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	Commenti a: Appunti su roghi e coprifuochi	</title>
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		Di: jamila		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jamila]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2015 14:38:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2015/01/14/appunti-su-roghi-e-coprifuochi-3/#comment-282862&quot;&gt;andrea inglese&lt;/a&gt;.

Sono d&#039;accordo sulla difficoltà teorica (e l&#039;assenza di soluzioni convincenti). Cioè criticare l&#039;universalismo è più facile che trovare alternative. Fatico anche con le parole sostitutive: pluriversalismo, comune vs comunitario e via dicendo, perché le sento anni luce distanti dal darsi e porsi dei problemi concreti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/01/14/appunti-su-roghi-e-coprifuochi-3/#comment-282862">andrea inglese</a>.</p>
<p>Sono d&#8217;accordo sulla difficoltà teorica (e l&#8217;assenza di soluzioni convincenti). Cioè criticare l&#8217;universalismo è più facile che trovare alternative. Fatico anche con le parole sostitutive: pluriversalismo, comune vs comunitario e via dicendo, perché le sento anni luce distanti dal darsi e porsi dei problemi concreti.</p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/01/14/appunti-su-roghi-e-coprifuochi-3/#comment-282864</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2015 11:37:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a Nat

Le critiche che muovi al mio pezzo, sono quelle che anch&#039;io oggi riconosco in esso. (Vedi scambio con Jamila). Poi ci sarebbe da dire anche molto sull&#039;impermeabilità francese ai cultural studies e alla riflessioni intorno alla letteratuta post-coloniale. Per questo la risposta non è semplice su questo terreno.

&quot;Nessuno si interessa all’antisemitismo ? Quando gli ebrei saranno partiti quasi tutti dalla Francia che tipo di modello di società protremmo proporre ? Non certo quello laico in Italia…&quot;

In Francia, gli omicidi antisemiti sono ben chiari a tutti, e se ne parla ovviamente in tutti i media. E il problema esiste anche a livello più ordinario, di vita quotidiana. Dopodiché l&#039;invito fatto dal capo del governo israeliano agli ebrei francesi di venire in Israele è pura propaganda politica. Come può un governo di estrema destra, che sostiene una politica d&#039;occupazione e quindi di guerra, convincere gli ebrei francesi che Israele rappresenti un posto più sicuro? Solo perché ci sono bunker super attrezzati?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a Nat</p>
<p>Le critiche che muovi al mio pezzo, sono quelle che anch&#8217;io oggi riconosco in esso. (Vedi scambio con Jamila). Poi ci sarebbe da dire anche molto sull&#8217;impermeabilità francese ai cultural studies e alla riflessioni intorno alla letteratuta post-coloniale. Per questo la risposta non è semplice su questo terreno.</p>
<p>&#8220;Nessuno si interessa all’antisemitismo ? Quando gli ebrei saranno partiti quasi tutti dalla Francia che tipo di modello di società protremmo proporre ? Non certo quello laico in Italia…&#8221;</p>
<p>In Francia, gli omicidi antisemiti sono ben chiari a tutti, e se ne parla ovviamente in tutti i media. E il problema esiste anche a livello più ordinario, di vita quotidiana. Dopodiché l&#8217;invito fatto dal capo del governo israeliano agli ebrei francesi di venire in Israele è pura propaganda politica. Come può un governo di estrema destra, che sostiene una politica d&#8217;occupazione e quindi di guerra, convincere gli ebrei francesi che Israele rappresenti un posto più sicuro? Solo perché ci sono bunker super attrezzati?</p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/01/14/appunti-su-roghi-e-coprifuochi-3/#comment-282862</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2015 11:28:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2015/01/14/appunti-su-roghi-e-coprifuochi-3/#comment-282858&quot;&gt;jamila&lt;/a&gt;.

