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	Commenti a: Comprensibilità / incomprensibilità in poesia	</title>
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		<title>
		Di: Massimo Parizzi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/07/14/comprensibilita-incomprensibilita-in-poesia/#comment-252170</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimo Parizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2014 08:55:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2014/07/14/comprensibilita-incomprensibilita-in-poesia/#comment-252120&quot;&gt;cesare&lt;/a&gt;.

Caro Cesare, grazie del commento, io non scrivo poesia (anche se nella vita, confesso, qualche specie di poesia l’ho scritta), ma, saltuariamente, la leggo. E di fronte a certi poeti difficili, anche ritenuti grandi, mi sono arreso: non capivo con la testa e, nello stesso tempo, non provavo quel tipo di esperienza, non mentale, che fa dire: ecco! Di fronte ad altri poeti, non meno difficili, questo “ecco!” invece me lo sono detto. Perché? Tendo a pensare di avere io qualche “canale” interno più aperto e qualcuno più chiuso, ma che qualche poeta potrebbe, un giorno o l’altro, aiutarmi ad aprire un po’. Comunque, anche quando mi sono detto “ecco!”, l’ho “capita” quella poesia? Mah, diciamo che da allora mi ha accompagnato, m’è tornata in mente in connessione con questo o quello. E forse è questo che io trovo prezioso, per me, nei versi: non il momento in cui li “capisco”, ma il lungo periodo in cui “sto”, convivo, con essi, in cui li sento echeggiare. C’entra e non c’entra, ma quando penso a queste cose mi viene sempre in mente un passo di Wittgenstein in cui lui si chiede che cosa significa capire la musica, e si risponde: forse significa muovere le dita a tempo mentre la si ascolta. Un caro saluto, Massimo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2014/07/14/comprensibilita-incomprensibilita-in-poesia/#comment-252120">cesare</a>.</p>
<p>Caro Cesare, grazie del commento, io non scrivo poesia (anche se nella vita, confesso, qualche specie di poesia l’ho scritta), ma, saltuariamente, la leggo. E di fronte a certi poeti difficili, anche ritenuti grandi, mi sono arreso: non capivo con la testa e, nello stesso tempo, non provavo quel tipo di esperienza, non mentale, che fa dire: ecco! Di fronte ad altri poeti, non meno difficili, questo “ecco!” invece me lo sono detto. Perché? Tendo a pensare di avere io qualche “canale” interno più aperto e qualcuno più chiuso, ma che qualche poeta potrebbe, un giorno o l’altro, aiutarmi ad aprire un po’. Comunque, anche quando mi sono detto “ecco!”, l’ho “capita” quella poesia? Mah, diciamo che da allora mi ha accompagnato, m’è tornata in mente in connessione con questo o quello. E forse è questo che io trovo prezioso, per me, nei versi: non il momento in cui li “capisco”, ma il lungo periodo in cui “sto”, convivo, con essi, in cui li sento echeggiare. C’entra e non c’entra, ma quando penso a queste cose mi viene sempre in mente un passo di Wittgenstein in cui lui si chiede che cosa significa capire la musica, e si risponde: forse significa muovere le dita a tempo mentre la si ascolta. Un caro saluto, Massimo</p>
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		<title>
		Di: RobySan		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/07/14/comprensibilita-incomprensibilita-in-poesia/#comment-252169</link>

		<dc:creator><![CDATA[RobySan]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2014 08:23:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Ma non mi sembra che la maggiore o minore difficoltà sia un criterio per distinguere una poesia che vale la pena leggere da una che non vale la pena leggere. D’altronde non credo che, al riguardo, esista alcun criterio affidabile.&quot;

Già, non esistendo un &lt;i&gt;teorema per la decidibilità a priori del valore poetico&lt;/i&gt;, per sapere se vale la pena di leggerla, un poesia, bisogna proprio leggerla. (Chiaro che, se di un certo autore, leggi consecutivamente tre porcherie, poi ti passa la voglia di proseguire con la quarta.)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ma non mi sembra che la maggiore o minore difficoltà sia un criterio per distinguere una poesia che vale la pena leggere da una che non vale la pena leggere. D’altronde non credo che, al riguardo, esista alcun criterio affidabile.&#8221;</p>
<p>Già, non esistendo un <i>teorema per la decidibilità a priori del valore poetico</i>, per sapere se vale la pena di leggerla, un poesia, bisogna proprio leggerla. (Chiaro che, se di un certo autore, leggi consecutivamente tre porcherie, poi ti passa la voglia di proseguire con la quarta.)</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: cesare		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/07/14/comprensibilita-incomprensibilita-in-poesia/#comment-252120</link>

