Il buongiorno che si vede stamattina

24 settembre 2014
Pubblicato da

di Lorenzo Declich

Scrivo all’indomani del primo attacco americano sulla Siria*.

1. l’U.S. Department of Defense ha diramato un dispaccio nel quale si afferma che:

The strikes destroyed or damaged multiple ISIL targets in the vicinity of Ar Raqqah, Dayr az Zawr, Al Hasakah, and Abu Kamal and included ISIL fighters, training compounds, headquarters and command and control facilities, storage facilities, a finance center, supply trucks and armed vehicles.

Aggiunge che, oltre ad altri attacchi sull’Iraq contro IS:

has also taken action to disrupt the imminent attack plotting against the United States and Western interests conducted by a network of seasoned al-Qa’ida veterans – sometimes referred to as the Khorasan Group – who have established a safe haven in Syria to develop external attacks, construct and test improvised explosive devices and recruit Westerners to conduct operations. These strikes were undertaken only by U.S. assets.

Anche Barack Obama ha affermato che gli attacchi sono stati portati all’IS (Stato islamico) e al “gruppo Khorasan”.

Aron Lund ci spiega che cos’è (sarebbe meglio dire cosa non è) il “gruppo Khorasan” in una serie di tweet, qui raccolti:

“Khorasan” would be a great name for a terror group, with nearly unlimited potential for ominous mispronounciation. Sadly, it is not. It’s a word used by al-Qaeda (& others) for the Afghanistan-Pakistan region, where its top leadership sits. What has happened, if US intel is telling the truth, is that a group of AQ veterans have relocated to Syria to support AQ’s local franchise, Jabhat al-Nosra, and (this is the newsworthy part) to develop its capacity for international attacks. All this, apparently, on the urging of AQ’s core leadership. The “Khorasan group” thing comes from them being sent to Syria from “Khorasan” – that is, by AQ’s leadership in Pakistan – and presumably taking their orders straight from there. It’s not the name of a group and they’re not an independent organization. As described in reports so far, they’re a specialized working group inside or otherwise attached to Jabhat al-Nosra that seeks to use the training camps, resources & recruits that Jabhat al-Nosra controls in Syria to run global attacks for which AQ can then claim credit.

2. Dipartimento della difesa e Obama non citano la Jabhat al-nusra nei loro comunicati. Ma da altre fonti emerge che questo gruppo è stato attaccato più volte.

Questo è il dispaccio dei Comitati di coordinamento locale:

By the end of Tuesday, LCC were able to document 123 martyrs including 8 women, 7 children and 2 martyrs under torture: 57 martyrs were reported in #Aleppo 50 of them from Jabhet Al-Nusra were martyred by International Alliance Combats’s airstrike on Al- Muhandisen Suburbs; 29 in #Idlib including 10 civilians and 11 from Jabhet Al-Nusra were martyred by International Alliance Air Combats’s airstrikes on #Kafrdryan; 22 in #Damascus and its Suburbs; 7 in #Homs including 6 Bedouins were martyred by by International Alliance Air Combats’s airstrikes on Shaa’r mount; 4 in Dier Ezzor; 3 in #Daraa and 1 in #Hama.

LCC has also documented 72 air strikes by the U.S. air combats accompanied with Qatari, Saudi, Jordanian, Emirati and Bahraini warplanes at several Syrian cities and towns. #Raqqa city witnessed 7 air strikes that targeted the Municipality Building at the center of the city, the Horsemanship Building and checkpoint western of the city, the Vanguards Camp southern of the city, the National Security Building, National Hospital of Raqqa City, 5 air strikes at the Tabaqa Military Airport, 3 air strikes at Tal Abyad city, 3 others that targeted the 93rd Brigade and its surroundings in Ain Essa area and also 3 air strikes at the National Hospital in Maadan. Moreover, there were 7 air strikes at the Mezra and Boghaz villages in Aleppo province, 2 others at Bafdeek and Jirin villages in Kobane and 4 air strikes at the Muhandiseen suburbs which targeted positions for Jabhat AlNusra militias.
In Idlib, the International Alliance air combats targeted the Kafar Daryan village with 3 air strikes whereas in Deir Ezzor they launched 22 air strikes at BoKamal city. Additionally, they conducted 7 air strikes at Tal AlMilih area in the village of AlTabny, 1 air strike at Tabous Mountain in Shmitiyeh area and 3 air strikes at the Shaer Mountain in Palmyra, Homs.