&quot;per me la staffetta si dà in questi termini, semplificando un po&#039;: negli stessi luoghi, frange della popolazione simili, protagoniste di fenomeni di “lotta” ben diversi, e però inscrivibili in una parabola degenerativa.&quot;
del tutto d&#039;accordo...

sulla questione appunto pars construens (sulla destruens siamo entrambi, e molti altri con noi, d&#039;accordo), non ho soluzioni convincenti, e vedo innanzitutto una difficoltà teorica; e qui inviterei a svolgere una riflessione sulla questione dei presupposti che stanno alla base dei modelli francese e anglossassone di società, considerando i loro rispettivi limiti e fallimenti sul piano fattuale. Mi sembra che nonostante anche il tanto lavoro teorico e sociologico fatto, si sia ancora dentro una foresta fitta e assai oscura. Che ne pensi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/01/14/appunti-su-roghi-e-coprifuochi-3/#comment-282858">jamila</a>.</p>
<p>&#8220;per me la staffetta si dà in questi termini, semplificando un po&#8217;: negli stessi luoghi, frange della popolazione simili, protagoniste di fenomeni di “lotta” ben diversi, e però inscrivibili in una parabola degenerativa.&#8221;<br />
del tutto d&#8217;accordo&#8230;</p>
<p>sulla questione appunto pars construens (sulla destruens siamo entrambi, e molti altri con noi, d&#8217;accordo), non ho soluzioni convincenti, e vedo innanzitutto una difficoltà teorica; e qui inviterei a svolgere una riflessione sulla questione dei presupposti che stanno alla base dei modelli francese e anglossassone di società, considerando i loro rispettivi limiti e fallimenti sul piano fattuale. Mi sembra che nonostante anche il tanto lavoro teorico e sociologico fatto, si sia ancora dentro una foresta fitta e assai oscura. Che ne pensi?</p>
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		<title>
		Di: jamila		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/01/14/appunti-su-roghi-e-coprifuochi-3/#comment-282858</link>

		<dc:creator><![CDATA[jamila]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2015 10:34:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la staffetta a cui alludevo  è &quot;geografico/sociale&quot;, i fenomeni diversissimi. Non penso che il jihadismo sia il remake della rivolta delle banlieue, né che vi sia una linea di continuità evolutiva  (parlavo di shift) , ma abbiamo a che fare con alcuni elementi di analogia di partenza: periferie (e quello che comportano in termini di assetto sociale e economico e rapporto allo Stato e alle sue emanazioni), adolescenti, retaggio coloniale e migratorio. I fenomeni, dicevo, sono ovviamente diversissimi. Uno collettivo - le rivolte di banlieue – , come tu dici, e anche &quot;espressivo&quot; (nonostante all&#039;epoca si parlasse in diversi contesti di rivolta &quot;afona&quot;, screditata in quanto non conforme alle forme della politica auspicate), e uno minoritario e anche frammentato, cioè non di massa, nonché deleterio. per me la staffetta si dà in questi termini, semplificando un po&#039;: negli stessi luoghi, frange della popolazione simili, protagoniste di fenomeni di &quot;lotta&quot; ben diversi, e però inscrivibili in una parabola degenerativa.  Sulla chiave multiculturalista forse non ho capito bene cosa intendi: la risposta ad un universalismo razzista non è ovviamente il multiculturalismo (razzista e classista pure lui), ma della tua analisi coglievo la pars destruens (critica dell&#039;universalismo) con cui concordo, e non la pars construens (ricetta multiculturalista, se di questo si trattava).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la staffetta a cui alludevo  è &#8220;geografico/sociale&#8221;, i fenomeni diversissimi. Non penso che il jihadismo sia il remake della rivolta delle banlieue, né che vi sia una linea di continuità evolutiva  (parlavo di shift) , ma abbiamo a che fare con alcuni elementi di analogia di partenza: periferie (e quello che comportano in termini di assetto sociale e economico e rapporto allo Stato e alle sue emanazioni), adolescenti, retaggio coloniale e migratorio. I fenomeni, dicevo, sono ovviamente diversissimi. Uno collettivo &#8211; le rivolte di banlieue – , come tu dici, e anche &#8220;espressivo&#8221; (nonostante all&#8217;epoca si parlasse in diversi contesti di rivolta &#8220;afona&#8221;, screditata in quanto non conforme alle forme della politica auspicate), e uno minoritario e anche frammentato, cioè non di massa, nonché deleterio. per me la staffetta si dà in questi termini, semplificando un po&#8217;: negli stessi luoghi, frange della popolazione simili, protagoniste di fenomeni di &#8220;lotta&#8221; ben diversi, e però inscrivibili in una parabola degenerativa.  Sulla chiave multiculturalista forse non ho capito bene cosa intendi: la risposta ad un universalismo razzista non è ovviamente il multiculturalismo (razzista e classista pure lui), ma della tua analisi coglievo la pars destruens (critica dell&#8217;universalismo) con cui concordo, e non la pars construens (ricetta multiculturalista, se di questo si trattava).</p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/01/14/appunti-su-roghi-e-coprifuochi-3/#comment-282857</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2015 10:03:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Jamila,

