Ricordo di François Cavanna

1 febbraio 2014
Pubblicato da

François Cavanna se n’è andato. Ha segnato col suo humour dissacrante eppure felice un epoca, la seconda metà del secolo scorso e anche l’inizio di questo. Fondatore di Hara-Kiri negli anni sessanta, intorno al ’68 cambiò titolo alla testata che divenne Charlie Hebdo e tale è restata fino alla sua scomparsa mercoledì scorso per complicazioni polmonari.
Si sono scomodati un po’ tutti a rendergli sinceri tributi a cominciare da Hollande. Perché per oltre cinquant’anni è stata la voce a tratti caustica dell’intelligenza. E forse è da ascrivergli il merito di aver smantellato quanto rimaneva della pomposa retorica che aveva accompagnato la Francia nella prima metà del secolo.
Cavanna non è morto, è andato solo a prendere per i fondelli la morte, ma torna presto…
Su questo pianeta usato ci ritroviamo adesso con un po’ meno intelligenza e memoria e vita e parole vere…
Perché Cavanna è stato uno scrittore pas mal a cominciare dall’autobiografico Les ritals, come erano chiamati con un certo disprezzo i poveri italiani emigrati.
Un po’ di tempo fa la sede di Charlie Hebdo a Parigi era stata data alle fiamme a seguito di vignette ironiche sull’Islam. Attenzione ma proprio per la massiccia presenza di arabi nord africani, integrati nella società francese da mezzo secolo, per questo loro essere a tutti gli effetti francesi che Charlie Hebdo ha voluto dare un segnale in qualche modo definitivo, basta con il fondamentalismo religioso e i suoi eccessi. Certo vi sono stati disordini, interventi della polizia ma il segnale è stato dato e a quel basta dato da Cavanna non sono seguite le maledizioni e le minacce di morte dei tempi di Versetti satanici.
Journal bete et méchant recitava (ancora?) il sottotitolo (sessantottesco) eppure questo foglio ‘cattivo’ e ‘stupido’ ha attraversato impavido più di cinquant’anni di vita francese e non solo inducendo il Presidente della Repubblica ad ammettere che….per la sua impertinenza e le sue provocazioni ha scosso la società francese. Lui, Cavanna, diceva:..la Francia è mia madre, l’Italia mia sorella….

Tag: ,



indiani