		<dc:creator><![CDATA[cesare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jul 2014 20:49:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[è da un po&#039; che scrivo poesie e spesso mi sono trovato di fronte a questo argomento (Comprensibilità / incomprensibilità in poesia). Leggendo le poesie mi trovo spesso nella condizione di dover interpretare con molte difficoltà quello che cerca di esprimere l&#039;autore per questo nelle mie poesie cerco di essere molto COMPRENSIBILE.
Oggi leggendo il suo articolo però mi sono dovuto un poco ricredere (Questo avevo provato di fronte a quei quadri astratti e a quei testi teatrali, quelle prose, quelle poesie, da adolescente: di avere trovato finalmente qualcuno e qualcosa che non voleva ficcarmi in testa questo o quello, che non voleva imbottirmi autoritariamente di “significati” ma che mi diceva qualcos’altro però me lo diceva invitandomi a essere attivo, a cercarlo questo qualcos’altro, lasciandomi spazio. 
Nessuna di quelle opere voleva avere un “significato” nel senso convenzionale o tradizionale del termine, nessuna voleva “stare per” qualcos’altro. La liberazione dalla “dittatura del significato”, per me, significava questo.)
ma comunque resto dell&#039;idea che quello che uno vuole esprimere deve essere percepito abbastanza facilmente da chi legge.
Non che non si debba compiere uno sforzo per capire ma nemmeno che si deva vagare nella testa di che scrive per cercare di cogliere il significato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>è da un po&#8217; che scrivo poesie e spesso mi sono trovato di fronte a questo argomento (Comprensibilità / incomprensibilità in poesia). Leggendo le poesie mi trovo spesso nella condizione di dover interpretare con molte difficoltà quello che cerca di esprimere l&#8217;autore per questo nelle mie poesie cerco di essere molto COMPRENSIBILE.<br />
Oggi leggendo il suo articolo però mi sono dovuto un poco ricredere (Questo avevo provato di fronte a quei quadri astratti e a quei testi teatrali, quelle prose, quelle poesie, da adolescente: di avere trovato finalmente qualcuno e qualcosa che non voleva ficcarmi in testa questo o quello, che non voleva imbottirmi autoritariamente di “significati” ma che mi diceva qualcos’altro però me lo diceva invitandomi a essere attivo, a cercarlo questo qualcos’altro, lasciandomi spazio.<br />
Nessuna di quelle opere voleva avere un “significato” nel senso convenzionale o tradizionale del termine, nessuna voleva “stare per” qualcos’altro. La liberazione dalla “dittatura del significato”, per me, significava questo.)<br />
ma comunque resto dell&#8217;idea che quello che uno vuole esprimere deve essere percepito abbastanza facilmente da chi legge.<br />
Non che non si debba compiere uno sforzo per capire ma nemmeno che si deva vagare nella testa di che scrive per cercare di cogliere il significato.</p>
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		<title>
		Di: Muse difficili &#187; fulviocortese.it		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/07/14/comprensibilita-incomprensibilita-in-poesia/#comment-252118</link>

		<dc:creator><![CDATA[Muse difficili &#187; fulviocortese.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jul 2014 19:41:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] OGGI ON LINE: Muse difficili [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] OGGI ON LINE: Muse difficili [&#8230;]</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: diamonds		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/07/14/comprensibilita-incomprensibilita-in-poesia/#comment-252062</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2014 10:17:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[una Leggenda metropolitana custodita in un&#039;altra era,tra la Teta e il Pi Greco.
Sul trapezio: toreri e nostromi

http://www.recordedlight.com/music/King%20Crimson/In%20the%20Court%20of%20the%20Crimson%20King/05%20The%20Court%20of%20the%20Crimson%20King-The%20Return%20of%20the%20Fire%20Witch-The%20Dance%20of%20the.mp3]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>una Leggenda metropolitana custodita in un&#8217;altra era,tra la Teta e il Pi Greco.<br />
Sul trapezio: toreri e nostromi</p>
<p><a href="http://www.recordedlight.com/music/King%20Crimson/In%20the%20Court%20of%20the%20Crimson%20King/05%20The%20Court%20of%20the%20Crimson%20King-The%20Return%20of%20the%20Fire%20Witch-The%20Dance%20of%20the.mp3" rel="nofollow ugc">http://www.recordedlight.com/music/King%20Crimson/In%20the%20Court%20of%20the%20Crimson%20King/05%20The%20Court%20of%20the%20Crimson%20King-The%20Return%20of%20the%20Fire%20Witch-The%20Dance%20of%20the.mp3</a></p>
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