<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Quattro poesie	</title>
	<atom:link href="https://www.nazioneindiana.com/2014/02/24/quattro-poesie-inedite/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/02/24/quattro-poesie-inedite/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 26 Feb 2014 16:54:20 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>
	<item>
		<title>
		Di: elogiodelleccedenza		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/02/24/quattro-poesie-inedite/#comment-246790</link>

		<dc:creator><![CDATA[elogiodelleccedenza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2014 03:07:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=47596#comment-246790</guid>

					<description><![CDATA[Intanto sono stato bannato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intanto sono stato bannato.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: matteo fantuzzi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/02/24/quattro-poesie-inedite/#comment-246785</link>

		<dc:creator><![CDATA[matteo fantuzzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2014 21:11:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=47596#comment-246785</guid>

					<description><![CDATA[Questo testo inizialmente avevo pensato potesse affrontare la reazione dei bolognesi all&#039;esplosione del 2 Agosto 1980, un momento (dopo un atto così efferato) di civiltà e umanità che oggi facciamo troppa fatica a ritrovare e durante il quale ognuno dei presenti ha cercato di aiutare le persone coinvolte per quanto nella propria possibilità e competenza. E questo anche perché venivo da un libro che al contrario raccontava la disgregazione della società da ogni punto di vista: morale, materiale, umano. La preparazione a questo testo che dura ormai da 6/8 anni mi ha portato in verità a tutta una serie di ulteriori analisi che sono in definitiva questa sezione del libro per come si sta sviluppando, ci sono i nomi e le storie di alcune delle persone coinvolte, ci sono le domande sul senso delle stragi e in particolare di una strage come questa che va a colpire la seconda classe della sala d&#039;attesa del maggiore nodo ferroviario italiano nel primo sabato mattina di chiusura delle fabbriche mentre stanno partendo i convogli per le località di villeggiatura, c&#039;è Bologna con le sue contraddizioni e la sua umanità... Il lavoro in questi anni s&#039;è svolto sulle fonti, perché quel giorno avevo poco più di un anno e non ho ricordi diretti, è stato reso possibile da tanta documentazione in buona parte fornita dall&#039;archivio dell&#039;Associazione dei Famigliari delle Vittime della Strage (facilmente reperibile anche on-line), dai video, dagli audio, le immagini, i giornali dell&#039;epoca, le interviste, i libri che affrontano l&#039;accaduto anche dal punto di vista sociologico, giuridico, della comunicazione ecc. Il linguaggio è l&#039;unico che ho ritenuto possibile per raccontare a chiunque queste cose, perché al di là di ogni altra questione la mia speranza è che non si perda, non si dimentichi quanto è accaduto, la storia non si consumi in se stessa e rimanga nella memoria che il 2 Agosto 1980 a Bologna si è consumata la maggiore strage di civili del Dopoguerra italiano. Intanto grazie a tutti del sostegno e grazie anche per le critiche che servono comunque a riflettere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo testo inizialmente avevo pensato potesse affrontare la reazione dei bolognesi all&#8217;esplosione del 2 Agosto 1980, un momento (dopo un atto così efferato) di civiltà e umanità che oggi facciamo troppa fatica a ritrovare e durante il quale ognuno dei presenti ha cercato di aiutare le persone coinvolte per quanto nella propria possibilità e competenza. E questo anche perché venivo da un libro che al contrario raccontava la disgregazione della società da ogni punto di vista: morale, materiale, umano. La preparazione a questo testo che dura ormai da 6/8 anni mi ha portato in verità a tutta una serie di ulteriori analisi che sono in definitiva questa sezione del libro per come si sta sviluppando, ci sono i nomi e le storie di alcune delle persone coinvolte, ci sono le domande sul senso delle stragi e in particolare di una strage come questa che va a colpire la seconda classe della sala d&#8217;attesa del maggiore nodo ferroviario italiano nel primo sabato mattina di chiusura delle fabbriche mentre stanno partendo i convogli per le località di villeggiatura, c&#8217;è Bologna con le sue contraddizioni e la sua umanità&#8230; Il lavoro in questi anni s&#8217;è svolto sulle fonti, perché quel giorno avevo poco più di un anno e non ho ricordi diretti, è stato reso possibile da tanta documentazione in buona parte fornita dall&#8217;archivio dell&#8217;Associazione dei Famigliari delle Vittime della Strage (facilmente reperibile anche on-line), dai video, dagli audio, le immagini, i giornali dell&#8217;epoca, le interviste, i libri che affrontano l&#8217;accaduto anche dal punto di vista sociologico, giuridico, della comunicazione ecc. Il linguaggio è l&#8217;unico che ho ritenuto possibile per raccontare a chiunque queste cose, perché al di là di ogni altra questione la mia speranza è che non si perda, non si dimentichi quanto è accaduto, la storia non si consumi in se stessa e rimanga nella memoria che il 2 Agosto 1980 a Bologna si è consumata la maggiore strage di civili del Dopoguerra italiano. Intanto grazie a tutti del sostegno e grazie anche per le critiche che servono comunque a riflettere.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: massimiliano		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/02/24/quattro-poesie-inedite/#comment-246777</link>