due cose sul passaggio da &quot;casseurs&quot; a &quot;jihadistes&quot;.
L&#039;origine della rivolta del 2005 è stata scatenata, come è stato comprovato anche da studi sociologici, da delle morti innocenti. Quasi sempre, nella storia dei tumulti giovanili e di periferia della Francia vi è all&#039;origine la morte di qualche ragazzo. Qui si trattava di due giovanissimi di 15 e 17 anni che, perché figli d&#039;immigrati africani, facile bersaglio dei controlli di polizia, si son messi a correre alla semplice vista di una pattuglia. Si sono nascosti in una centrale elettrica e sono morti fulminati in un trasformatore.
L&#039;innesco della rivolta, intanto, è qui costituito da qualcosa nettamente percepito come un&#039;aggressione, una diretta conseguenza della unilaterale, e quindi razzista, vigilanza poliziesca.
(Ci sono anche studi mirati sull&#039;atteggiamento delle forze di polizia nelle periferie francesi. Ce ne siamo occupati qui: https://www.nazioneindiana.com/2012/06/12/due-letture-del-decennio-sicuritario-fassin-e-matelly-mouhanna).

In ogni caso, all&#039;epoca delle rivolte del 2005, due cose emergevano chiare. Queste rivolte pur nella loro violenza apparentemente indiscriminata (l&#039;attacco alle scuole), erano la consequenza di una molteplicità di pesanti fattori che andavano tutti a mostrare il fallimento di una politica d&#039;integrazione (alcuni dubitavano che una tale politica ci sia mai stata), in un contesto post-coloniale.
L&#039;altra constatazione era l&#039;incapacità di questa &quot;moltitudine&quot;, qui il termine negriano è forse azzeccato, di diventare epressione di una denuncia politica articolata e di un&#039;attività politica in grado di supportarla.

Il jihadismo francese di oggi è un fenomeno estremamente minoritario e complesso, non certo staffetta di quel fenomeno di rivolta generalizzata di allora. Però cresce su una fetta della società francese che continua ad essere discriminata e penalizzata.
(Il numero più alto (in termini relativi non assoluti) di jihadisti vengono da Nizza, e sono convertiti da pochissimo, hanno un&#039;eta media intorno ai 17-18 anni, e molti provengono da famiglie cattoliche o non praticanti, e da famiglie francesi-francesi.)