Tutto ciò fa dire a Mike Giglio, corrispondente di BuzzFeed da Istanbul, che gli Stati Uniti hanno dichiarato guerra alla Jabhat al-nusra.

3. La Jabhat al-nusra è la denominazione di al-Qaida in Siria. Come forse saprete dal maggio del 2013 l’allora Stato Islamico di Iraq e Siria, poi divenuto Stato islamico, è stato espulso da al-Qaida per non aver seguito le direttive del suo capo, Ayman al-Zawahiri.

Già da tempo Jabhat al-nusra e ISIS combattevano l’uno contro l’altro, il dissidio risale all’aprile del 2013, in corrispondenza con la nascita dell’ISIS.

Costatazione: gli americani stanno facendo la guerra allo Stato islamico e contemporaneamente a un loro nemico. Nel migliore dei casi stanno indebolendo IS ma anche uno dei gruppi più efficaci per combattere IS sul terreno.

Riflessione: gli americani stanno facendo la loro guerra in Siria, stanno eliminando (sempre che ci riescano), quelli che ritengono essere i loro nemici, a prescindere dalla posizione che questi loro nemici occupano nel complesso campo di battaglia. Così facendo aggiungono dosi di caos a una situazione già ampiamente critica.

4. Passiamo all’efficacia degli attacchi. Già lo scorso 17 settembre Intelligence online, un sito francese il cui nome è autoesplicativo, raccontava:

According to our sources, Islamic State (IS), the former ISIS or Daesh, is girding itself for the US–led coalition offensive that it is expecting at the beginning of October. The organisation has begun building bunkers and, like Hezbollah and Hamas (IOL 717, IOL 718), it has been burrowing tunnels throughout the territories it currently controls. Lorries and construction equipment are in use round the clock in and around Mosul and in the Syrian province of Raqqa.

Meanwhile, some of the 30,000 Daesh fighters have been told to discreetly blend into the local population either side of the border. Islamic State is keeping silent about its defence strategy while trying to flush out rival rebel groups that could side with the coalition. The bomb attack in Idlib against Ahrar al-Sham (see p.2) and the assassination attempt against Ahmed Issa Zakaria, the chief of the Souqour al-Sham Brigade (the Falcons of the Levant) were part of this strategy.

La cosa mi riporta a un messaggio di Osama bin Laden rivolto agli iraqeni. Siamo nel 2002, ne cito un piccolo pezzo:

Vogliamo sottolineare l’importanza di impegnare il nemico in un combattimento lungo, corpo a corpo, logorante, vendendo a caro prezzo le postazioni difensive camuffate nelle pianure, nelle fattorie, nelle montagne e nelle città. Ciò che il nemico più teme è la guerra nelle città e nelle strade. Quello è il tipo di guerra nella quale il nemico si aspetta di subire gravi ed eccessive perdite.” nota bene “postazioni difensive camuffate

E anche uno del 2003, riguardante i famosi attacchi alle grotte di Tora Bora in Afghanistan:

