Maledetti architetti: Beniamino Servino

17 maggio 2014
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servino otto

Beniamino Servino

 

OBVIUS 

 

Diario [con poco scritto e molte figure].

…Una teoria dell’architettura sotto forma di diario

 

LetteraVentidue Edizioni \ Aprile 2014, formato 18,5×23,5 cm, 256 pagine, brossura, colore, ISBN 9788862421164

Una teoria dell’architettura sotto forma di diario

 fronte

 

 

 

BS 07 10 20 12

 

 Sulla copia

[e SUL PIACERE DELL’APPROPRIAZIONE DI UN TESTO].

 

Copia è la definizione faziosa e superficiale di una pratica fondamentale per la ricerca della posizione di un pensiero.

La trascrizione di un testo [la riproduzione di un testo].

Attraverso questa [la copia] si assume una posizione attiva sempre.

Dalla scelta del testo [atto d’amore] alla conservazione al recupero sotto forma di ri-elaborazione [nuova elaborazione].

Si evita la tensione [mistica-misteriosa] della invenzione-creazione e si adotta la serena disponibilità [tutta laica] alla inerzia della evoluzione [darwinistica].

Si evita la tensione [ansiogena-paralizzante] della invenzione-creazione e si adotta la serena disponibilità [autorale o dell’autore] all’adattamento a sé.

Fedeltà-infedeltà. Fedele nella trascrizione. Infedele nella trascrizione.

Pedissequo-parallelo. Pedissequo-divergente. Consapevole-inconsapevole.

 

servino 5

Vi-piscio-in-testa-HOTEL/Pissing-on-your-heads-HOTEL
Sindeticamente [con un tratto di congiunzione]/Syndetically [with a sign of conjunction].

*

 

 

 

BS 10 10 20 12

 

 Sulla bidimensionalità mnemonica.

Il pensiero architettonico è espresso [prende corpo, si consustanzia] attraverso la costruzione dell’architettura. Anche quando questa [la costruzione] è condizionata da motivi economici o di opportunità. O da altri motivi, di qualunque natura. Anche allora.

Quando ciò non è possibile [quando non è possibile la costruzione dell’architettura] allora il disegno diventa un manifesto. Di un disagio. Di una utopia possibile. Di propaganda.

Il disegno [l’immagine di architettura] è un surrogato per la diffusione del pensiero di architettura.

[Il disegno sostituisce in modo imperfetto l’architettura costruita].

La diffusione del pensiero di architettura avviene attraverso la sua [della architettura] costruzione.

Il disegno [l’immagine di architettura] è imperfetto perché è incorrotto. Il pensiero invece è corrotto per necessità genetica. L’architettura [la costruzione dell’architettura] è generata dalla malattia. E di questa [della malattia] si nutre per resisterle. Omeopaticamente.

Ogni pensiero sull’architettura, sulla città, sul paesaggio, sulla città-territorio, sul paesaggio urbano, sulla architettura della città, è una postazione di indagine autobiografica.

La memoria [la mia memoria] restituisce [mi restituisce] le sue tracce sincronicamente. E’ [mi appare] bidimensionale.

La città [il paesaggio] si rappresenta sincronicamente. E’ [la città/il paesaggio] bidimensionale.

Tutto arriva in superficie e lì si ferma. Galleggia. Un luogo si mostra in due dimensioni. Viene percepito bidimensionale. Non c’è spazio per l’attenzione. Per la profondità. Non c’è spazio per la terza dimensione. Si passa direttamente alla quarta. Quella del tempo. Un luogo e la sua cultura si conservano schiacciati in un piano. E un piano si sovrappone a un altro piano.

Tanti piani tante carte. Tante carte. E con tante carte un grande meraviglioso castello di carte.

 

 

L’ANTICO NON ESISTE. Il tempo le persone e le cose sono schiacciati insieme nel presente.

 

servino sei

NERVIANA
Pennata con adduzione nerviana/Pennata housing with external protusions.

 

*

 

BS 16 02 20 13

 

Mi piacerebbe costruire una pennata. E costruire una chiesa.

La costruzione dell’architettura resta il modo migliore per la sua teorizzazione…

[Costruire l’architettura significa controllarne la corruzione inevitabile e necessaria per renderla compiuta.]

[Le macchie vanno accudite. Nascondono segreti che vogliono solo essere rivelati.]

Popolari nel senso di famose o per il popolo?

Le case per il popolo sono come le raccolte di beneficenza, mettono in pace la coscienza.

Così come gli slogan “senza consumo di suolo” “boschi verticali” “api in città”.

Siamo tutti attori in un teatrino… tanti Marcovaldo con le batterie dietro alla schiena.

 

 

*

 

BS 06 03 20 13

 

[È] Bella la confusione delle città.

[Bella la con-fusione di pezzi di città diverse in una unica città].

La confusione che fonde e ricostruisce.

La geografia del ricordo è la descrizione sempre di un paesaggio possibile.

Non reale. Ma caro.

 

 

 

*

 

 BS 10 03 20 13

 

Il disegno è un aforisma.

L’aforisma è uno strumento di comunicazione rapida [di pensieri lenti]

Il disegno di architettura e’ uno strumento di propaganda. Politica. E della forma della politica.

 

 

 

 *

 

servino tre

Vanvitellian? Chi era costui?/Vanvitellian? Who was this man?

 

BS 14 04 20 13

 

Il potere della simmetria

Il potere della simmetria [e la resistenza delle stagioni].

Il Palazzo digital-post-vanvitelliano costruisce una illusione di simmetria generando un corpo lateralmente ipertrofico.

Oggi mi sono fatto una passeggiata fra il parco e i cortili della Reggia in pantaloncini e scarpette. 1 ora a andatura lenta.

Mi sono fermato a fare delle foto e poi mi sono rotto le palle e me ne sono tornato a casa.

 -Questa Reggia è sempre la stessa e ci vedi sempre cose diverse.

-Ci vedi quello che ci cerchi. La fotografia è uno strumento di progetto.

-Forse se lasci aperti gli occhi vedi pure quello che non stavi cercando…

-Sì. Io ho visto una turista e il marito che si facevano fotografare dall’amica di lei. E lui le ha detto: io guardo te e tu guardi il lago [la peschiera grande]…

-Esistono ancora turisti così?

-Mi è venuto da ridere. E lui mi ha fatto un cenno con la mano, come a dire: che cazzo vuoi?

E io anche aiutandomi con la mano gli ho risposto: buttatevi nel laghetto tutt’e due!

servino

Il mistero di pagina/The mystery of page

 

*

 

BS 11 06 20 13

Sul vuoto della città.

Basta una stanza vacante [vacua] alta il doppio di 2 metri e 70 per disporre alla meraviglia dello spazio interno. Ed è subito sera.

Il vuoto che mi interessa [il grande interno] è lo spazio vero della città [o quel che resta della città nella sua accezione europea]. Il grande interno è definito dagli oggetti e soprattutto dalle superfici, dalle facce, delle architetture [io non entrerò mai in quelle case, in quei musei, in quelle gallerie…]. La complessità di quegli interni minuti non esiste [non la vedo-non esiste].

Io lavoro con architetture bidimensionali che [come le carte per un castello di carte] rendono finito il vuoto del grande interno.

LA CITTA’ E’ IL GRANDE INTERNO.

La storia della città è bidimensionale.

*

 

 

BS 22 06 20 13

 

Una volta che avremo tolto tutte le case dalle coste e le coste saranno tornate solo coste poi uno che per caso si trova su una costa una pisciata se la può fare?

 

 

 

servino 10

 

 

 

 

 
 

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