I limiti della mia analisi di allora, credo che siano in un tentativo di proporre chiavi multi-culturaliste, come elementi di possibile progresso a fronte di questa situazione in Francia. Oggi, non sono così sicuro che quella direzione sia la migliore. In ogni caso, un confronto con il multiculturalismo anglossassone è fondamentale per la Francia, perché nel bene e nel male il modello anglosassone ha dato alcune risposte, funziona su un piano pragmatico. L&#039;integrazione alla francese rimane per certi versi una sorta di auspicio, di fantasma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Jamila,</p>
<p>due cose sul passaggio da &#8220;casseurs&#8221; a &#8220;jihadistes&#8221;.<br />
L&#8217;origine della rivolta del 2005 è stata scatenata, come è stato comprovato anche da studi sociologici, da delle morti innocenti. Quasi sempre, nella storia dei tumulti giovanili e di periferia della Francia vi è all&#8217;origine la morte di qualche ragazzo. Qui si trattava di due giovanissimi di 15 e 17 anni che, perché figli d&#8217;immigrati africani, facile bersaglio dei controlli di polizia, si son messi a correre alla semplice vista di una pattuglia. Si sono nascosti in una centrale elettrica e sono morti fulminati in un trasformatore.<br />
L&#8217;innesco della rivolta, intanto, è qui costituito da qualcosa nettamente percepito come un&#8217;aggressione, una diretta conseguenza della unilaterale, e quindi razzista, vigilanza poliziesca.<br />
(Ci sono anche studi mirati sull&#8217;atteggiamento delle forze di polizia nelle periferie francesi. Ce ne siamo occupati qui: <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/06/12/due-letture-del-decennio-sicuritario-fassin-e-matelly-mouhanna" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2012/06/12/due-letture-del-decennio-sicuritario-fassin-e-matelly-mouhanna</a>).</p>
<p>In ogni caso, all&#8217;epoca delle rivolte del 2005, due cose emergevano chiare. Queste rivolte pur nella loro violenza apparentemente indiscriminata (l&#8217;attacco alle scuole), erano la consequenza di una molteplicità di pesanti fattori che andavano tutti a mostrare il fallimento di una politica d&#8217;integrazione (alcuni dubitavano che una tale politica ci sia mai stata), in un contesto post-coloniale.<br />
L&#8217;altra constatazione era l&#8217;incapacità di questa &#8220;moltitudine&#8221;, qui il termine negriano è forse azzeccato, di diventare epressione di una denuncia politica articolata e di un&#8217;attività politica in grado di supportarla.</p>
<p>Il jihadismo francese di oggi è un fenomeno estremamente minoritario e complesso, non certo staffetta di quel fenomeno di rivolta generalizzata di allora. Però cresce su una fetta della società francese che continua ad essere discriminata e penalizzata.<br />
(Il numero più alto (in termini relativi non assoluti) di jihadisti vengono da Nizza, e sono convertiti da pochissimo, hanno un&#8217;eta media intorno ai 17-18 anni, e molti provengono da famiglie cattoliche o non praticanti, e da famiglie francesi-francesi.)</p>
<p>I limiti della mia analisi di allora, credo che siano in un tentativo di proporre chiavi multi-culturaliste, come elementi di possibile progresso a fronte di questa situazione in Francia. Oggi, non sono così sicuro che quella direzione sia la migliore. In ogni caso, un confronto con il multiculturalismo anglossassone è fondamentale per la Francia, perché nel bene e nel male il modello anglosassone ha dato alcune risposte, funziona su un piano pragmatico. L&#8217;integrazione alla francese rimane per certi versi una sorta di auspicio, di fantasma.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Nat		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/01/14/appunti-su-roghi-e-coprifuochi-3/#comment-282831</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nat]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2015 21:55:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì ma tutte fonti culturaliste che vanno tutte nello stesso senso. Nella perferia della mia città ci sono molti Ceceni, e poi non solo perché sono anche nel mio palazzo. La Francia è uno dei paesi che accoglie più persone nell&#039;ambito del diritto di asilo. &quot;Francese africano&quot; non vuol dire assolutamente nulla. O allora si intendono solo le persone i cui genitori sono originari dell&#039;Africa Subsahariana, l&#039;autore assimila i figli dell&#039;immigrazione algerina a tutti gli immigrati e all&#039;africa tutta intera ! Nel caso delle distruzioni di scuole pubbliche nelle periferie non c&#039;era nulla da negoziare, o allora si lascia in pasto ai trafficanti di droga come del resto è successo ora a Marsiglia. La Benbassa è un&#039;ossesionata del modello americano, ora negli USA i musulmani sono l&#039;1% dell&#039;operazione. Ottima inoltre la sua promozione del rapper Medine che accumula stupidaggini una dietro l&#039;altro l&#039;ultima delle quali un clip dove invita a crocifiggere i laicisti. Normale che venga poi fischiata durante la manifestazione contro lo stupro antisemita di Créteil. Nessuno si interessa all&#039;antisemitismo ? Quando gli ebrei saranno partiti quasi tutti dalla Francia che tipo di modello di società protremmo proporre ? Non certo quello laico in Italia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì ma tutte fonti culturaliste che vanno tutte nello stesso senso. Nella perferia della mia città ci sono molti Ceceni, e poi non solo perché sono anche nel mio palazzo. La Francia è uno dei paesi che accoglie più persone nell&#8217;ambito del diritto di asilo. &#8220;Francese africano&#8221; non vuol dire assolutamente nulla. O allora si intendono solo le persone i cui genitori sono originari dell&#8217;Africa Subsahariana, l&#8217;autore assimila i figli dell&#8217;immigrazione algerina a tutti gli immigrati e all&#8217;africa tutta intera ! Nel caso delle distruzioni di scuole pubbliche nelle periferie non c&#8217;era nulla da negoziare, o allora si lascia in pasto ai trafficanti di droga come del resto è successo ora a Marsiglia. La Benbassa è un&#8217;ossesionata del modello americano, ora negli USA i musulmani sono l&#8217;1% dell&#8217;operazione. Ottima inoltre la sua promozione del rapper Medine che accumula stupidaggini una dietro l&#8217;altro l&#8217;ultima delle quali un clip dove invita a crocifiggere i laicisti. Normale che venga poi fischiata durante la manifestazione contro lo stupro antisemita di Créteil. Nessuno si interessa all&#8217;antisemitismo ? Quando gli ebrei saranno partiti quasi tutti dalla Francia che tipo di modello di società protremmo proporre ? Non certo quello laico in Italia&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Andrea Raos		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/01/14/appunti-su-roghi-e-coprifuochi-3/#comment-282816</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2015 18:13:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=50505#comment-282816</guid>