Gli Americani ci colpirono con bombe intelligenti, bombe che pesavano migliaia di libbre, bombe a grappolo; c’erano anche le bombe perforanti [che esplodevano] nelle caverne. C’erano bombardieri come i B52 – uno di essi per più di due ore – sopra le nostre teste, che sganciavano dalle venti alle trenta bombe per volta. Aerei C-130 modificati ci attaccarono nella notte con bombe ad alto potenziale e con altre bombe moderne. Ma nonostante l’attacco terribile e una spaventosa campagna di propaganda – entrambi senza precedenti – concentrati su questo piccolo luogo, cinto d’assedio da tutti i lati, con in più le forze degli Ipocriti, che ci portavano attacco per due settimane di seguito e che tenemmo lontani giorno dopo giorno – con il favore a Dio Onnipotente ed Altissimo – li respingemmo ogni volta, li uccidemmo e li ferimmo. Nonostante tutto questo le forze americane non riuscirono a penetrare le nostre postazioni: non è forse questa la prova più evidente della loro codardia, paura e impostura, [la prova] che la loro presunta forza è solo un mito? La battaglia si concluse con una sonora disfatta per le forze mondiali del Male che avevano dispiegato tutta la loro forza contro un piccolo gruppo di mujahidin – non più di trecento unità – asserragliati in un miglio quadrato nelle loro trincee a temperature che si aggiravano attorno ai dieci gradi sotto lo zero. Le vittime della battaglia furono per noi intorno al sei per cento – speriamo che Iddio li accolga come Martiri – mentre i caduti nelle trincee furono circa il due per cento – che Dio sia ringraziato.

Intanto anche la Jabhat al-nusra sembra prendere contromisure.

Riflessione: sembra che gli americani non abbiano imparato niente. O, anche, che sappiano perfettamente quanto il loro intervento sia inefficace ma non se ne curino.

5. In Siria il variegato mondo di “ribelli”  reagisce un due modi:

  1.  c’è chi approva gli attacchi ma chiede che fra gli obiettivi ci sia anche il regime di Bashar al-Asad (e, da ciò che vedo, mi sembra che questa richiesta non verrà neanche presa in considerazione viste le evidenze di contatti fra regime e americani nell’imminenza degli attachi);
  2.  c’è chi non approva in base a osservazioni semplici: così facendo gli americani non aiutano la Siria a uscire dall’incubo. Anzi, peggiorano le cose (fra l’altro c’è il plausibile timore che i due gruppi colpiti dagli attacchi tornino sui loro passi e agiscano insieme dimenticando le ostilità del passato).

Fra coloro che si oppongono agli attacchi c’è anche l’unica formazione apertamente foraggiata dagli americani, Haraka Hazm. Nel loro comunicato si legge: Come osservava il 22 settembre  sul Washington Post la politica americana sulla Siria in questi anni aveva contribuito  alla frammentazione del fronte anti-Asad.

Tutto lascia pensare che ora, con questa strategia, ciò che rimaneva dei gruppi armati non islamisti anti-Asad verrà definitivamente schiacciato.

6. Intanto un’altra guerra, quella che c’era prima, continua.  Qui un comunicato di stamattina dei Comitati di coordinamento locale:

Wednesday started in Syria with 14 martyrs including 7 martyres were reported by toxic gases and a child: 7 martyrs were reported in Damascus and its Suburbs by airstrikes with toxic gases on Adra; 3 martyrs in Aleppo; 2 martyrs in Homs; a martyr in Idlib and a martyr in Hama.

 


* mi scuso con i lettori per aver lasciato non tradotte molte delle citazioni. Il tempo è tiranno.

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8 Responses to Il buongiorno che si vede stamattina

  1. Lorenzo Declich il 24 settembre 2014 alle 19:10

    Una lettura

    Le bombe di Obama e quelle di Assad. Voci dalla Siria

    http://www.pagina99.it/news/mondo/7001/Le-bombe-di-Obama-e-quelle.html

  2. véronique vergé il 24 settembre 2014 alle 20:23

    Scusa Lorenzo. L’Isis è un minaccia per la libertà, in particolare le donne.
    Siamo in guerra.
    Approvo la lotta che facciamo contro l’Isis.
    Ogni giorno penso alle donne di questa parte del mondo.
    Per il momento dobbiamo agire.
    Penso che abbiamo troppo indugiato.

  3. véronique vergé il 24 settembre 2014 alle 20:33

    A troppo volere accusare l’occidente di tutto il male, non abbiamo occhi aperti.
    Penso alle mie sorelle che lottano nelle montagne, affrontano la morte.
    Dovremmo tutti sostenere il loro coraggio.
    E questo per me la sfida: difendere la libertà delle donne contro la barbarie.

