Poesie e prose

19 febbraio 2014
Pubblicato da

di Gianluca Garrapa

da Poevisioni [Io, l’amore e altre superstizioni], inedito.

cam archer places

3

crismi e tele angolari, sì. linee e triangoli babelici, sì. babilonie di generi diversi e caos, sì. purezza di spirito senza il pandemonio, sì. cerchi e perfezione, no. cenacoli di diffrazioni acustiche, sì. foglie poche e curve obnubilanti da un vento finto_proletario senza armi, forse. sottofondo adiabatico non_reciproco, sì. gatti e gufi intrecciati di canti e santi, sì. proiezioni ancastiche precisione d’immagine apparenze sguaiate, no. falsi compromessi giochetti di strada cormorani mormoranti e stagni di lapislazzuli decisamente azzurri, sì. menefreghismo indifferenza fascismo omologazione maschilismo santa liturgia omofobia pedofilia e stato di polizia, no. godimento desiderio gioia_e_rievoluzione, forse.

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avviene che. che in un attimo l’essere scivoli a vuoto. questo è successo. amor che a nulla servì l’averti amato. avviene che. che nell’eterno sbilanciarsi per affinare neo_simmetrie posturali. che nel passo ubriaco di stelle&fuoco indomito. che nel collasso di quelle stelle immense che eravamo. che nel conflitto erotico. avviene che. che il mondo si scrolli di dosso la polvere dei nostri sguardi ormai morti. rotolati e evaporati. fino alla quiete del riposo. cinetica azzerata. cinematica di affetti in bianco_e_nero. frusciante vino in. avviene che. e la sospensione coglie il respiro e lo precipita in alto. vino in svolazzanti scaglie di labbra. avviene che. che i nostri baci sboccino spine e rose appassite_immense. che. le rose catturino il volo ed eccoci. in solide ciminiere di metallo sfolgorante. il ricordo. oddio. di un amore, il ricordo più vivido e chiaro di un amore. quello che non è mai stato, che mai è finito, che mai più è tornato.

quello_che_continua ( 4/5 gennaio 2011)

78. lì che c’era? e poi da lì scrutavano le danze ininterrotte.
79. le plafoniere gobbe. le caruncole d’ascidie verdi.
80. l’imitazione limita l’originalità di un parto criogenico.
80. partorire un pro(dotto)_(con)gelato attraverso un condotto.
79. il neon scarificato. gli occhi hanno forme di luce.
78. ma cosa c’era lì? le danze interrotte che da lì ci scrutavano.

[21.00]

03. perché la fisica quantistica non può opporsi alla fisica qualistica.
05. due ragni tessono trame e drammaturghi in porticati scrivono.
07. epistassi da un braccio in libreria, sistemata in cataloghi di ferro.
09. lo specchio rivolto alla maschera nasconde un dialogo giornalistico.

da cui consegue che

06. qualistica e quantistica non possono imporsi l’una all’altra. Perché?
10. perché i ragni nel palco scalpicciano mossi dai drammaturghi.
14. dissanguato per scrivere ‘Marat’ sulla copertina di un libro.
18. le maschere le costruivamo alle scuole medie con fogli_di_giornali&colla.

[01.00]

04. cromatofori annichiliti contorcono sferoidi marcescenti.
06. placche sostituiscono tettoniche probabilistiche.
08. asfodeli a forma di netturbini adiabatici gemono.

se e solo se

08. asfodeli a forma di netturbini adiabatici gemono.
12. i vulcani pruriginano altre atmosfere di sodio.
08. asfodeli a forma di netturbini adiabatici gemono.

allora

gli occhi ravvicinati e stretti trattengono il sole.
le caviglie sibilano come crotali lisergici.
pedisseque palme gongolano al deserto di lune incipienti.

[07.45]

a. lampi di afa contro le luccicanze di parassiti innocui.
b. tramortiti gliòmmeri stesi a prendere il gelo notturno.
c. cinestesi di gatti morti in mezzo alla via, come si dice.
d. colazione.
d1) banane,
d2) kiwi,
d3) spremuta d’arancia,
d4) caffè.
e. posizioni irraggiungibili da comuni immortali.

a+b+c+d+d1+d2+d3+d4+e = effemeridi tentacolari come rami, per l’appunto, di alberi affascinanti.

[09.41]