					<description><![CDATA[Una mia vecchia riflessione laterale, ispirata in parte da questo stesso pezzo
https://www.nazioneindiana.com/2005/11/25/sui-roghi/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una mia vecchia riflessione laterale, ispirata in parte da questo stesso pezzo<br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/2005/11/25/sui-roghi/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2005/11/25/sui-roghi/</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: jamila		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/01/14/appunti-su-roghi-e-coprifuochi-3/#comment-282814</link>

		<dc:creator><![CDATA[jamila]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2015 17:34:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=50505#comment-282814</guid>

					<description><![CDATA[Andrea, mi sembra una  chiave di lettura superinteressante: ragionare sullo shift che si è prodotto in 10 anni: da un lato, come dici, tu, dal &quot;problema immigrazione&quot; al &quot;problema islam&quot;; dall&#039;altro, direi io in senso non puramente provocatorio dai casseurs ai jihadistes. Non sono in grado di trarre delle conclusioni, però ho apprezzato tantissimo questo pezzo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea, mi sembra una  chiave di lettura superinteressante: ragionare sullo shift che si è prodotto in 10 anni: da un lato, come dici, tu, dal &#8220;problema immigrazione&#8221; al &#8220;problema islam&#8221;; dall&#8217;altro, direi io in senso non puramente provocatorio dai casseurs ai jihadistes. Non sono in grado di trarre delle conclusioni, però ho apprezzato tantissimo questo pezzo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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