La cognizione dello spazio

10 marzo 2015
Pubblicato da

di Mariangela Guatteri

Non è sufficiente dire: “io non sono il corpo”. Bisogna anche realizzarlo. Non è così semplice. Bisogna non essere in preda al delirio.

L’universo è diviso in tre sistemi planetari, quello superiore, quello intermedio, quello inferiore. La Terra fa parte del sistema intermedio. Anche gli altri pianeti dell’universo sono popolati da innumerevoli esseri viventi; sulla Terra non esiste alcun luogo privo di esseri viventi. In profondità nel terreno ci sono i vermi, nell’acqua ci sono gli animali acquatici, nel cielo ci sono gli uccelli.

Tutti sono intrappolati.

Si potrebbe usare la propria energia in modo da ottenere un corpo che permetta di entrare nel pianeta.

Al momento della morte bisogna staccare gli occhi dalla contemplazione degli oggetti, e impegnare le orecchie ad ascoltare la vibrazione.
Se la mente è turbolenta, va fissata e il respiro condotto alla sommità del capo. Si può raggiungere la perfezione.
A questo stadio si decide dove andare. Esistono innumerevoli pianeti.
Si hanno informazioni dell’esistenza di questi luoghi attraverso la letteratura.
Se per esempio si vuole andare in America, ci si può fare qualche idea di questo paese leggendo i relativi opuscoli.
Se si conoscono tutte le descrizioni che i testi contengono, ci si può trasferire secondo il proprio desiderio su qualsiasi pianeta.
Il viaggio con mezzi meccanici non è il metodo riconosciuto.

 

*

 

I piedi sono provati dai sassi, dalle ardesie sonore e dalle spugne spinose.
I punti d’acqua segnano la traccia delle piste. Si circola di pozzo in pozzo.

La distanza tra due fonti d’acqua va da zero a seicento chilometri.

Un recinto di frecce attorno ad un arciere concretizza la capacità del suo arco.

Una campana d’alluminio di 25 Kg posta su una base di un porto nella Tierra del Fuego appare e scompare ogni 12 ore a causa della marea.

Una proprietà pubblica viene definita come “area pubblica di transito”. Questa definizione si riferisce al deserto. L’area esterna è il deserto e il movimento all’interno è un’azione di peregrinazione che culmina con l’appropriazione di un luogo.

trenta porte formate da pali di metallo con una canna da pesca tesa tra i due, posti tra mura e recinto. Un confine continuo all’interno.

Una proprietà privata viene definita come “zona delimitata”, circondata da partizioni alte non meno di 4,5 metri o delimitata da un fossato profondo 4,5 metri e largo 2.

I suoni della foresta, della pioggia, delle attività degli uomini, i versi degli animali.

La Terra resta lontana. La parola “luogo” non è ancora stata definita. Una serie di regole definisce luoghi e regni.
Un ampio trattato sulla parola “luogo”.

 

*

 

Due estratti da Mariangela Guatteri, La cognizione dello spazio. Benway, 2014.

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Notable Replies

  1. incidenti di frontiera

  2. Lila says:

    Prima di realizzare che non siamo il nostro corpo, forse si passa dalla consapevolezza del corpo, a qualunque livello, dal bestiale fino alle cime cosìdette superiori a cui si arriva, immagino, tramite la meditazione, la contemplazione e riflessione.
    Non so se faccio bene a raccontare quanto segue, lo faccio perché è qualcosa che ho sperimentato in prima persona e insiema ad una persona amata: mia madre.
    Quando un mattino alle 10:10 lei aprì gli occhi - la bocca - esalò i canonici tre respiri ( descritto questo lasso di tempo da Leone Tolstoy) e si chiuse come un fiore al giungere della notte. Io rimasi di pietra e poi udìì una risata che saliva, la risata mi pareva di una pazza o di un pazzo. Lei guardava adesso da un altro punto di vista, dopo aver avuto modo di realizzare che non era solo il suo corpo, e, appena lo lasciò la sua risata salì al cielo, o a quello che era. Dunque penso che prima di parlare di dolcezza è buono assaporare lo zucchero, così con il corpo va vissuto dai lati più cosìdetti bestiali, e mi sto ripetendo scusate, a quelli spirituali. Poi per il resto aspetto di passare anche io da quel respiro. Non sono sicura che l'universo sia come dice Lei, potrebbe esserlo. Ma non avendone fatto esperienza non posso dire niente. Comunque il titolo: La cognizione dello spazio - mi pare bello e per questo ho scritto fino a questo punto. Non vorrei averla annoiata, quello che ho scritto è veramente accaduto.
    @lila

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