“Tutti assolti? Allora Stefano è vivo!”

1 novembre 2014
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Il 31 ottobre 2014 la Corte d’Appello di Roma ha assolto per insufficienza di prove tutti gli imputati – medici, infermieri e agenti di polizia – del processo per la morte di Stefano Cucchi, avvenuta il 22 ottobre del 2009 nel reparto protetto dell’Ospedale Sandro Pertini, sei giorni dopo il suo arresto. In primo grado nel 2013 erano stati condannati cinque medici su sei per omicidio colposo, ma ora la giustizia ha assolto anche loro. La famiglia Cucchi ha annunciato che farà ricorso alla Corte Suprema di Cassazione e farà causa al Ministero della Giustizia.

148 Stefano mostri dell’inerzia [2011]
di Maurizio Cartolano

[ mostri dell’ingiustizia – 2014 ]

prova a guardare, prova a coprirti gli occhi.
da Tiresia di Giuliano Mesa

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15 Responses to “Tutti assolti? Allora Stefano è vivo!”

  1. véronique vergé il 1 novembre 2014 alle 17:35

    Ho saputo della notizia ieri sulla pagina facebook di Roberto Saviano.
    E’ un giudizio vergognoso e crudele per la famiglia.
    Per tutti.
    Di fronte alla foto di Stefano martoriato viene la nausea.

  2. carlo carlucci il 1 novembre 2014 alle 22:35

    E’ pur sempre un paese di vili, che ogni tanto (Falcone, Borsellino, Livatino…) ha bisogno di eroi mortiammazzati. Rimane questo minimo comun denominatore:la viltà, il compromesso. Vili (e assassini) gli artefici del delitto, vili (e conniventi) i giudici che hanno assolto. Italiani di sempre e che ora ci stanno conducendo…..

  3. […] Luigi Manconi e Valentina Calderone, dal Manifesto del 31 ottobre 2014. [vedi anche qua]. Una cosa, la sappiamo e non dobbiamo mai dimenticarla. Già la sentenza di primo grado ha dovuto […]

  4. […] Luigi Manconi e Valentina Calderone, dal Manifesto del 31 ottobre 2014. [vedi anche qua]. Una cosa, la sappiamo e non dobbiamo mai dimenticarla. Già la sentenza di primo grado ha dovuto […]

  5. Eugenio Lucrezi il 2 novembre 2014 alle 11:59

    sofferenza senza fine

  6. mariasole ariot il 2 novembre 2014 alle 12:38

    Sì, Eugenio.

  7. andrea inglese il 2 novembre 2014 alle 13:15

    Atteggiamento della magistrature nei confronti delle forze di polizia, “cultura” specifica delle forze di polizia, atteggiamento dei responsabili politici delle forze di polizia: tre fattori che in Italia – se solo prendiamo come campione i primi 14 anni del secolo – non fanno che rinforzare una condizione d’impunità e di conseguenza un’assenza di qualsiasi discorso critico, anche blandamente riformatore. Mi chiedo se questa non sia ancora una semplice eredità del regime fascista, filtrato dai compromessi al ribasso e dagli opportunismi della classe dirigente democristiana. E mai intaccata nei suoi meccanismi e nei suoi presupposti con l’avvento della Seconda Repubblica.

  8. véronique vergé il 2 novembre 2014 alle 15:50

    Oggi ( con un giorno di ritardo) ho letto sulla Repubblica i detagli. Pensare al calvario che ha subito Stefano è morso nel cuore.
    In questo processo non c’è umanità, ni voluntà di stabilire la verità.

  9. Mirfet il 2 novembre 2014 alle 17:46

    Non cambierà mai questa storia che si ripete, infinita.
    Poi la forza di andare avanti di famiglie come quella di Stefano mi lasciano ammutolita ancora una volta, e arrivo a pensare che la loro voce è anche un po’ la mia e che c’è speranza per tutti.

  10. carlo carlucci il 3 novembre 2014 alle 07:40

    Vedere sotto ‘Avv. Odoardo Ascari’, i processi cui lui fu protagonista nel cosiddetto triangolo rosso. Stupri, rapine nei confronti di innocenti. Addirittura un proprietario che aveva donato un ingentissima somma alla Resistenza, quando seppe che ne era stata versata solo una minima parte volle vederci chiaro. Di notte venne prelevato assieme a sua sorella che era molto bella. Lui ucciso la sorella violentata dal branco e poi a sua volta uccisa. L’avv. Ascari da solo malgrado intimidazioni, minacce riusci a far condannare i colpevoli (rei di altre violenze, stupri, omicidi) e poi una legge di Togliatti sull’amnistia fece uscire i colpevoli dopo solo un anno e poco più. Il Partito ancora negli anni novanta li ricordava come eroici resistenti. In questa palude, in questi cambi di casacca di cui siamo maestri (Napolitano docet) come si fa a credere, a sperare in un rinnovamento? Appunto, un popolo di pochissimi, fulgidi eroi e una straziante parte di vili, di mestatori……

    • carlo carlucci il 3 novembre 2014 alle 07:43

      ….reparto ‘protetto’ dell’Ospedale Sandro Pertini….Protetto…Sandro Pertini….Che paradossi..

  11. Eugenio Lucrezi il 4 novembre 2014 alle 22:02

    Non vorrei che anche l’esternazione di oggi del presidente del senato, che appariva accesa da indignazione, non sia altro che un astuto cuscinetto per ammortizzare lo sdegno generale che segue l’emanazione di una sentenza come questa qui sulla morte di Cucchi. Non è così probabilmente, sta di fatto che l’impressione mia è stata questa, ed è stata netta.

  12. carlo carlucci il 6 novembre 2014 alle 16:42

    E’ molto possibile, il cerchiobottismo italico. Si assolve ma ci si ‘indigna’, con cautela. Che le forze dell’ordine picchino duro, da sempre, dai tempi del fascismo è fuor di dubbio. C’è solo da sperare che per un pò picchino meno duro, da non farci scappare il morto. E i medici noncuranti? ‘Grasso’che cola verrebbe da dire….
    PS I ministeri a Roma liberata (dagli americani) approfittando che l’Italia era divisa in due si ridipinsero democratici, e quando grazie anche alla Resistenza (quella vera)…i giochi erano già fatti….

  13. Lalo Cura il 10 novembre 2014 alle 22:31
  14. Per Rosaria e Roberto | Nazione Indiana il 11 novembre 2014 alle 18:00

    […] orsono un’altra sentenza controversa non decretava – per fortuna – che il malcapitato Stefano Cucchi era deceduto per autolesionismo e proprio rifiuto a alimentarsi, bensì mandava tutti assolti […]



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