sembrava.
02, ed era proprio un sembiante.
03, mutevole l’anca del ponte sorseggiava rispecchiamenti e lucori.
05, ho lancinato l’orbita di Marte acuendo il fosforo di un cerino al mattino.
07, la ragnatela del mare sopporta gli aggravi edonistici di yacht.
11, l’ecumenico senso del decoro ha portato semi indeiscenti a partorire vipere.
13, il religioso controsenso riposto nelle cose che violentano i nomi.
17, eleganza di gruppalità abeliana in consonante vocalismo di vapore dalla bocca.
19, salmodiare.
23, dirimere. unire. liberare. coartare.
29, spedire.
31, ripetere.
37, svuotare macigni dalla gravità di Sisifo.
41, i ricami delle nuvole tessevano cuscini di turbolenze.
43, il pilota, bell’uomo, aveva occhiali a forma di girasole.
47, [10.41]
53, vedere una città dall’alto è come osservare intense ramificazione logiche di un cervello.
59, odore di frenesia sulle infiorescenze dai nasi aquilini e all’insù.
61, cerimonie.
67, querimonie.
71, monadi.
73, affitto troppo poco caro.
79, maschera dell’ossigeno.
83, tubi lunghi sottoepidermici e sotterranei.
89, omofobia.
97, diritti civili incatramati dentro bolle ipocrite e naziste come pulci invetriate di plexiglass.
101, [11.00]
103, paracetamolo o acetaminofene o N-acetil-para-amminofenolo
107, secondo la seguente equazione: 2 HO-C6H4-NO2 + 2 CH3COOH + 3 Sn → 2 C8H9NO2 + 3 SnO2.
109, acido L-ascorbico o vitamina C o (R)-3,4-diidrossi-5-((S)- 1,2-diidrossietil)furan-2(5H)-one o C6H8O6.
113, Fenilefrina o neo-sinefrina o C9H13NO2.
127, [12.37]
131, meschino e violento.
137, soldatini psicotici.
139, massa di gentaglia che vegeta.
149, marionette di stagno.
151, locuzione allibita.
157, induzione all’omologazione.
163, feticci parabolici.
167, amore. sesso. corpo_cuore. sistole_diastole.
173, intercessione di alberghi.
179, scatole piene di nulla.
181, [14.21]
191, siffatta panoplia di significanti multipli riferiti a un significato zero.
193, blandizia glottologica e parossistica nell’intorno delle 14e30.
199, succulenta porzione di cielo fraseggiata da effeminate nuvole.
211, terreni sottratti alla mafia.
223, punizioni esemplari da ripetere ogni volta che il caso necessita.
227, occorrono forbici e spago e ripieghi di gelatina gialla.
229, leggere le incrinature dell’umidità sulle lastre di metallo.
233, non fa freddo. la tanica di benzina.
239, un racconto smozzicato lascia resti interdentali.
241, la raccomandazione dei soliti geniali residui di intelligenza apatica.
251, l’arresto della profanazione tombale al casello degli immortali.
257, rumori fanno tremare i vetri di finestre interiori.
263, la televisione viaggia a velocità costantemente ignorata.
269, quindi, è l’ultimo numero primo della serie di numeri primi e

A B C D

A) rotto il vetro degli occhi.
sguardo tenuto colmo febbricitante
e lo sconosciuto sfiora il vapore
epidermico clona il buio interiore
– qui non si parla – corpo stupendo – ornamento essenziale
– l’animale segue curve cardio_sintetiche:
scimmie chimiche tamburellano sistole&diastole
creano protesi di finti battiti in gola. e poi
un elenco di passi non è amore
un indifferente prassi non è amore
un trittico di monadi non è amore
un tatuaggio di lucidi respiri non è amore

B) il peso del corpo perfetto. goduto. pensiero inetto. pagamento rateale di frasi.
rosario di ambra. di resina fossile. pentimento prematuro prima dell’accadimento attuale.
succede e accadrà spesso. compulsioni solitarie affollate di gente smorta. in certi ghetti moderni.
dove nascono e si struggono gemiti
clamore. questa nuova forma di amore è
sublime crudeltà deteriore dell’essere aff_amato
dell’essere affamato d’amore.
ma io ho predetto il futuro
e adesso sono capovolto in questo oscuro passato.

C) sul bordo d’ogni cosa senza limite s’affaccia l’aria di.
ed è semplificato adesso il gioco e la navigazione segue stelle
-marine, non lo sapevo.-
dalle scalette di un’improvvisata aria di festa scende l’abito del tuo corpo sessuale.
è in fine il piacere pornografico che inizia col moralismo d’abito che sai.
così alla fine del resto dei corpi sudati e che hanno goduto
così alla fine di ogni godimento non resta che il desiderio ultimo
quel tuo amore.

D) è bene il turgido del pene mentre vibra
l’animale recondito che detta un immorale desiderio
senza aver goduto.
lo sai? non devi far la spesa quando hai fame
e non devi parlar d’amore se il corpo non è già esploso
dilapidato sprecato e stanco
se prima non hai ammalato l’anima di bestia che sei
per voler l’angelico sentimento senza corpo che sai
non esiste. lo scandalo il sottofondo soffocato dell’ansimante contraccolpo
e poi stanchi esausti sfiniti dal porcile di sudore e liquidi
allora soltanto allora
inizieremo a darci un nome
inizieremo a spiegarci quel po’ d’amore
senza altro scopo che non sia speculare l’anima
che solo allora può darsi un dove.
credimi
è dopo aver massacrato il corpo che puoi sfiorare l’infinito.

(Foto: Cam Archer, Places.)

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4 Responses to Poesie e prose

  1. margherita il 21 febbraio 2014 alle 09:44

    Ciao Gianluca, che piacere trovarti quassù dopo quindici anni. Dal paesello al World Wide. Ti leggerò, margherita m.

  2. Gianluca il 21 febbraio 2014 alle 23:58

    carissima Margherita, che bello risentirti! un abbraccio grande grande. :)

  3. Cristina Venneri il 22 febbraio 2014 alle 07:07

    Complimenti, Gianluca.

    Sonoestasiata.

    • Gianluca il 22 febbraio 2014 alle 12:52

      mi fa piacere Cristina, un caro saluto. :)



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