenti all’identità sessuale compilate sulla Treccani:

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/10/02/quelle-parole-troppo-antiche.html

  15. francesco forlani il 14 ottobre 2013 alle 08:18

    Andrea io apprezzo la tua battaglia. l’espediente usato al principio del testo poteva essere caricato del significato che dici ma non era questo il caso. ti abraz effeffe



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