		<dc:creator><![CDATA[massimiliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2014 12:59:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=47596#comment-246777</guid>

					<description><![CDATA[E&#039; vero..al di là del gusto personale stroncare senza argomentare è triste e limitato.Anche a me piacerebbe sarebbe cosa è &quot;poesia&quot; magari con un mirabile esempio di chi giudica questi versi di Matteo Fantuzzi come banalità che pare incredibile possano passare per poesia. 

Massimiliano Lancerotto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; vero..al di là del gusto personale stroncare senza argomentare è triste e limitato.Anche a me piacerebbe sarebbe cosa è &#8220;poesia&#8221; magari con un mirabile esempio di chi giudica questi versi di Matteo Fantuzzi come banalità che pare incredibile possano passare per poesia. </p>
<p>Massimiliano Lancerotto</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giovanna Rosadini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/02/24/quattro-poesie-inedite/#comment-246773</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Rosadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2014 09:35:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=47596#comment-246773</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2014/02/24/quattro-poesie-inedite/#comment-246767&quot;&gt;alessandro broggi&lt;/a&gt;.

Mi associo al commento di Alessandro Broggi. Ho avuto il piacere di leggere il lavoro di Matteo in anteprima, e apprezzo molto la sua linea di ricerca e di impegno, solide e concrete in tempi di narcisismi esibiti e inconsistenti vetero-sperimentalismi che lasciano il tempo che trovano. Non si può giudicare un&#039;opera da quattro testi, peraltro. Personalmente ne avrei scelti altri, ve ne sono di più incisivi e memorabili... Trovo la poesia di Matteo, contrariamente a quanto è stato ipotizzato (un gioco di specchi?), profondamente onesta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2014/02/24/quattro-poesie-inedite/#comment-246767">alessandro broggi</a>.</p>
<p>Mi associo al commento di Alessandro Broggi. Ho avuto il piacere di leggere il lavoro di Matteo in anteprima, e apprezzo molto la sua linea di ricerca e di impegno, solide e concrete in tempi di narcisismi esibiti e inconsistenti vetero-sperimentalismi che lasciano il tempo che trovano. Non si può giudicare un&#8217;opera da quattro testi, peraltro. Personalmente ne avrei scelti altri, ve ne sono di più incisivi e memorabili&#8230; Trovo la poesia di Matteo, contrariamente a quanto è stato ipotizzato (un gioco di specchi?), profondamente onesta.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giuliano Ladolfi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/02/24/quattro-poesie-inedite/#comment-246772</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuliano Ladolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2014 09:31:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=47596#comment-246772</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2014/02/24/quattro-poesie-inedite/#comment-246741&quot;&gt;andrea ponso&lt;/a&gt;.

