Quattro frammenti (misericordia del tempo)

3 febbraio 2014
Pubblicato da

di Fabiano Alborghetti

Quattro frammenti (misericordia del tempo)

per Giovanni Orelli

I
Poi talvolta ci si perde.
Non che il cuore svuoti, no: le distanze
forse, altri luoghi o troppi anni

gli affanni concentrati in tutti i giorni
a fare un muro. Il nostro eterno imperfetto.
Bisognerebbe insistere, non essere affiancati

solamente. Sconfiggere le geografie, quando si può.

II
Avevi ragione tu a dire
che se nulla c’è da dire, allora è meglio
un buon tacere. Troppe rane

concertini. Troppe cene di cretini.

III
E quanto pesa infine una frattura
o un pensiero. E una poesia?
Rinunciare agli alfabeti mi dicevi

ed io annuivo, ti capivo. Al Venezia
nei silenzi a tavolino
troppa altezza e una vita da cambiare:

troppo ufficio a darmi addosso e poco spazio
oltre i doveri. La mia valanga:
ogni giorno una discesa

nella gola maleamata, lo strozzarmi
del pietriccio. Quanto pesa una teoria?
Quale resa è più adiacente

e chi risponde, ti chiedevo, a tanto peso?

IV
Un’altra versione . Una suggestione
forse, arrivata l’indomani
traversando il Cassarate: da mondo a mondo

quanti poli, quanti capi della fune e pietre
e prati. Ogni anno è un anno feroce
disperso e spartito, è vero. Ma ogni giorno

è ringraziamento e festa
(nonostante le incisioni).
Ha un fiato buono (e talvolta è capitato)

vertiginoso
quando capita l’altezza. Una quieta grandezza
e ci difende dai randagi.

Poi divaga, ma è sinossi universale.

 

NdA. I Quattro frammenti sono stati scritti appositamente in onore degli 85 anni di Giovanni Orelli: ripercorrono una serie di incontri avvenuti negli anni e in ognuno dei frammenti è incorporato il titolo di una poesia dell’Orelli. Queste poesie sono parte dell’Antologia Sempre, senza misura, curata da Fabio Pusterla e Pietro De Marchi e di imminente pubblicazione per le Edizioni Sottoscala di Bellinzona (Svizzera).

 

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One Response to Quattro frammenti (misericordia del tempo)

  1. Carla il 3 febbraio 2014 alle 13:25

    il nostro eterno imperfetto, il muro che erigiamo per la nostra difesa, così pensiamo…la verità incomunicabile, questa è la nostra dannazione
    abbattere le barriere è prerogativa (quasi esclusivamente) del pensiero
    però il pensiero è un seme, e il seme si coltiva
    (bisogna avere fede).

    un saluto al caro Fabiano e alla sua poetica alta



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