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  1. Marco Di Pasquale il 15 febbraio 2015 alle 21:50

    Un denso saggio di post-sofia imperniato sulla specularità ludica di tempo e forme, di linguaggi della critica e della consapevolezza, in un rimando ciclico mai cortocircuitato, se osservato con l’occhio spoglio, scientifico del verso indagatore.



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