Caro Andrea, non finisci di sorprendermi... Mi spiace che la partecipazione all&#039;Opera Comune abbia lasciato un segno così labile in te. Non mi riferisco alla stroncatura, operazione in se stessa assolutamente legittima, delle poesie di Matteo Fantuzzi, ma al modo. In Atelier abbiamo condiviso un imperativo categorico: motivare le nostre posizioni. Il dibattito non va effettuato su una  &quot;mancanza di stile e di banalità&quot;, ma suil&#039;argomentazione. I concetti generici costituiscono un alibi critico. Va&#039; in profondità, enuclea i motivi dei tuoi giudizi, suscita un dibattito sul valore della poesia, affonda lo sguardo all&#039;interno dell&#039;estetica novecentesca e contemporanea, perché la critica sterile è un boomerang che non rende giustizia e onore a chi la pratica. E, siccome continuo a nutrire stima e considerazione per te, ti invito a riprendere in mano il mio saggio &quot;Per un nuovo Umanesimo letterario&quot; (Novara, Interlinea, 2009), dove ho tentato di impostare non una soluzione (non ci sarà mai una soluzione a questi problemi che si evolvono come si evolve l&#039;umanità), ma un punto di partenza per una discussione. Lì affonda il bisturi della tua intelligenza e della tua cultura. E, visto che il 17 febbraio scorso hai espresso anche un giudizio negativo sulla pubblicazione &quot;Tutta colpa di Mike&quot; della Giuliano Ladolfi Editore, ti invito ad essere più preciso: critica il mio saggio di sociolinguistica ivi pubblicato, saggio che riprende tesi svolte in corsi postuniversitari che ho tenuto per gli Atenei di Torino e di Vercelli, e critica anche le parole che il Rettor Magnifico dello IULM di Milano ha manifestato nei confronti del testo. Non credo (sbaglio?) che esistano argomenti tabù per la cultura. Tutto dipende dalla profondità con cui un argomento viene affrontato. Ti sarò riconoscente per ogni tipo di apporto che vorrai regalare alla rivista &quot;Atelier&quot; e alle edizioni che portano il mio nome. Con immutata stima, Giuliano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2014/02/24/quattro-poesie-inedite/#comment-246741">andrea ponso</a>.</p>
<p>Caro Andrea, non finisci di sorprendermi&#8230; Mi spiace che la partecipazione all&#8217;Opera Comune abbia lasciato un segno così labile in te. Non mi riferisco alla stroncatura, operazione in se stessa assolutamente legittima, delle poesie di Matteo Fantuzzi, ma al modo. In Atelier abbiamo condiviso un imperativo categorico: motivare le nostre posizioni. Il dibattito non va effettuato su una  &#8220;mancanza di stile e di banalità&#8221;, ma suil&#8217;argomentazione. I concetti generici costituiscono un alibi critico. Va&#8217; in profondità, enuclea i motivi dei tuoi giudizi, suscita un dibattito sul valore della poesia, affonda lo sguardo all&#8217;interno dell&#8217;estetica novecentesca e contemporanea, perché la critica sterile è un boomerang che non rende giustizia e onore a chi la pratica. E, siccome continuo a nutrire stima e considerazione per te, ti invito a riprendere in mano il mio saggio &#8220;Per un nuovo Umanesimo letterario&#8221; (Novara, Interlinea, 2009), dove ho tentato di impostare non una soluzione (non ci sarà mai una soluzione a questi problemi che si evolvono come si evolve l&#8217;umanità), ma un punto di partenza per una discussione. Lì affonda il bisturi della tua intelligenza e della tua cultura. E, visto che il 17 febbraio scorso hai espresso anche un giudizio negativo sulla pubblicazione &#8220;Tutta colpa di Mike&#8221; della Giuliano Ladolfi Editore, ti invito ad essere più preciso: critica il mio saggio di sociolinguistica ivi pubblicato, saggio che riprende tesi svolte in corsi postuniversitari che ho tenuto per gli Atenei di Torino e di Vercelli, e critica anche le parole che il Rettor Magnifico dello IULM di Milano ha manifestato nei confronti del testo. Non credo (sbaglio?) che esistano argomenti tabù per la cultura. Tutto dipende dalla profondità con cui un argomento viene affrontato. Ti sarò riconoscente per ogni tipo di apporto che vorrai regalare alla rivista &#8220;Atelier&#8221; e alle edizioni che portano il mio nome. Con immutata stima, Giuliano</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: alessandro broggi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/02/24/quattro-poesie-inedite/#comment-246767</link>

		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2014 08:10:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=47596#comment-246767</guid>

					<description><![CDATA[Vorrei spezzare una lancia in favore di questo lavoro di Matteo, la cui limpidezza di dettato poetico (una limpidezza certo non astratta, ma calata nella lingua del nostro tempo, a volte anche nell&#039;&quot;intelligenza&quot; del banale quotidiano) mi sembrano invece efficaci proprio rispetto all’argomento scelto, forse - restando per esempio allo stile di superficie - più che non una complicazione semantica ulteriore, o una più spinta verticalità metaforica.
Certo quattro testi possono essere pochi per comprendere il senso di un’intera raccolta a tema, frutto di anni di documentazione storica e di riflessione poetica da parte dell’autore, ma alcuni commenti finora pervenuti, nella loro univocità priva di margini, mi sembrano francamente ingenerosi. 
Cogliendo in ogni caso questi stimoli un po’ ruvidi, vorrei chiedere a Matteo se ha voglia di fornire qualche indicazione proprio sulle opzioni estetiche che hanno orientato questo suo lavoro poematico. E anche, più in generale, sulle ragioni che l&#039;hanno spinto ad affrontare l’argomento e sul percorso svolto a livello del macrotesto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei spezzare una lancia in favore di questo lavoro di Matteo, la cui limpidezza di dettato poetico (una limpidezza certo non astratta, ma calata nella lingua del nostro tempo, a volte anche nell'&#8221;intelligenza&#8221; del banale quotidiano) mi sembrano invece efficaci proprio rispetto all’argomento scelto, forse &#8211; restando per esempio allo stile di superficie &#8211; più che non una complicazione semantica ulteriore, o una più spinta verticalità metaforica.<br />
Certo quattro testi possono essere pochi per comprendere il senso di un’intera raccolta a tema, frutto di anni di documentazione storica e di riflessione poetica da parte dell’autore, ma alcuni commenti finora pervenuti, nella loro univocità priva di margini, mi sembrano francamente ingenerosi.<br />
Cogliendo in ogni caso questi stimoli un po’ ruvidi, vorrei chiedere a Matteo se ha voglia di fornire qualche indicazione proprio sulle opzioni estetiche che hanno orientato questo suo lavoro poematico. E anche, più in generale, sulle ragioni che l&#8217;hanno spinto ad affrontare l’argomento e sul percorso svolto a livello del macrotesto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Il fu GiusCo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/02/24/quattro-poesie-inedite/#comment-246751</link>