    • Lorenzo Declich il 25 settembre 2014 alle 10:25

      Non si accusa l’Occidente di tutto il male… la mia è una critica alle modalità dell’operazione americana. C’erano tante opzioni, secondo me è stata scelta quella sbagliata.

  4. Lorenzo Declich il 25 settembre 2014 alle 10:26

    Un report sulla giornata di cui scrivo qui.

    (di Lorenzo Trombetta, Ansa). Più di trecento persone, per lo più siriani, tra cui civili compresi donne e bambini, sono stati uccisi nelle ultime 24 ore dalle bombe, nuove, della coalizione arabo-sunnita guidata dagli Stati Uniti e da quelle, assai più note ai siriani, sganciate dai caccia del regime di Damasco.

    Delle 343 vittime documentate nel dettaglio da fonti mediche e piattaforme di monitoraggio siriane come il Centro delle documentazioni delle violazioni (Vdc), i Comitati di coordinamento (Lcc) e l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), circa 150 sono miliziani jihadisti e qaedisti dello Stato islamico e della Jabhat an Nusra, colpiti nelle loro roccaforti nelle regioni di Raqqa (nord), Hasake (nord-est), Dayr az Zor (est), Idlib (nord-ovest) e Aleppo (nord). Oltre 60 sono i civili e i minori sono oltre dieci. Non tutte le vittime sono state identificate e i bilanci non possono essere verificati in maniera indipendente sul terreno.

    Nella regione di Idlib, i bombardamenti sono eseguiti quasi all’unisono da caccia della coalizione arabo-occidentale e da velivoli militari russi di Damasco. A nord di Idlib, la Jabhat an Nusra – l’ala qaedista siriana – e altri influenti gruppi jihadisti locali come Ahrar ash Sham hanno oggi annunciato l’evacuazione delle loro sedi. La Nusra e Ahrar ash Sham sono nel fronte dei miliziani che combattono sia il regime del presidente Bashar al Assad sia le forze dello Stato islamico.

    I raid arabo-occidentali colpiscono l’Isis e i suoi nemici. Nella regione di Raqqa, Hasake e Dayr az Zor sono proseguiti i bombardamenti. In particolare, l’area frontaliera di Albukamal-Qaim tra Iraq e Siria è stata investita da 13 attacchi.

    Ad Aleppo si sono registrati scontri armati tra ribelli anti-regime e forze lealiste sostenute da jihadisti sciiti libanesi degli Hezbollah. E a nord-est della metropoli siriana, la cittadina curda di Kobane/Ayn Arab continua a essere sotto assedio da sud e da ovest dai miliziani dello Stato islamico, che non accennano ad arretrare nemmeno sotto il fuoco della coalizione filo-Usa.

    Il regime di Damasco dal canto suo ha proseguito a bombardare le roccaforti della rivolta nelle regioni di Hama e Homs nel centro, e di Daraa e Qunaytra nel sud e nel sud-ovest a ridosso con le Alture del Golan occupate da Israele. La Nusra è presente in forze nell’area di Qunaytra ma le sue basi qui non sono prese di mira dai raid filo-occidentali.

    La stessa capitale siriana non è stata risparmiata dal fuoco della guerra: mortai sparati da miliziani anti-regime hanno colpito diversi quartieri della città saldamente in mano ai lealisti, mentre il rione periferico di Jawbar e altri sobborghi controllati dal fronte anti-governativo sono stati di nuovo presi di mira dai raid aerei del regime. (Ansa, 24 settembre).

  5. Siria | Georgiamada il 26 settembre 2014 alle 13:12

    […] Declich, che continuamente aggiorna con link, tramite commenti. Uno del 12settembre E uno del 24 settembre Consiglio anche la sua pagina Facebook aperta, e quindi visibile a tutti (naturalmente è […]

  6. Lorenzo Declich il 28 settembre 2014 alle 15:56

    69 manifestazioni antiamericane all’indomani degli attacchi aerei
    https://www.youtube.com/playlist?list=PLPC0Udeof3T6FHfQHGTnUx4Tk8Pzcz91a



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