		<dc:creator><![CDATA[Il fu GiusCo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2014 22:39:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=47596#comment-246751</guid>

					<description><![CDATA[Sono testi pop e sicuramente maggioritari tra l&#039;esiguo pubblico della poesia, specie quello più giovane. Peraltro, potrebbero avvicinare persone che altrimenti nemmeno si sognerebbero di farlo e magari qualcuna passerà ad altre e maggiori complessità. Non c&#039;è il singolare ma nemmeno la pretesa di, anche il latte lo fanno intero, parzialmente scremato e scremato. Voglio dire che c&#039;è una soglia biologica di assimilazione (e di produzione) oltre che il gusto, a ciascuno il suo. Ciao. Giuseppe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono testi pop e sicuramente maggioritari tra l&#8217;esiguo pubblico della poesia, specie quello più giovane. Peraltro, potrebbero avvicinare persone che altrimenti nemmeno si sognerebbero di farlo e magari qualcuna passerà ad altre e maggiori complessità. Non c&#8217;è il singolare ma nemmeno la pretesa di, anche il latte lo fanno intero, parzialmente scremato e scremato. Voglio dire che c&#8217;è una soglia biologica di assimilazione (e di produzione) oltre che il gusto, a ciascuno il suo. Ciao. Giuseppe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea ponso		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/02/24/quattro-poesie-inedite/#comment-246750</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea ponso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2014 22:06:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=47596#comment-246750</guid>

					<description><![CDATA[vedo che nessuno commenta. forse è un bene, almeno, oltre al silenzio strategico forse esiste anche un minimo di dignità. io mi sono riletto i testi: mi sembra incredibile che banalità del genere possano passare per poesia, ma veramente non mi capacito di questa cosa. e ci sto male.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>vedo che nessuno commenta. forse è un bene, almeno, oltre al silenzio strategico forse esiste anche un minimo di dignità. io mi sono riletto i testi: mi sembra incredibile che banalità del genere possano passare per poesia, ma veramente non mi capacito di questa cosa. e ci sto male.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea ponso		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/02/24/quattro-poesie-inedite/#comment-246741</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea ponso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2014 19:43:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=47596#comment-246741</guid>

					<description><![CDATA[al di là della mancanza di stile, e delle banalità - Matteo Fantuzzi sembra, ancora una volta, andare alla stazione di bologna come si va al discount e prendere quello che gli serve a poco prezzo. qualcuno ha scritto che i lager sono ormai percepiti come installazioni estetiche, ma qui siamo ancora più in basso: è la piagnucolosa e falsa empatia impossibile con le vittime che assume un&#039;estetica da layout del Lidl.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>al di là della mancanza di stile, e delle banalità &#8211; Matteo Fantuzzi sembra, ancora una volta, andare alla stazione di bologna come si va al discount e prendere quello che gli serve a poco prezzo. qualcuno ha scritto che i lager sono ormai percepiti come installazioni estetiche, ma qui siamo ancora più in basso: è la piagnucolosa e falsa empatia impossibile con le vittime che assume un&#8217;estetica da layout del Lidl.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco Di Pasquale		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/02/24/quattro-poesie-inedite/#comment-246734</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Pasquale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2014 16:38:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=47596#comment-246734</guid>

					<description><![CDATA[&quot;come se i cadaveri
ottenessero dei pesi differenti
sulla bilancia consumata della storia&quot;
Questo lo scarto, la delusione che ci avvolge ad ogni reiterata tragedia, ad ogni trappola del potere che si camuffa dietro a retoriche commozioni e contemporaneamente tira lo sciacquone, perché dinanzi alla strage per loro è subito &quot;tutto ricordo&quot;: per noi mai soltanto ricordo, ma anche e soprattutto vigilanza.
Grazie per i bei testi.
mdp]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;come se i cadaveri<br />
ottenessero dei pesi differenti<br />
sulla bilancia consumata della storia&#8221;<br />
Questo lo scarto, la delusione che ci avvolge ad ogni reiterata tragedia, ad ogni trappola del potere che si camuffa dietro a retoriche commozioni e contemporaneamente tira lo sciacquone, perché dinanzi alla strage per loro è subito &#8220;tutto ricordo&#8221;: per noi mai soltanto ricordo, ma anche e soprattutto vigilanza.<br />
Grazie per i bei testi.<br />
mdp</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: nazioneindiana.com @ 2026-06-20 13:19:26 by W3 Total Cache
-->